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PAPPA E CICCIA AL TELEFONO EROTICO – ANNA

Ogni tanto, e quando ne ho la possibilita’ tecnica, sorvoliamo sul dove e come, telefono alle linee erotiche. Lo faccio giusto cosi’ per divertimento, per poter cazzeggiare e magari eccitarmi un po’ parlando esplicitamente di ”cazzo in bocca sborro ti farei questo e quell’altro” eppero’ con dall’altra parte una voce e ad una femmina vera, almeno come presenza, visto che nella vita reale e’ molto piu’ difficile disquisirne anche quando i fatti e le donne sono reali e i giochi sono fatti’ e in atto.
E’ un gioco ma nasconde una esigenza anche seria e richiede un impegno capace da parte di tutti.
Dunque ho contattato e imparato a conoscere le signorine delle hot-line e tutto il loro armamentario mestierante : credetemi, vi imbrogliano mentono etc tutte e sempre, in partenza; e’ ovvio, c’e’ chiaramente un gioco delle parti e basta saperlo per non illudersi o allargarsi, eppero’ , credetemi anche qui, tutte TUTTE, TUTTE, per curiosita’ noia inclinazione naturale delle donne, per abitudine , per sbarcare il lunario passare il tempo raccattare qualche soldo (ma non e’ affatto la cosa principale), per deformazione professionale perversione originaria o maturata col mestiere, TUTTE SEMPRE muoiono dalla voglia di parlare realmente di sesso e di altro, e di incontrarti .. si. Sempre.
A me e’ riuscito 4 volte su 5 (una volta no perche’ erano in brasile o a cuba.. con una italo-canadese si, pero’) e non penso di essere particolarmente speciale.
Il segreto e’ banale e solo apparentemente paradossale : vanno corteggiate, e non aspettate che siano loro a dire si si te lo succhio sei venuto addio caro.
Ricordate? Trattare le signore da mignotte e le mignotte da signore. A fare cosi’ comunque, non si sbaglia mai. Io non mi invento niente di nuovo.
Al limite ho e uso una voce suadente, possiedo e metto in mostra metodi spicci ma educati e sinceri , adopero eloquio e fantasie speciali che in ogni caso rimangono impresse e intrigano davvero anche prima di incontrarmi’.
Certo non bisogna esagerare con particolari intimi veri, e neanche farsi sgamare da colleghe o colleghi nostri o loro quando si briga per organizzare l’incontro.
Senno’ so’ cazzi, gelosie bollette e inutili complicazioni di lavoro.
C’e’ poi il problema della lontananza’ sono tutte altrove di dove dicono, e alla fin fine sempre negli stessi centri, e spesso molto lontane; ma prima o poi tutte passano per roma, per una ragione o per l’altra.

Con anna e’stato particolarmente facile. Prendo una linea trovo una voce, napoletana, particolarmente simpatica, si, simpatica , e allora parto davvero col mio sistema, subito col mio grido di battaglia e di presentazione pratica : ” ti piace farti sborrare in faccia? E ti piacerebbe farti sborrare in faccia DAVVERO da me?”
Appena un attimo di sincera sorpresa malgrado il mestiere, e la poverina risponde convinta e quasi malinconica ” ma io ingoio!”
Si si ti ringrazio per la disponibilita’ ma io preferisco in faccia’ ma visto che sei cosi’ entusiasta, dimmi un po”come sei realmente fatta, non mentirmi bada bene, e come lo faresti-te lo faresti fare’ anzi, come te lo farai fare?..
Alla prima caduta di linea, in genere dopo un otto minuti, era gia’ cotta e intortata-ancora senza crema ma con ottime prospettive di metterle la ciliegina sulla panna o viceversa. Ripresi abilmente e fortunatamente la linea, e lei non tardo’ con ingegnosita’ e destrezza a darmi un suo numero diretto. Anche qui, mentono o ci guadagnano, a usare un telefonino privato, ma se partono di capoccia e sei veramente interessante e interessato, e’ fatta.
Qualche tempo-mese ‘ di trattative altanelanti, e dal virtuale si passo’ all’orale.. cioe’ al reale reale.
Il primo incontro avvenne in una stradona romana affollata. Lei e’ , come si era descritta al di la’ del solito stereotipo quinta di seno gran fica, una cicciotta tipo bridgette jones prima della cura dimagrante, occhi e sorriso luminosissimi, labbra e bocca larga da.. proprio da quella specialista che diceva di essere per telefono, capelli come fili d’oro’ Come si impiastricciavano e rapprendevano con la saliva e la sborra lo avrei ben visto in seguito!!

