Ninfa,
dalle membra di mare e di cielo,
emersa spumeggiando dagli abissi,
casto, languido, sereno e senza un velo
era l’attimo, prima che svanissi.
Io t’ammiro e già tu mi tradisci
con i fiori della stagione perduta
e le foglie di acanto,
mentirò ai gigli e alla tempesta
pur di averti accanto,
cerbiatti dai vermigli incanti
corrono nel bosco
dei tuoi pensieri
dolci e infranti.
Ti ho sognata
racchiusa in un’amaca
di pelle,
eri meravigliosa e assai fremente
mentre ti donavi
alle gioie proibite della carne,
come in questo istante.
Ninfa,
che appassionata e selvaggia
ti addormenti nuda sulla spiaggia,
un gabbiano ti si posa sulla spalla,
spalanca le ali al vento e canta.




Grazie Piombo, ora siamo quasi al finale
Bello complimenti 👍
Ciao Baxi, ti leggo sempre molto volentieri ed i tuoi racconti mi piacciono molto, questo mi sembra un pelo diverso…
Peccato pubblichi raramente e dopo molto tempo il seguito dei racconti
Ti ringrazio, lucar8. A breve pubblicherò anche i prossimi capitoli.