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Racconti Gay

Alla fine della vacanza

By 7 Febbraio 2026No Comments

Era cominciato in vacanza, al mare, feci amicizia con alcuni ragazzi e una sera, con uno di loro, parlavamo di sesso e lui mi chiese di farlo. Lui non sapeva ciò che realmente volevo, ma capì subito ciò che mi piaceva, mentre lo masturbavo. Non ci volle molto affinché altri due ragazzi mi chiedessero di farlo anche a loro. A volte andavamo di sera dietro le cabine della spiaggia in quattro; lo prendevo in bocca, poi mi convinsi a farmi inculare ed ogni volta tutti volevano farmelo. La sera a volte mi chiedevano:
– Vuoi fare la troia? . la domanda mi eccitava
A me piaceva fare la troia, li incoraggiavo a ad incularmi, a qualcuno chiedevo di non uscire quando stava per venire e di venirmi nel culo. Però cominciavo a capire che volevo di più, guardavo gli uomini, la forma dei loro cazzi sotto i costumi, ed immaginavo come mi avrebbero inculato, e mi masturbavo pensandoci. Ma l’estate finì senza che accadesse; alla fine della vacanza lo facemmo ancora, sembrava che i ragazzi volessero un ricordo di quelle esperienze e solo uno di loro mi venne in bocca, gli altri mi chiavarono di forza, ma i loro cazzi piccoli non mi davano quello che volevo. Ero la loro troia e mi piaceva moltissimo.
La mia famiglia volle trattenersi un’altra settimana ed io rimasi solo. Avevamo un vicino di casa, anche lui e la moglie si trattenevano un po’ di più in quel posto. Erano cinquantenni, gentili, ma il modo come lui mi trattava mi faceva pensare. Come maschio mi piaceva, immaginavo che forse non sarebbe stato difficile….
– Vai in paese ? – mi disse la seconda sera che eravamo rimasti.
– Si, vedo se è rimasto qualche amico.
– Magari vengo anch’io – disse – compro sigarette e mi prendo un caffè. Per te, ti va un gelato?
– Mi fa piacere stare insieme a lei, Signor Giulio.
Fu contento della risposta. Mentre andavamo mi mise il braccio sulla spalla.
– Sei un bel ragazzo – disse – e sei gentile.
– Il fatto è che mi piace stare insieme a lei. Anche lei è un bell’uomo.
Sentii la sua mano che stringeva sulla mia spalla, allora gliela carezzai e lui rimase sorpreso. Andammo al bar a comprare sigarette, caffè e gelato. Stavamo seduti alla panchina del bar e sentivo la sua coscia accanto alla mia. Allora anch’io cercai un contatto con la sua coscia e lui capì che mi piaceva.
Mentre tornavamo lui disse:
– Fa ancora molto caldo stasera. Possiamo andare per la spiaggia, è più fresco.
Allora fui io a guidarlo tra le cabine; era buio e sentii la sua mano sul culo.
– Ti dispiace? – mi chiese
– No. Continui se le piace.
– Mi piacerebbe molto di più, se tu volessi accontentarmi.
Si fermò, prese la mia mano e la mise sul suo cazzo che già era duro. Era grosso, era come lo desideravo, Poi lo tirò fuori e mosse la sua mano sulla mia, ma dopo un po’ chiese:
– Ti piace farlo? Dai continua da solo.
Mi piaceva farglielo, avere nella mano quel grosso cazzo duro, col grosso glande liscio e l’asta dura, con le vene gonfie. Desideravo farlo venire, ma lentamente, per godermelo di più. Venne bagnando la mia mano, un orgasmo forte con molto sperma.
– Rimane un segreto fra noi, vero?
– Glielo faccio ogni volta che vuole; a me a piaciuto molto farglielo.
– Bravo, ma faresti un’altra cose che ti chiederò?
– Si, l’importante è che sia segreto.
Il giorno dopo sua moglie andò al mare con mia madre. Io mi alzai tardi e sentii che lui era in casa. Bussai.
