Erano le soglie bianche
dell’immensità,
una languida, cupa eternità
avvolgeva le eburnee membra
delle spose del pianto.
Una fata ci starà per sempre accanto.
Fantasmi di luna
bussano a quelle porte,
varcano le silenziose soglie,
odo dei passi amici sulle foglie,
moriremo forse un giorno
di una morte di passione e rose scarlatte,
di fiordalisi dipinti di donna,
di madreperla,
perché la vita è un solo istante.
Ho giurato parole di tristezza al mondo,
un’ illusione, un abbraccio, un volto,
tutto questo è il mio più bel ricordo.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…