Vicino al ponte antico
ci sono le rose, sfiorite, del tempo,
ho salutato l’ultimo mio amico
col cappello di feltro grigio.
Passano i barcaioli
vestiti di fiori,
cantano di perduti amori
dimenticati tra i meandri del fiume,
anche il vecchio barbone
dalla barba bianca
parla alle fate
e regge una lanterna
con la mano stanca.
Le misteriose e fredde acque
raccontano di una donna,
annegata in un mattino di tormenta,
quando anche il gallo tacque.
Un volto di fuoco e chiome scarlatte
appare ad un tratto
sul rivo di cristallo
dove anche i salici piangono
per quel suo sorriso languido.
Una nube avvolge due amanti
che corrono all’imbarcadero triste,
ne ho già visti tanti
coi miei occhi
pieni di visioni e affanni.
Una ad una,
s’accendono le luci dell’oblio,
laggiù, tra le nebbie,
dove anche le noverche
sembrano più belle.
Vicino al ponte antico
sbocciano care le illusioni,
che baciano le acque
con le loro labbra
fatte di fiori caduchi
e foglie d’autunno.
E tutto profuma, nel buio.



Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…
dovrei continuarla?
certo c'è già il cap. 5 ed il 6 è in via di pubblicazione. Sarò una serie con molti nuovi…
Ti ringrazio William, sia per la lettura sia per le belle parole. E grazie anche per avermi insegnato a inserire…