Leggi qui tutti i racconti erotici di: Laura66

Prologo –
Ciao a tutti sono Laura, ho 30 anni e sono sposata con due bellissimi bambini, la storia che voglio raccontarvi &egrave assolutamente vera ed &egrave iniziata parecchi anni fa e per darvi una cognizione precisa dei fatti &egrave giusto che si parta da allora per un breve excursus.
Sono una bella morettina alta 1.70 ben formata con tutte le curve al posto giusto con una abbondante 4a di seno, e una cascata di riccioli neri che mi cadono fin sulle spalle ho 16 anni e vivo in una piccola cittadina della provincia di Messina di fronte alle isole Eolie.-
E’ l’estate del 1985 e da quell’anno i miei ormoni avevano cominciato a galoppare vorticosamente, avevo avuto i primi approcci sessuali, anche se ancora solo qualche piccola cosa, nulla di che; insieme ad altre amiche eravamo in una bella comitiva di amici e ci frequentavamo con ragazzi anche più grandi di noi con i quali andavamo al mare bighellonando sino a sera con le nostre vespe, io con la mia gloriosa 50 special che ancora oggi conservo gelosamente.-
Tra i tanti ragazzi c’era insieme a noi Michele, un ragazzo di 22 anni, e seppur non molto alto era bellissimo e molto affascinante, tra noi ragazze si favoleggiava anche che avesse un pisello enorme cosa che nell’immaginario collettivo lo rendeva ancora più bello ed affascinante ai nostri occhi.-
I miei genitori quell’estate decisero di partire per due settimane avendo vinto una crociera in Egitto di 14 giorni per due persone e lasciandomi quindi da sola a casa, tanto sapevo ben gestirmi ed in caso di qualsiasi bisogno avevo uno zio che abitava nello stesso nostro isolato, anzi sullo stesso pianerottolo.-
Questo fatto mi avrebbe resa più libera per quelle due settimane, per cui, contrariamente a prima, sarei riuscita ad uscire anche la sera fino a tardi, anche se, naturalmente,di nascosto a mio zio.-
Una sera con tutta la comitiva andammo a mangiare una pizza e a ballare in un locale sul mare, indossai un vestitino blu molto leggero, con due bretelline, molto scollato molto corto ed anche parecchio trasparente, con due spacchi ai lati che mi scoprono totalmente le cosce, sapevo di essere molto os&egrave e molto sexy, ma l’estate ed il nostro caldo consentono anche tutto questo, sotto avevo messo solo gli slip per cui la mia quarta di seno ed i miei grandi capezzoli si immaginavano perfettamente sotto quella leggerissima stoffa, mi guardai allo specchio prima di uscire e trovai che stavo bene e mi sentivo a mio agio; sapevo che Michele era solo, aveva appena rotto con la ragazza con cui stava, curai quindi di sedermi al tavolo vicina a lui.-
Durante la cena parlava e scherzava con me complimentandosi per come ero vestita, ed io pur inesperta ancora capivo perfettamente che stava cominciando a farmi delle avances seppur ancora molto discrete, mi offrì della birra che bevvi insieme a lui, ma non essendoci abituata iniziai a sentire le gambe un pò fiacche e la testa confusa, sempre più spesso la sua mano andava sulle mie gambe, mi piaceva anche se mi sentivo imbarazzata per gli altri amici che potevano vedere, finita la pizza restai lì seduta aspettando che mi invitasse a ballare, appena iniziarono i lenti finalmente, dopo che avevo rifiutato gli inviti di tutti finalmente si decide, mi prese per mano conducendomi in pista, mi stringo a lui e abbandonando la testa sul suo petto, gli faccio sentire il mio seno e con movimenti circolari, camuffati con il ballo, lo strofino lievemente sul suo petto, capisce subito la sensualità del mio modo di ballare ed il messaggio erotico che conteneva, mi bacia sul collo, mi lecca dietro le orecchie provocandomi dei forti brividi di eccitazione, sin quando, vedendo quanto mi piacesse, si fa più audace e cerca le mie labbra, gli rispondo con passione, sento le sue mani su mio culo, lo lascio fare, diventano ancora più audaci e le sento entrare dagli spacchi laterali, devo avere il culo di fuori ed in bella vista, mi da fastidio ma Michele mi piace troppo e lo lasciai fare, dopo un pò sussurrandogli all’orecchio gli chiedo di andare via.-
Arrivati al parcheggio, salimmo sulla sua Ritmo bianca e iniziammo a pomiciare come i pazzi, i miei slip non sapevo più nemmeno dove fossero e le sue mani mi frugavano dappertutto, mi trovavo in uno stato di eccitazione mostruosa, mai provata quella voglia, presi il suo cazzo lo accarezzai, era veramente grossissimo, mi faceva quasi paura, lo presi in bocca, lo leccai, lo baciai, sentivo le sue mani sulla mia testa che mi spingevano verso il basso, appena provai ad ingoiarlo mi sentivo soffocare, avevo già giocato con il cazzo, ma mai avevo fatto un pompino così, mi piaceva molto però capire il suo godimento ad ogni mia slinguata ad ogni mio risucchio.
Mi fermai e gli dissi che ero sola in casa in quel periodo e lo invitai ad andarci, accettò subito, scesi dalla macchina, ero seminuda, mi ricomposi, montai in sella alla mia vespa e volai verso casa, con lui che mi seguiva con la macchina; il cuore batteva a mille, sentivo le mutandine completamente inzuppate e l’aria fresca che arrivava in mezzo alle mie gambe mi dava una meravigliosa sensazione.-
Arrivati a casa salimmo con molta cautela lo feci rimanere per le scale mentre aprivo la porta e subito, al buio, lo feci sgattaiolare dentro, sentivo dentro una gran voglia di trasgressione, ci gettammo sul letto di mia madre e carponi riprendo quel bel pompino che avevo lasciato a metà, mentre lui posizionandosi con la testa fra le mie cosce e iniziava a leccarmi la fica e il buchetto del culo, era fantastico!!!!
Una sensazione bellissima e mai provata, un orgasmo violentissimo mi raggiunse squassandomi, subito dopo improvvisamente, dopo avermi bloccato la testa, venne spruzzandomi un fiume di sborra calda in gola, ebbi un conato di vomito e cercai di ritrarmi, ma Michele che nel frattempo si era spostato mi bloccò la testa sul suo cazzo costringendomi di inghiottirla, non potendo fare altrimenti presi un profondo respiro e, seppur malvolentieri, ingoiai tutto.-
Mi alzai e per andare in cucina a bere volevo togliermi quel sapore dolciastro che sentivo in bocca, Michele mi seguì chiedendomi se avessi qualcosa da mangiare, trovai delle fette di carne nel frigo e ne preparai una che divorò in pochi istanti.-
Appena finì andai a sedermi a cavallo delle sue gambe, di fronte a lui mi avvicinai baciandolo ancora, quanto mi piaceva!! Presi ancora il suo membro in mano e subito lo riprese vigore, adesso era anche più duro di prima, lo avrei voluto dentro, avevo un folle desiderio di fare l’amore con lui, mi alzò di peso mettendomi sdraiata sul divano, si posizionò in mezzo alle mie cosce puntando la cappellona all’ingresso della mia vulva, si fermò e guardandomi spostò i miei capelli liberando il mio viso, ero terrorizzata ma non osavo dire nulla, avevo paura di rovinare tutto, iniziò a spingere e lo sentii farsi strada, provai un dolore lancinante e insopportabile, mi ritrassi e stringendo le gambe mi girai su un fianco, due lacrimoni solcarono il mio viso, per la vergogna e l’imbarazzo nascosi la mia faccia tra i cuscini del divano, avrei preferito scomparire sotto terra.-
Singhiozzando gli chiesi scusa, lui prese la mia mano, portandosela sul cazzo, capii che voleva venire ancora, lo segai mentre mi baciava sul collo, girandomi e gli offrii la bocca per baciarlo ma non mi rispose, capii che avevo davvero rovinato tutto, riprese a trastullarmi la fica con le mani, presi di nuovo il suo cazzo in bocca e aspettai il suo nuovo orgasmo, bevvi ancora il suo sperma .-
Appena finito si rivestì in fretta per andare, cercai di parlargli, mi disse soltanto di non cercarlo più sin quando non sarei stata pronta per farmi scopare, nel frattempo se avesse avuto voglia di qualche pompino mi avrebbe cercata lui stesso.-
Rimasi sul divano per tutta la notte a piangere, ero arrabbiata con me stessa sia per ciò che avevo perso ma giurando a me stessa che da allora non mi sarei mai più lasciata scappare alcuna occasione.-
Tanto più che Michele da lì alla fine dell’estate non aveva perso occasione, spesso e volentieri per chiamarmi in disparte , farmi salire in macchina e farsi spompinare, godendomi sempre in bocca e pretendendo ogni volta che ingoiassi tutto, tutto ciò naturalmente senza risparmiarsi, in più di una occasione, di lasciarsi andare a commenti pesanti anche di fronte ad altri; ma nonostante questo, come plagiata e totalmente soggiogata dalla sua personalità non facevo nulla per farlo smettere, anzi ogni qualvolta lui mi cercasse ero lì, subito pronta a soddisfarlo.-
Ogni volta che pensavo a lui ero però furiosa con me stessa anche perché sino a quel giorno avevo sempre comandato io questi rapporti, avevo sempre deciso io come, quando ed anche cosa; il fatto che lui mi stesse trattando in quel modo mi faceva incazzare come una belva, mi stava praticamente usando a suo piacimento ed io lo lasciavo fare, e non avevo la forza né di ribellarmi né tantomeno di dargli quello che voleva, se non altro avrei visto come sarebbe andata a finire la storia con lui, ne ero innamorata ma non avevo più il coraggio di fare nulla per dare una scossa a quella storia continuando passivamente a subire ogni suo desiderio.-
Con la fine dell’estate le strade mie e di Michele si divisero, soprattutto perché lui partì per lavoro trasferendosi al nord Italia; ed io nel futuro mantenni quella mia promessa che mi ero fatta, anche adesso da sposata.-
1 ‘ MICHELE

Sono passati 20 anni da quella sera, nel frattempo mi sono sposata ho due figli, in questi anni comunque mi sono sempre curata e mantenuta in perfetta forma, durante gli inverni frequento quasi giornalmente la palestra e faccio parecchi addominali, bici e stepper in abbondanza, e questo ha fatto si che io miei glutei siano perfetti, le mie cosce non conoscono la cellulite ed anche il mio seno, del quale avevo mantenuto la mia quarta, non era per nulla sceso e continuava ad essere molto sodo; adesso da qualche anno anche Michele &egrave rientrato in Sicilia, me lo sono ritrovato qui quale dirigente al Comune ma comunque nonostante mi sia rimasta dentro quella serata non &egrave mai successo nulla, anche se devo sinceramente confessare che ogni volta che mi &egrave capitato di incontrarlo, per caso o per qualsiasi altro motivo, mi ha sempre causato fortissime emozioni, sento il mio cuore accelerare il ritmo, vampate di calore salire dalle mie viscere sino al cervello; ma comunque ho sempre cercato di mantenere un certo contegno, meglio evitare.-
Questa estate, per forza del destino, ci ritrovammo ad avere affittato due casette attigue in un centro vacanze della zona, entrambi con la nostra famiglia.-
Tutte le mattine, dato che io ero ormai in ferie fino a settembre, rimanevo con i miei figli ed era inevitabile la frequentazione con Michele dato che anche lui aveva preso un mese di ferie, mentre mio marito e sua moglie andavano a lavorare rientrando soltanto il pomeriggio, quindi io e lui ci ritrovavamo tutte le mattine a bordo piscina con i bambini chiacchierando da buoni amici.-
Avevamo instaurato anche rapporti di famiglia e di buon vicinato tanto che una sera, trovandoci tutti e quattro sulla nostra veranda, la moglie di Michele mi disse che dall’indomani avrebbe mandato suo figlio ad una colonia, vidi anche mio marito interessato e mi chiese se magari anche noi non avremmo potuto mandarli, naturalmente risposi di si, pensai che così mi sarei potuta finalmente godere un pò di vacanze, anche i bambini furono contenti di questa soluzione, e, detto fatto, l’indomani mattina alle 8.30 i bambini furono accompagnati al pulmino per andare in colonia.-
Rientrando verso i nostri appartamenti insieme a Michele mi offersi di fargli il caff&egrave ma mi rispose che magari più tardi sarebbe passato, voleva farsi una doccia e prepararsi per il mare, mi infilai sotto la doccia anch’io e mi misi davanti allo specchio, mi stavo truccando quando sentii bussare al portoncino, mi resi conto di essere completamente nuda e di non avere nemmeno a portata di mano neanche un perizoma; presi un pareo azzurro e me lo misi addosso, ma era troppo piccolo e troppo corto e mi lasciava troppo scoperta, lo annodai sul seno anche se con scarsi risultati, anche sotto almeno una buona metà delle mie natiche rimaneva scoperta, scrollai le spalle ed andai ad aprire lo stesso pensando che tanto sarei rimasta dietro la porta.-
Appena aperto affacciai la testa e vidi Michele, mi chiese se avessi già preparato il caff&egrave, lo feci accomodare dicendogli che lo avrei fatto subito,
‘ Dammi solo un attimo ‘ gli dissi ‘ il tempo di vestirmi
‘ Perché devi vestirti ‘ mi rispose lui – sei così bella ed eccitante, resta così che mi tornano ricordi meravigliosi in mente!!
Si accomodò sulla sedia mentre io mi misi ai fornelli per preparare il caff&egrave, dopo ci sedemmo sul divanetto per berlo; si era tolto la maglietta rimanendo a torso nudo, guardandolo attentamente notai che non dimostrava affatto i 40 e passa anni che aveva, iniziammo a parlottare tranquillamente dei vecchi tempi e di tutto il tempo che era passato, stavo scomoda seduta perché dovevo stare attenta a non muovermi o avrei messo tutto in vista, iniziò a farmi una serie di complimenti anche abbastanza espliciti, riparlammo anche di quella sera e di quanto fosse incazzato con me, ed anch’io gli confessai quanto fossi incazzata con me stessa per come mi ero comportata e quanto ci avessi ripensato in quei venti anni, ridemmo di questo, che strano effetto mi faceva parlare di quelle cose con lui; mi ritrovai eccitata, il mio cuore aveva accelerato i suoi battiti, sentivo il mio seno che quasi scoppiava, la fica umidiccia e una gran voglia di sesso, dopo un pò tra una battuta ed un ricordo mi alzai e mi avvicinai a lui per togliergli la tazzina del caff&egrave davanti e nel fare questo mi piegai in avanti, lasciando tutto in bella mostra, entrambe le sue mani entrarono dentro il pareo e dolcemente salirono dalle mie cosce per fermarsi sui fianchi in una lunghissima carezza,
(Non desideravo altro!!!!!!!)
tirò giù il sottilissimo pareo ed il mio seno schizzò fuori, e mentre con i polpastrelli stuzzicava i miei capezzoli già duri, mi ritrovai una sua mano in mezzo alle gambe che mi accarezzava le cosce.-
‘ Eri troppo bella e troppo provocante per non approfittarne ‘ mi disse ‘
‘ Approfittane! ‘ sussurrai ‘ speravo che lo facessi !!!!
‘ Accendi la radio voglio ballare con te ‘ mi sussurrò all’ orecchio ‘
Trovai una stazione che diffondeva musica degli anni 70, subito mi disse di lasciare quella musica, mi prese tra le sue braccia e iniziammo a ballare abbracciati, sentii subito il suo membro durissimo che premeva sul mio ventre mentre la sua lingua aveva cominciato a stuzzicarmi il collo, mi sentivo molto eccitata, anche dopo venti anni mi piaceva da matti, iniziai a ricambiargli quei baci sensuali sul petto liscio e muscoloso, le sue mani si intrufolarono dietro, tra le mie natiche, e da lì subito nella fica ormai fradicia di umori, sospirai mentre le nostre labbra si incollavano e le nostre lingue si intrecciavano vorticosamente; aveva piazzato la sua gamba in mezzo alle mie e la strusciava sul mio clitoride, il mio godimento cominciò ad essere intenso, sospirai gli aprii ancora di più le cosce e anche io iniziai a strofinarmici sopra;
‘ Oggi mi vuoi? ‘ mi chiese con un sussurro –
Senza nemmeno pensarci gli risposi subito di si con un cenno della testa e subito mi sollevò di peso e mi scaraventò sul divano con le gambe aperte, infilai la mia mano nel suo costume ritrovandomi il suo membro in mano, era ancora più grosso di come lo ricordassi, lo stavo accarezzando quando lui mi tolse la mano:
‘ Oggi non si gioca con me puttana, oggi te lo sbatto dentro e ti chiavo come una troia, perché sai di essere una troia.-
‘ Neanch’io voglio giocare ‘ gli sussurrai ‘ sono venti anni sogno di avere il tuo cazzo dentro, e dopo tutto questo tempo voglio essere sfondata come una vacca, anch’io voglio essere la tua troia.
Quando mi penetrò mi sentii squassare e contemporaneamente iniziò per me un godimento mai provato, lo sentivo salire e scendere come un meraviglioso pistone, mi stava allargando, mi sdraiai e appoggiandomi sui gomiti gettai la testa all’indietro gli cinsi il bacino con le gambe per tirarlo ancora più dentro di me.-
Quella si che era una scopata!!!!!
