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Racconti Erotici EteroTradimento

Vacanza galeotta

By 10 Aprile 2024No Comments

Trovai una mattina, mentre rassettavo casa, un foglio appallottolato, nel cestino dello studio. Quasi meccanicamente lo stesi e lo stirai con le mani sopra un tavolo. Spesso, Max affidava a fogli volanti certe sue considerazioni, quasi per fissarle meglio, ma raramente le conservava. Cominciai a leggere e proseguii con crescente interesse.
“Qualche sera fa a letto, ho raccontato a Sandra questo episodio. Un collega, Lanfranco mi aveva detto in confidenza di una sua esperienza. Invitato a casa di una coppia di amici, si era sentito proporre di avere un rapporto sessuale con la moglie, mentre il marito avrebbe assistito. Lanfranco aveva accettato e raccontava di un momento piuttosto interessante ed estremamente piacevole. Pensavo che Sandra si scandalizzasse, ma al contrario, il racconto l’aveva affascinata, intrigata. Vedevo nella penombra della camera i suoi occhi brillare. Cominciò a fare domande e si capiva che era eccitata. Non l’avevo mai vista sotto questo aspetto, credendola inibita e carica di pregiudizi verso certi argomenti. Non avevamo mai fantasticato di rapporti a tre, di tradimenti. Quel momento divenne l’inizio di giochi amorosi in cui la fantasia, introduceva elementi che rendevano il rapporto fra noi più eccitante. Ben presto si stabilì una complicità e una confidenza nuove, che ci consentivano di spingerci, con la fantasie verso vette che sfioravano la depravazione. In queste invenzioni era quasi sempre lei l’adultera. Allora ci chiedevamo a vicenda se avessimo gradito un sostanziarsi di queste costruzioni della nostra mente, ed entrambi concordavamo, eccitati nell’amplesso, che si, sarebbe stato piacevole. Si trattava in buona sostanza di un elemento che ci consentiva di dominare una pulsione trasgressiva, confinandola in un mondo immaginario. Ci chiedevamo anche se nella cerchia dei nostri amici, quel gioco di fantasie fosse praticato anche da altre coppie: pensavamo, valutando i tipi, che ciò non accadesse, e anzi potesse essere considerato riprovevole.
Rifletto talvolta, a cosa accadrebbe, se Sandra realizzasse in concreto quelle finzioni. Mi infurierei, oppure al contrario, come nelle fantasie accetterei contento, con disinibita complicità?”
Riappallottolai il foglio, facendolo cadere nel cestino.
Pensai alla forte eccitazione provata a quel racconto e all’aprirsi di porte nascoste della mia mente, di abissi di passione che solo sfioravo, e che mi spaventavano e attiravano a un tempo. In quelle fantasie mi calavo in una realtà dove ero disposta a tutto per soddisfare i miei appetiti. Ma rimaneva un sogno, e non avevo dubbi che rimanesse tale.
Finalmente l’estate. Vacanza in Gargano, camping Fontana delle Rose, ospitati in un grazioso bungalow. Si sta molto bene e le giornate di mare sotto il sole di giugno ci stanno ritemprando. Se ne giova anche la nostra vita sessuale.Un pomeriggio, mentre tutti riposano ci concediamo uno stupendo momento tutto nostro, in una piccola grotta marina, in cui mi addentro con Max e dove completamente nudi, lontano da sguardi curiosi, ci accoppiamo appassionatamente nell’acqua bassa e calda del segreto anfratto. Sesso con sapore atavico, in una cornice magica, quasi fossimo due amanti primordiali.
Quante volte desidereremo di ritornare in quella grotta!
La notte, una nuova fantasia in cui il terzo protagonista, oltre a noi due, è il gestore del complesso turistico, Leo, un bel ragazzo mio coetaneo. Alto, asciutto, stempiato. Mi ha preso in simpatia e tante volte si è soffermato a conversare con me. Si parla del più o del meno. I suoi sguardi sono eloquenti: mi desidera. Racconto del mio lavoro, e lui mi dice di vedermi vestita in tailleur e camicetta.
Forse l’immaginario erotico, in un luogo dove gli indumenti sono costituiti solitamente da pantaloncini, magliette, prendisole, trova in un abbigliamento formale, un elemento di grande eccitazione. Il dover conquistare un corpo ben coperto e occultato dai vestiti, denudarlo e poi possederlo, rende l’idea più appassionante.
Comunque, la corte che Leo mi fa è innegabile, per quanto educatamente discreta. La situazione mi diverte e sto al gioco, civettando maliziosamente. Max se ne è accorto, e ci scherziamo su: “Non è che sotto, sotto, te la intendi veramente con Leo?” “Ci sto pensando”.
Questo rende le nostre fantasie più verosimili e aumenta il nostro divertimento.
