I bei lunghi capelli sciolti,
seduta alla scrivania antica,
la penna bagnavi nel calamaio
per confidare mille pensieri
al tuo diario,
oh, quanti affanni,
quante gioie,
quali appassionati inganni
gli narrasti!
Il lume di candela
ti illuminava appena,
mentre portavi le mani bianche
al volto
e sospiravi
pensando all’ultimo tramonto.
La voce del pianoforte
si è spenta,
nel brivido della tormenta.
Ho parlato
ai pupazzi di neve
e alle befane
dalle canute chiome,
io non so davvero dove
conduce il sentiero
dietro i caprifogli.
Il gelo ha rapito
gli ultimi germogli
nel suo abbraccio fatale.
Le tue trecce morbide
carezzeranno
il tuo cuscino candido,
mentre un sorriso languido
regalerai alle stelle.



mi sono ritrovato a pensare come avrei reagito io se ci fosse stata mia moglie in quella situazione
Patrulla sei una garanzia di qualità, intro interessante con sviluppi potenzialmente interessanti... vediamo come si sviluppa
Ho letto questo racconto varie volte e lo trovo sempre molto eccitante e coinvolgente. Mi sono immedesimato.
Complimenti per il racconto. Se ti va ti lascio mia mail. erodream78@gmail.com
Mi sono imbattuto in questo lungo ma bellissimo racconto di molti anno fa e, complice anche il nome, mi sono…