Ci infilammo ancora infagottati nella sua auto parcheggiata nel giardinetto di mezzo. Te lo voglio prendere in bocca subito, mi aveva detto dandomi l’appuntamento, ma prima promettimi che mi abbracci. Lo faccio volentieri per accontentarla, appena staccati lo vuol vedere davvero. Si guarda appena intorno, lo vuoi davvero? si,si conferma.
Lo tiro fuori dai pantaloni scoprendolo appena dal cappotto, lei si fionda e si china su di me, lo prende in bocca appena per una succhiatine viste le circostanze e il luogo,
quanto basta per dimostrarmi che non raccontava balle ‘nessuno dei due- e che ci sa fare : e’ calda e umida-la bocca e non solo quella. (parentesi : ho poi scoperto che eravamo sotto le finestre di casa sua! dove ha la madre la sorella e la zia’ Pensate che porca , che eccitazione e che spinta irrefrenabile ha non solo lei ma ispira il sesso e hanno le donne in generale’ non cessero’ mai di stupirmi).
Non mi ha stupito piu’ invece dalla prima volta che gliel’ho messo in bocca anzi in gola per bene. Non mi ha stupito la tecnica.. la foga e l’entusiasmo, quello si’, sempre.
Utilizzando l’ auto, all’inizio, cominciava col suggerlo in punta pian pianino ma io tagliavo corto e dopo poco glielo infilavo fino in gola ingozzandola tutta ..lei se lo tirava fuori forzando la mia mano sulla sua nuca appena il tempo di rifiatare come una balenottera riemersa, poi si rituffava.
Quando lo aveva davanti lo voleva subito e in ogni posto appena appena potessimo fermarci’ con fretta voglia spazientita senza pensare o preoccuparsi d’altro.. mi abbassava la zip e ..
Ricordo un giro per roma senza meta anzi con una meta ben precisa e spirito e abiti adatti ‘
Davanti alla sinagoga’ci manda via un poliziotto.. Alla fermata dell’autobus.. arriva appunto l’autobus o ci prendono per un taxi e vogliono salire od usufruire anche loro del servizio.. Parcheggio per handicappati, ci lampeggia uno con la carrozzella’ vabbe”anzi, va benissimo!

La Prima sborrata (in bocca) e’ stata dunque in auto. La seconda sera, non proprio sotto le sue finestre ma.. ”Ho il torcicollo e stasera ho ospiti a casa per cena.. non puoi sborrarmi in faccia” mi dice (non per rovinarle la serata in famiglia, ma le dovrei far notare che e’ gia’ comunque tutta rossa e sbrodata di saliva fino agli
occhi spermatici e il maglione con gli strass e’ fradicio di saliva.. )
vabbe’.. pero’ posso sborrarti in bocca, azzardo. Ok!!! Aggiudicata!! come ci mettiamo? Cinguetta all’alternativa entusiasticamente accolta.
Che bravo hai trovato la posizione, mi dice lei a 4 zampe tra i sedili anteriori con la testa fuori dal finestrino.. io le infilo la cappella in bocca e mi inizio a segarmi lungo l’asta il tubo.. pochi istanti ‘
Ed ecco arriva La sborra. Non si ritrae e lo prende tutto nella gola, sembra vomitare da un momento all’altro ma se lo tiene in bocca fino all’ultimo getto e spasimo, poi lo tira fuori senza mollarmi l’asta e si strofina le labbra sulla manica del maglione.. oh, ma non ne ha perduto neanche una goccia!’ davvero ingoia!
Ma non vedevo/vedevamo l’ora di sborrarle in faccia.
La volta dopo tutto era a posto , collo rientro a casa voglia; trovare una posizione migliore non era facile ma alla fine ‘parcheggio squallido ma vuoto, auto contro il muro isolato, sportello aperto a riparare dalla vista, lei in ginocchio fuori dall’auto poggiata sul sedile io in piedi a controllare la situazione e bearmi della vista del suo volto in attesa estasiata e sorridente.. un accorgimento da lei apprezzato, un libro a bloccare la lucetta della portiera, per non evidenziare proprio quel punto dell’osceno gesto, ma comunque abbastanza luce dai lampioni lontani per vedere il mio schizzo incredibilmente eccitato e abbondante dividerle la faccia fino ai capelli..
E lei ridere nella notte e godere come una bimba.

La volta successiva altra Meravigliosa sborrata senza remore in mezzo alla faccia completamente lavata (e inutilmente cercata di asciugarsi con innumerevoli fazzolettini di carta); scoprimmo poi dopo alla fine che il tutto era avvenuto alla presenza d’un gruppetto di zingarelli da lei non tanto apprezzata
ma cmq eccitante ecchisenefregabastachesiefattasborrareinfaccia.. che semivedonomieccitoquasidipiuperchecifacciounaporcafigura’.

Mi raccontava, nelle pause con la bocca libera, delle telefonate sul numero erotico che continuava a ricevere e gestire, chiedendomi talvolta informazioni tecniche sempre con molto entusiasmo e genuina ingenuita’ ‘sic- e curiosita” ma per bondage cosa intendono? Cos’e’ uno’strappon?
A volte la chiamavo al lavoro solo per sentire come si comportava con gli altri clienti noiosi o bavosi-anch’io chiaro facevo le bave ma reali e concrete, non pippe al cervello’o forse l’inverso. Fa lo stesso.