Sentivo il suo cazzone scavarmi dentro, mentre diventavo un fiume in piena, sentivo la fica che si apriva ed i miei umori scendere copiosamente, mi sembrava davvero di essere una vacca, e stavo anche muggendo come una vacca; mi scopò continuativamente come minimo per una mezz’ora e nel frattempo ebbi almeno un paio di fortissimi orgasmi, mi faceva male la schiena e le gambe a stare in quella posizione ma ancora avevo fame di lui e non volevo disturbarlo in alcun modo anche se mi non mi spiegavo il perché non stesse godendo, uscì da me, forse stanco anche lui ma ancora in piena erezione, il suo cazzo era ancora duro come il marmo; mi misi in piedi, mi tremavano le gambe per la stanchezza e l’eccitazione, gli accarezzai l’uccello ancora inzuppato dei miei umori mentre lo baciai ancora, di nuovo le nostre lingue si intrecciarono; subito dopo, senza dire parola lo presi per mano e insieme salimmo di sopra in camera da letto dove accesi il climatizzatore, il caldo era infernale e volevo sentirlo ancora dentro di me per continuare al meglio quella strepitosa trombata.-
‘ Staremo più comodi qui ‘ gli dissi ‘
‘ Si &egrave meglio ‘ mi rispose ‘ voglio pomparti ancora
‘ Ancora non sei venuto ‘ chiesi ‘ forse non ti &egrave piaciuto?
‘ Non crearti troppi problemi, non vengo molto facilmente se non quando lo voglio io;
Non dissi nulla appena a letto mi piegai e presi il suo cazzo un bocca, desideravo sentirne ancora il sapore, dal suo irrigidimento capii che gli piaceva, mi chiese di ingoiarlo tutto e lo feci fin dove possibile, dopo un attimo però mi spostò mi fece mettere sopra di lui e mi infilzò ancora, mi scivolò dentro fino in fondo, che meraviglia, messa così lo sentivo veramente fin dentro l’utero, gli sentivo toccare punti mai toccati prima, le pareti della mia fica lo inguainavano alla perfezione, presi a cavalcarlo come una forsennata, salivo e scendevo, strusciavo sopra di lui con il suo cazzone dentro fin quando mi prese per i fianchi ed insieme roteammo sul letto, me lo ritrovai sopra che continuava a pompare, adesso capii che stava finalmente venendo.-
‘ Ora ti spruzzo tutto dentro maialona!!
‘ Vai ‘ urlai – riempimi!!
Lo sentii spruzzare violentemente mentre io avevo l’ennesimo orgasmo ancora più violento, era il terzo almeno, mi abbandonai sul letto esausta mentre Michele si stendeva a fianco a me, quasi rimasi delusa a sentirmi svuotata dal suo attrezzo, lo vidi mettersi sul fianco e sentii la sua mano che mi toccava le grandi labbra, lo vidi raccogliere con le dita la sborra che fuoriusciva dalla mia fica portandomele alla bocca,
‘ Lecca tutto ‘ fammi vedere quanto sei troia!!!!!
Leccavo con gusto, da vera troia, ripet&egrave l’operazione parecchie volte ed io continuavo a leccare.-
‘ Così hai preso un caff&egrave macchiato di panna ‘ disse ‘
‘ Sei un porco ‘ risposi io ‘
‘ Se a te non piace non lo faccio ‘ mi incalzò lui ‘
‘ Fai quello che vuoi, a me &egrave piaciuto, sono una troia hai detto prima;
‘ Perché tu non ti senti troia adesso?
Lo guardai senza rispondergli con espressione interrogativa
‘ Rispondimi sinceramente ‘ chiese con strana dolcezza – non ti senti troia in questo momento?
‘ Si che mi sento troia ‘ gli risposi ‘ troia e femmina;
Gli sorrisi, mi misi anch’io sul fianco e rivolgendomi a lui lo baciai ancora, restammo qualche minuto e notai che cercava di baciarmi dolcemente.-
‘ Ho notato che usi l’olio Johnson per abbronzarti? – mi chiese –
‘ Si – gli risposi ‘ perché?
‘ Devi prestarmelo , puoi prendermelo adesso?
‘ Adesso ? ‘ chiesi io ‘
‘ Si adesso ‘ mi rispose ‘
Mi alzai, stupita della richiesta, scesi sotto andai nella borsa e presi quello che mi aveva chiesto, guardai l’orologio, erano già le 11, il tempo era volato, avevamo scopato per più di un’ora, non mi era mai successo, abituata a scopatine da 10/15 minuti; risalii di sopra e glielo porsi, lo prese ringraziando e lo appoggiò sul comodino.-
Mi sdraiai nuovamente sul letto, girandomi verso di lui presi a baciarlo sul petto ed a leccargli i capezzoli, le sue mani andarono ancora verso la mia fica mentre io scendevo sul suo pube a prendergli di nuovo il cazzo in bocca e mentre le sue dita mi forzavano anche il buchetto posteriore, la cosa mi fece infoiare di nuovo proprio mentre sentivo il cazzo che riprendeva vigore sotto i colpi della mia lingua, continuai a succhiarglielo mentre le sue dita entravano nel mio culo sempre più numerose, capii che gli piaceva e mi sistemai meglio per favorirgli la cosa e gli chiesi cosa volesse farmi, anche se lo avevo capito.
‘ Voglio incularti ‘ rispose ‘
‘ Con il cazzo che ti ritrovi &egrave impossibile, non voglio!!, mi rovini ‘ gli dissi ‘
‘ Sei sempre la solita puttana stronza, ok non ti tocco più ‘ era incazzato ‘ finisci questo pompino, fammi svuotare i coglioni e poi togliti dalle palle, ci rivedremo forse tra altri 20 anni.-
Gelai a sentire queste parole così dure, continuai a spompinarlo, ero indecisa tra mandarlo a quel paese o lasciargli fare quello che voleva, optai per la seconda soluzione, gli presi la mano e la accompagnai sul mio culo;
‘ Sei sempre il solito stronzo, continua, ti prego ‘ gli dissi ‘ fammi tutto quello che vuoi, ma fa piano per piacere.
Cercai di ottenere un tono duro dalla mia voce, volevo evitare di fargli capire di poter approfittare di nuovo e fare tutto quello che voleva, riprese quindi quello che stava facendo, avevo tre o quattro dita dentro, cercai di rilassarmi e continuai a lavorargli il suo bel cazzone che ormai era nuovamente duro come prima.-
‘ Dammi prima un’altra sbattuta però ‘ gli chiesi ‘
‘ Stai tranquilla ‘ rispose ‘ vienimi qui sopra a cavalluccio
Montai sopra a lui senza farmi pregare e lo cavalcai ancora più furiosamente di quanto non avessi fatto prima, mentre le sue mani continuavano ad allargarmi sempre di più il buco del culo, la cosa però contrariamente a ciò che credevo, iniziava a piacermi, ero sfinita, mi facevano male le gambe, mi fermai e mi stesi accanto a lui, mi fece girare a pecorina e mi prese di nuovo sempre continuando stuzzicarmi il buchetto, ci infilò dentro i due pollici allargandomi lo sfintere, gridavo dal piacere che provavo, ormai non riuscivo più a distinguere quando avevo un orgasmo, era un continuo; si fermò all’improvviso, lasciandomi il cazzo dentro prese l’olio che gli avevo dato prima e me ne versò un pò tra le chiappe, lo sentii uscire, puntarmi la cappella dietro e spingere piano;
‘ Dimmi quando senti dolore che mi fermo ‘ mi disse con dolcezza ‘
‘ Entra dai!! Rompi il culo a questa troia, dobbiamo pur cominciare!! ‘ gli risposi ‘
Entrò pian piano, ma stranamente, forse grazie anche al fatto di essere piena d’olio, lo sentivo scivolare dentro senza avvertire dolori molto forti, sentivo il mio buchetto che cedeva accogliendone dentro sempre di più, le mani di Michele erano sui miei seni a torturarmi i capezzoli,
‘ E’ entrato tutto? ‘ chiesi ‘
‘ Neanche metà ‘ rispose ‘ dimmi tu quando posso continuare.
‘ Certo che puoi ‘ dissi io ‘ che aspetti adesso, vuoi rompermelo il culo o no ?!!!
‘ Da quando ti ho rivisto qui un mese che aspettavo il momento di rompertelo, e soprattutto da quando ti ho visto usare quest’olio’
‘ Forza allora spaccam!!!i ‘ gli gridai –
Spinse con forza, entrando fino in fondo ed iniziò a pompare lentamente, respirai profondamente mentre il suo ritmo accelerava poco a poco, sentivo il mio buchetto cedere ed aprirsi sempre di più mentre il suo pompare era adesso violento, sentivo le sue palle ed il suo pube fare un rumore fragoroso sbattendo sulle mie natiche per la forza dei colpi che dava, mi resi conto che stavo godendo anche dall’essere inculata, non ci avrei mai creduto, rallentò iniziando a fare dei movimenti circolari, mentre mi ripeteva che voleva allargarmi il buco più possibile, per poi riprendere a pompare con forza, delle volte sbattevo anche la testa contro il muro per la violenza dei suoi colpi, finch&egrave lo sentii grugnire e scaricarmi fiotti di sperma nell’intestino, uscì, mi venne vicino alla bocca e mi chiese di pulirgli il cazzo, lo presi fra le labbra e nonostante il sapore amaro feci quanto mi aveva chiesto.-
Si alzò baciandomi e cominciò a rivestirsi, mi disse che voleva scendere al mare a rinfrescarsi gli risposi che lo avrei raggiunto di lì a poco per poi risalire dato che dovevo preparare lo invitai ad unirsi a noi per il pranzo insieme alla moglie così avrei preparato io per tutti e sua moglie non avrebbe dovuto far nulla tornando stanca dal lavoro, accettò volentieri, fece per salutarmi frettolosamente con un’ultimo bacio, lo fermai e gli chiesi se la mattinata dell’indomani ci saremmo potuti rivedere;
‘ Posso farti una domanda ed avere una risposta sincera da te? ‘ chiese ‘
‘ Certo ‘ dissi io ‘
‘ Hai goduto anche a prenderlo dietro?
‘ Sincera? ‘ chiesi-
‘ Certo!! ‘ disse lui –
‘ Si, moltissimo !! – ed abbassai gli occhi visibilmente imbarazzata ‘
‘ Se non ti porrai limiti con me ci divertiremo un casino ‘ disse con un sorrisino sarcastico-
‘ Cosa intendi? – chiesi io ‘
‘ Nessun limite !!!, ci stai?
‘ Ancora più di così?-
‘ Si di più – risponde lui ‘ molto di più di oggi !
‘ Ma che vorresti ancora ‘ lo incalzai ‘
‘ Non lo so ‘ mi rispose ‘ domani vedremo, trovare una femmina a cui piace il cazzo come a te e che addirittura gode analmente non &egrave facile, voglio farti di tutto
Provai a protestare ma mi trovai la bocca tappata da un suo bacio, mi strinsi a lui e mi lasciai andare, avrei voluto non finisse mai, ero tornata ai sedici anni, come se quei venti e più anni non fossero mai passati
‘ Fammi di tutto ‘ gli dissi staccando le mie labbra dalle sue ‘ fammi fare di tutto, voglio farti tutte le porcate che vorrai farmi fare, voglio essere troia , più troia e ancora di più, per te!!!
Presi coraggio:!
‘ Ma adesso ‘ chiesi ancora ‘ che devi fare?
‘ Perché ‘ mi chiese ‘ cosa volevi?
‘ Pensavo che magari, potresti riposare e poi darmi un altro poco del tuo cazzo ‘ gli dissi ‘
‘ Ma non sei stanca ‘mi incalzò ‘
‘ Si, ma ho arretrati da recuperare ‘ risposi ‘
‘ Però dovresti fare due cose ?
‘ Cosa? – chiesi ‘
‘ Intanto devi farmi uscire a fare una cosa per circa tre quarti d’ora;
‘ E poi ‘ chiesi ancora ‘
‘ Approfitta di questo tempo per vestirti e truccarti come una puttana da strada ‘ disse Michele –
‘ OK ‘ gli dissi senza discutere ‘
Mi fece una carezza ed andò via, adesso mi sentivo benissimo, stanchissima ma completamente appagata, avevo goduto come mai ed ero concentrata solo al pensiero di poterlo riavere al più presto, mi infilai sotto la doccia, mi rinfrescai, misi un perizoma, una cortissima gonna di jeans ed un top trasparente senza reggiseno e tornai in bagno a truccarmi, abbondai con la matita per il contorno occhi ed usai un rossetto molto forte.-
Ero pronta, anche se vidi che ancora ci voleva un pò per i quarantacinque minuti che mi aveva chiesto Michele, pensai a cosa avrei dovuto preparare per il pranzo visto che probabilmente avrei avuto i tempi molto stretti per le 14, riflettei che in frigo alla fine avevo tutto il necessario, mi sedetti quindi sul divano e accesi la TV, cercai di rilassarmi un pò ma non riuscivo a smettere di pensare a lui, mi eccitava troppo il solo pensiero della scopata che avevo fatto ed il solo pensiero di poterlo ancora sentire dentro di me, nel frattempo guardai l’orologio, erano già le 12, era passata più di un’ora e non di faceva sentire, si sarebbe fatto tardi.-
Assorta in questi pensieri, ecco squillare il telefono, era lui che mi chiedeva di andare al bungalow 36 dopo 5 minuti, non mi diede nemmeno il tempo di replicare che attaccò, ma io non potevo uscire vestita così, se qualcuno mi avesse visto, freghiamocene dissi tra me e me, misi un paio di scarpe molto alte, mi avrebbero slanciata, infilai i miei ray-ban e andai.-
Il bungalow 36 era in fondo alla stradella, a pochi passi dal mio, bussai e subito mi aprì, chiesi come mai questo cambiamento, mi rispose che gli creava qualche stress il solo pensiero che mio marito potesse tornare prima, gli chiesi poi di chi fosse quel bungalow, avevo notato come fosse del tutto diverso dal solito, aveva infatti un arredamento di gran lusso, mi rispose che era di un suo amico, Enzo, che era anche il proprietario del residence.-
‘ Te lo farò conoscere ‘ mi disse ‘ &egrave un gran maiale !!!
Non gli risposi, stavo già sbottonandogli il pantaloncino per prendere il suo cazzo, notai che per quanto non eretto aveva un’ottima consistenza, strizzai il glande tra i miei polpastrelli, immediatamente lo sentii farsi duro, era di nuovo pronto a sbattermi, ne fui felice e soddisfatta, Michele mi fece subito entrare nella camera da letto, rimasi senza fiato a guardare quella camera, tutta radica di noce e specchi, luce molto bassa ma non buia, il mio top era già volato via, mi fece sedere sul letto e mi spinse il cazzo in bocca; iniziai a darmi da fare ed immediatamente lo sentii riprendere vigore, era di nuovo durissimo come se fosse la prima, con le mani gli massaggiavo le palle sino al buco posteriore, captai il suo irrigidimento e diedi due fortissime succhiate sul glande, sospirò cercando di divincolarsi ma lo trattenni
‘ Troia pompinara!!! ‘ mi disse ‘
‘ Tutto quello che vuoi ‘ gli risposi ‘ ma preferisco essere trombata !!!!
Mi spinse sul letto, mi sfilò il perizoma e mi prese per le caviglie allargandomi le gambe, rimasi lì, distesa, e con Michele che mi teneva con le gambe aperte; mi spinse il cazzo dentro senza nessuna fatica, con il solo movimento del bacino;
‘ Entra solo hai visto ‘ sottolineò lui ‘
‘ Ormai conosce la strada ‘ risposi io ‘ lascialo lavorare adesso
Prese a pomparmi alla grande, ero di nuovo un fiume in piena, alzai gli occhi e mi rivedevo negli specchi, mi voltavo da ogni lato e continuavo a vedermi come in un film porno, la cosa non stava facendo altro che amplificare la mia eccitazione, mi dimenavo incitandolo ad usare più forza;
Per tutta risposta, e sempre tenendomi per le caviglie a gambe aperte, mi puntò il cazzo sul buchetto e lo spinse dentro, quella posizione fece sì che lo sentissi molto più di prima, urlai dal dolore e mi irrigidii, mi accorsi che Michele si era fermato, mi fissava come se stesse aspettando di capire cosa volessi
‘ Continua!!! ‘ urlai ‘
‘ Vuoi essere inculata ? ‘ mi disse ‘
‘ Si ‘ risposi ‘
‘ Si cosa?? ‘ chiese ancora ‘ voglio che me lo urli’
Capendo il suo gioco
‘ Inculami’.. aprimi tutta ‘.. ti voglio sentire che me lo spacchi ‘..
Prese a spingere con decisione, provai a rilassarmi ed in effetti seppur soffrendo, mi piaceva anche sentire il suo membro salirmi su per le viscere, riuscivo a sentirlo perfettamente, chiusi gli occhi lasciandomi andare, mentre lui si sporse in avanti cercando la mia bocca, rimanendo con gli occhi chiusi sentii le sue labbra a contatto con le mie, la sua lingua insinuarsi a cercare la mia, stavo iniziando a sentire un incendio salire su e mentre mi lasciavo avvolgere da quel fuoco, godevo e mi dimenavo per il piacere e mentre mi baciava aveva di nuovo cambiato buco adesso era dentro il mio utero che sentivo le sue spinte sempre più poderosi.-
Passò parecchio tempo a martellarmi con colpi potenti e molto regolari, lo vedevo muoversi in maniera assolutamente controllata mentre io il controllo lo avevo completamente perso;
‘ Stai godendo che sembri una vaccona !!! ‘ mi apostrofò ‘
‘ Siiiiii sono una vaccona ‘ risposi impastando le parole ‘ sono quello che vorrai!! Continua, non fermarti, mi stai sfondando’
Ancora pochi istanti però e lo sentii pronto a scoppiare anche lui, il suo ritmo accelerava esattamente come il suo respiro, sempre più affannoso, riuscii a godere per l’infinitesima volta insieme a lui mentre lo sentivo pronto a spruzzarmi dentro ma invece lo stronzo uscì da me per piazzarsi sopra la mia faccia a godermi sopra, mi ritrovai almeno tre potenti fiotti di sborra che mi erano arrivati tra il naso e gli occhi, aprii le labbra e ne ingoiai il glande, succhiai con forza e raccolsi tutto .-
Rimasi sul letto, qualche minuto, ero stanchissima e sarei rimasta volentieri lì immobile, ma la mia parte ragionevole mi vinse facendomi alzare per raccogliere le mie cose e scappare verso il mio bungalow, era tardissimo.-
Uscii percorrendo velocemente i pochi passi per rientrare a preparare il pranzo, ero felice ed eccitata, con la mente andavo già alla prossima volta che lo avrei avuto, anche se quel discorso lasciato in sospeso non mi andava troppo giù, sapevo che avrei dovuto frenarlo se no non avrebbe avuto limiti, anche se l’unica cosa che potesse farmi paura era l’essere sputtanata, ma in quel preciso istante la suoneria del mio cellulare mi fece sobbalzare distraendomi dai miei pensieri, risposi:
‘ Ciao puttanona ‘ sento dire ‘
Era lui
‘ Stronzo ‘ gli rispondo ‘ che &egrave successo?
