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Sesso improvviso

Camminavo lungo l’argine del fiume che porta alla mia casa, quando sento delle discussioni accese. Furtivamente mi avvicino per captare le parole: sono nascosto dietro dei cespugli e riesco a vedere una coppia che discute animosamente.
Mi concentro per vedere e sentire.
Quello che sento mi lascia stupefatto e nello stesso tempo comincio a eccitarmi.
Lui sta dicendo che vuole una moglie più disinibita, più troia, che i suoi desideri sessuali, sono ristretti dalla resistenza di lei; che non si &egrave evoluta sessualmente e questo non gli sta bene…che se lei non acconsente a fare certi giochi come lui le ha chiesto, lui la lascia.
Mi sono abituato al buio e comincio a vedere le persone nella macchina: guardo soprattutto lei.
Vedo solo il mezzo busto superiore, ma quello che vedo &egrave molto piacevole.
una ragazza sui trenta anni, capelli neri e un bel viso fresco, con lineamenti dolci,il suo sguardo sottomesso mentre lui parla: &egrave di un sensuale incredibile.
Questo stimola ancora di più la mia curiosità e la mia eccitazione.
Ascolto le richieste dell’uomo e, quando gli dice che vuole che lei si comporti come una puttana dandosi al primo che passa, penso a una pubblicità vista in televisione.
Facendo finta di niente, mi avvio verso la loro vettura, proprio mentre lei apre la porta e scende, mettendo in mostra una mini vertiginosa, che lascia intravedere una calza sottile e un sedere da favola.
Mi sembra impossibile che veramente quella stupenda ragazza si lasci abbordare e prendere dal primo venuto, ma ormai sono troppo vicino e eccitato per tornare indietro.
Le vado vicino e le dico quanto vuole, lei mi guarda imbarazzata e mi risponde;
– Cento euro…
Io la guardo con cupidigia, le dico che per quella cifra lei deve soddisfarmi alla grande e lei, abbassando la testa, mi risponde che mi farà morire.
l’unico obbligo, &egrave che il sesso lo si deve fare a casa sua.
Niente in contrario, capisco che suo marito, probabilmente ha preparato tutto per filmarci: ma non mi frega niente, anzi, l’idea di scoparla selvaggiamente, mentre il suo uomo ci guarda di nascosto, mi stimola
Ancora di più, poi, sapere che sono il primo a scoparla fuori dal suo letto.
&egrave veramente inebriante la sensazione che mi provoca questa situazione.
Mi lascio portare nella sua villa e nella sua camera dove, finalmente posso cominciare a toccarla, come da trenta minuti spero di fare.
Cerco di essere calmo e fare finta che lei sia una vera puttana, di non sapere tutta la trama.
Mentre la spoglio mettendole le mani sui seni e stringendo i capezzoli, le dico di prendermi il cazzo in mano.
Lei comincia a sbottonarmi l calzoni e mi libera.
Ho sempre avuto un sesso di notevoli dimensioni.
I miei amici mi chiamano scherzosamente Rocco Sigfridi e, le donne che sono riuscite a prenderlo dentro, mi hanno sempre confermato che sono enorme.
Questo se da un lato mi da orgoglio, dall’altro mi ha sempre bloccato: ma adesso mentre lei lo guarda con aria preoccupata, io mi sento un torello che finalmente ha trovato il suo sfogo e, mentre le metto una mano sotto la mini e sento la sua fica bagnata, pregusto il momento dell’entrata.
La prendo e l’ appoggio al letto.
Subito le abbasso gli slip, sento che &egrave rasata e questo &egrave già una novità.
Le alzo la gonna per ammirare quel ben di Dio e subito percepisco che &egrave veramente poco abituata a grossi uccelli.
Le sue labbra vaginali, sono ben aderenti e il suo pube &egrave a prima vista, quasi vergineo, talmente e stretto.
Le mie dita che cominciano a entrare nel suo sesso, mi confermano quella sensazione, i suoi primi sospiri, sono l’ultima resistenza alla mia voglia crescente.
La sua mano ha continuato a stringere il mio cazzo e, il tentativo di farmi una sega per accontentarmi, sparisce quando aprendole le gambe e dicendole di metterle attorno alla mia schiena, spingo la mia cappella dentro di lei.
Il gemito che sento, é unito a una certa resistenza alla mia entrata, ma il mio desiderio &egrave troppo forte per fermarmi a quella effimera resistenza.
metto le mani su quel morbido sedere e con l’aiuto del duro materasso, spingo deciso.
Questa volta sento un calore avvolgere la mia cappella.
Percepisco che la strettoia che sto penetrando, mi stringe forte le vene.
Mi piace quella sensazione che provo tutte le volte che sono dentro una donna: questa poi &egrave veramente stretta e quindi la sensazione, &egrave ancora più accentuata.
Aspetto che la ragazza smetta di gemere e accetti la mia carne dentro di lei.
Con calma le dico che da lì a poco, la scoperò come un forsennato.
Lei mi guarda con occhi da cerbiatto e allargando al massimo le cosce, mi avvolge anche con le mani e mi dice di scoparla come si merita.
