Il transatlantico solcava
il mare di perla
che come un angelo dalle mani bianche
carezzava New York.
E s’innalzavano di lontano nell’aurora
i grattacieli tristi,
fantasmi,
nelle brume lugubri e cupe
dell’inverno.
Ho salutato i miei parchi,
i miei ponti, sull’immenso,
le automobili veloci, sull’asfalto,
le vetrine tristi,
che brillano solo per i ricchi.
E’ l’ultima volta,
l’ultima volta,
per sempre.
Il transatlantico solcava
il mare di perla,
che come un angelo dalle mani bianche
carezzava New York.
E s’innalzavano di lontano nell’aurora
i grattacieli tristi,
ombre cupe
che brillavano, come i tuoi occhi
dopo il pianto,
nel silenzio grigio
dell’inverno!
Il nostro affetto è immenso.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…