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Passeggiata sul corso con sorpresa cap.1

By 31 Dicembre 2025No Comments

Mi chiamo Salvo ed insieme al mio amico Gennaro abbiamo sposato due sorelle, io la più vecchia Concetta 1,60 mora con i capelli corti, occhi grigi, leggermente morbida ed una quarta di seno che a 40 anni sta ancora su e nel quale affondo con piacere e che viene molto guardata quando andiamo in giro grazie alle tenute che lo mettono in risalto. Ha anche belle gambe ed un sedere un pelo abbondante che io adoro e che lei ama concedermi con costanza.
La sorella Carmen è molto diversa se non per il seno di pari dimensioni ma un po’ più molle. Bionda occhi azzurri, capelli biondi lunghi fino alle spalle, 1,65 con un paio di gambe spettacolari che terminano in un culetto che ogni uomo etero non può fare a meno di guardare con cupidigia.
Le due sorelle sono molto legate e sono molto esibizioniste, per uscire indossano sempre capi che mettano in risalto la loro parte migliore, Concetta d’estate, nonostante le dimensioni importanti, mette camicette attillatissime o maglie scollate a volte anche senza reggiseno. Le piace “beccare” gli uomini quando finalmente alzano gli occhi dalle sue poppe e “fulminarli“ bonariamente.
Carmen invece d’estate mette vestiti più accollati ma sempre molto corti che disegnano il suo culetto indossando rigorosamente tanga o perizoma che ne esaltano ancora di più la forma. Quando non sono vestiti sono pantaloni tipo seconda pelle, meglio se un po’ trasparenti così da evidenziare ancora di più l’intimo e far sbarellare i maschi.
Sia Gennaro che io non siamo gelosi di questo loro modo di vestire anzi lo amiamo e non di rado le accompagniamo nelle loro sessioni di shopping per offrire il nostro contributo maschile.
La domenica pomeriggio verso le 17 è ormai codificata la passeggiata sul corso, vivendo in una città del sud non fa quasi mai particolarmente freddo ed anche per soprabiti e giacche il vestire è indirizzato dal mostrarsi.
Concetta ha uno spolverino che le arriva al ginocchio, Carmen un bolerino che si ferma dove inizia il suo splendido culetto. Concetta che è più calorosa e vuole mostrare il suo decolté tiene quasi sempre il giacchino aperto mentre Carmen non ne ha bisogno perché il suo sedere con il bolero è visibile senza accorgimenti particolari.
Ah dimenticavo, entrambe amano le scarpe con i tacchi alti, che siano stivali o sandaletti, il tacco non è mai inferiore ad 8 centimetri e, per le passeggiate sul corso spesso caracollano su calzature con tacco oltre i 10 centimetri spesso a stiletto.
Va da sé che non essendo noi di marmo, quando si ritorna dalla passeggiata sul corso allunghiamo le mani in auto verso le nostre signore con loro gradimento. A loro mentre noi le tocchiamo, piace rivedere verbalmente cosa è successo durante la passeggiata ricordando quelli che hanno sbavato di più.
Immancabile il farmacista, scapolo impenitente più vecchio di noi, quando lo incrociamo si toglie il cappello per salutare lumando fino in fondo le tette di Concetta e, quando lo abbiamo superato, il culo di Carmen fino a che non si è perso nel traffico dello struscio.
Concetta: “oggi il farmacista e quel suo amico sembrava non volevano mollarci più”
Carmen: “ ancora un po’ che si avvicinava e si metteva a baciarti le tette”
Concetta ridendo: “in effetti mi sembrava di scorgere un bozzo in mezzo alle sua gambe. Poi si sono pure messi a seguirci per gustarsi il tuo culo”
Carmen: “me ne sono accorta, ho rallentato apposta e sculettato più del solito, credo che arrivato a casa si farà una sega pensandoci. Mi ha chiesto l’amicizia su IG, gliela ho data e sono certa che le mie foto in bikini non lo lasceranno indifferente”.