– Signor Giulio, l’ho sentita di là. Vuole che glielo faccio di nuovo?
– Bravo, ho capito che ti piace molto. Siediti.
Lui rimase in piedi davanti a me molto vicino. Infatti tirò fuori in suo cazzo che era quasi a contatto con il mio viso.
– Vuoi farmi contento? – disse – Prendimelo in bocca. Vedrai come è bello così.
Aprii la bocca e lui me lo spinse tutto dentro. Sentivo la sua grossezza sulle labbra, sentivo il liscio del suo glande che passava sul mio palato. Cominciai a succhiarglielo, a muovere la testa, a passare la lingua sul suo glande. Ci misi passione per il desiderio di farlo venire. Non ci volle molto e sentii le contrazioni del suo cazzo nella mia bocca. Continuai a succhiarglielo mentre mi riempiva la bocca col suo sperma caldo. Mi dava piacere pensare che gli avevo procurato un orgasmo molto forte e mi dava piacere sentire il sapore del suo sperma. MI sciacquai la bocca al lavandino e gli dissi:
– E’ stato è ancora più bello di ieri sera. Io voglio farle e farle fare tutto quello che vuole.
– Ah, bravo, sono molto contento di te, ma dovremo fare un’altra cosa, appena possiamo. Vedrai, sarà la cosa più bella che faremo.
Avevi capito che voleva incularmi ed io mi emozionavo a pensarci. Il suo cazzo non era piccolo come quello dei ragazzi, era bello, grosso, ed io immaginavo di stare sotto di lui mentre mi faceva, di sentire nel corpo il movimento di quel cazzo, di sentirlo venire dentro di me.
L’occasione venne due giorni dopo. Sua moglie e mia madre vollero andare con la Parrocchia ad un Santuario che era nel paese vicino. Dovettero partire presto e mi affidarono a lui. Non appena salirono sul pulman, che era venuto a prenderle sotto casa, io andai da lui, che stava ancora nel letto.
– Vuoi farmi contento? – disse – togliti il pigiama e mettiti vicino a me.
Lo tolsi e lui volle vedere e toccare il mio corpo nudo, mi penetrò con un dito, Poi anche lui si tolse il pigiama; aveva un bel corpo maschio, con peli sul petto che io immaginavo avrei sentito sulle mie spalle. Aveva testicoli grossi e volli prenderli in mano. Gli baciai e succhiai un po’ il glande.
– Vuoi fare quello che ti chiedo? Devi fare la ragazza per me e darmi il tuo culetto.
Accanto a lui nel letto, lui mi baciava il corpo ed io sentivo il suo corpo sul mio.
– Voglio farlo – gli dissi – Tu mi vuoi inculare? Però non farmi male.
Mi misi bocconi e lui mi penetrava col dito. Poi venne sopra di me, mi fece sentire il suo cazzo tra le natiche, Poi mi sollevò per i fianchi,
– Mettiti in ginocchio -disse – così lo facciamo entrare tutto dentro di te.
– Voglio che vieni nel mio culo, mi piace sentire il tuo sperma.
Quel grosso cazzo mi dilatò parecchio, con qualche dolore ma era bello da sentire come mi apriva.
– Ti faccio male? – disse
– Si, ma non importa, lo voglio dentro di me. Continua, non fermarti, fai forte.
Mi chiavò brutalmente, con tutto il peso del suo corpo e la forza delle sue reni. Si accanì a chiavarmi forte finché gli ultimi colpi fortissimi giunsero all’orgasmo. Allora mi masturbai, davanti a lui che mi metteva il suo cazzo bagnato in bocca.
– Vorrei che ci vedessimo ancora in città – disse
– Si, si, voglio farlo ancora con te, mi piace molto come mi hai inculato, ma, sai, mentre me lo facevi avevo il desiderio di avere anche il cazzo di un altro uomo in bocca.
– Ho un amico a cui piacciono molto i ragazzi che lo fanno come te. Appena siamo in città gli telefono, andremo a casa sua.

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