I bei lunghi capelli sciolti,
seduta alla scrivania antica,
la penna bagnavi nel calamaio
per confidare mille pensieri
al tuo diario,
oh, quanti affanni,
quante gioie,
quali appassionati inganni
gli narrasti!
Il lume di candela
ti illuminava appena,
mentre portavi le mani bianche
al volto
e sospiravi
pensando all’ultimo tramonto.
La voce del pianoforte
si è spenta,
nel brivido della tormenta.
Ho parlato
ai pupazzi di neve
e alle befane
dalle canute chiome,
io non so davvero dove
conduce il sentiero
dietro i caprifogli.
Il gelo ha rapito
gli ultimi germogli
nel suo abbraccio fatale.
Le tue trecce morbide
carezzeranno
il tuo cuscino candido,
mentre un sorriso languido
regalerai alle stelle.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…