Era cominciato in vacanza, al mare, feci amicizia con alcuni ragazzi e una sera, con uno di loro, parlavamo di sesso e lui mi chiese di farlo. Lui non sapeva ciò che realmente volevo, ma capì subito ciò che mi piaceva, mentre lo masturbavo. Non ci volle molto affinché altri due ragazzi mi chiedessero di farlo anche a loro. Andavamo di sera dietro le cabine della spiaggia ; la prima volta li masturbai, tutti e due, la sera dopo mi convinsero e mi forzarono a prenderlo in bocca. Mi piacque farglielo anche perché non mi vennero in bocca e si finirono masturbandosi loro, ma la sera dopo mi tennero per i capelli per venirmi in bocca, tutti e due.
Il pomeriggio del giorno dopo, in spiaggia, uno di loro mi chiese:
– Ti piacerebbe fare la troia?
– Che significa? – gli chiesi
– Fartelo mettere nel culo, come una vera femmina. Dai stasera lo facciamo.
Lo fecero, infatti, sentii dolore ma anche una forte emozione. Avevo l’ano gonfio ma anche il desiderio di farmelo fare di nuovo. La seconda volta che lo facemmo chiesi al secondo di non uscire ,quando stava per venire, e di venirmi nel culo.
Poi loro due ripartirono e mi dispiacque non continuare, ma cominciai a capire che che volevo di più. Guardavo gli uomini, la forma dei loro cazzi sotto i costumi, ed fantasticavo immaginando come come sarebbe stato sentire nel corpo i loro cazzi più grossi.
Ma l’estate finì senza che accadesse. Ero diventato una troia, come mi aveva detto uno dei ragazzi. ma mi dava piacere immaginare di stare sotto un uomo adulto che mi penetrava.
La mia famiglia volle trattenersi un’altra settimana ed avevamo un vicino di casa, anche lui e la moglie si trattenevano un po’ di più in quel posto. Erano cinquantenni, gentili, ma il modo come lui mi trattava mi faceva pensare. Come maschio mi piaceva, immaginavo che forse……ma sarebbe stato difficile….
– Vai in paese ? – mi disse la seconda sera che eravamo rimasti.
– Si, vedo se è rimasto qualche amico.
– Magari vengo anch’io – disse – compro sigarette e mi prendo un caffè. Per te, ti va un gelato?
– Mi fa piacere stare insieme a lei, Signor Giulio.
Fu contento della risposta. Mentre andavamo mi mise il braccio sulla spalla.
– Sei un bel ragazzo – disse – e sei gentile.
– Il fatto è che mi piace stare insieme a lei. Anche lei è un bell’uomo.
Sentii la sua mano che stringeva sulla mia spalla, allora gliela carezzai e lui rimase sorpreso. Andammo al bar a comprare sigarette, caffè e gelato. Stavamo seduti alla panchina del bar e sentivo la sua coscia accanto alla mia. Allora anch’io cercai un contatto con la sua coscia e lui capì che mi piaceva.
Mentre tornavamo lui disse:
– Fa ancora molto caldo stasera. Possiamo andare per la spiaggia, è più fresco.
Allora fui io a guidarlo tra le cabine; era buio e sentii la sua mano sul culo.
– Ti dispiace? – mi chiese
– No. Continui mi piace.
– Se tu volessi, potrei insegnarti molte cose, insieme ed in segreto, potremmo fare molte cose bellissime. Ma devi volerle anche tu.
Si fermò, prese la mia mano e la mise sul suo cazzo che già era duro. Era grosso, era come lo desideravo, Poi lo tirò fuori e mosse la sua mano sulla mia, ma dopo un po’ chiese:
– Ti piace toccarlo, vero? Dai continua da solo. – e mi mise una mano sul culo.
Mi piaceva farglielo, avere nella mano quel grosso cazzo duro, col grosso glande liscio e l’asta dura, con le vene gonfie. Desideravo farlo venire, volevo sentirlo mentre schizzava ma glielo facevo lentamente, per godermelo di più. Venne bagnando la mia mano, un orgasmo forte con molto sperma.
– Rimane un segreto fra noi, vero?
– Glielo faccio ogni volta che vuole; a me a piaciuto molto farglielo.
– Bravo, ma faresti un’altra cose che ti chiederò?
– Si, l’importante è che sia segreto.
Il giorno dopo sua moglie andò al mare con mia madre. Io mi alzai tardi e sentii che lui era in casa. Bussai.
– Signor Giulio, l’ho sentita di là. Vuole che glielo faccio di nuovo?
– Bravo, ho capito che ti piace molto. Siediti.
Lui rimase in piedi davanti a me molto vicino. Infatti tirò fuori in suo cazzo che era quasi a contatto con il mio viso.
– Vuoi farmi contento? – disse – Prendimelo in bocca. Vedrai come è bello così.