‘ Niente volevo chiederti una cosa, che non sono riuscito a chiederti prima perché non ero solo ‘ dice ‘
‘ Dimmi ‘ lo incalzai curiosa ‘
‘ Nei prossimi giorni voglio presentarti un mio grande amico .
‘ Si ‘ dico io ‘ me lo avevi già detto
‘ Sai a lui piacciono molto le donne ed &egrave un grande scopatore ‘ continuava Michele ‘
‘ E allora ? ‘ dissi stizzita ‘
‘ Chissà ti andrebbe di conoscerlo e di giocare con noi due ‘ mi chiede ‘
Rimasi un attimo in silenzio senza parole, ero sorpresa per la per questa telefonata, tanto più per un argomento di cui avevamo già discusso, ma dove voleva farmi arrivare, non volevo nemmeno continuare quel discorso e cercai di tagliare corto.-
‘ Ma io non ho mai fatto di queste cose ‘ gli dissi ‘
‘ Allora devi cominciare ‘ insistette ‘
‘ Me lo fai conoscere ‘ ma non ti prometto niente .-
Chiusi la telefonata salutandolo, un pò mi aveva infastidito, non ho mai avuto un buon rapporto col telefono. Michele arrivò puntualissimo alle 14 assieme alla moglie, mentre mio marito arrivò alle 14.30, fu sorpreso ma anche lui mostrò contentezza del fatto di pranzare in compagnia, fu comunque un pranzo veloce, eravamo tutti stanchi , chi per un verso chi per altro e non vedevamo l’ora di andare un pò a riposare, appena finito infatti sparecchiai velocemente il patio e mi ritirai di sopra in camera, in quel preciso istante ripensai a Michele, lo avrei voluto nel letto magari insieme a mio marito, mi sarebbe piaciuto magari farmi trombare da tutti e due.-
Mi svegliai tardi dal pisolino pomeridiano erano già le 6 quando uscii sul patio, vidi Michele che giocava con i bambini insieme a mio marito, avevo addosso ancora una strana voglia di sesso, preferii mettermi un costume e scendere in spiaggia a fare una nuotata e prendere un pò di sole, misi un costume e andai via.-
Tornai su alle sette passate feci una doccia e mi misi su una sdraio a oziare, continuavo a pensare a quella mattinata con Michele, era quasi un chiodo fisso, mi era rimasto qualcosa dentro, ed ogni volta che il mio pensiero correva a quei momenti mi ritrovavo completamente bagnata ed eccitata; mi risvegliai da quel meraviglioso torpore quando si iniziava a trafficare per la cena, alle 8 e mezza eravamo tutti a tavola, la moglie di Michele si era prodigata a ricambiare il favore ed aveva preparato una cena davvero succulenta.-
La serata scorse tranquilla, fu una classica sera d’estate tra chiacchiere e risate, verso le 11 quando i bimbi dormivano già da un pezzo anche noi decidemmo che era ora di andare, appena a letto feci l’amore con mio marito, ma mi ritrovai con la solita insoddisfacente routine, dopo di che ognuno si gira dall’altra parte e si mette a dormire.-
L’indomani mattina, martedì, puntuale come un orologio svizzero, Michele si presentò al mio appartamento e non ci pensai nemmeno mezza volta a farmi trombare ancora come una vacca così come il mercoledì ed anche il giovedì, era diventata una meravigliosa routine svegliarmi con una spaventosa voglia di scopare.-
Il venerdì mattina invece passò di fretta, dicendomi che doveva uscire per sbrigare un affare urgente, delusa gli chiesi quanto tempo avesse perso, e se dovevo aspettarlo, mi rispose che probabilmente sarebbe tornato ma non sapeva quando, ma che comunque mi avrebbe chiamata.-
Ero delusa ed incazzata, ma capivo che non avrei potuto farci nulla mi misi quindi a rassettare un pò l’appartamentino, che, seppur piccolo, aveva sempre bisogno di essere riordinato, dopo avevo pensato di scendere un pò in spiaggia, in fondo nonostante il mare mi piacesse da morire non ero riuscita a godermelo.-
Rimasi tutta la mattinata attendendo inutilmente la sua telefonata, ogni tanto provavo a chiamarlo ma il suo telefono rimase muto fino alle 12.30 quando scusandosi mi disse che tardava per una riunione ma che comunque ci saremmo visti a pranzo poi staccò in tutta fretta.-
Quando tornò era ormai ora di pranzo, avrei avuto voglia di saltargli ugualmente addosso, tale era la voglia che avevo dentro, sembravo un vulcano pronto ad eruttare, ma dovetti, mio malgrado reprimere tutte le mie voglie; poi arrivò il fine settimana e con mio marito e sua moglie in giro non riuscimmo in alcun modo ad appartarci; questa cosa mi innervosì moltissimo perché ormai il sesso con lui, così intenso, mi mancava, ero come una drogata in crisi di astinenza, alla fine mi rassegnai quindi a trascorrere un week end tranquillo di sole e mare.-
Arrivato il tanto desiderato lunedì ma con grande sorpresa e delusione vengo a sapere da Michele che purtroppo deve rientrare al lavoro per quel giorno per una emergenza, ero delusa ed anche furiosa per la sfiga, avevo dentro una gran voglia di scopare come una maiala, dopo tre giorni sentivo un gran desiderio di farmi sbattere; decido allora di uscire per distrarmi, mi preparo, molto sexy e molto truccata, misi un perizoma nero, sotto ad un vestitino rosso a portafoglio corto, senza reggiseno, ancora potevo fortunatamente permettermelo, un paio di scarpe con la fibbia alla caviglia, rosse in tinta con il vestito e con il tacco molto alto,mi truccai ed uscii per andare a far un giro in paese.-
Vado al parcheggio del villaggio a prendere la mia auto ma, massimo della sfiga, la trovo con una gomma bucata, ancora più imbufalita chiamo mio marito per chiedergli il da farsi, mi dice di chiamare Mario per venire a prendersela e ripararla.-
Mario &egrave un caro amico di mio marito, un ricchissimo commerciante di gomme per auto, con lui e sua moglie siamo anche usciti insieme tantissime volte ed abbiamo un ottimo rapporto, &egrave davvero un gran bell’uomo, un omone di 54 anni alto più di 1,85, carnagione scura, capelli brizzolati , ben messo di fisico, originario di Catania, ed il suo dialetto catanese unito al suo carattere gioviale e scherzoso lo rende di una simpatia non comune; durante l’inverno spesso frequentiamo la stessa palestra e non ha mai disdegnato di farmi complimenti, anche molto spinti se vogliamo, ma li ho sempre lasciati cadere, li ho sempre presi come il simpatico scherzo di un caro amico.-
Rientro nel mio appartamentino e mi faccio un caff&egrave, bussano al portoncino, apro e vedo Mario, sempre sorridente come al suo solito, mi chiede le chiavi della macchina , vado a prenderle e gliele porgo
‘ Mi offri il caff&egrave ? ‘ mi chiede ‘
‘ Certo ‘ gli rispondo ‘ volentieri, accomodati!
‘ Oggi sei più splendida del solito ‘ mi incalza ‘ la solita gran figa ed in più hai un’espressione soddisfatta
‘ In che senso? ‘ chiedo curiosa e stranita ‘
‘ Ti vedo più raggiante del solito ‘ mi dice ‘ non so perché ”’. Anche il tuo odore non &egrave il solito ”..
‘ L’odore?? ‘ dico io –
‘ Odore di sesso, secondo me hai fatto sesso alla grande ultimamente ! ‘ afferma ‘
‘ Ma che cosa dici !!!????’ ero infastidita ed incuriosita sul cosa avesse potuto capire e da cosa ‘
‘ Emani un odore tipico di chi ha fatto sesso ed hai un’espressione del viso più che soddisfatta, dimmi tu cosa c’&egrave da pensare ‘ mi risponde ‘ comunque fammi andare via che si &egrave fatto tardi ‘
Si prese le chiavi della macchina dicendomi che da lì a mezz’ora sarebbe tornato per portarmela riparata e mi chiese se avessi la possibilità di riaccompagnarlo; ancora intontita dall’affermazione di Mario risposi naturalmente di si.-
Andò via, ero sconvolta, ma come aveva fatto a capire, e poi cosa poteva sentire nel mio odore!!!! Ci pensai su un pò ma alla fine mi tranquillizzai pensando che quello era il solito Mario che conoscevo, simpatico e scherzoso’ non passò nemmeno quella mezz’ora che sento Mario al citofono che mi diceva che mi avrebbe aspettato fuori, uscii per andare, erano le dieci, avevo tutto il tempo per andarmene un pò in giro dopo avere accompagnato Mario.-
Mi aspettava in macchina appena fuori dall’ingresso del residence, mi chiese se volevo guidare io, ma gli dissi di continuare a guidare lui, si avviò dicendomi che avrei dovuto accompagnarlo alla sua nuova casetta che si era comprato in campagna appena fuori città, lì doveva prendersi la moto, non avendo alcun impegno gli dissi che lo avrei fatto con piacere, ingranò la marcia e partì.
Usciti fuori paese camminammo per un pò verso le colline sempre percorrendo strade isolate, mi guardavo attorno, era splendido lì molto più fresco, c’era una vegetazione rigogliosa intorno a noi, notai come Mario guardava il mio seno fra le fessure che inevitabilmente si aprivano nel mio vestitino, forse avevo decisamente sbagliato abbigliamento, mi stavano comunque piacendo quelle occhiate, mi sentivo molto sexy, sapevo anche che ci avrebbe provato e con la voglia che avevo dentro ero consapevole che era pericoloso, mi era sempre piaciuto e in più proprio quella mattina mi sentivo particolarmente porca;
‘ Dove stiamo andando? ‘ chiesi a Mario ‘
‘ Stiamo quasi arrivando ‘ mi rispose –
Pochi minuti e ci fermammo davanti ad una villetta piccola ma molto carina, mi complimentai per l’acquisto con Mario e mi invitò a scendere per farmela visitare, mi sembrò naturale visti i rapporti e annuì con piacere, notai che il suo sguardo era fisso sulle mie gambe, vidi che il vestitino a portafoglio che avevo indossato, già di per se molto corto, si era completamente aperto davanti e le mie cosce erano totalmente a vista sino al perizoma,
‘ Allora stamattina vuoi proprio farmi eccitare?? ‘ disse Mario ‘
‘ No scusami ‘ dico io cercando di coprirmi-
La sua mano mi fermò proprio quando il cancello elettrico si era aperto e la macchina era in giardino e l’altro cancello del garage si stava aprendo per farci strada
‘ Sei molto bella e provocante ‘ fa lui ‘
‘ Mario cosa vuoi ? ‘ rispondo ‘ non &egrave giusto, ed &egrave pericoloso quello che vuoi fare .
‘ Tranquilla ‘ dice ancora ‘ sono un uomo serio e maturo, scendi dai che ti faccio vedere la mia casetta, ho anche un regalino per te.-
‘ Che regalo?? ‘ chiedo ‘
Senza rispondere scende dalla macchina, sento lo scatto della saracinesca che si chiude alle nostre spalle, mi sento quasi in trappola, anche se mi fido di lui capisco perfettamente cosa vuole, sono furiosa con me stessa, la colpa &egrave mia che ho acconsentito ad entrare, mi ero anche vestita in maniera troppo provocante e sexy, apre una porticina interna che conduce alla casa, entro titubante anche se mi sento completamente bagnata sotto, l’ambiente &egrave molto ben curato ed accogliente, siamo in un soggiorno tutto rivestito in legno scuro, tutto l’arredamento &egrave in stile rustico, vado verso il centro della stanza complimentandomi con Mario, davvero &egrave molto carina, proprio in quel momento sento le sue braccia che mi stringono con forza, una sua mano si introduce dentro il vestito sul mio seno, cerco di resistergli, &egrave molto forte e non riesco a divincolarmi, una sua mano da dietro si &egrave intrufolata fra le mie cosce e dopo avermi scostato il perizoma sento il suo pollice farsi strada nella mia fessura ormai molto umida, la mia barriera sta cedendo, anzi ha già ceduto sento un piacere salire molto forte, molto intenso,
‘ Ahhhhhhhh Mario no, per favore, ti prego ‘ cercai di blaterare ‘
‘ Avevo ragione che ultimamente ti sei fatta sbattere per bene ‘mi dice ‘
‘ Si che avevi ragione stronzo ‘ gli rispondo ‘
‘ Ed era anche bello grosso ‘ continua lui ‘
‘ Molto!! ‘ rispondo ancora io continuando quel sottile gioco ‘
Il pollice &egrave stato adesso sostituito dal resto della mano, ce l’ho tutta dentro, mi sta allargando, il suo pollice invece sta andando verso l’altro buchetto
‘ Vedo che &egrave passato anche da qui ‘ continua ‘
‘ Eccome!!! ‘dico io – e visto che sei così bravo, noterai anche che mi ha aperto per bene .
‘ Lo vedo ma se sei ancora così calda vuol dire che forse non ti &egrave ancora bastato ‘ incalzava’
L’altra sua mano mi aveva tolto la cintura che teneva il vestito e me lo aveva sbottonato, mi ero piegata in avanti, ormai senza più alcun ritegno ero a gambe aperte che stavo ancora sbrodolando copiosamente e mentre continuava a stuzzicarmi con le mani si era spostato di fianco a me, sbottonai i suoi pantaloni, aveva un boxer nero, infilai la mia mano dentro i boxer e presi il suo pisello, ne fui sorpresa, era anche lui davvero ben dotato, certo nulla a che vedere con quello di Michele, ma assolutamente niente male, lo trovai molto nodoso e durio come l’acciaio;
‘ Complimenti Mario !!!!! ‘ gli dissi ‘ potevi farmelo sapere prima che eri così fornito!!
‘ E cosa avresti fatto?? ‘ mi chiese ‘
‘ Credo che ne avrei approfittato da tempo – gli risposi ‘
‘ Approfittane adesso!! ‘ fa lui ‘
‘ Era questo il regalo che avevi per me? ‘ chiesi ‘
‘ No quello dopo .
Nel dire questo si tira fuori l’uccello e me lo piazza davanti al viso, aprii la bocca e lo ingoiai, succhiai forte e sentii subito un suo rantolo di piacere;
‘ Cazzo ‘ disse ‘ hai una pompa idrovora al posto della bocca .-
Non risposi e continuai a giocare con la sua cappella, poco dopo mi chiese di alzarmi e di passare di la, ne fui contenta,ero scomodissima in quella posizione, i miei occhi si posarono su un orologio e mi resi conto che non sarei potuta rientrare a casa per l’arrivo dei miei figli, chiesi scusa a Mario, presi il cellulare e chiamai Michele dicendogli che per un imprevisto avrei tardato se poteva tenere lui i bambini un’oretta, naturalmente lui non mi creò problemi per cui mi avviai verso la camera da letto dove si era già avviato Mario.-
Lo trovai pacificamente rilassato su un letto immenso, almeno 4 piazze, non credo se ne trovino in commercio, non normale per una casa privata, la cosa mi fece pensare
‘ Questo &egrave il tuo scannatoio ? ‘ chiesi a Mario sarcasticamente –
Mi sorrise
‘ Ti prego di non parlarne mai con mia moglie ‘ si raccomandò ‘
‘ Certo e magari le posso raccontare cosa sono venuta a farci ‘
Sorrise ancora mentre con la sua mano aveva ripreso a penetrarmi la fica.
‘ Ahhhhhhhhhhhhhh Mario lo sai che stiamo ahhhhhhhhhhhhh sbagliando
‘ Ora non mi frega di niente, voglio farmi una grande scopata domani ci ripensiamo ‘ disse lui ‘
Mi avvicinai a lui, gli presi le mani con le mie e mi abbassai a cercare le sue labbra con le mie, ci baciammo, mentre mi impalavo sul suo cazzo, cominciai a cavalcarlo furiosamente, muovevo il bacino sopra di lui strusciando il mio clitoride sul suo pube, salivo e scendevo mentre lui mi teneva per i fianchi aiutandomi nelle mie forsennate evoluzioni, le mie mani corsero sul seno a torturarmi i capezzoli, volevo amplificare quel piacere intensissimo che mi sentivo dentro; un devastante orgasmo mi esplose improvvisamente, emisi un grido animalesco, e sentii un fiume che mi colava fuori, come non mi era mai successo, mi fermai ansimante e guardai verso il mio basso ventre, tutta la zona pubica di Mario era un lago per tutti gli umori che mi erano fuoriusciti, gli appoggiai sopra una mano e la porsi verso la bocca di Mario che mi leccò avidamente le dita, la stessa identica cosa la feci io per dopo cadere sfinita sul letto accanto a Mario, si avvicinò al mio orecchio sussurrando :
‘ Mi sei piaciuta come mai nessuna, non pensavo di poter vedere una donna godere come hai goduto tu, e soprattutto non ti immaginavo così porca .