La vacanza sta volgendo al termine ed oggi mentre tutti sono al mare mi attardo per riordinare le nostre cose.” Sistemo un po’, anche in vista della imminente partenza; tu stai con i bambini, ci vediamo in spiaggia” “ Ok, non ti stancare troppo, a dopo”. Mi do da fare alacremente. Mi viene alla mente Leo: certo, che non è proprio male. Non sarebbe stato sbagliato…. Ci rido sopra. “Sono un po’ maialina”. “Ecco ho finito, adesso raggiungo in spiaggia tutti gli altri”.
Ho caldo, sono in un mare di sudore; mi sono appena spogliata in bagno, quando sento bussare alla porta. Così come sono, mi infilo il prendisole in fretta e furia, e vado ad aprire. Mi investono la luce abbagliante e la vampa del pomeriggio estivo. Caldo e silenzio, se si eccettua il frinire delle cicale, I bungalow sono deserti e tutti si godono la spiaggia e il mare.
“Ciao Sandra, sono venuto a salutarti, poiché domani quando partirai, sarò fuori per lavoro e non potevo mancare di rivedere la mia affascinante ospite”.
“Ciao Leo, fa piacere anche a me salutarti”. Mi guarda con una espressione rapita, meravigliata. Mi accorgo di essere praticamente nuda: il prendisole è molto trasparente, zuppo di sudore e colpito in pieno dai raggi del sole, rende chiaramente visibili le rotondità dei miei seni con i capezzoli che sporgono orgogliosi; più in basso l’alone scuro del mio pelo pubico, spicca nitido attraverso la trama fine e umida del tessuto. Magari, pensa che il presentarmi in questo modo, non sia casuale e questo gli da più coraggio. Mi sembra che ora mi guardi con occhi carichi di desiderio. Mi vuole. Ho paura e, al tempo stesso, spero che lui prenda l’iniziativa. Sento il cuore che accelera e il respiro divenire più frequente. Continua a fissarmi. “Posso entrare?”. Non aspetta una mia risposta. Si introduce in casa, spingendomi dolcemente nella penombra del bungalow. Non oppongo resistenza. “Può arrivare qualcuno”, sussurro con voce tremante. “ Tranquilla. Sono tutti al mare.” Chiude la porta e gira la chiave nella serratura.E’ intraprendente. Mi attira a sé e mi bacia ardentemente la bocca. Non mi sottraggo al bacio anche se rimango passiva. Mi spinge con il volto rivolto verso il muro, mi serra in un abbraccio da dietro, mi bacia il collo, le sue mani palpano le mammelle attraverso la stoffa leggera, si insinuano nella scollatura e mi accarezzano e poi stringono i seni, i capezzoli, che stuzzicati si gonfiano e dolgono piacevolmente. Sento brividi che mi percorrono tutta la colonna. ”Quanto ho desiderato questo momento, l’ho sognato dal primo momento che ti ho vista.”
“No, Leo, ti prego, non posso, mio marito…”. Lui però capisce bene quello che veramente desidero, e continua il suo assalto amoroso.
“Mi fai impazzire, Sandra. Ti voglio e non mi fermerò, e anche tu vuoi la stessa cosa. L’ho capito in questi giorni dai tuoi sguardi, dalle tue allusioni.”
Le sue mani sui miei fianchi, stringono i miei glutei, sollevano il prendisole, accarezzano il pelo pubico e sono sulla mia vagina, poi dentro. Le dita frugano, si intingono nelle secrezioni che bagnano la mia fessura. Mi pone in bocca le sue dita umide del mio sesso facendomele succhiare. Comincio a gemere, mi sto accendendo sempre più, e il mio disagio iniziale lascia posto a una libidinosa eccitazione. Sento il suo pene duro che preme attraverso la stoffa dei suoi pantaloncini contro il mio solco gluteo. Mi rigira e mi bacia in bocca, sul collo, sul seno. Rispondo ai suoi baci, sensualmente, le lingue giocano, si intrecciano. Le sue mani all’improvviso lacerano per tutta la sua lunghezza il prendisole facendomi sobbalzare; mi ritrovo completamente nuda davanti a lui. Sento le mie gambe cedere. I suoi occhi brillano. “Sei bellissima.” La mia, è una resa incondizionata. Mi offro senza più freni inibitori: “Si, Leo, prendimi, sono tua, lo voglio, disponi pure del mio corpo, fai ciò che vuoi”. Si libera freneticamente dei suoi indumenti. Anche lui ora è nudo: mi inginocchio davanti a Leo e con le mani che tremano per l’eccitazione, afferro il suo cazzo eretto, lo stringo, lo lecco dal glande, giù giù fino ai testicoli e risalgo di nuovo, esploro il solco coronarico e il frenulo, dolcemente succhio la corona turgida, maestosa. Leo ansima di piacere. Non voglio farlo esplodere adesso, voglio di più. Ora, è un animale infoiato. Mi solleva fra le sue braccia e mi adagia sul letto, dove era entrato, ospite, nelle nostre fantasie, ed è su di me. Bacia ogni centimetro del mio corpo. C’è un