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Guardai la tifosa con la maglia dell’Italia allo stadio. Era davvero ubriaca, aveva continuato a bere birra per tutta la partita, e da prima alticcia ora stava a malapena in piedi e cantava i cori da stadio. Appena diciotto anni e con due tette che stavano su beate senza il reggiseno, si vedeva tutto attraverso la maglietta dell’Italia bagnata fradicia di birra, fradicia come la sua padrona.
Mi avvicinai e le cinsi la vita. Lei era davvero bella, giovane ed ubriaca.
‘Come ti senti?’
‘Eheheh, hic. Mi sa che sono totalmente brilla. Ti piaccio?’
‘Sei bellissima. Vuoi continuare a festeggiare la vittoria dell’Italia in un locale esclusivo?’
‘Eheheh non lo so se i miei amici sono d’accordo. Ma li ho persi. Sono andati a farsi. Io ho continuato a bere tutto il tempo eheh.’
‘Allora non si preoccuperanno se andiamo ad una festa io e te. Io sono un produttore cinematografico, potresti fare un provino per me.’
‘Hic! Wow ma è fantastico, mi trovi davvero carina come attrice?’
‘Sei meravigliosa. Autentica.’
Era davvero ubriaca persa. L’aiutai a scendere i gradini dello stadio e quasi non si reggeva in piedi. Per fortuna la ressa e la gente festante per la vittoria dell’Italia aiutavano.
Volevo portarla nell’appartamento che avevo preso fuori città. Feci una chiamata al taxi e lo feci aspettare all’uscita dello stadio. Dissi che la mia ragazza aveva bevuto parecchio ed avevo bisogno di urgenza. La spinsi dentro e poi gli diedi l’indirizzo.
Con la ragazza cominciai a parlare della sua bellezza e di quanto fosse un’attrice naturale.
Lei beveva tutto, in realtà soprattutto per il fatto che aveva già fatto abbondantemente il pieno.
Ma volevo farla bere ancora non appena al mio appartamento.
Pagai la corsa e scesi. La ragazza non era capace di stare in piedi da sola.
‘Mi sa che ho bevuto troppo.’
‘No piccola, devi solo rinnovare la tua scorta. E così che bisogna fare.’
‘Ma poi non starò peggio?!
‘No, starai benissimo.’
La feci accomodare e le preparai subito una vodka liscia doppia da quaranta gradi.
‘Butta giù tutto d’un fiato. Poi starai benone.’
Lei ubbidì volenterosa. Quasi finì per terra.
L’abbracciai e le diedi un bacio sulla guancia.
‘Te ne serve un altro.’
‘Viva l’Italia hic!’
Le versai una dose di vodka ancora più generosa.
Lei la trangugiò subito.
‘Dai che portiamo anche la bottiglia sul letto. Lì saremo più comodi per il provino.’
Lei rise e mi baciò direttamente in bocca.
Il suo alito fresco e dal gusto di vodka e birra in quella bocca giovane era molto erotico e sensuale.
Era decisamente ubriaca.
Le feci bere altri tre bicchieri, uno più pieno dell’altro. Si macchiò la maglietta dell’Italia per quanto già non fosse piena di birra da prima.
A quel punto le misi le mani sotto la maglietta attillata e le accarezzai i seni.
Lei mugugnò di piacere ebbro e mi chiamò Marco. Forse il nome del suo ragazzo.
‘Non sono Marco amore, sono un produttore cinematografico.’
‘Ah già, hic! Quello del provino, eheheh”
Era decisamente partita.
Le versai un altro bicchiere di vodka. Lei lo bevette tutto d’un fiato.
Cominciò a ridere e rigurgitare birra e vodka. Rideva di gusto e intanto la maglietta con le tette una quarta piena in gran evidenza si sporcavano del suo vomito.
Cominciai a baciarla sulla bocca mentre stava ancora rimettendo. Da quanto era bella e sexy diventava erotico anche il suo vomito. Era bellissima anche e soprattutto in quelle condizioni.
‘Meriti di bere direttamente dalla bottiglia tesoro.’
Rise e si avvicinò la canna della bottiglia di vodka alla bocca. Io l’aiutai ad inghiottire la vodka che scendeva nella sua gola sensuale esposta.
Ruttò in maniera dolce. Aveva la bocca piena di vomito. Gliela pulii delicatamente.
Per ripagarmi mi abbracciò con le sue manovre molto scoordinate e cominciò a limonare duro con la lingua.
Era completamente andata.
‘Ora ti tolgo la maglietta amore, sei tutta sporca.’
‘Sono la tua puttana hic!’
Aveva due aoreole piene e sode, due seni superbi. Li soppesai mentre lei rideva persa.
Comincia a succhiarle i capezzoli mentre lei si rimetteva a bere dalla bottiglia altri generosi sorsi di vodka.
Ad un certo punto gliela presi perché non svenisse.
Protestò timidamente, non era comunque molto cosciente di cosa stesse avvenendo.
Cominciai a slacciarle i jeans attillati.
‘Sono tanto ubriaca’, mi disse in modo appena inteleggibile.
‘Ed ora io ti farò la cosa giusta da fare alle ubriache perse diciottenni come te.’
‘Sesssssoooo, hic!’
Cominciai a farle vedere il mio cazzo duro. Lo prese tutto in bocca. Una pompa straordinaria.
Me lo leccava come un calippo. Continuava a spingerselo tutto in gola.
Temevo che vomitasse anche sul mio cazzo ma sembrava molto brava.
Sapeva farlo bene da ubriaca persa. Voleva solo dire che ne faceva tanti di pompini.
Le venni in bocca e lei cominciò ad ingoiare tutto il mio sperma.
Quindi ruttò. Rimase lì imbambolata sul mio cazzo finché non vomito direttamente. Tutto sul mio cazzo. Questo me lo fece subito ritornare durissimo.
A quel punto la alzai di peso e la infilai col pene duro sporchissimo di vomito nella sua vagina. Era fradicia anche lì di tutti gli umori che secerneva. Se ne era venuta anche lei nelle condizioni in cui era. Sembrava una cagna in calore, totalmente fatta di alcool da non capire più un cazzo.
Ma solo la regola del cazzo, anzi.
Cominciò a limonarmi duro in bocca. Pensava che fossi ancora il suo fidanzato?
Penso che ubriaca com’era non capiva nemmeno cosa stava facendo.
La portai di peso verso la doccia, ancora dentro la sua vagina.
Lei faceva dei ruttini e mi chiedeva di scoparla. Mi chiedeva di bere la vodka che le piaceva tanto.
Le massaggiai i seni generosi e lei mugugnò di piacere.

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Autore Pubblicato il: 22 Giugno 2006Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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