‘ Oggi &egrave il tuo giorno fortunato ‘ gli risposi ‘ fino a qualche giorno fa non lo pensavo neppure io, &egrave successo qualcosa che mi ha fatto venire fuori qualcosa che evidentemente avevo dentro da tanto.-
‘ Adesso ti dispiacerebbe se godo anch’io? ‘ disse Mario ‘
‘ Certo my love ‘ gli risposi ‘ fai tu quello che vuoi
Mi girò su un fianco, mi fece alzare una gamba e mi puntò la cappella sul buchetto dietro,diede un colpo secco che mi fece trasalire ed urlare, si fermò
‘ Lo sapevo che arrivavi lì maiale!!! ‘ gli dissi
‘ Se lo sapevi perché non mi hai fermato puttana? ‘ rispose ‘
‘ Perché sono una puttana ‘ gli dissi ‘ una gran puttana, spingimelo tutto dentro adesso, ma non venire che voglio continuare a lungo’..
‘ Erano anni che guardavo il tuo culo e che pensavo sempre a come te lo avrei voluto rompere ‘..
‘ Non parlare ‘ gli sussurrai ‘ pensa a fottermi adesso’
Un’altra poderosa spinta e sentii l’ultima virtuale barriera cadere, adesso ero nuovamente aperta completamente, Mario prese a sbattermi con forza e mentre mi sbatteva cominciò anche ad alternare poderosi ceffoni sulle chiappe che mi facevano trasalire, mi provocavano dolore e bruciore, poi arrivava il poderoso colpo del suo cazzo e mi dava una fortissima scossa di piacere, sensazioni contrastanti forti e anche piacevoli;
‘ Più forte Mario !!!! spingi ancora ‘. Daiiiii ‘ gli urlavo ‘
Si fermò facendomi girare mi aprì le gambe si sistemò sopra di me e mi penetrò ancora, avevo la fica ormai un lago, mi mordicchiò l’orecchio, il collo e mi baciò lungamente e teneramente mentre aveva preso a cavalcarmi lentamente e profondamente, risposi a quel lunghissimo bacio, stavo assaporando tutto di lui, si staccò ed io capii che stava venendo, lo cinsi con le mie gambe e presi a leccargli i capezzoli
‘ Godi Mario- gli sussurrai ‘ spruzzami tutto dentro!!!
Appena finii di dirgli questo sento il suo membro che mi pulsa dentro e mentre gli sentivo emettere dei sospiri di godimento, si accasciò sopra di me come svenuto, lo abbracciai e lo baciai dolcemente sul collo per qualche istante, sentii il suo cazzo afflosciarsi lentamente ed uscire da me.-
‘ Mi hai buttato fuori ‘ sorrise lui ‘
‘ Non voglio cose mosce io ‘ gli risposi ‘
Mi guardò con un sorriso appena accennato”
‘ Sei bellissima e sei stata fantastica, proprio femmina nel senso della parola ‘ mi disse ‘
‘ Anche tu sei stato fantastico ‘ gli risposi – ho goduto moltissimo, non ricordo mai di avere goduto così intensamente.
‘ Neanche con il tuo amico??? ‘ mi chiede ‘
‘ Con lui mi piace moltissimo ‘ dico io ‘ ma non ho goduto così intensamente .
‘ Voglio rivederti domani ‘ mi dice ‘
‘ Non so Mario ‘ rispondo ‘ mi fa paura questa cosa lo sai, domani ci sentiamo per telefono e ne parliamo anche perché adesso &egrave tardissimo.
Avevo appena visto che erano le sei e dovevo rientrare di corsa, andai in bagno mi sciacquai, sistemai trucco e capelli e tornai in camera da letto a cercare i miei vestiti, non li vidi e mi ricordai che erano in soggiorno, andai a vestirmi e tornai ancora da lui che era rimasto sul letto
‘ Vuoi una mano a sistemare qui? ‘ gli chiesi ‘
‘ No grazie ‘ dice lui – adesso ci penso io
Mi abbassai e lo baciai sulle labbra poi sul petto le sue mani mi presero la testa e mi spinse verso il suo uccello, abbastanza flaccido ormai, lo baciai anche lì, lo ingoiai e lo succhiai, poi feci per alzarmi ma lui mi tratteneva per una mano.
‘ Fammi andare Mario ti prego ‘ lo pregai ‘ &egrave tardissimo, rischi di farmi scoppiare un casino.
‘ Ok ‘ disse lui ‘ vai pure, aspetta un attimo però ti avevo detto che avevo un pensierino da darti.
‘ Ma parlavi sul serio allora ‘ gli chiesi ‘ e cosa ?
Si alzò dal letto prese i suoi pantaloni ne tirò fuori una banconota da cinquecento euro e me la porse.-
‘ Ma che cazzo ti sei messo in testa??????!!!!! – Urlai furiosa ‘
‘ Non &egrave quello che pensi ‘ rispose lui calmo ‘ i soldi servono sempre, se non vuoi tenerli vai in un bel negozio e ti compri qualcosa e poi lo so che quello stronzo di tuo marito ti fa stare senza soldi.
Presi i soldi, ma ero poco convinta, mi sentivo una vera puttana, li misi nella borsetta ed uscii, mentre ero già in garage seduta in auto Mario mi raggiunse per aprire il garage ed i cancello, e si avvicinò al finestrino chiedendomi il numero di cellulare, glielo dettai e mi avviai per tornare al villaggio.-
Per strada riflettevo, su tutto quanto era successo, quanto avevo goduto!!!! Indescrivibile davvero!!!!! Con Michele era stato bellissimo ma Mario era stato una lietissima sorpresa che a 54 anni avesse ancora quel vigore, non veniva mai e che cazzo strepitoso aveva, e poi alla fine puttana o no 500 euro erano una somma di rispetto e mi faceva davvero comodo, quasi quasi l’indomani ‘. Chissà se mi avrebbe dato altri soldi .
Sorrisi tra me e me ‘.. Laura sei davvero una gran puttana mi dissi!!!!.-
Assorta in questi pensieri arrivai al residence, parcheggiata la macchina andai verso il mio appartamento, i bambini giocavano nel cortile e Michele era seduto nel patio che li guardava, lo salutai e gli accennai un grazie con un cenno delle labbra, mi invitò a raggiungerlo e sedermi accanto a lui, mi avvicinai, gli chiesi dove fosse sua moglie, mi fece cenno che era scesa in spiaggia, mi guardò con occhio interrogativo chiedendomi dove fossi stata, sorridendogli gli risposi che non gli interessava ma che avevo fatto un incontro molto interessante, voleva sapere, ma gli dissi che sarei andata anche io in spiaggia a farmi un bagno, entrai dentro misi un costume ed un pareo e scesi in spiaggia, i bambini rimasero a giocare lì nel cortile del residence.-
L’acqua fresca del mare mi rinfrancò proprio mi ci voleva una nuotata, ero davvero sfinita e mi tremavano le gambe, oltre ad avere tutti i buchi indolenziti, dopo una mezz’oretta risalii e mi stesi anch’io sul patio del residence, credo di essermi anche appisolata per una mezz’oretta.-
La serata scorse via tranquilla, cenammo tutti insieme, la moglie di Michele volle ricambiare il pranzo, e mi offersi di preparare sempre io per il pranzo e lei per la cena, accettò felice ma mi disse che l’indomani doveva recarsi a Palermo e sarebbe mancata tutto il giorno, anche mio marito doveva andare a Palermo e le offerse un passaggio che lei accettò ringraziando, fui felice nell’apprendere che l’indomani avrei avuto un’intera giornata a disposizione.-
Uscii per andare a buttare l’immondizia, con questa scusa avrei fatto due passi per rilassarmi come facevo tutte le sere e come al solito avrei trovato mio marito già a letto che dormiva, sentii dei passi dietro di me mi voltai e notai Michele che mi seguiva, rallentai per aspettarlo si accostò a me e sentii la sua mano appoggiarsi sul mio sedere, la spostai;
‘ Ti prego Michele, gli dissi, mi &egrave piaciuto da morire farmi sbattere da te e farei la qualsiasi cosa per continuare a farlo ma ti prego di una cosa, non mi devi mettere in imbarazzo in pubblico per nessun motivo, non siamo più dei ragazzi di 16 anni abbiamo dei figli, e dobbiamo pensare a loro.-
‘ OK scusami ‘ risponde Michele ‘
‘ Non devi offenderti ‘ continuai ‘ quando siamo tra noi chiusi tra quattro mura possiamo fare tutto ciò che vogliamo, ma all’esterno non deve trapelare niente.-
‘ Va bene- dice lui – ho capito e ti capisco, non succederà più.-
‘ Ti va di fare due passi con me??? ‘ gli dissi ‘
‘ Ok con piacere ‘ mi risponde.-
Camminammo un pò insieme parlottando, mi parlava molto del suo amico e di cosa facesse, e devo dire che mi aveva molto incuriosito, tornando verso il villaggio tagliammo dalla spiaggia per accorciare e ci ritrovammo in mezzo ad un canneto, lì nascosti mi prese per la vita e mi tirò a sé baciandomi ancora, mi lasciai andare tra le sue braccia ai suoi baci, mi scioglievo tra quelle braccia, ma mi fermai improvvisamente pregandolo di smetterla, così ci riavviammo verso il villaggio, e nel tragitto gli confidai del mio incontro con Mario e del fatto che mi aveva regalato dei soldi, rimase molto stupito di questo volle sapere tutti i dettagli, le sensazioni che avevo provato nell’essere pagata e soprattutto mi chiese se avevo intenzione di farlo ancora per denaro, gli risposi che non era certo mia intenzione farlo diventare un sistema di vita ma se ogni tanto potevo’. Perché no!!! Rientrammo ognuno nei nostri appartamentini dopo esserci salutati, mio marito era già a letto, mi attardai di sotto a rassettare e poi andai a di sopra a dormire, era abbastanza presto poco prima delle 11, mi sentivo ancora eccitata ed ebbi qualche difficoltà a prendere sonno ma poi sprofondai a dormire serenamente.-
3

L’indomani era una giornata magnifica, alle 7,30 in punto mio marito e la moglie di Michele sono già pronti e si mettono in auto alla volta di Palermo, mi saluta dicendomi che dovrebbe rientrare in serata per le 20.30; appena partito sveglio i bambini e li preparo perché per le 8 passerà il pulmino della colonia a prenderli e verso le 7.45 Michele mi lascia suo figlio pregandomi di accompagnarlo io perché lui deve andare a sbrigare non capisco bene cosa, mi dice che tornerà verso le 10; appena rimasta sola rassetto la casa, poi esco per fare un pò di spesa e per le 9 vado dal parrucchiere per farmi sistemare, faccio presto e per le 9.30 sono già fuori, mi fermo in un negozio dove qualche giorno prima avevo visto dei vestitini che erano una amore, ne prendo tre, uno bianco, cortissimo ed anche abbastanza trasparente, l’altro beige, anche questo cortissimo di un tessuto traforato come lavorato all’uncinetto, appena l’ho provato mi &egrave sembrato sexyssimo, ed uno nero più lunghetto ed elegante molto scollato sia davanti che, soprattutto, dietro, presi anche una decina di perizoma di svariati colori, alla cassa la ragazza batt&egrave lo scontrino per un totale di 280 euro, presi dalla borsa la banconota da 500 che mi aveva dato Mario e pagai, in quel preciso istante riflettei sulla giornata di ieri e su quel denaro, alla fine male non era proprio andata, avevo goduto tantissimo ed avevo preso dei soldi che avrei potuto spendere senza dar conto a nessuno, preso il resto uscii salii in macchina e tornai a casa alle 10.00 sono già rientrata e mentre sistemo la spesa in frigo squilla il mio cellulare, rispondo
Ciao Mario
Come stai stamattina
Benone grazie, e tu?
Bene anche io ‘ risponde ‘ cosa fai oggi?
Oggi sono libera, mio marito &egrave a Palermo e tornerà stasera, fra un pò scendo al mare a prendere un pò di sole
Ci vediamo più tardi? ‘ chiede lui –
Mario sai che ho paura di questa cosa ‘ rispondo ‘
Paura perché?? – cerca di tranquillizzarmi lui ‘ non abbiamo coinvolgimenti sentimentali mi sembra.
Lo so ‘ dico – ma sai com’&egrave?
Stai tranquilla dobbiamo soltanto divertirci e mi sembra che ieri ci siamo anche riusciti?
Si eccome!! ‘ gli dico ‘ anche più dell’immaginabile .
E poi un altro pensierino per te c’&egrave sempre’
Mario smettila ‘ gli dico ‘ non pensare che vengo per questo’
A che ora potresti salire? ‘ mi incalza lui –
Dopo pranzo? ‘ rispondo timidamente ‘
Per le 2 e mezza?
OK ‘ gli dico ‘ ma devi togliermi una curiosità
Quale? ‘ chiede –
A cosa ti serve quel letto enorme, saranno 6 piazze
A farci stare tante persone, prova ad immaginarti in mezzo a tanta gente a fare baldoria.-
A dopo ‘ gli dico ‘ fammi trovare il cancello aperto così non sto ad aspettare sola la fuori.-
Alle 2 lo troverai aperto, non tardare.-
Ciao ‘ chiudo io ‘
Chiamo mio marito, voglio accertarmi che non rientrerà prima del previsto, &egrave già a Palermo e la cosa mi dice che si prolungherà, mi dice che tornerà tardi, l’ultimo appuntamento lo avrà infatti alle 18, si vedrà alle 19 con la moglie di Michele per partire, mi tranquillizzai da quel punto di vista, i bambini oggi sarebbero rientrati non prima delle 19,30 per una gita organizzata dalla colonia quindi non avevo nessun problema, il pensiero dei miei figli era l’unica cosa che mi frenava, ma li avevo osservati con attenzione e ne avevo anche parlato con loro, si trovavano bene e si divertivano da matti con gli altri bambini, il fatto che loro fossero felici per me era una cosa fantastica, mio marito sempre impegnato con il lavoro nonostante le sue promesse che si ripetevano di anno in anno di trascorrere più tempo con noi almeno in estate, ma sempre erano promesse disattese con mille scuse, mi ci ero abituata’
Mentre pensavo queste cose guardai l’orologio e vedendo che erano quasi le 10 e non avevo invece notizie di Michele provai a chiamarlo ma il telefonino era spento, probabilmente aveva avuto qualche problema, rientrai dentro e mi gettai sul letto aspettando il suo arrivo, quell’attesa mi stava innervosendo, avevo voglia di lui, mi ritrovai seduta sul divanetto a toccarmi come una scolaretta, ero prossima ad un solitario orgasmo ma mi trattenni e decisi di scendere al mare;
Mi preparai quindi per scendere in spiaggia, un costume fucsia abbastanza succinto, un abitino copricostume bianco cortissimo, lasciato volutamente aperto, come spesso facevo, nei bottoni finali, sia sopra che sotto, un filo di trucco ed un velo di rossetto chiaro perlato; avevo già chiuso il portoncino quando sento il cellulare che suona;
era Michele che mi salutava con un tono inusuale, molto dolce ed affettuoso,
Che stai facendo? ‘ chiese ‘
Ho finito appena adesso di sistemarmi e stavo andando in spiaggia ‘ gli risposi ‘
Perché non te ne vai in piscina, &egrave molto ben frequentata, ci sono un sacco di bei ragazzi e poi il proprietario &egrave un mio fraterno amico, digli che sei una mia amica e vedrai che ti tratterà benissimo’
So chi &egrave ‘ gli rispondo ‘ lo conosce anche mio marito.. Ma tu non ti fai vedere?
Oggi non riesco prima delle 5, resto a pranzo fuori e di pomeriggio devo essere di nuovo in ufficio ‘ mi risponde lui ‘
Ero molto stizzita, avevo una voglia matta di lui, e come una cretina glielo facevo anche capire, mi promise comunque che l’indomani mattina sarebbe rimasto libero per me raccomandandomi anche di non prendere nessun impegno, mi raccomandò ancora di andarmene a divertirmi alla piscina e mi fece promettere che appena avrei visto il suo amico lo avrei chiamato; chiusa la telefonata cambiai direzione e feci come lui mi aveva chiesto.-
In effetti la piscina era molto bella , rettangolare e grandissima, circondata da enormi palme, con in fondo un enorme gazebo adibito credo a pista da ballo per la sera, accanto vidi un piccolo bar, che serviva tutti i tavolini attorno alla pista da ballo, c’era una gran confusione attorno a quel bar, non mi avvicinai, preferii prendere uno dei tantissimi lettini attorno alla piscina, lo coprii con un telo da mare e mi ci sdraiai sopra dopo essere rimasta in costume ma quasi subito qualcuno si fermò davanti al mio lettino, vidi infatti un’ombra visto che ero sdraiata a faccia in giù, mi girai e mi trovai davanti un uomo sui 45, molto alto e snello, capelli lunghi e curati con delle sfumature di grigio, occhi verdi e ben vestito, a guardarlo bene era davvero un figo da paura, rimasi ferma senza parole
Scusami ‘ disse ‘ sono Enzo , il proprietario del locale , e tu? Non ti avevo mai vista, e passando e vedendoti , anche se solo da dietro, non ho potuto fare a meno di fermarmi’
Mi presentai, molto timidamente devo dire, ero abbagliata ed affascinata da lui, ma capendo la sua battuta maliziosa gli sorrisi.
Si sedette quindi vicino a me, lo guardai fisso, era davvero un bell’uomo, tutto in lui mi ammaliava, il suo sorriso, il portamento e sopratutto i suoi modi gentili quanto decisi, gli dissi di Michele che ero una sua amica e che ero stata incaricata di portargli i saluti, a quel punto il suo atteggiamento nei miei confronti si trasformò diventando molto amichevole, io mi ero ormai voltata per continuare quella piacevole chiacchierata, senza nemmeno rendermi conto che il reggiseno, che avevo slacciato quando mi ero sdraiata aveva lasciato le tette completamente scoperte e lui in maniera molto diretta si complimentò con me dicendomi che il mio seno faceva invidia alle ventenni per quanto era sodo.
