La poesia bianca
toccava i rami tristi
dei faggi morti
e di lacrime verdi
seminava la terra,
per risvegliarla
dal suo sogno,
lungo quanto l’inverno.
Oh, era bianca, bianca,
bianca,
aveva mani fredde,
eppure, tanto, tanto belle,
fatte d’opale e d’alabastro
e ali turchine la innalzavano
fino alle stelle.
La poesia bianca
toccava i rami tristi
dei faggi morti,
i rovi che ricoprivano
i sepolcri,
i tetti delle case,
neri e spioventi,
le chiome della fanciulla
morta,
oh, com’era bionda!
E sussurrava alle acque
del mulino,
alle upupe del bosco,
ai fiordalisi, uccisi
per una goccia di rugiada.
La poesia bianca
passava sulla terra,
la ricopriva coi suoi manti,
la addormentava teneramente,
con le lacrime
dei suoi occhi.
Il bacio del destino
ti sfiora
mentre mi ascolti.



Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…
dovrei continuarla?
certo c'è già il cap. 5 ed il 6 è in via di pubblicazione. Sarò una serie con molti nuovi…