Fortunatamente non siamo gelosi ed è capitato durante queste “chiacchierate” che rimembrassimo quello che facevamo da ragazzi prima di sposarci, appartarci in una zona poco illuminata e farci fare un pompino eccitati sia dalla situazione che dai racconti delle nostre mogli.
Quella domenica d’inverno faceva particolarmente freddo e pensavo che Concetta non volesse uscire, mi si presentò invece davanti già vestita, indossava una pelliccia di volpe bianca lunga fino a metà coscia ed un paio di stivaloni di pelle rossa con un tacco a stiletto altissimo che le arrivavano oltre il bordo della pelliccia e pensai che, nonostante la sua abitudine ai tacchi alti, avrebbe faticato a camminare.
Il look mi attizzava tantissimo e mi alzai subito indossando il giaccone.
Concetta: “prendi le chiavi dell’auto, oggi con questi stivali faccio un po’ fatica a camminare. Se ti chiedi da dove vengono fuori, ieri Carmen ed io siamo andati a quella boutique vintage che hanno appena aperto ed io ho preso stivali e pelliccia per poco o nulla mentre Carmen, beh o vedrai e sono sicura che gradirai anche il suo look”.
Presi subito le chiavi dell’auto ed uscimmo sul pianerottolo con Concetta abbarbicata al mio braccio.
L’ascensore era occupato ed arrivò al nostro piano, ne uscì il vicino che, nonostante la presenza della moglie, squadrò Concetta da capo a piedi trattenendosi ben oltre il tempo normale trascinato via dalla moglie brontolante.
Appena saliti in auto Concetta mi disse che dovevamo passare a prendere Carmen e Gennaro quindi telefonò alla sorella per avvisarla. Provai ad allungare la mano ma mia moglie la allontanò. Appena chiusa la chiamata mi disse che dovevo tenere le mani a posto e che ci sarebbe stato tempo dopo. Voleva godersi la mia eccitazione il più a lungo possibile.
Arrivati sotto casa loro li vedemmo uscire dal portone.
Carmen fu una folgorazione, indossava un giacchino di ocelot (che scoprii poi essere sintetico) che le arrivava poco sotto il sedere, stivali neri lucidi poco sopra il ginocchio, con un zeppa, il tacco un po’ più grande diciamo “camminabile” alti però uno sproposito, ad occhio raggiungeva i 20cm infatti sopravanzava in altezza Gennaro di un po’.
Concetta: “ti è caduta la mascella, asciugati la bava e chiudi la bocca” mentre la sorella e Gennaro salivano in auto.
Gennaro: “le sorelle si sono scatenate, oggi il farmacista verrà solo a guardarle”.
Ridemmo tutti e quattro pensando alla faccia del farmacista. Io però era da quando ero uscito che avevo l’uccello duro e non vedevo l’ora di rientrare per scopare anche un po’ rudemente mia moglie appellandola con parole non proprio da educanda.
Trovai fortunatamente parcheggio non molto lontano dall’inizio del corso.
Iniziammo la nostra passeggiata. Noi ai lati e le nostre mogli in centro abbarbicate, per aiutarsi nella camminata che risultava però comunque molto sensuale. Cogliemmo gli sguardi di molti uomini ed i commenti di donne e ragazze che ovviamente davano delle zoccole alle nostre mogli. Quando riuscivamo a sentirne uno distintamente lo commentavamo. Concetta e Carmen dicevano che erano invidiose sia della loro bellezza che dei capi vintage molto ricercati a loro modo di vedere.
Il farmacista fu uno spettacolo, restò a bocca aperta senza dire una parola se non il saluto iniziale per i due minuti che ci fermammo con lui ed il suo amico che invece fu un po’ più lucido e si concentrò in complimenti alle nostre mogli per lo splendido look che indossavano. Quindi proseguimmo nella passeggiata facendo il corso avanti ed indietro un paio di volte.
All’inizio c’era un venditore ambulante con le spalle appoggiate al muro e le borsette per terra sopra un telo.