Mi invitò a quel punto a fare un giro del complesso, mi ricomposi e lo seguii, mi condusse in una grande beauty farm posta in un immenso piano scantinato sotto la piscina, c’erano delle saune, bagno turco, sala massaggi, e una piccola piscina di circa 200 mq. tutta attorniata da una serie di idromassaggi, il tutto con un ambiente molto accogliente con pareti rivestite in pietra lavica e la temperatura era ideale e si stava benissimo.-
Sentii le sue mani accarezzarmi sui fianchi, mi piacevano quelle carezze e mi appoggiai all’indietro su di lui, e vista la mia reazione prese a baciarmi sul collo, mi era piaciuto da subito e con la voglia che già avevo dentro mi sentii subito avvampare, sospirai e cercai di girarmi con la testa per cercare le sue labbra, ma non rispose al mio gesto’.
Spogliati ed immergiti nell’idromassaggio ‘ disse ‘
Mi sfilai il vestitino immergendomi nell’acqua mentre lui andava a chiudere la porta dicendo a qualcuno che non voleva essere disturbato, aprì i getti dell’idromassaggio e subito tutto il mio corpo fu avvolto da meravigliosi getti d’acqua, anche lui venne a sedersi in acqua, esattamente dove avevo poggiato la testa chiedendomi di girarmi.-
Senza indugi come mi aveva chiesto mi sistemai in posizione prona ed appoggiai il mio viso sul suo inguine
Rilassati completamente, non pensare a nulla, fatti massaggiare dall’acqua ‘ mi disse con molta dolcezza ‘
Provai subito una sensazione gradevolissima, ero completamente rilassata, sapevo quello che sarebbe successo, ne ero perfettamente consapevole e la cosa non mi rendeva affatto nervosa anzi, quel suo fare attendista quasi mi infastidiva anche se forse mi eccitava molto; le sue mani iniziarono ad accarezzarmi la schiena e per favorirlo ed anche dimostrargli la mia disponibilità slacciai sia il reggiseno che la mutandina del costume, restando completamente nuda; anche lui senza esitare tirò giù il boxer e si venne a sedere in acqua proprio dove avevo il viso, mettendomi in bella mostra il suo attrezzo ben eretto a pochissimi centimetri dal mio viso .-
Non riuscivo proprio a rifiutarmi a nessuno, e come una puttana ormai navigata aprii le labbra e iniziai a lavorarmelo per bene mentre le sue dita stavano già scavandomi facendomi gemere dal piacere.-
Restammo entrambi in quella posizione a goderci quel momento fantasticamente erotico, mi impegnai al massimo in quel bocchino e mi piacque anche molto sentirlo godere così; in pochi minuti mi venne abbondantemente in gola rantolando come un ossesso, ingoiai la sua crema con gusto e continuai a leccarlo finch&egrave mantenne una certa consistenza.-
Si alzò subito per rivestirsi e si complimentò con me :
Aveva ragione un mio amico che con la bocca sei fantastica!!!! ‘ disse sorridendo ‘
Mi sentii arrossire, capii che Michele aveva parlato troppo, ma Enzo capendo il mio imbarazzo mi si avvicinò e cingendomi per la vita mi tranquillizzò a modo suo:
Stai assolutamente tranquilla ‘ disse ‘ so tutto di te, con me sei in buone mani’.
Nel dire questo si avvicinò alla mia bocca baciandomi con molta passione, mi lasciai andare alla sua lingua che mi titillava la punta della mia con molta sapienza e mentre le sue mani avevano ripreso ad accarezzarmi.
A proposito – disse ancora ‘ sempre quel mio famoso amico mi dice anche che ti piacerebbe anche guadagnare anche un pò di soldi?
Mi sentii avvampare, pensai a quanto stronzo fosse il mio caro Michele, guardai con un sorriso da ebete senza avere il coraggio di rispondergli ..
Te lo dico ‘ continuò lui ‘ perché qui con i miei clienti avrei tante occasioni per te ‘. Ma non rispondermi adesso, vai a cambiarti e più tardi ti aspetto a pranzo, sarai mia ospite .-
Gli sorrisi e raccolsi le mie cose, mi rivestii in fretta lo salutai e tornai al mio appartamentino, mi cambiai e mi truccai con cura, abbondando con la matita per il contorno occhi, misi una mutandina brasiliana nera, il vestitino nuovo beige ed un paio di camperos in tela marroni, notai che il vestito lasciava intravedere tutto sotto, ma non me ne curai più di tanto, sapevo di essere molto sexy e mi piaceva il mio nuovo look.-
Erano le 12,30 quando chiusi il portoncino del mio appartamentino per avviarmi al ristorante, li Enzo mi attendeva già seduto, sorrise al mio arrivo facendomi un sacco si complimenti per come fossi vestita, mangiammo tutto a base di pesce e bevvi molto vino, davvero ottimo ben ghiacciato scendeva solo senza che me ne accorgessi, mi fece un sacco di domande sulla mia vita su cosa facessi e su come avessi tirato fuori tutta quella carica erotica che avevo perché era chiaro che non lo facevo certo per bisogno di soldi ma perché mi piaceva farlo, gli raccontai di come fossi cambiata dove avere rivisto Michele dopo tutti quegli anni, volle sapere se qualche volta di notte potessi rendermi libera, gli risposi che non lo sapevo, ma probabilmente volendo qualche scusa a mio marito potevo inventarla con la complicità di Michele ed approfittando del fatto che eravamo in vacanza, dato che lui &egrave il tipo che la sera non intendeva assolutamente uscire.-
Quando si fece l’ora mi scusai con lui ma era l’ora di scappare, mi salutò quindi chiedendomi con chi fosse questo impegno, gli confidai quindi quale fosse l’appuntamento che avevo, mi sorrise mentre mi alzavo dalla tavola, lo ringraziai per l’ottimo pranzo chinandomi a baciarlo sulla guancia, sentii la sua mano che si intrufolava sotto il mio vestitino andandomi a palpare la figa’
Sei ancora bagnata??? ‘ sussurrò ‘
Ultimamente lo sono sempre !!! ‘ risposi ‘
Stanotte voglio scoparti ‘..
Non credo sarà possibile ‘ risposi ‘ e poi devi darmi tempo di riprendermi anche.
Chiamami quando rientri e mi racconti
Ok ‘ risposi io ‘
Andando alla mia macchina mi accorsi che avevo le gambe molli per il troppo vino che avevo bevuto, presi la macchina per andare alla villetta di Mario, mi misi alla guida e partii, sento suonare il telefonino, rispondo, era Michele che mi chiedeva dove fossi, rimasi sulle mie e gli dissi che ero dovuta uscire per un impegno di lavoro, ci rimase male ed insistette più volte a volermi raggiungere, lo liquidai sottolineandogli che lo avevo cercato parecchie volte e dicendogli che era impossibile, ma gli promisi comunque che per le 4 al massimo sarei rientrata.-
Ero quasi arrivata ormai, decisi quindi di prendere un caff&egrave, mi fermai quindi in un bar di quel paesino, dopo nemmeno cinque minuti ero già fuori anche perché mi ero sentita molto in imbarazzo vestita in quel modo, risalita in macchina mi avviai, arrivai a casa di Mario puntualissima, il cancello era già aperto entrai direttamente nel garage e sentii il motore elettrico che chiudeva tutto alle mie spalle.-
Scesi dalla macchina ed entrai in casa, trovai Mario seduto sul divano del soggiorno, che mi accolse con un sorriso, andai diretta verso di lui che si alzò venendomi incontro, mi abbracciò con molto calore, ci baciammo
Sei davvero bellissima !!!
Grazie ‘ gli risposi ‘ troppo gentile
Poi con questo vestitino sei davvero sexy
Me lo hai regalato tu!!
Allora devo regalarti di più se ti vestirai sempre così per me’.
Smettila ti prego ‘ gli dissi ‘
Hai scopato con il tuo amico stamattina ‘ mi chiese ‘
Certo ‘ gli dissi – , adesso mi ha telefonato che mi voleva ancora ma ero già per strada per venire da te ‘
Perché non lo chiami e lo fai venire? ‘ dice lui ‘
Lo guardai stranita, non capivo se parlasse sul serio
Ma tu non lo conosci nemmeno? ‘ gli dissi ‘
Lo conosci tu ‘ rispose lui –
Hai sempre la risposta pronta vero ‘ scherzai ‘ e poi che dovremmo fare ???
Non mi hai chiesto a cosa serviva quel letto immenso di la?
Non so se sono pronta per questo ‘ dissi seria ‘
Eccome che lo sei !!! ‘ mi risponde Mario ‘ secondo me ti piacerebbe da morire e ne vorresti sempre di più, comunque non insisto e ti ripeto quando vorrai lo porti, non c’&egrave nemmeno bisogno che mi avverti.
Ok ‘ dissi ‘
Quindi hai voglia di scopare adesso??
Da morire ‘ dissi stringendomi a lui ‘ da stamattina non voglio altro, mi sembro un’ammalata ‘
Vieni !!!
Andammo nella camera da letto, Mario si sedette sul letto e mi tirò a sé, mi misi a cavallo sulle sue gambe dopo avere leggermente alzato il vestitino le nostre labbra si incollarono mentre io danzavo sul suo pube sfregandomi su di lui, le sue dita entrarono in me, gemetti appena iniziò a toccarmi e mi strinsi con più forza, continuavo a baciarlo con molto trasporto
Dammela subito – gli sussurrai ‘ non farmi aspettare
Prontamente si sbottonò i pantaloni e mi penetrò immediatamente mentre eravamo ancora seduti sul bordo del letto, sentire quel gran cazzo dentro mi fece subito sbrodolare, sentivo un rumore di sciacquio dei miei umori ad ogni affondo
Non &egrave meglio che ci spogliamo ‘ mi dice Mario ‘
Hai un cazzo favoloso e mi dispiace dovermelo togliere lì ‘ gli risposi ‘
Mi alzai e mi spogliai, mentre anche lui fece lo stesso, si sdraiò e gli andai ancora sopra ad impalarmi ancora, ero di nuovo in calore, tenendomelo sempre dentro mi voltai dandogli le spalle, mi piegai in avanti e, appoggiandomi sui suoi polpacci ricominciai il saliscendi, mi sentivo benissimo, sentii le sue dita che mi penetravano dietro, per qualche minuto continuò quel trattamento che mi stava piacendo tantissimo, un orgasmo arrivò proprio in quel momento travolgendo tutti i miei sensi;
Ahhhhhhhhhh ”..Mi stai facendo morire Mario, non fermarti !!!!!!!!
E mi dicevi che non sei pronta per due puttana che non sei altra – disse lui – girati che voglio mettertela nel culo
Dai forza tesoro!! inculati la tua puttana ‘ gli dissi mettendomi a pecora ‘
Si piazzò dietro di me e me la spinse dentro con un colpo secco, la sentii scivolarmi dentro senza alcun dolore, evidentemente ormai ero ormai abituata, sentii che spingeva come un dannato, mettendoci una forza bestiale in quelle spinte, avevo ripreso a godere con quella inculata animalesca e lo incitavo gridando a spingere più forte, sentii che anche lui stava godendo, allora mi ritrassi, non volevo ancora farlo venire, mi voltai verso di lui, mentre Mario si stese sul letto, gli presi il membro in bocca giocando con il suo glande con le labbra, lo lasciai subito però
Rilassati ‘ gli dissi ‘ ancora &egrave presto per venire , voglio godere ancora io un altro pò
Avevo sperato ti facessi sborrare in bocca ‘ mi dice ‘
Lo farai tesoro ‘ gli rispondo ‘ se vorrai lo farai.
Adesso voglio farlo ‘ mi dice – attacca con la tua pompa idrovora;
Lo presi ancora in bocca e lo portai al godimento, lo guardavo mentre lo spompinavo, mi piacevano quelle espressioni cangianti sul suo viso, quando lo sentii irrigidirsi, aprii meglio la bocca e lasciai che mi spruzzasse sulla lingua, ingoiai tutto, e raccolsi con la lingua anche qualche goccia che ne era finita fuori, poi subito continuai a leccare il membro di Mario fino allo scroto e fino al buchetto posteriore, sentii le mani di Mario appoggiarsi sulla mia nuca e spingere con forza, gli piaceva e continuai’.
Ma quello stronzo di tuo marito ti sa così puttana’. ‘ grida lui ‘
Noooo ‘ gli rispondo con la bocca ancora impastata del suo sperma ‘ devo dirglielo secondo te?????
Credo sia meglio di no ‘ dice lui tirandomi su ‘ hai ancora voglia????
Lo guardai e senza rispondergli annuii con la testa
Dammi una mezzoretta ok?? ‘ dice ‘ non ho più trent’anni, se vuoi nel frattempo puoi darti una rinfrescata .
Mi alzai e mi feci indicare dove fosse il bagno, ci andai mi diedi una bella rinfrescata al viso e rifeci tutto il trucco, passai molto rossetto e molta matita sotto gli occhi, era la una e un quarto, avevo promesso a Michele di rientrare per le 5 ma non pensavo che Mario potesse farne più di una, certo che era comunque un magnifico stallone per essere già avanti con gli anni, e poi mi dava una carica erotica non comune, non mi andava quindi di non accontentarlo .-
Misi il solo perizoma e tornai di là, lo trovai accomodato sul divano con i boxer, mi sedetti anch’io, ero ancora ansimante
Sei stanca ? ‘ chiese Mario ‘
Un pò ‘ risposi –
Ti va di giocare un pò adesso? ‘ chiese ancora ‘
Giocare?? Come??? ‘ rispondo incuriosita ‘
Adesso vediamo ‘ chiude ‘
Nel dire questo mi passa una busta bianca, di quelle che si usano per la corrispondenza, lo guardo e gli cosa fosse, mi risponde di aprirla, la apro e dentro ci trovo tre banconote da duecento euro ed una chiave, lo guardo e gli dico
I soldi li prendo visto che sono una puttana, mi eccita prendere soldi da te, vedrò di spenderli per altre cosine che ti fanno eccitare tanto
Ok ‘ dice lui ‘ puoi spenderli come ti pare, e poi credo ti faccia anche piacere avere soldi tuoi?
Soprattutto fa piacere non dover renderne conto a nessuno; La chiave cos’&egrave invece? ‘ continuo io ‘
La chiave apre il cancelletto esterno ed il garage della casa ‘ mi risponde ‘ credo che la userai spesso adesso.
Hai intenzione di farmela usare spesso tesoro???
Io vorrei usarla con te tutti i giorni, ma capisco che forse non sarà possibile’. comunque tu usala quando vuoi a tuo piacimento anche senza di me’.
Lo guardai (mi aveva letto nel pensiero) era l’ideale per me anche quando alla fine delle vacanze sarei rientrata a casa’.. mi prese la mano conducendola fin dentro il suo boxer, potei avvertire chiaramente come il suo membro aveva iniziato a riprendere consistenza, lo segai un pò, poi mi appoggiò una mano sulla nuca spingendomi la testa verso il suo pube, giocai con la lingua sul suo glande, lo strinsi fra le labbra, era di nuovo perfettamente in tiro, subito mi fece girare verso di lui e messa di fianco mi baciò ancora, capii che stava armeggiando con qualcosa alla sua sinistra e subito dopo avvertii che mi stava spingendo qualcosa nella vagina, gemetti dal piacere, era qualcosa di grosso e mi stava piacendo parecchio,
Mhhhhhh ”. Mario che stai facendo? ‘ gli chiesi –
Stai zitta e godi ‘ rispose Mario –
Lo abbracciai e mi strinsi con forza aprendo di più le gambe e abbandonandomi a lui ed a quella penetrazione che mi stava dando un enorme piacere, il movimento della sua mano si faceva sempre più veloce il mio godimento amplificava la sua intensità, i miei sospiri erano ormai ritmici, improvvisamente rallentò e mi liberò da quel coso, mi fece alzare e dopo essersi sfilato i boxer, mi fece andare su di lui che era invece seduto; nell’alzarmi vidi che l’oggetto era una grossa zucchina, mi sedetti su di lui dandogli le spalle e mi impalai sul suo grosso cazzo, ripresi a gemere, roteavo il bacino e mi sfregavo avanti indietro, stavo godendo in modo animalesco come il giorno prima ma Mario mi spinse facendomi piegare in avanti mentre le sue mani mi aprivano le chiappe, nemmeno il tempo di capire e quella grossa zucchina mi stava finendo dentro al culo, Mario spingeva con forza tra le mie grida animalesche di dolore
Nooooo Mario ti prego ‘ imploravo ‘ mi fai male
Rilassati ‘ disse lui ‘ respira che passa subito, toccati i capezzoli
Feci come lui mi disse, ripresi a cavalcarlo mentre mi strizzavo i capezzoli, lui continuava a spingermi quella zucchina dietro, mi resi conto il male non era più tanto insopportabile e mi ci stavo abituando, certo la dilatazione doveva essere enorme in quel momento per come sentivo tirare, ma volevo andare avanti, mi sforzai di non pensarci, sentivo il cazzo di Mario pomparmi e stavo godendo di quello, sentii Mario che diceva qualcosa e quasi non lo sentivo, la mia testa era ormai fra le nuvole
Quindi pensi non ti piacerebbe giocare con più uomini? ‘ diceva ‘
Si tesoro ‘ gli risposi ‘ se piace a te piace anche a me, e quanti vuoi portarne per farmi chiavare ‘???.
E te quanti ne vorresti?
Tanti Mario tantissimi, mi sento una cagna in calore!!!!
L’orgasmo arrivò proprio in quell’istante e fu bellissimo, sbrodolai ancora tutto fuori, dovetti fermarmi a riprendere fiato, mentre sentivo che Mario continuava a pomparmi fica e culo il mio respiro era pesante ed affannato, le forti braccia di Mario mi presero per i fianchi e mi fece spostare sdraiandomi sul divano, chiusi gli occhi mentre la sua lingua correva su tutto il mio corpo, fremevo ancora per l’orgasmo e mi rilassai totalmente alla sua lingua sapiente, ma subito si posizionò in mezzo alle mie gambe già aperte baciandomi lungamente con passione e penetrandomi ancora, mi scopò ancora lungamente nella più classica delle posizioni, avevo chiuso gli occhi per godermi quel forte godimento finch&egrave lo sentii grugnire, stava venendo anche lui intensamente, lo abbracciai e gli passai le mani sui suoi folti capelli.
