Fa freddo.
La mano bianca dell’inverno
carezza labbra vermiglie
di fanciulla,
i cigni del lago
hanno cantato alle tortore
le nostre illusioni d’immenso,
ci diremo addio,
lo sento.
Scriverò lettere dorate,
le firmerò con orchidee
o parole di bambola,
un paradiso di malinconia
mi sboccerà intorno,
sarà come addormentarsi
nei tuoi sguardi
per poi riaprire gli occhi un giorno.
Parlerò alle magnolie tristi,
narrerò loro la fiaba
degli istanti perduti,
dei tuoi pensieri di fata,
pieni di Parigi
e dei silenzi smarriti
in cui galoppavano cavalli bianchi
e svaniva il ricordo
dei nostri sogni infranti.
Ed è come se il vento
ti portasse via con sé.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…