Aprii la bocca e lui me lo spinse tutto dentro. Sentivo la sua grossezza sulle labbra, sentivo il liscio del suo glande che passava sul mio palato. Cominciai a succhiarglielo, a muovere la testa, a passare la lingua sul suo glande. Ci misi passione per il desiderio di farlo venire. Non ci volle molto e sentii le contrazioni del suo cazzo nella mia bocca. Continuai a succhiarglielo mentre mi riempiva la bocca col suo sperma caldo. Mi piacevano quelle sensazioni e sentivo la soddisfazione di avergli provocato un orgasmo molto forte, sentire il sapore del suo sperma. MI sciacquai la bocca al lavandino e gli dissi:
– E’ stato è ancora più bello di ieri sera. Lo voglio fare ancora e voglio farle fare tutto quello che vuole.
– Ah, bravo, sono molto contento di te. Hai un culetto bello davvero, Lo voglio. Vedrai, sarà la cosa più bella che faremo.
Voleva incularmi ed io mi emozionavo a pensarci. Il suo cazzo non era piccolo come quello dei ragazzi, era bello, grosso, ed io immaginavo di stare sotto di lui mentre mi faceva, di sentire nel corpo il movimento di quel cazzo, di sentirlo venire dentro di me.
L’occasione venne due giorni dopo. Sua moglie e mia madre vollero andare con la Parrocchia ad un Santuario che era nel paese vicino. Dovettero partire presto e mi affidarono a lui. Non appena salirono sul pulman, che era venuto a prenderle sotto casa, io andai da lui, che stava ancora nel letto.
– Togliti il pigiama- disse – e mettiti vicino a me. Ti piace fare la femmina, vero?
Lo tolsi e lui volle vedere e toccare il mio corpo nudo, mi penetrò con un dito, Poi anche lui si tolse il pigiama; aveva un bel corpo maschio, con peli sul petto che io immaginavo avrei sentito sulle mie spalle. Aveva testicoli grossi e volli prenderli in mano. Glieli baciai e succhiai un po’ il glande.
Accanto a lui nel letto, lui mi baciava il corpo ed io sentivo il suo corpo sul mio.
-Tu mi vuoi inculare? – gli dissi – Voglio farmelo fare da te. Però non farmi male. Mettimelo tutto.
Mi misi bocconi e lui mi penetrava col dito. Poi venne sopra di me, mi fece sentire il suo cazzo tra le natiche, Poi mi sollevò per i fianchi,
– Mettiti in ginocchio -disse – così lo facciamo entrare tutto .
– Si, entra nel mio culo, ma fai piano. Entra tutto.
Quel grosso cazzo mi dilatò parecchio, con dolore ma emozionava sentire come mi apriva.
– Ti faccio male? – disse
– Si, ma non importa, spingimelo tutto dentro. Non fermarti, spingi forte.
Mi chiavò brutalmente, con tutto il peso del suo corpo e la forza delle sue reni. Si accanì a chiavarmi forte finché gli ultimi colpi fortissimi giunsero all’orgasmo. Allora mi masturbai, davanti a lui che mi metteva il suo cazzo bagnato in bocca.
– In città sarà difficile farlo – dissi – mi piace molto con te. Sai mentre me lo facevi avevo il desiderio di averlo anche in bocca.
– Ho un amico a cui piacciono molto i ragazzi che lo fanno come te. Appena siamo in città gli telefono, andremo a casa sua. Ma dovrai farti chiavare anche da lui. Ci stai?
Il suo amico era di bassa statura, tarchiato.
– Bello questo ragazzo – disse
– ….ed ha tanta voglia di farlo. Sapessi quanto gli piace…..
– Hai mai baciato un uomo? – mi chiese
– No – dissi
– Allora devi imparare – mi disse. Stava seduto, io in piedi; allargò le ginocchia e mi mise in mezzo. Poi mi sollevò la maglietta e cominciò a succhiarmi i capezzoli dando anche piccoli morsi. Mi piaceva da morire quella cosa. Allungai la mano e toccai il suo cazzo; anche sotto la stoffa dei pantaloni capii che era grosso, molto grosso. Gli aprii la cerniera della patta e lui lo mise fuori.
– Come è bravo! – disse – è una vera troia, una troietta piena di passione per il cazzo.
Mi fece girare e mi abbassò i pantaloncini.
– Avanti- disse – fattelo entrare tu stesso, ora è tuo. – mentre l’altro mi prese e mi baciò in bocca.
Sentii le dita dell’uomo che passavano gel sul mio ano. Mi spinsi su quel grosso cazzo, lentamente, un pò perchè mi dilatava molto ed un pò perchè volevo sentirlo tutto, in tutta la sua grandezza.
– Che bello – disse l’uomo – ha ancora il culo molto stretto. Continua ancora un pò, poi ti chiavo io.
– Si – disse l’altro – voglio metterglielo in bocca mentre lo inculi. Tu lo vuoi? – mi chiese
– Si, voglio che mi chiavate insieme. Fatemi spogliare ed andiamo su un letto. Che bei cazzi che avete.



molto bello eccitante