Dopo qualche secondo che aveva scaricato tutto rotolò sul fianco e mi abbracciò, restammo entrambi in silenzio, forse era quello che entrambi cercavamo in quel momento, mi alzai e mi avviai verso il bagno, volevo rinfrescarmi un attimo sotto la doccia, appena finito tornai in soggiorno recuperai il mio vestitino ed il perizoma e mi rivestii, mi sistemai un filo di trucco e salutai Mario, mi disse che l’indomani voleva vedermi ancora, gli dissi che non sapevo se l’indomani potevo essere ancora disponibile, sarebbe dipeso tutto dagli impegni di mio marito ma gli promisi che avrei comunque cercato di liberarmi qualche ora.-
Tu vuoi ‘ chiese Mario ‘ essere liberata da questo assillo e poterti liberare quando ti pare?
In che senso ?? ‘ chiesi ‘
Fidati che me la vedo io ‘ disse ancora
Ok ‘ gli risposi ‘ anche se non ho ancora capito cosa intendi!!
Lo salutai con un bacio, avviai la macchina e mi incamminai per tornare in città.-
Accesi il telefonino ed immediatamente lo sento squillare, era Michele, gli risposi subito, mi chiese dove fossi, cercai di essere evasiva dicendogli che avevo avuto un impegno di lavoro ma che stavo rientrando, mi diede quindi appuntamento in un Bar appena fuori città, ero vicina a quel Bar mi fermai a bordo strada infilai il copricostume sopra quel vestitino e andai, qualche minuto e fui già lì, parcheggiai ed entrai nel bar dove Michele mi stava già aspettando, ci accomodammo ad un tavolo, lui prese un caff&egrave ed io una granita fragola con panna ed una briosce, ero affamata, mentre mangiavo Michele continuava a chiedermi dove fossi stata, ed alle mie evasive risposte sul fatto che fossi stata impegnata con il lavoro rimaneva quasi incredulo, finita la granita guardai l’orologio, erano appena le tre del pomeriggio, avrei voluto andare a stendermi per riposare un pò, ma non riuscivo a dire no a Michele che mi invitava a seguirlo al quarto piano di un condominio proprio accanto al bar dove ci eravamo incontrati, gli chiedo soltanto di poterlo raggiungere separatamente per evitare di essere visti da qualcuno; Michele mi spiegò allora dove andare, gli promisi di raggiungerlo entro 5 minuti, così si alzò dal tavolino e andò via, rimasi lì con quel vestitino che mi faceva sentire così sexy, poi mi accomodai di nuovo e fumai una sigaretta con calma prima di andare anche io, non &egrave che avessi molta voglia di scopare ma non mi andava proprio di dirgli di no, e poi Michele mi attizzava troppo, per cui pensai che la voglia mi sarebbe venuta dopo, spensi la sigaretta e stavo per alzarmi quando avvertii che qualcuno si era seduto al mio fianco salutandomi con un ‘Buona sera’, mi voltai, vidi un uomo di colore che mi sorrideva, risposi al saluto mentre mi stavo alzando, ma proprio in quell’istante sento squillare di nuovo il mio telefonino, era il numero di Michele, gli risposi, mi chiedeva di non salire, aveva ricevuto una telefonata e doveva andare subito via, staccò subito senza darmi nessun’altra spiegazione, rimasi molto stranita del suo comportamento era qualche giorno che in fondo mi stava evitando, era strano o forse non gli andava più, pensai.-
Mentre ero assorta nei miei pensieri l’uomo di colore che mi si era seduto accanto mi chiese se fosse successo qualcosa, gli risposi che era tutto a posto e, con tono freddo, chiesi anche cosa desiderasse da me, nel dire questo mi voltai verso di lui e rimasi sbalordita, era davvero un uomo bellissimo, era mulatto sulla trentina capelli ricci lunghi e leggermente brizzolati, indossava un pantalone di lino bianco con una camicia molto colorata, volutamente lasciata non abbottonata per far intravedere il suo ventre perfettamente piatto e muscoloso, lo guardai in viso, aveva degli splendidi occhi di un colore verde intenso che rendeva il suo sguardo quasi magnetico.-
Rimasi lì senza parole a osservarlo e senza sapere cosa dire, ruppe il ghiaccio e cominciò a parlarmi chiedendomi il nome l’età la professione, cercava insomma di superare l’apparente difesa che mi ero creata, mi disse di essere un commerciante di abbigliamento e di avere, in società con due amici un bel negozietto di abbigliamento da donna e di lingerie molto bella, diceva lui, me lo indicò, era proprio di fronte al bar dove eravamo seduti, notai come mi squadrava, il quel momento il suo sguardo stava insistentemente sbirciando sotto il mio miniabito in mezzo alle mie gambe, mi eccitava quel gioco di sguardi, anche io lo squadravo, notai un rigonfiamento sulla sua coscia destra, il pantalone attillato lasciava intravedere la forma del suo pene, strabuzzai gli occhi, era mostruoso, e lo aveva sistemato in maniera tale da lasciarmelo bene in vista;
Ti piace? ‘ mi chiese ‘
Trasalii a quella domanda così esplicita ed impertinente
Di cosa stai parlando?? – domandai ‘
Del mio negozio!! ‘ rispose lui ‘
Ah ! certo ‘ gli dissi ‘
Vuoi venire a visitarlo ?
No grazie ‘ dissi ‘ non adesso, &egrave tardi, ma ti prometto di passare , adesso devo scappare.
Di fronte alle sue insistenze riuscii comunque a divincolarmi e salii in macchina per rientrare al residence, ero visibilmente turbata, ed ero praticamente scappata anche se quell’uomo anche se mi era piaciuto tantissimo, ultimamente mi piacevano tutti, non so cosa stesse realmente succedendo in me, certo che ero cambiata in tutto, non riuscivo ancora a capire se in meglio o in peggio ma mi stavo godendo quel momento e mi piaceva…..
Salii in macchina e partii immediatamente, erano ormai le 16, ripensai a Michele ed al suo strano comportamento, da qualche giorno mi evitava, ma comunque gli avrei chiesto in maniera esplicita non appena lo avessi visto; tornai a pensare a quell’uomo di colore del quale non conoscevo nemmeno il nome, decisi che l’indomani sarei andata al suo negozio, mi era piaciuto sia lui che il negozio passo a passo vediamo cosa succederà, ormai non mi frega più di nulla, mi piaceva da morire quel nuovo modo di godersi la vita.
Arrivai al residence, erano le 16.15, parcheggiai sotto la tettoia e scesi avviandomi verso il mio appartamentino, mi spogliai subito, accesi tutti i climatizzatori e feci subito un’altra doccia fresca, sentivo il bisogno di rinfrescarmi e riposare un pò, mi sentii subito rinfrancata dall’acqua, mi gettai sul letto senza però riuscire a riposare davvero, rimasi a crogiolarmi tra le lenzuola, cercando di riprendermi, tanto che credo di essermi appisolata per una mezz’oretta, quando riaprii gli occhi guardai l’orologio, erano le cinque e mezza, decisi comunque di scendere un pò in spiaggia, mi alzai misi un costume ed un pareo e scesi in spiaggia, scelsi un lettino un pò più lontano dalla confusione e mi ci sdraiai sopra; tolsi il reggiseno del costume e chiusi gli occhi volevo starmene assolutamente in pace prendendomi un pò di sole sulle tette, avvertivo ancora quell’odore di sperma e di sesso di cui ero impregnata, nonostante avessi fatto per due volte la doccia, forse era una mia immaginazione ma mi piaceva sentirmelo addosso; sentii dei passi, apro gli occhi e vedo un vucumpra che si avvicinava a passo spedito verso di me, posò tutta la sua merce accanto al mio lettino chiedendomi se fossi interessata a qualcosa, mi offriva soprattutto dei teli da mare, non potei non notare come mi fissava, visto che ero seminuda, mi accorsi che la cosa non mi stava dispiacendo, si abbassò guardai la sua merce e gli chiesi se non avesse dei pareo, mi rispose che li aveva ma non con se, avrebbe potuto passarmeli l’indomani, gli chiesi di ripassare quindi indicandogli anche l’appartamento dove poteva trovarmi indicandogli anche gli orari quando quasi certamente poteva trovarmi, sorridendomi mi strizzò l’occhio promettendomi che sarebbe venuto al più presto, gli sorrisi e lo guardai con maggiore attenzione, era davvero un bel ragazzo, considerai che non riuscivo a guardare più un uomo senza pensare a scoparmelo, ero proprio diventata una gran troia, sorridendo su questi pensieri mi tornò improvvisamente in mente quell’uomo di colore che avevo incontrato nel pomeriggio, pensai che l’indomani mi sarei tenuta completamente libera, sarei passata a trovarlo nella mattinata, avrei provato qualcosa di nuovo’.
Mi alzai, notando come la mia presenza avesse attirato tutti i ragazzi della spiaggia nei paraggi del mio lettino, e vidi che tutti guardavano in maniera sfacciata anche, passando in mezzo a loro andai in acqua dove un bel bagno mi tonificò parecchio, tornata al mio lettino mi sdraiai ma il via vai che si era creato non mi piacque molto per cui dopo qualche minuto mi alzai, annodai il pareo sopra il seno che lasciai nudo e tornai verso il mio alloggio.-
Era ormai quasi il tramonto quando arrivai, pensai quindi che dovevo ricompormi per fare la brava madre di famiglia, a minuti sarebbero arrivati i miei figli, mi diedi quindi una rapida sciacquata sotto la doccia e mi rivestii, scesi giù quindi e iniziai a preparare per la cena; sentii fuori confusione e capii quindi che erano arrivai i bambini uscii quindi sul patio e li vidi in fondo al vialetto che arrivavano chiassosi e felici, dovevo tornare ad essere me stessa, loro mamma, in quell’istante mi sentii in colpa con me stessa, comunque l’importante era non togliere nulla a loro ed alle loro esigenze, ma volevo anche continuare a godermi il mio essere femmina, avevo assaporato dei piaceri intensi e non volevo privarmene pur capendo che presto avrei superato i limiti a me conosciuti.-
Il resto della serata scorse via tranquilla, con i bambini e Michele, che nel frattempo era rientrato dai suoi impegni, aspettammo l’arrivo di mio marito e di sua moglie per poi cenare tutti insieme, verso le dieci Michele andò via con la moglie per ritirarsi ed anche i miei figli stanchi si misero a dormire, rimasi sul patio con mio marito che mi disse di avere ricevuto una telefonata che gli chiedeva se fossi disposta a collaborare nella sua ditta per la contabilità, e visto che si trattava del mio lavoro mi sottolineò come fossa un’ottima opportunità di lavoro per me, visto anche che non si sarebbe trattato di un impegno giornaliero per come gli aveva detta Mario, mi sentii molto imbarazzata ma restando il più possibile indifferente e sorpresa gli dissi che ci avrei pensato su; lui insistette dicendomi che Mario aveva una grossa azienda e grosse disponibilità economiche e quindi questa cosa avrebbe potuto mettermi su un altro piano professionale, gli promisi che l’indomani sarei andata a trovare Mario in azienda.-
Verso le undici entrammo insieme per andare a letto, sentivo dentro una voglia di scopare con lui, non volevo fare l’amore solo scopare, entrati in camera chiusi la porta e mi avvicinai per baciarlo, mi rispose però freddamente dicendomi che era troppo stanco del viaggio, rimasi male e lui lo capì anche, mi carezzò e scusandosi promise che l’indomani mi avrebbe prestato tutte le attenzioni che volevo; gli chiesi allora se voleva uscire per andare a bere qualcosa al bar ma mi rispose che voleva mettersi a dormire invitandomi comunque ad andarci tranquillamente, mi incazzai e mi vestii per uscire.-
Misi un vestitino nero, cortissimo, scarpe sempre nere con tacco da dieci centimetri mi truccai ed andai verso il bar, appena giunta nell’area del bar, capii subito che con quell’abbigliamento così spinto ero proprio fuori posto, era pieno di famiglie con bambini che consumavano, feci allora per tornare indietro verso il mio appartamento ma vidi Enzo che mi veniva sorridente incontro, dandomi la benvenuta mi baciò dietro l’orecchio
Seguimi che ti accompagno nell’area priv&egrave, starai più a tuo agio ‘ disse ‘
Grazie ‘ gli risposi ‘
Come mai sei venuta? ‘ mi chiese mentre ci incamminavamo ‘
Avevo voglia di prendere un pò d’aria ‘ risposi timidamente ‘
Vestita così mi sembra che hai voglia di qualcos’altro oltre ad un pò d’aria ‘ scherzò Enzo ‘
Non risposi e continuai a seguirlo, entrammo in un’area recintata da piante alte e molto fitte, all’interno la luce era molto bassa e si vedevano una serie di tavolini ben apparecchiati con candele profumate su ognuno di esse, musica lenta a basso volume si diffondeva, ed il chiasso della sala bar accanto non si sentiva nemmeno; c’erano pochi tavoli vuoti e solo in due o tre c’erano delle donne, mi accorsi che sotto quelle deboli luci il mio vestitino era come se non ci fosse, indifferente mi accomodai al tavolino indicatomi da Enzo, chiamò il cameriere e si fece portare da bere, ci portarono due flute di vino bianco ghiacciato, molto buono, mentre bevevo un cameriere si avvicinò a lui sussurrandogli qualcosa all’orecchio, poi il suo sguardo si diresse verso un tavolino poco distante da dove due uomini lo salutarono con un cenno li guardai, erano elegantissimi e di mezza età, proprio in quel momento mi sento chiamare, era la voce di Michele, &egrave lì che mi sorride, cerco di fare la sostenuta chiedendogli perché prima mi aveva detto di non salire, mi risponde che alla fine non era riuscito a liberarsi, ma che aveva voglia di vedermi e appena era riuscito a liberarsi era venuto e trovarmi, mi disse che mi aveva vista uscire ed era uscito anche lui con una scusa per cercarmi, chiesi scusa ad Enzo e mi alzai per andare verso di lui, ma lui mi chiese di rimanere seduta e si accomodò anche lui allo stesso tavolino, prendendomi per i fianchi e tirandomi a lui si incollò alle mie labbra, chiusi gli occhi e mi abbandonai a quel bacio, avevo voglia di lui, e di concedermi a lui, misi infatti subito la mia mano sul suo pacco accarezzandolo, ma si ritrasse
Che premura che hai!!! disse mettendo anche lui la mano tra le mie cosce…
Ti voglio e lo sai ‘ gli dissi con tono imperativo –
Anch’io ma non voglio scoparti e basta – dice lui –
E cosa vuoi?? – gridai quasi –
Si avvicinò al mio orecchio sussurrandomi : Ti voglio troia –
Guarda ‘ gli risposi all’orecchio ‘ più troia di come sono stasera non mi avrai mai!!!!!
Proprio in quell’istante vidi Enzo tornare al nostro e sedersi di fronte a me insieme a quei due uomini dell’altro tavolo mentre la mano di Michele era ormai oscenamente dentro la mia fica; intinse due dita dell’altra mano dentro il bicchiere di vino poggiato sul tavolo e me le passava sulle labbra, aprii la bocca e le leccai molto sensualmente davanti agli altri tre che guardavano strabuzzando gli occhi, ripet&egrave l’operazione più volte e fu imitato in questo anche da Enzo, le mie gambe erano ormai completamente aperte e la mia fica grondava sotto i tocchi sapienti di Michele, sapeva perfettamente come e dove toccarmi, ero anche imbarazzatissima perch&egrave anche se ci trovavamo in un angolo abbastanza nascosto mi sentivo come esibita davanti a tutti i presenti ma l’istinto animale aveva ormai preso il sopravvento;
Andiamo nella saletta di sopra ‘ disse Enzo rivolgendosi agli altri –
Stasera ti va di farci fare una bella divertita a tutti? – mi chiese Michele
Senza rispondergli mi alzai di scatto come per andare via, ero confusa, non sapevo cosa fare e rimasi lì in piedi davanti a Michele che lo colse come un invito infilandomi una mano fra le gambe e girandosi verso Enzo sorridendogli, mi diede fastidio, pensai che assolutamente dovevo fermarmi, mi ritrassi e andai via voltando le spalle, mi dava fastidio che dovesse sempre umiliarmi, lo faceva con sadismo il voler dimostrare a tutti, anche a tutti gli sconosciuti presenti nel locale in quel caso, che io fossi come un oggetto di sua proprietà, uscii da quel locale come una furia, decisa che avrei troncato ogni contatto con Michele, l’aria fresca della notte mi rinfrancò appena fuori, andai verso la spiaggia volevo calmarmi un pò prima di rientrare a casa, andai a sedermi su una sdraio e rimasi lì da sola .-
Chiusi gli occhi per raccogliere le idee, ero incazzata da morire con Michele per il suo modo di comportarsi con me, cercavo addirittura anche di giustificarlo addossandomi qualche colpa ma non potevo permettergli di andare avanti così o mi avrebbe rovinato; avvertii dei passi alle mie spalle, qualcuno si stava avvicinando, mi voltai ed era Enzo con quel suo passo elegante che mi si avvicinava sorridente, aveva due bicchieri in mano, si sedette accanto a me e mi porse uno dei due bicchieri,
Cos&egrave ? – chiesi –
Bevi ‘ rispose ‘ ti tirerà un po’ su, ti sentirai meglio dopo
Lo feci, era qualcosa di molto forte, mi diede anche un po’ fastidio, il sapore non mi piaceva, ma bevvi e subito mi sentii la testa per aria, non focalizzavo perfettamente,
Ne vuoi un’altro ? – chiese Enzo –
Ma cos’era? – dissi ‘ mi ha dato alla testa!!!
Scotch doppio malto ‘ rispose ‘ forte ma buonissimo, te ne faccio portare ancora uno?
Molto buono ‘ dissi ‘ ma &egrave meglio di no, mi ubriacherei subito..
