Era morta nel silenzio,
era morta nel silenzio,
nel silenzio’
I suoi ultimi palpiti
d’eterno,
il freddo gelo dell’inverno!
E il cielo piange
lacrime di fuoco,
nell’ultimo tramonto.
Lo senti?
Piangono le sue case,
ammantate d’edera,
i mulini, ch’ella amava,
le vecchie prigioni,
dove non abita più che il tempo.
Il grande generale Inverno
l’aveva ricoperta del suo manto.
E la bella serbava nei suoi occhi
tutti i suoi ricordi!
Il grigio delle torri,
il volo lugubre dei corvi,
la cattedrale intatta,
che tocca l’infinito,
insieme a lei.
Piange il vento,
che ulula il suo nome,
accanto al castello.
Era morta nel silenzio.
E i cieli del silenzio
s’aprirono, per lei,
che serbava nei suoi scrigni
mille immagini di bambole,
di collane di corallo
e di ballerine di porcellana triste.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…