Io non so come si scopa una che se lo merita, ma so che ho una gran voglia di chiavare quella fica e così, stringo forte il sedere e appoggiandomi al suo seno con il mio corpo, comincio a scivolare in quel caldo rifugio.
I primi colpi sono di assestamento, giusto per sentire la sua reazione, la quale, non tarda a venire.
Percepisco nella sua voce, il piacere e il dolore di quel momento.
Il tentativo di allargarsi in fretta per fare in modo, che diventi solo piacere.
Sento la sua carne allargarsi e scivolare più facilmente sul mio cazzo, ma sento anche che &egrave ancora bella stretta.
Facendo leva sul mio corpo, faccio in modo che le sue tette siano una alla volta, nella mia bocca.
Sotto l’assalto dei miei denti, i suoi capezzoli subiscono morsi veloci, intercambiati da leccate e succhiotti.
La bocca, unita al cazzo… la mia mano che fruga il suo sedere, il ritmo che aumenta, fanno si che lei arrivi al suo orgasmo.
Le sue urla sono incredibili…
Adesso, mi dice che nessuno l’aveva mai scopata a quel modo, che si sente spaccata in due dal mio fantastico sesso.
quello che mi sta dicendo, mi piace un casino e ci metto ancora più foga, tanto io sono sempre stato uno che ha orgasmi lenti.
So che dovrà sentire ancora per parecchio le mie vene tra la sua fica…
So anche che presto mi chiederà di venire, come hanno fatto tutte quelle prima di lei.
Con questo pensiero, la guardo mentre estasiata afferra tutto di me e persa nel vuoto,mi dice cose erotiche.
Sono deliziato da quel corpo e dalle vibrazioni che mi dà.
La guardo e mi rendo conto, che quella ragazza,
&egrave una macchina da guerra quando fa sesso.
Più la scopo e più lei si libera dei suoi tabù e si rilassa: una volta adattatasi al mio membro, comincia a dirmi come lo vuole…cosa le piace.
Si &egrave dimenticata che ha fatto finta di essere una puttana, che l’ho pagata, ma non importa; l’importante &egrave che lei si lasci andare.
La tiro su dal letto e la metto cavalcioni sulle mie gambe, poi, le dico di scoparsi da sola.
Le metto le mani su gli occhi e lei piano si abbatte sul mio cazzo sino a toccare le palle.
I sospiri sempre più intensi e quella libertà di azione, la portano presto a un ulteriore orgasmo.
In quella posizione, le sue tette sono sotto i miei attacchi, con le mani, la faccio alzare e scendere senza ostacoli: in quel modo i miei ventotto centimetri di carne, vengono completamente assorbiti tutto d’un colpo e infatti, le sue urla di piacere, sono una delizia per le mie orecchie.
Ho già capito che non potrò sodomizzarla, sarebbe una crudeltà per quel sedere…così, mi prendo tutto il mio tempo e continuo a stare al caldo di quella ormai non più stretta fica.
La faccio sfogare…
Passano ancora molti minuti e altri orgasmi seguono i primi.
Quando vedo che &egrave stremata, la faccio uscire e la faccio mettere a carponi su quel letto ormai disfatto e guardo quel culo: faccio un grosso sforzo per non cercare di deflorarlo, poi, decido di assaggiare il suo sapore.
Appoggio le mie labbra su quella calda insenatura e piano, comincio a leccarle le labbra vaginali,poi, vado a cercarle il clitoride e a quel punto comincio a leccarlo forte.
Lei, a quel tocco, si riprende e mi dimena le natiche nel tentativo di prendermi al massimo nel suo fiore: io raccolgo volentieri la sua richiesta e mi spingo tutto dentro con il mio piccolo cazzo di lingua.
La penetro per diversi minuti, poi, sento i suoi brividi e il suo scoppio di piacere avvolgermi la faccia e le sue cosce stringersi attorno.
Io non smetto: le metto le mani sulle cosce e forzandole continuo a leccarla; a quel punto lei mi chiede di girarmi e di farla partecipare.
Io acconsento volentieri e così la sua bocca scalda la mia cappella, come la mia continua a succhiare i suoi umori.
Sento la sua lingua giocare sul mio glande e le sue mani stringere le mie palle: il piacere che provo, &egrave enorme.
Riconosco i sintomi del godimento che si avvicinano… é troppo tempo che non eiaculo in bocca a una donna .
Questo pensiero accelera il mio godimento e infatti, stringendo le cosce sul suo viso, comincio a eruttare il mio sperma in lei, proprio mentre anche lei stringe il mio viso per avere lo stesso tipo di orgasmo.
I nostri gemiti si perdono nei nostri sessi e stremati, ci abbandoniamo a un sonno ristoratore.
Quando mi risveglio, trovo un messaggio legato ai cento euro: leggo le sue parole di ringraziamento per quella giornata passata insieme e la sua richiesta di rincontrarmi…sarà il prezzo più bello da pagare…

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Autore Pubblicato il: 30 Luglio 2007Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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