Sei passata sotto da casa mia una sera. Stavi per tornare a casa ma prima sei passata da me. Era sera e la luna era già alta, non c’erano nemmeno le nuvole.
Abbiamo parlato un po’, ascoltato qualche canzone, 4 risate, qualche silenzio.
Poco a poco siamo entrati in contatto, come non accadeva da tempo. La mano sul braccio, la mano sulla gamba, mano nella mano, mano dietro il collo. Non c’era tanto freddo però ho cercato il calore tra le tue gambe.
I silenzi sono aumentati insieme al contatto. Le distanze diminuivano e il profumo di te sempre più vicino. Poi è arrivato il sapore, come era buono. Credo che lo ricordavo esattamente come era, ma noi non eravamo più uguali. Non c’era più quell’innocenza nei nostri movimenti. Ora c’è la passione e i corpi parlano da soli.
Ti guardavo mentre mi muovevo. Anche tu ti muovevi, il tuo corpo si muoveva da solo. Ti guardavo mentre provavi piacere, il tuo corpo provava piacere.
Perche mi piace sentirti godere.



Ti ringrazio William, sia per la lettura sia per le belle parole. E grazie anche per avermi insegnato a inserire…
Un'ottima storia con un finale inaspettato accompagnata da una bella immagine, fantastico lavoro, Agavebet!
Ciao pensi di pubblicare il seguito?
grazie
Ciao Giulia, Pubblicherai anche i prossimi capitoli? La storia è interessante e mi piacerebbe vedere come si sviluppa.