Ninfa,
dalle membra di mare e di cielo,
emersa spumeggiando dagli abissi,
casto, languido, sereno e senza un velo
era l’attimo, prima che svanissi.
Io t’ammiro e già tu mi tradisci
con i fiori della stagione perduta
e le foglie di acanto,
mentirò ai gigli e alla tempesta
pur di averti accanto,
cerbiatti dai vermigli incanti
corrono nel bosco
dei tuoi pensieri
dolci e infranti.
Ti ho sognata
racchiusa in un’amaca
di pelle,
eri meravigliosa e assai fremente
mentre ti donavi
alle gioie proibite della carne,
come in questo istante.
Ninfa,
che appassionata e selvaggia
ti addormenti nuda sulla spiaggia,
un gabbiano ti si posa sulla spalla,
spalanca le ali al vento e canta.




Ciao, quando esce la parte tre che la sto aspettando da mesi?
Ciao Mathilda (bel nome, fra l'altro), il racconto mi è piaciuto molto, davvero ben scritto ed eccitante! forse avrei suddiviso…
Grazie!!! Vedrò di continuare allora! ;)
Spero sia l'inizio di molti altri racconti
Molto bello e scritto bene complimenti