incendio fra le mie cosce. La mia figa è bollente e fradicia di umori profumati, come un frutto molto maturo. Mi allarga sicuro le gambe, aspira il profumo del mio sesso. Schiaccia il suo volto fra le mie cosce e ingordamente mi lecca, assaggia, mi succhia, beve, deglutisce, si inebria dell’aroma di quel nettare. Il clitoride è stimolato dalle sue labbra e dalla sua lingua, e lo sento turgido e molto sensibile ai suoi tocchi, mi percorrono brividi di puro piacere. Sono travolta dalla passione e mi sto dando completamente. “Dai, Leo, adesso basta, voglio essere chiavata. Sbattimi, scopami senza pietà.Fammi sentire quel bellissimo cazzo dentro me.” Allora il suo membro in erezione, gonfio da scoppiare, mi penetra, forzando le accoglienti pareti della mia figa che si contraggono, le allarga, si spinge sempre più in profondità con colpi sempre più potenti. Il suo ventre sul mio, i nostri pubi si sfregano, il suo pene durissimo preme fino a toccare il fondo del mio fiore. Sono una femmina in calore; ansimo, gemo, e soffoco gli urli che vorrei lanciare, i miei piedi nell’orgasmo si inarcano, con i tendini tesi allo spasimo. “Com’è grosso! Mi piace da impazzire, spingi forte, fammi male, oooohhh, stupendo!”. Sento il piacere che mi invade, sotto forma di calore, tutto il basso ventre e si propaga fino all’ano che partecipa con contrazioni ritmiche. Mi divincolo, mi agito, sudo copiosamente, gemo con gridolini di piacere. Sono appagata totalmente. Raggiunge pure lui l’orgasmo, mi appoggia sulle labbra il suo cazzo, che è scosso da contrazioni di piacere. Lo accolgo nella mia bocca. Un fiotto di sperma caldo mi riempie e cola sul volto, scende sul collo, sui seni. Rimaniamo nudi abbracciati sul letto, accarezzandoci e baciandoci i rispettivi sessi. Riesplode la passione e il suo pene ritrova vigore: salgo su di lui e cavalco il suo duro membro, rivolgendogli la schiena. Lui mi accarezza e stringe i glutei e con un dito mi penetra l’ano: mi piace essere riempita nelle mie due cavità: è una bella sensazione. Saltellando mi impalo sempre più profondamente e non sazia con una mano mi titillo il clitoride. “Che meraviglia, Leo, sto impazzendo, vai tranquillo vienimi dentro, non ci sono problemi.” L’orgasmo esplode in noi, sento il suo sperma caldo nelle mie viscere. E’ un’apoteosi.
È il momento di accomiatarci, il tempo è tiranno, ci scambiamo un ultimo bacio appassionato. “Non ti scorderò mai, Sandra. Sei passata come un uragano nella mia vita: l’aver goduto del tuo splendido corpo, oltre alla soddisfazione ricevuta, mi riempie di orgoglio.” Sono le sue ultime parole, poi dopo avermi fissata per un ultimo istante, ancora stesa sul letto, quasi per fotografare nella sua mente, l’immagine del mio corpo nudo, bruscamente si volge, ed esce dal bungalow e dalla mia esistenza. Ancora con il cuore in tumulto, riassetto alla svelta la stanza, getto via il prendisole squarciato, e mi preparo alla svelta perchè non vorrei che il protrarsi della mia assenza venisse notato. Corro in spiaggia, dove appena arrivata, mi tuffo in acqua. Temo di manifestare troppo palesemente il tumulto di passione che ancora si agita in me, e di far trapelare qualcosa di quanto accaduto poco fa. Quando mio marito mi raggiunge a nuoto, mi sono calmata nella frescura deliziosa dell’acqua e posso perfino scherzare: “Accidenti, durante le faccende domestiche, mi si è strappato il prendisole, così che ho dovuto gettarlo. Me ne devi uno nuovo.”
“ Beh, vediamo se stasera te lo meriti.” Penso che per oggi ne avrei avuto abbastanza, ma mio marito lo merita un risarcimento!
La sera, facendo l’amore con Max, ed è molto bello, fantastichiamo come solito, del mio tradimento con Leo. Ripercorro mentalmente i particolari del pomeriggio, li rivivo nitidamente, così da eccitarmi e li racconto in maniera tanto realistica e dettagliata, che Max esclama: ”Accidenti, sembra proprio che tu, questa scopata con Leo, l’abbia fatta davvero, mi sembra di vederla!” “Tu sei pazzo, non distrarti, continua che sto per venire, non fermarti, per favore, vai, vai.”
Il giorno dopo siamo di partenza, e ci rituffiamo nella routine quotidiana e il Gargano con Leo, è già alle mie spalle, è ricordo.
Ancora oggi indulgo a pensare che quel momento di passione erotica con Leo, non sia altro che un sogno, piuttosto che un evento reale, o forse un mio sottile senso di colpa, non del tutto sopito, me lo fa percepire in questo modo.

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