Al ritorno prima di andare verso la macchina, le nostre signore si fermarono davanti al giovane ragazzo di colore. Alto più di 1,90 e muscoloso parlava un italiano abbastanza buono segno che era in Italia da un po’ ed in effetti lo si vedeva da tempo in città.
Concetta e Carmen presero in mano un paio di borsette ed iniziarono a contrattare con il ragazzo ottenendo uno sconto sul prezzo iniziale. Poi, d’improvviso Carmen disse: “se ti facciamo vedere una bella cosa ci fai ancora un po’ di sconto”
Il ragazzo rispose: “dipende se mi piace o meno, fatemela vedere e poi decideremo”
Concetta e Carmen posarono le borsette ci fecero segno di stringerci di fianco a loro.
Da una parte il muro con il venditore noi a semicerchio intorno a lui, era già abbastanza tardi e c’era non molta gente anche per il freddo anomalo ed eravamo all’inizio del corso.
Concetta e Carmen aprirono le loro pellicce e sorpresa anche per noi sotto non indossavano vestiti.
Entrambe avevano una tutina a rete con apertura al cavallo, Concetta indossava una catenina dorata intorno alla vita con un pendaglietto, probabilmente anche quello vintage perché si vedeva che non era nuovo. Carmen invece una specie di collana che però la fasciava davanti e dietro che girava intorno al seno.
Le tutine, oltre a lasciare completamente libere le loro passere, non nascondevano i loro floridi seni.
Guardai Gennaro che era sorpreso come me ma entrambi non volevamo fare una piazzata per non attirare l’attenzione e facemmo buon viso a cattiva sorte.
Il ragazzo, Kareem (scoprimmo dopo il suo nome), le scrutò molto bene per il tempo che sembrava non trascorrere mai, deglutì e poi disse: “certo che vi faccio lo sconto anzi se mi fate un pompino ve le regalo proprio, quando non ce la faccio più vado a troie ma non sono belle quanto voi”.
Concetta e Carmen si chiusero le pellicce, ci guardarono, Gennaro ed io eravamo basiti dalla troiaggine delle nostre mogli e non proferimmo una parola.
Carmen: “pagate voi o paghiamo noi?” disse rivolta a suo marito.
Chiara l’allusione, se pagate voi c’è solo lo sconto se paghiamo noi c’è anche il pompino.
Eravamo abituati alla loro sfacciataggine ma sempre nell’ambito dell’esibizionismo. Al massimo ci avevano spompinato in coppia in auto mentre eravamo appartati.
Gennaro disse una cosa che mi lasciò sorpreso: “voglio vedere fin dove arrivate, pagate voi!”.
Io non ebbi la forza di dire una parola, guardai negli occhi mia moglie e le vidi un lampo di gioia. Il ragazzo aveva 15 anni circa meno di noi, fisicamente era un Apollo ed in mezzo alle gambe doveva avere un batocchio non indifferente. Ripensai a quando con Concetta guardavamo, non di rado, film porno e quando c’era qualche attore di colore ben fatto e ben dotato la scopata era più gustosa.
Kareem tirò su le sue borse, le mise in un paio di grosse sacche e ci seguì alla macchina. Gli facemmo mettere le sacche nel bagagliaio e mentre lo facevamo Concetta salì dietro, Kareem fu fatto mettere in mezzo e dall’altro lato salì Carmen.
Gennaro si mise davanti e partimmo.
Concetta: “non voglio portarlo a casa, trova un posto tranquillo dove fermarti”
Kareem: “qui vicino c’è un parcheggio di un supermercato che la domenica è chiuso ci vanno le coppiette e le mignotte a fare sesso, nessuno disturba gli altri”.
Seguii le indicazioni ripensando a quello che stava succedendo, ero come intorpidito fra lo stupore e l’eccitazione, più di una volta avevo immaginato Concetta succhiare un paio di cazzi neri, soprattutto quando nei film lo faceva la protagonista. Ripensai a quando Concetta mugolando mentre le leccavo la passera e sul video passava una scena in cui la protagonista succhiava due cazzi mentre quello che doveva essere il marito la preparava leccandole fica e culo, diceva che avrebbe voluto essere l’attrice.