La testa mi ronzava e mentre chiacchieravo amabilmente con Enzo, che era molto cordiale ed un eccellente padrone di casa, mi ritrovai con un altro bicchiere stracolmo di quello scotch che era si buonissimo ma altrettanto forte, lo bevvi con calma e mi accorgevo di straparlare, stavo raccontando ad Enzo tutto di me e di quel terremoto erotico che mi stava squassando dentro.-
Vieni andiamo a casa mia – disse lui ‘ anche Michele ci sta aspettando, voglio che chiarite voi due.
Mi alzai e senza dire nulla lo seguii, anche io volevo chiarire con Michele, ma volevo dettargli delle regole che volevo lui seguisse, arrivammo sino al vialetto che conduceva all’appartamento di Enzo con lui che mi aveva passato un braccio dietro la schiena ed appena imboccato il vialetto la sua mano andò sul mio sedere…appoggiai docilmente la testa sulla sua spalla
So già cosa volete farmi!! ‘ dissi sottovoce –
Anch’io so cosa vuoi farci tu!! ‘ mi rispose –
Gli sorrisi e lo seguii dentro, l’appartamentino era completamente al buio, nella penombra intravidi Michele che guardava la Tv, mi sorrise e mi venne incontro, stava iniziando a dirmi qualcosa, ma con molta dolcezza, gli misi una mano sulle labbra e non lo feci parlare, lo baciai, con molto trasporto, lui mi abbracciò tirandomi sul divano dove mi ritrovai seduta senza interrompere quel bacio, immediatamente mi infilò una mano in mezzo alle gambe, che aprii subito senza farmi pregare,
Non sarai ancora incazzata?? ‘ disse lui –
Si che lo sono ‘ gli risposi ‘ e lo sarò sempre finch&egrave non imparerai a comportarti..ahhhhh..e ad essere riservato, adesso sta zitto e pensa a farmi godere ‘ahhhhh.. non fermarti!!!!!!
Gli sbottono i pantaloni tirandone fuori il membro, alla vista di quell’attrezzo mi estasiavo ogni volta, e subito mi abbassai per un mega pompino che volevo fargli, ero in adorazione davanti al suo cazzo, lui sapeva che mi piaceva e si compiaceva di questo, lo strofinavo sulle mie guance, lo baciavo, con la lingua mi soffermai sulla zona del frenulo e dopo lo ingoiai senza indugi, facendolo scorrere su e giù sulle mie labbra, lo succhiavo con forza mugolando della goduria che lui mi provocava toccandomi, subito le pulsazioni del suo cazzo tradirono però il piacere che stava provando
Scusatemi ‘ disse Enzo ‘ ma io cosa faccio devo guardare voi?
Buttati dentro ‘ rispose Michele ‘ anzi prima se ci riesci prendi la telecamera,
E poi rivolto a me con tono sfottente
Anzi prima chiediamo alla principessa se vuole essere ripresa?
Mi alzai, e passando su di lui, mi impalai sul suo cazzo, e continuai, a scherzargli….volevo dimostrargli che non mi tiravo certo indietro, anche se di questa cosa avevo una paura fottuta, ma da quel giorno volevo, almeno fargli credere, che avrei comandato io, anche se non credo di esserci riuscita.
La principessa &egrave sul pisello adesso ‘ risposi ‘ e quando la principessa &egrave su questo pisello puoi fargli fare quello che vuoi!!!!
Enzo in men che non si dica, dopo aver smanettato su un pannello di congegni elettronici ed acceso le luci si mise in piedi a fianco a me porgendomi il suo cazzo, ed io mentre cavalcavo Michele spompinavo anche lui, mi sentivo molto eccitata ed anche un pò sbronza ingoiai per intero il cazzo di Enzo mentre mi adagiai sul pube di Michele e quando sentii che era dentro sino alla radice presi a strusciarmi sopra di lui molto lentamente, sentivo che stava arrivando al suo culmine e volevo farlo scoppiare….
Puttana ‘ urlò ‘ così mi fai venire…
Tesoro – gli dissi con aria canzonatoria ‘ stai già godendo, se vieni così presto dovrò trovarmi un altro amante….
Sei una troia!! ‘ mi apostrofò –
Lo so amore – gli risposi ‘ ma so che &egrave così che mi vuoi e ti voglio accontentare in tutto!!!!!!
Mi alzai e lo lasciai uscire, non volevo che venisse ancora e tornai a sedermi, subito Enzo si spostò piazzandosi davanti a reclamare la sua razione, aprii le gambe e mi appoggiai,ci guardammo fisso negli occhi ed era un reciproco sguardo carico di libidine, mi leccai le labbra facendo roteare la lingua per fargli capire cosa volessi e lui subito si sistemò sopra di me e subitò sentii la sua carne dentro di me, mi attaccai al suo collo e lo strinsi forte abbandonandomi a lui, mi stava trombando per bene, non aveva premura, sentivo i suoi colpi calmi e compassati, 4/5 poi una pausa, ancora di nuovo, chiusi gli occhi, stavo ancora godendo intensamente, gemevo per il piacere intenso, ‘di più’
gli gridavo ‘più forte’ ‘. ‘ancora’ ‘….’cazzo che meraviglia’………, mi stesi sul divano su un fianco sporgendomi verso Michele che mi guardava con gli occhi sbarrati, aprii la bocca e presi il suo cazzo in bocca, volevo essere piena di entrambi
Quanti cazzi hai preso oggi? ‘ chiese Michele abbassandosi vicino al mio orecchio –
Alzai lo sguardo verso di lui, mi leccai le labbra voluttuosamente con la lingua ‘Tre oggi, i vostri due e un’altro’Troppo pochi ‘ rispose Enzo ‘ dobbiamo salire molto di numero !!!! Si Si ‘ dissi ansimando ‘ lo so, ma adesso continua a chiavarmi senza fermarti….mi abbassai su Michele prendendo ancora il suo cazzo tra le labbra riprendendo a giocarci con gusto, ma durò pochissimo, era troppo eccitato e non riuscì in alcun modo a contenersi, eruttò sul mio viso senza che me ne avvedessi una enorme quantità di sborra calda, mi ritrovai completamente impiastricciata, cercai di divincolarmi per ripulirmi ma una mano di Michele sulla nuca mi bloccò e mentre Enzo continuava a scoparmi in maniera strepitosa lui mi strofinava il glande sul viso, raccogliendo man mano tutto la sborra che mi aveva deposito dandomela poi da leccare, mentre ero al secondo e quasi consecutivo orgasmo sentii che Michele aveva ripreso vigore, il suo cazzo era di nuovo durissimo e perfettamente eretto, uno spettacolo, volli ancora provocarlo… hai intenzione di sbattermelo dentro e chiavarmi in maniera seria o no ‘… adesso ti rompo il culo ‘…… finalmente!!!!! ‘..
detto questo scivolò alle mie spalle sistemandosi tra me e la spalliera di quell’enorme divano e senza indugi me lo schiaffò dentro, operazione che non risultò semplice, il cazzo di Enzo che mi stava già dentro restringeva gli spazi, ma adesso Michele era un toro scatenato spinse con forza, lo sentivo entrare millimetro dopo millimetro, faceva un male cane, mi lamentavo, appoggiai la faccia fra i cuscini del divano quasi a nascondermi finch&egrave non lo sentii tutto dentro, anche Enzo si era fermato per favorire la sua entrata e subito dopo li sentii spingere insieme, mi stavano spaccando, ma fu proprio in quel momento, quel senso abnorme di dilatazione, che mi fece eccitare all’ennesima potenza, sentivo i miei liquidi scorrere come un fiume in piena, mi bagnai in modo esagerato, mi voltai volevo guardarli in viso e volevo che anche loro mi guardassero, …. vedi come gode….., disse Michele ad Enzo, ‘..la natura l’ha creata per prendere cazzi…risponde Enzo…. puoi dargliene dieci tutti insieme e non si tirerebbe certo indietro……si datemi tutti quelli che volete…. risposi io ormai fuori di testa.
Le mie grida erano ormai ad altissimo volume tanto che Enzo mi ficcò due dita in bocca chiedendomi di ciucciarle, lo feci ma la goduria era troppa, specialmente quando il ritmo delle loro spinte era aumentato, anche loro erano ormai pronti a venire, e proprio quando il mio orgasmo, intensissimo e davvero devastante era arrivato, loro uscirono mettendosi in piedi davanti a me, tutti due con i cazzi belli dritti a un centimetro dalle mie labbra, si stavano menando entrambi, sostituii le loro mani con le mie, proseguendo quel lavoro e leccando di gusto le loro cappelle ormai paonazze, in pochi istanti pressoch&egrave contemporaneamente si svuotarono le palle ed un’eruzione di sborra calda arrivò sul mio viso, sui capelli, sugli occhi e sopratutto sulla lingua, rimasi esterefatta dalla enorme quantità che riuscirono a spruzzarmi addosso, mentre loro ridevano delle mie condizioni mi ritrovai disgustosamente impiastrata, cercai con le mani di ripulirmi per come potevo, i risultati furono però scarsi, cercai allora di andare in bagno, chiesi ad Enzo dove fosse e subito me lo indicò, mi guardai allo specchio e mi vidi nelle condizioni pietose in cui ero, risi della cosa, mi sciacquai velocemente il viso e tornai nel soggiorno da loro.-
Li ritrovai completamente nudi seduti sul divano, guardai l’ora sul grande orologio appeso alla parete, era passata la mezzanotte da poco, pensavo peggio, dissi fra me e me, dovevo andare via, se mio marito si fosse svegliato quell’orario era troppo inusuale per me, andai a raccogliere i miei vestiti sparsi per la stanza e mi rivestii,
Entrambi si lamentarono del fatto che stessi già andando via e mi invitarono a sedermi in mezzo a loro ma declinai quell’invito, dissi che era tardi ed anche troppo stanca, volevo andare a dormire; così feci infatti, sgattaiolai fuori dopo averli salutati con un gran bacio che sapeva di invito per l’indomani’.
Imboccai il vialetto per andare verso il mio residence e di corsa mi misi a letto non prima di un bidet rinfrescante, ero tutta indolenzita.-
Mi addormentai come un sasso e quando la sveglia trillò alle 7 e 30 ero ancora a sonno pieno .-

Non avevo alcuna voglia di alzarmi da lì, ma la voce di mio marito mi riportò alla realtà, dovevo assolutamente alzarmi per preparare i bambini per la colonia, velocemente come ogni mattina li vestii, erano entusiasti anche loro di andare, evidentemente si trovavano bene e si divertivano, chiesi a Marcello se sarebbe tornato per pranzo ma la sua risposta fu evasiva, finsi di esserne dispiaciuta e lui mi promise che la prossima settimana avrebbe cercato di rimanere un pò più libero; alle 8,30 erano già usciti tutti, mi ritrovai sola e mi ficcai sotto la doccia uscendone assolutamente rilassata e rinfrancata, mi misi nuda davanti alla specchio, mi guardavo ed effettivamente mi piacevo onestamente senza falsa modestia non dimostravo affatto i 30 anni che avevo, la pelle era ancora molto tonica, niente smagliature né cellulite, forse avevo i fianchi un pò troppo larghi, ma il sedere era davvero sodo, sporgente e ben modellato, anche il seno non aveva quasi bisogno di reggiseno pur avendo nel tempo mantenuto la mia abbondante quarta, mi truccai per bene, matita abbondante per il contorno occhi e un rossetto rosso scuro, mi riguardai stavo veramente bene ed ero contenta del risultato, mi depilai con cura il pube lasciandomi soltanto una striscia di pelo al centro, sarei stata certamente meglio visto che l’intimo che mettevo adesso era molto più stringato, misi un costumino molto striminzito fucsia e tornai in soggiorno, preparai il caff&egrave e mi sedetti sul divanetto a guardare un pò di TV ed il mio pensiero corse subito a Michele e Mario, chissà se qualcuno di loro si sarebbe fatto sentire, e subito crebbe in me la voglia di avere qualche uomo, non personificavo nemmeno più, pensavo solo in termini di sesso, nemmeno mi interessava più di tanto chi fosse, il mio telefono che squillava mi colse assorta, era Mario che mi chiedeva se potevo raggiungerlo in ufficio nel pomeriggio verso le tre, doveva parlarmi di lavoro, mi raccontò di avere parlato con mio marito che ne era stato entusiasta e ridendo gli dissi che non sapeva naturalmente che tipo di lavoro aveva in testa per me, freddamente Mario mi rispose che tanto a quello stronzo di mio marito interessavano solo i soldi …. la sua risposta mi lasciò di stucco, mi congedai dal discorso, anche perch&egrave lo avevo sentito abbastanza seccato, dicendogli che per le tre sarei stata da lui.
Neanche staccai la telefonata che sento bussare la portoncino di ingresso, era certamente Michele, erano appena le otto e trenta del mattino, misi una vestaglietta nera, la allacciai con la cintura ed aprii, mi ritrovai Michele davanti, era sorridente nel dirmi che era venuto per il solito caff&egrave, sorrisi anch’io e lo feci accomodare, si sedette sul solito divano mentre io gli versavo il caff&egrave che avevo preparato da poco.-
Tornai verso di lui e gli porsi la tazzina con il caff&egrave già zuccherato, mentre lo beveva aveva slacciato la cinturina della vestaglia ficcando la sua mano sotto il mio pube, almeno un paio di dita mi entrarono dentro facendomi sussultare
‘ Non vuoi perdere tempo nemmeno per il caff&egrave?? ‘ gli chiesi gemendo’
‘ Questo non &egrave un problema tuo! ‘ rispose ‘ tu sei solo una troia e una gran puttana, non &egrave vero?
‘ SI MICHELE ‘ risposi io docile ‘ SONO UNA TROIA E SONO LA TUA PUTTANA
‘ E sei anche la puttana dei miei amici!!!!!!!!! ‘continuò lui-
‘ SSSSSIIIIIII!!!- risposi eccitata -TUTTO QUELLO CHE VUOI !!”’
senza dire nulla mi inginocchiai davanti a lui, gli sbottonai i pantaloni tirandone fuori il cazzo, lo presi subito in bocca, ne avevo voglia, con le mani spinse la mia testa verso il basso facendomi ingoiare l’intera asta, succhiai con forza e sentii i suoi sospiri, sapevo che gli piacevano i miei lavoretti di bocca, volevo farlo scoppiare di goduria, scesi ancora prendendo in bocca le sue grosse palle e subito dopo sempre imponendomi le mani sulla testa mi condusse ancora più giù ritrovandomi a leccare il suo buchetto, continuai docile a farmi condurre dalle sue mani per qualche minuto, finche si alzò dal divano, feci per seguirlo alzandomi anch’io ma mi disse di rimanere carponi in terra, obbedì mentre lui mi passava dietro e mi puntava la cappella sullo sfintere, spinse con forza facendomi sobbalzare dal dolore, mi piegai ancora di più in avanti appoggiando la faccia sulla moquette; il suo cazzo era ormai affondato tutto dentro e mi pompava con violenza, mi piaceva da morire ormai anche ad essere inculata e senza alcun riguardo, ma durò poco in quella posizione, era stancante per lui stare solo in forza delle gambe, tornò a sedersi sul divano facendomi sedere su di lui, sempre con cazzo piantato su per il culo toccava adesso a me il saliscendi, ero completamente dilatata e mi sentivo già pronta a godere, con le mani mi accarezzava i capezzoli e la figa che ormai grondava umori senza interruzioni mentre mi abbandonavo ad un violento orgasmo, ma anche lui era ormai pronto a godere, lo sentivo dal modo di respirare, mi alzai allora e tornai a spompinarlo
‘ Tu hai preso il caff&egrave, io voglio la cremina!!! ‘ dissi –
‘ Lo so troia sta cominciando a piacerti per colazione ‘ mi rispose ‘
‘ Quanto mi piace il tuo cazzo!!! si Michele!!! godo da morire a sentirlo dentro;
‘ Ma non stai scopando soltanto con me??- chiede ‘ con chi sei stata ultimamente??
‘ A farmi trombare da un altro visto che tu eri sparito ‘ gli risposi ‘
‘ Allora non ti piace solo il mio???? Dice ridendo ‘
‘ No – gli rispondo ‘ i cazzi ultimamente mi piacciono tutti’.basta che siano belli grossi e duri’
‘ Ma dimmi con chi ?? – chiede ‘ così ti organizziamo tanti giochini’..
‘ Te lo farò conoscere!! –
‘ Ti &egrave piaciuto anche ieri sera con due insieme vero???
Sorrisi lo guardai e ripresi a concentrarmi sul suo cazzo, quel discorso ci eccitava entrambi, mi tirò su per i capelli facendomi mollare la presa
‘ Non mi hai risposto !!! ‘ mi disse ‘
‘ Certo che mi &egrave piaciuto Michele ‘ risposi ‘ non mi dire che non te ne sei accorto?
‘ Ma se fossimo stati di più? ‘ chiese ancora –
‘ Michele ti prego!!!! Pensa a scopare, non fare tutti questi progetti, se dovesse capitare ci pensiamo’.
‘ Ho capito – disse ‘ provvederemo;
Ripresi la sua cappella fra le mie labbra, succhiai con forza mentre con le mani gli massaggiavo lo scroto e venne subito gemendo rumorosamente, strinsi la sua asta fra le labbra, lo sentivo pulsarmi in bocca senza mai finire, fu una sborrata abbondantissima e quando capii che aveva finito aprii la bocca per mettergli in mostra tutta la sua sborra e subito dopo ingoiai tutto con gusto.-
Mi sedetti vicina a lui sul divano a mi accucciai a lui quasi sotto, Michele assecondò il mio abbraccio e mi baciò teneramente ‘.
‘ Mancheresti una notte ed un giorno intero con me?’ mi chiese ‘
‘ Per cosa Michele ‘ risposi ‘ sai che non sarebbe semplice, potrei mancare ma se manchi anche tu potrebbe dare nell’occhio.
‘ Lo so ‘ disse ‘ ma ho troppa voglia di fare una cosa con te?
