sono solo carne stritolata,
spremuta nel pugno chiuso del desiderio,
da sempre,
da quando ho memoria del mio corpo,
da quando ho smesso di essere carne di bambina,
ma, come allora,
conosco un solo gesto,
quello di protendere la mano,
per fare mio quello che desidero,
altra carne,
che io possa divorare,
facendola scomparire dentro di me,
spegnendo il mio fuoco col succo
della mia carne,
unico ricordo del desiderio,
nella cavità profonda dell’intimo,
nel palmo della mano distesa
e appagata.



Ottimo come sempre, egregio!
continua???? bello sto racconto
a nessuno andrebbe di fare dei disegni illustrativi di questa serie?
Ti ringrazio, Agavebet: sapere che ti è piaciuto lo considero un vanto 😄
Ti lascio un commento, visto che il tasto cuore è rotto. Mi è piaciuto perché il “cliché del corriere” viene…