Mi faceva eccitare come mai nella mia ..carriera ingoiando
e facendosi sborrare in faccia all’aperto per strada chi c’era c’era (quasi).

Ma una casa con quattro mura uno specchio ‘ e un bagno- poteva meglio dar asilo a tutte le nostre voglie promesse e premesse.

Siamo arrivati dunque alla mia garconniere’
La prima volta aveva le sue cose ‘altro contrattempo, ma.. ” non c’e’ problema tanto usando la bocca godo uguale’ ” mi rassicuro’ lei tutta contenta uguale’. e figurati me!! lui!!
Giuro, non ho mai incontrato una gola profonda cosi’ !
Con me a cavalcioni dei suoi seni e della faccia che glielo spingevo infoiatissimo in gola lei riusciva ugualmente ad ingoiarmelo, duro, fino alle palle.
Con tutta la saliva ‘quanta!- che la inzaccherava tutta , antipasto della sborra che mi stava facendo produrre e desiderare di darle, come se gia’ non ne avessi voglia in partenza.. (dalla nascita)’

La ingozzavo in tutti i modi, fino ai suoi e agli umani limiti (i suoi erano ben oltre !!), come c’eravamo detti per telefono e come le avevo fatto vedere preparandole cassette di deep throat e abusi e scopate facciali, che lei aveva diligentemente messo nel lettore e visto e rivisto per tutta la notte al lavoro, mentre chattava aria fritta con sconosciuti ignari di quello che fosse e facesse realmente’
.
Alla fine quasi a malincuore glielo sottrassi dall’ingoio e la misi per bene nella mia e adesso anche sua posizione preferita e piu’ adatta. Sapeva cosa l’aspettava, ora, in quella stanza senza piu’ pareti.. no, al contrario riparata e intima e senza altri testimoni o pubblico che noi; l’avevamo detto pensato sognato interpretato e visto mille altre volte, ma ora era vero e non c’era ne’ telefono ne’ anonimato ne’ recite in atto, ma di fronte un uomo e un cazzo vero e lei come donna vera e non operatrice del sesso virtuale.
Se lo teneva davanti stringendomelo , non come un telefonino ma come una cornetta’ un corno dell’abbondanza , un idrante per il suo fuoco non piu’ solo verbale.
Se lo passo’ sul viso in lenta trasognante adorazione’ Si..si, sborrami in faccia .. mi chiese dopo essersi domandata e risposta da sola , convinta, come fosse la prima volta di un rito di iniziazione e una volontaria resa totale e definitiva.

Skizzoni negli occhi , in faccia, accolti con gioia entusiasmo partecipazione sottomissione allegria serenita’ sul suo viso beato, e sullo specchio, dove era appoggiata e riflessa per moltiplicarmi l’immagine di piacere.
Specchio che dovemmo poi ripulire non senza difficolta’ quando ormai si fu rappreso, io con un kleenex, lei con la lingua.
Invece sul suo viso lo sperma lo lasciai asciugare come una glassa dolciastra ..
anche perche’ poi’ c’era un modo piu’ eccitante di toglierlo’di lavarlo via’.
”Perche’ mi hai parlato della pioggia dorata”’ mi aveva detto quasi piagnucolando quando una volta per telefono le avevo accennato appena della cosa’era bastato il termine’. Il fatto e’ che le piaceva!! ”Accidenti a te’mi ci hai fatto pensare e ora voglio farlo”’ ..ed ora eccola li, accoccolata nel bagno e poi nella vasca
a bocca spalancata lingua fuori e occhi ben aperti malgrado fosse in arrivo il mio caldo getto, ad aspettare con le mani e tenersi su i seni generosamente offerti come un balconcino’.
Ed ecco che , non senza fatica, perche’ urinare e’ duro col cazzo duro (non lo sapete?), comincio a pisciarle addosso, mirando prima alle tette,
poi salendo alla lingua e alla bocca
quando il getto diviene piu’ sicuro e diretto'(lei comincia a deglutire e tossicchiare), e infine.. le pulisco la faccia con due raffiche.. e poi, ormai sempre piu’ duro e quasi dolente, glielo infilo in bocca ancora che sgoccia, quasi a farla soffocare e bere a gargarozzo ..
Con l’ovvia conseguenza quasi immediata di richiamare altro liquido per abbeverarla come merita e si aspetta’

Pendeva letteralmente dalle mie labbra, e io dalle sue, per altro.

E’ finita perche” forse un disguido, forse un minimo di etichetta ma ..
ma non la dimentichero’ mai, non scordero’ il suo entusiasmo, la sua dedizione,
la sua felice disponibilita’, -anna, la numero uno in assoluto che abbia mai incontrata sentita e sborrata’

Ai suoi numeri’ non chiamo piu’ .

e comunque’
Telefonate gente, telefonate..

FACIALMAX

Autore Pubblicato il: 12 Gennaio 2007Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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