Pensavo che fossero fantasie fini a se stesse ma da li a poco, almeno in parte, sarebbero diventate realtà. Ero pronto ad accettarle? Non riuscivo a darmi una risposta ma non potevo fare nulla, avrei lasciato andare le cose come si erano indirizzate.
La mia auto aveva i finestrini posteriori oscurati così Carmen e Concetta iniziarono subito appena partite a darsi da fare con Kareem.
Arrivammo al parcheggio che Kareem ci aveva indicato mentre il suo uccello di grandi dimensioni sia in lunghezza che in larghezza, svettava.
Aveva abbassato i jeans ed i boxer, Gennaro si era proprio girato per gustarsi la scena fin dall’inizio, io invece avevo posizionato lo specchietto e la mia guida era un po’ distratta tanto che un paio di volte al semaforo quelli dietro mi avevano suonato perché non ero ripartito subito.
Arrivati al parcheggio mi fermai, c’erano una mezza dozzina di auto, chissà quante coppie clandestine e quanti uomini con una mignotta. Parcheggiai a una decina di posti da una Peugeot bianca che stava oscillando. Evidentemente stavano scopando di gusto.
Mi girai pure io, Carmen e Concetta erano arrivate alla cappella rosa ed enorme di Kareem che contrastava con il fusto nero scuro. L’uccello dell’uomo era lungo almeno 25 centimetri e largo come una lattina di coca cola. Pensai che se avesse scopato mia moglie, non avrei sentito nulla scopandola dopo di lui e mi augurai che si fermassero al pompino come concordato anche se l’idea di vederla scopata da un superdotato di colore mi faceva sbavare il cazzo e non poco.
Concetta: “ti piace come te lo lecchiamo Kareem? Voi due li davanti godetevi lo spettacolo e se volete fatevi una sega tanto lo sappiamo che vi guardate i film porno e ve le fate”.
Era la verità, come ogni uomo i film porno e le pippe sono una realtà innegabile.
Kareem nel frattempo guidava con le due enormi mani le teste delle nostre mogli verso i punti più sensibili del suo cazzo.
Passarono 5 minuti e vedemmo e sentimmo che stava per venire. Non si trattenne urlò mentre gemeva di piacere ed iniziò a schizzare; non li contai ma almeno 5 bordate di sborra raggiunsero le nostre mogli sul viso e sul seno. Entrate in auto si erano tolte le pellicce per cui le macchie di sborra, anche se l’auto era illuminata solo dai lampioni del parcheggio, spiccavano sul tessuto a rete delle tutine indossate dalle nostre donne.
Carmen aprì la portiera e scese così come era su quegli stivaloni la tuta a rete e piena di sborra sembrava una bagascia, fece segno a Kareem di scendere anche lui e lo fece sedere sul bordo con la portiera aperta e lo ripulì fino all’ultima goccia quindi risalì in auto in centro ed iniziò a pomiciare con sua sorella e si ripulirono a vicenda.
Kareem risalì a sua volta ma non si era ancora ricomposto. Il suo uccello che era rimasto barzotto, vedendo le nostre mogli che limonavano e si ripulivano della sua sborra disse: “se vi regalo un’altra borsa mi fate un altro pompino?”
Rispose Carmen: “per oggi basta così, lasciaci il tuo numero” Concetta aggiunse: “se ne avremo voglia ti richiameremo e magari non solo per un pompino”.
Gennaro ed io che eravamo venuti segandoci guardando le nostre moglie spompinare Kareem, ci ripulimmo.
Kareem si tirò su pantaloni e boxer e si fece portare dove viveva visto che ormai sul corso non avrebbe trovato più nessuno.
Quando scese ci salutò calorosamente ringraziando le nostre signore che da dietro i finestrini ricambiarono.

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