‘ Che cosa?? ‘ chiesi facendo la scema ‘
‘ Mi vorrei chiudere in una camera di albergo con te solo per scopare in continuazione
‘ Una notte e un giorno???? ‘ dissi compiaciuta ‘ magari fosse possibile !!!!
‘ Si lo farei, anche a costo di dovermi prendere qualche pillola”
‘ Si può fare ‘ risposi felice ‘ potrei inventarmi qualche corso professionale con Marcello”
‘ Provvederemo anche a questo ‘concluse lui ‘
‘ Ne sarei felice, ci conto allora ‘ risposi ‘
‘ Ma devo essere solo o posso farmi fare comagnia da qualcuno!
‘ Preferirei che fossi da solo, non mi sembra vero poterti avere per 24 ore solo per me!!
‘ Ma qualche volta posso anche contare che lo farai con me e con altri insieme??
‘ Ma se l’ho già fatto ieri sera’.
‘ Si ma quella la considero soltanto una prova’.
‘ Ok ‘ risposi docilmente ‘ lo farò visto che ci tieni tanto !!
Soddisfatto si alzò ed andò via salutandomi e chiedendomi di farmi sentire dopo pranzo se non avevo niente da fare, gli sorrisi chiedendogli se non gli andasse di rimanere un altro pò con me, ma mi rispose con un sorriso e con un fare quasi disinteressato dicendomi che aveva da fare , chiuse la porta dietro di se .-
Rimasta sola corsi in bagno a fare un’altra doccia, e mentre l’acqua cominciava a scorrere sentii il trillo insistente del telefonino, finii la mia doccia, non ci avrei rinunciato per niente al mondo, appena finito corsi al telefono per vedere chi mi aveva chiamato; trovai un numero che non conoscevo di un telefono fisso, rimasi a guardare per cercare di ricordare di chi potesse essere indecisa se richiamare o meno, ma dopo un attimo decisi che era meglio sentire chi fosse, chiamai e con sorpresa mi rispose la mia banca, immediatamente mi passarono il direttore il quale senza dirmi nulla mi chiese di recarmi al più presto possibile in banca, mi doveva parlare con urgenza; il suo tono mi fece preoccupare molto, gli chiesi se potevo andare nel pomeriggio ma mi rispose che prima andavo meglio sarebbe stato. Immediatamente mi vestii presi la borsa e andai verso la macchina, ero visibilmente preoccupata ed Enzo, che incontrai subito prima del parcheggio se ne accorse subito e mi chiese cosa fosse successo; gli raccontai la telefonata che avevo ricevuto e , per nulla sorpreso, mi rispose che voleva essere chiamato appena avessi parlato con il direttore, se avevo bisogno di soldi potevo contare su di lui; il tono della sua risposta mi lasciò interdetta ed anche più preoccupata di prima; gli chiesi se sapesse qualcosa e come risposta mi baciò dolcemente sulle labbra
‘ Aspetto la tua telefonata ‘ disse ‘
Presi la macchina e corsi in banca, in quei 20 minuti scarsi il cuore mi batteva a mille , non riuscivo assolutamente a capire cosa potesse essere successo, appena arrivata avvisarono il direttore, mi fecero accomodare in sala d’attesa e non appena fu libero mi aprì la porta per farmi accomodare, il direttore era un omone alto tutto d’un pezzo e senza giri di parole mi disse che il mio conto era a zero ed erano arrivati assegni per circa diecimila euro; rimasi stranita dalla cosa dovevo avere sul conto non meno di quarantamila euro ed in più non staccavo assegni da settimane, feci presente questo ma mi fu risposto senza mezzi termini che mio marito con la delega che a suo tempo avevo firmato aveva ritirato un carnet e lo aveva usato staccando parecchi assegni, in effetti tirò fuori dal cassetto facendomeli vedere tutti gli assegni che erano arrivati con la firma di mio marito, sentii il sangue che mi si gelò nelle vene e scoppiai in un pianto a dirotto, tutto il mondo mi stava cadendo addosso e non sapevo come comportarmi, a quel punto il direttore, capendo tutto il mio imbarazzo e la mia sorpresa, iniziò comportarsi in maniera comprensiva, chiamavo ripetutamente mio marito ma il telefono era spento, a quel punto il direttore mi consigliò di ritirare immediatamente la delega a mio marito, cosa che feci immediatamente, poi tirai fuori il portafoglio e consegnai tutto ciò che avevo, circa millecinquecento euro, pur capendo che erano poca cosa, ma il direttore, mi disse che per quel giorno li avrebbe fatti bastare, gli assegni li avrebbe tenuti in sospeso e mi avrebbe aspettato qualche giorno, invitandomi nel frattempo a vedere con mio marito di recuperare la somma necessaria, uscii dalla banca furiosa, chiamai in ufficio da mio marito e finalmente la segretaria me lo passò, gli dissi urlando tutto ciò che pensavo di lui che non volevo più vederlo, non per i soldi ma per avermi fatto quella porcata senza che ne sapessi niente, ma il sangue mi si gelò ancora quando dietro la mia richiesta di darmi i soldi subito mi sento rispondere che al momento non riusciva a darmi un euro, gli risposi che gli avrei preparato la valigia e che l’avrebbe trovata alla reception del residence, non volevo più vederlo, passai da un fabbro, mio cliente lo feci salire in macchina gli consegnai le chiavi di casa e lo pregai di cambiare immediatamente la chiave della porta blindata del mio appartamento, pregandolo di custodire gelosamente le nuove che sarei passate a ritirarle nel pomeriggio, passai dal magazzino di Mario volevo sentirlo per parlare con lui, ma gli operai mi dissero che lo avrei trovato nel pomeriggio, era fuori sede, lo chiamai gli raccontai le cose per sommicapi, cercò di tranquillizzarmi rimandandomi però alle tre, come in effetti eravamo rimasti, perché era con un cliente importante non poteva lasciare, appena staccai mi chiamò Enzo, voleva sapere anche lui, raccontai anche a lui velocemente cosa fosse accaduto e subito mi rispose di starmene assolutamente tranquilla, volle sapere dove potesse raggiungermi di lì a venti minuti che sarebbe arrivato subito, gli chiesi come volesse fare ma non mi rispose, mi diede solo un appuntamento in un bar sulla passeggiata del porto, praticamente vicinissimo a dove si trovava la banca.-
Andai subito al bar che Enzo mi aveva indicato e mi sedetti ad aspettare, ero nervosissima tutto il mio mondo era crollato, non sapevo come comportarmi, e speravo che Enzo, che dalla voce mi era sembrato avere un tono rassicurante, potesse fattivamente aiutarmi, finalmente dopo un pò lo vidi arrivare, era sorridente ed elegantissimo come al solito, le camicie bianche che portava sempre in contrasto con la sua abbronzature perfetta e quei suoi capelli brizzolati, folti e lunghi lo rendevano veramente affascinante, anche se non era quello che adesso attenzionavo particolarmente.-
Si sedette dopo avermi baciato, ordinò al cameriere due caff&egrave e mi chiese di raccontargli tutto e dopo che in pochi minuti lo aggiornai di tutto mi fece bruscamente una domanda :
‘ Cosa saresti disposta a fare per sistemare questa cosa?
In cuor mio forse sapevo che cosa mi sarei sentita chiedere, magari non me la aspettavo così diretta, lo guardai seria, forse non avevo moltissima scelta, o forse si, ma comunque quella sarebbe strada la strada più breve:
‘ Qualsiasi cosa !!! gli risposi .
‘ Sei sicura??? ‘mi incalzò Enzo
‘ Si Enzo ‘ dissi ‘ sono sicura, non chiedermelo più prima che ci ripensi’
Non disse altro, mi passò una busta gialla, non era chiusa sbirciai e vidi che era piena di banconote da 100 e da 50 euro, la misi rapidamente nella borsa e lo guardai ancora.
‘ Cosa vuoi che faccia esattamente
‘ Ti troverò dei clienti e sconteremo questa somma mano a mano
‘ Ma per quanto tempo?- chiesi ‘
‘ Vedremo, questo non lo so, -disse lui- secondo me in un mesetto potremmo farcela, e poi quello che ne viene te lo metti in tasca’
Riflettei, mi sentivo in trappola, avrei voluto scappare via da lì, ma la realtà era che questo mi consentiva di sistemare il mio problema immediatamente, alla fine non avrei fatto molto di più di quanto avessi fatto fin adesso e gratis, ed in più adesso ero completamente libera.-
Mi alzai diedi appuntamento a Enzo al pomeriggio dicendogli che avevo da sbrigarmi tutte quelle faccende.-
‘ Tranquilla- disse lui ‘ tanto mi servi solo in serata’
Mi chinai verso le sue labbra, lo baciai, rendendomi conto di essere completamente zuppa fra le gambe, andai via velocemente.-
Appena salita sulla macchina sentii che il mio telefono squillava, lo presi, era mio marito, gli risposi mentre mi avviavo verso la banca, volevo fare il versamento e togliermi quel pensiero, ero molto ansiosa, ero ancora furiosa con lui, mi aveva gettato in un baratro senza che ne fossi per niente consapevole, gli urlai tutto il male che pensavo di lui, non volevo davvero più vederlo, gli chiusi il telefono in faccia non volevo assolutamente parlargli, continuai la mia strada e di nuovo, subito, il telefonino trilla di nuovo, nervosamente risposi credendo fosse ancora lui, invece sentii la voce pacata e tranquilla di Mario, mi calmai, parlare con lui mi rassicurava; era rientrato in ufficio e mi voleva da lui
‘ Sto andando in Banca ‘ dissi ‘
‘ Vieni prima qui ‘ mi rispose ‘ hai già trovato i soldi?
Esitai prima di rispondergli ‘ sorrisi tra me e me
‘ Non ancora – gli dissi con tutta la malizia che riuscii a trovare ‘ mio marito non ha un euro!!!
‘ Vieni ti sto aspettando ‘ e chiuse ‘
Sei proprio una gran puttana Laura, mi dissi, proprio mentre stavo parcheggiando la macchina davanti al deposito da Mario, sistemai i capelli, sbottonai un altro bottone della camicetta che avevo messo, mi sistemai il rossetto aiutandomi col retrovisore della macchina e scesi, a quel punto ero decisa, se ci fossi riuscita, a sfruttare quella situazione al meglio, al limite avrei messo in preventivo qualche scopata in più, perché no??
Appena entrai vedi i suoi operai che alzarono lo sguardo verso di me e con un cenno degli occhi, senza una parola, mi invitarono a salire di sopra verso gli uffici, sorrisi accennando un saluto ed imboccai la scala che porta al piano degli uffici, la segretaria, mi salutò con un sorriso a trentadue denti indicandomi la strada, Mario era lì che mi aspettava alla fine del corridoio, abbronzatissimo ed anche lui con un sorriso smagliante; entrai nel suo ufficio, non ci ero mai stata, notai come fosse elegantissimo, non sembrava un ufficio di una rivendita di gomme, ma sapevo perfettamente che Mario non si poteva considerare un commerciante di gomme, mi erano passate dall’ufficio decine di pratiche, importava direttamente e vendeva ai venditori anche esteri, aveva un giro enorme di denaro.-
Mi fece accomodare su divano, e lui accanto a me, cercò di calmarmi, ed anche se, in effetti, il mio problema era di fatto sistemato, al di là della parte che stavo recitando con Mario, ero in effetti ancora nervosissima per tutta questa situazione, dopo aver parlato abbondantemente con Mario ed avergli raccontato tutto l’accaduto si alzò, staccò un quadro dietro la sua scrivania ed aprì la cassaforte, era stracolma di denaro, ne prese una mazzetta da 500 e venne di nuovo a sedersi accanto a me, prese il cordless sulla scrivania e compose il numero della mia banca si fece passare il direttore e gli disse che di li a poco sarei andata in banca a sistemare la mia questione (meno male pensai che non ero ancora andata se no avrebbe saputo tutto ed avrei fatto una figura di merda!!), ma comunque per il futuro lo invitava a considerare che ero una persona a cui lui teneva molto, continuarono a parlare ma non riuscii più a capire di cosa capii soltanto che stavano facendo apprezzamenti su di me, nel frattempo la mano di Mario era entrata dentro la camicetta, dopo aver sbottonato i due bottoni che rimanevano chiusi tirando fuori i miei seni, mi accarezzava i capezzoli con le mani, li sentii subito diventare durissimi e orti come due chiodi, ero facilmente eccitabile, con la mia mano destra andai sulla sua patta dei pantaloni e la aprii tirandone fuori il gran cazzo, non era duro ma bello consistente e non appena lo accarezzai si fece duro come il marmo; continuando a parlare al telefono con il mio direttore mi passò la sua mano sulla nuca e mi tirò verso di lui, si avvicinò al mio orecchio sussurrandomi (il direttore voleva sapere se scopava con me, gli ero piaciuta da morire), voleva sapere da me se poteva parlargli liberamente, lo guardai ed acconsentii con un’occhiata (Si se ti fa piacere!! ‘ gli sussurrai all’orecchio-) mi spinse verso il basso e mi mise il cazzo in bocca, iniziai a leccarlo per tutta la sua lunghezza e mi eccitò all’inverosimile sentire che parlava di me con una persona che in fondo non conoscevo, gli feci un pompino maestoso mettendoci tutta me stessa e tutta la libidine che avevo dentro mentre Mario in linea raccontava il tutto all’altro con dovizia di particolari, mi lasciò fare ed in poco più di dieci minuti mi scaricò in bocca tutto il suo seme caldissimo, quasi bollente, che io inghiottii docilmente e senza sprecarne nemmeno una goccia.-
Dopo aver goduto Mario chiuse il telefono promettendosi con il suo amico direttore che si sarebbero sentiti più tardi, guardai l’ora, erano appena le 11.15, pensai che sarei dovuta andare in banca per risolvere le mie cose e dovevo tornare dal fabbro per vedere se aveva già cambiato la serratura, la voce di Mario che mi chiedeva se volevo pranzare con lui ed il direttore mi risvegliò dai miei pensieri, lo guardai, non potevo dire di no, anche se in effetti volevo tornare a rilassarmi un pò al villaggio, lo dissi francamente anche ma quando mi accorsi che era rimasto male gli promisi che l’indomani senz’altro sarei stata con lui, Mario contò le banconote da cinquecento, erano un mare di soldi, rimasi impressionata dal fatto che tenesse tutti quei soldi in contanti in ufficio senza timore, presi i soldi che mi porse e mi precisò che erano undicimila euro
‘ Sono troppi ‘ dissi ‘ perché?
‘ Non preoccuparti ‘ rispose ‘tienili!!
‘ Mario io non so dirti oggi quando potrò restituirteli ‘ dissi io timidamente ‘
‘ Tu non hai debiti con me!!! ‘ mi rispose
Mi ricomposi, lo baciai sulle labbra dandogli appuntamento telefonico a più tardi per metterci d’accordo e andai via.-
Mi misi in macchina e andai via velocemente, verso la banca, mi fermai però prima in un bar, avevo voglia di prendere un caff&egrave, sentivo ancora in bocca il sapore della sborra di Mario, avrei approfittato per calmarmi un pò da tutto il nervosismo accumulato, presi con calma il mio caff&egrave ed uscii, mi pesava andare in banca, avevo una sorta di angoscia, ma andai rapidamente, così mi sarei liberata, giunta lì mi diressi velocemente verso la cassa, consegnai al cassiere 18.000 tenendomene quindi tremila per me, appena completata l’operazione andai verso la stanza del direttore per comunicargli di avere fatto l’operazione, ripensando alla telefonata di Mario con il pompino raccontato in diretta rimasi titubante davanti alla porta, ma subito mi rianimai, tanto dovevo fregarmene, tra me e me diedi ancora la colpa a quello stronzo di mio marito; appena bussai sentii lo scatto della serratura elettrica che si era aperta, il direttore mi fece accomodare e mi trattò con molta cordialità, era visibilmente compiaciuto che avessi risolto così velocemente, sottolineandomi che con un amico così importante come Mario era naturale che così fosse, mi pregò, per il futuro, di rivolgermi direttamente a lui per ogni mia necessità, vista la disponibilità che mi stava dimostrando decisi di entrare nel merito della situazione di mio marito, mi fece capire che per non si sa bene quali operazioni sbagliate, era completamente rovinato, aveva prosciugato tutti i suoi conti oltre che il mio, rimasi sconvolta, mi sembrava di parlare di una persona che non conoscevo e non dell’uomo che era il padre dei miei figli e che dovevo ben conoscere. Dopo una lunga chiacchierata andai via ancora più convinta a mollare mio marito per non farmi trascinare, me ed i bambini nei suoi casini, che nemmeno erano conosciuti, dovevo anche togliere il mio studio dal suo ufficio prima di altri problemi; salita in macchina accesi il climatizzatore, il caldo era da morire la macchina era rimasta al sole e si era infuocata, scesi quindi aspettando che l’aria condizionata la rinfrescasse un pò, mentre aspettavo squillò il telefono, vidi che era il numero di Enzo, risposi subito, mi chiedeva di vestirmi bene ed andare all’hotel Cassia dove mi aspettava una persona, avrei dovuto rivolgermi ad Angelo il proprietario che mi aspettava verso le 13,30
‘ Ma io lo conosco!!! ‘ protestai ‘ che figura di merda ci faccio!!!
‘ Stai tranquilla ‘ rispose ‘ tu lo conosci, come lui ti conosce, ma &egrave persona seria che sa come vanno queste cose, ne rispondo io di lui’
Aveva sempre una risposta logica pronta, mi snervava, dovevo vestirmi bene, avevo un vestitino da mare, niente di che, ma mi seccava tornare al villaggio per poi tornare in città, decisi di comprarmi qualcosa, stavo passando con la macchina vicino al bar dove avevo incontrato Michele di fronte al quale c’era il negozio di quell’uomo di colore del bar che mi era sembrato simpatico e che sembrava avere cose discrete e non troppo care.-

Autore Pubblicato il: 14 Ottobre 2009Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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