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Bea ( 9 parte ) Qualcosa di nuovo

By 4 Luglio 2026No Comments

Smettila di colpevolizzarti!
Hai semplicemente reagito nel modo più naturale ad una situazione frustrante, il tuo ragazzo c’è rimasto male nel vederti fare sesso con un altro…? Allora anche tu ci sei rimasta male nel vederlo con un’altra…! Per quello che è successo quella sera, siete alla pari, se lui è arrivato al punto di fare quello che ha fatto sotto il tuo naso, vuole dire che non potevi fare piu nulla per impedirlo, aveva già deciso di lasciarti, aveva già deciso di mettersi con Sandra.
Capisco che dopo un anno di frequentazione, tutto questo ti faccia soffrire, ma ti garantisco che tra un po’ di tempo ti renderai conto che è stato meglio così, la cosa più bella in una coppia è la complicità e tu, da quello che mi hai raccontato, ne sentivi la mancanza… Ed appena hai provato a condividere alcune delle tue emozioni, lui si è allontanato:
Bea, Marco non è il ragazzo che può farti vivere a pieno la tua sessualità, sono sicuro che in cuor tuo lo hai capito da tempo… Lascia correre gli eventi, hanno sempre un loro equilibrio, forzare i rapporti personali è stancante ed alla lunga anche deludente.
Adesso però devo andare ad un appuntamento, un amico mi aspetta e sono già in ritardo… Se vuoi ci vediamo una di queste sere e continuiamo a parlare…”

Passavano i giorni e Marco, il mio ormai ex ragazzo, non mi cercava, il bicchiere mezzo pieno era invisibile, quel senso di colpa, il mio comportamento, le parole di Walter in merito a quello che si erano detti, non mi davano pace, maledivo quella sera in discoteca, maledivo i margarita che avevo bevuto, maledivo l’incontro con Michele e la leggerezza con la quale mi ero fatta scopare! Mi sentivo uno schifo di persona!
Continuai a ragionare e ragionare su cosa potevo fare per recuperare il rapporto con il mio ragazzo, ma più pensavo e piu vedevo una situazione compromessa, più passava il tempo e più la tristezza si impossessava del mio cuore. Walter mi cercava tutti i giorni, verso le 19 di sera, mi pregava di uscire per andare a fare un giro con lui, magari passare un po’ di tempo con gli amici e forse il suo intento era mosso anche da buoni propositi, ma dopo quello che c’era stato, ero sicura che alla prima occasione buona mi sarei trovata con le sue mani tra le coscie: Walter aveva capito il mio punto debole e sapeva come sfruttarlo a suo vantaggio, avevo ceduto già tre volte alle sue attenzioni ed ormai che il casino con Marco era scoppiato, poteva permettersi un approccio anche più diretto: forse Marco non sapeva nulla di me e Walter, probabilmente il suo amico non lo aveva informato, ma non dovevo più commettere l’errore di trovarmi in quella situazione… se avessi accettato il suo invito ad uscire, magari inizialmente ci sarebbe andato cauto, mi avrebbe fatto parlare, liberare dalla tensione, si sarebbe posto come l’amico che sa ascoltare e dispiaciuto per gli eventi, ma di sicuro, magari dopo una birra e sul finire della serata, si sarebbe avvicinato come le altre volte, provando a baciarmi, sfiorandomi le coscie, i seni, ormai sapevo che ci sapeva fare e sapevo pure che non avrei detto no: per Walter, una nuova occasione, sarebbe stata quella buona per scoparmi! Mi voleva, mi desiderava, lo vedevo nel suo sguardo, più di una volta pensai che l’amicizia con Marco fosse finalizzata alla mia presenza, tutte quelle volte che si trovò tra noi come terzo incomodo e tutte quelle volte che si rese disponibile nei miei confronti… non volevo nemmeno pensarci ad uscire con lui e rischiare di farci sesso, perché cedere un’altra volta sarebbe servito solamente a farmi sentire ancora più puttana.
Insomma…
Avevo bisogno di parlare con qualcuno ma non con Walter!
Avevo bisogno di parlare con una persona paziente e disponibile ad ascoltarmi, una persona che non cercasse immediatamente di sentenziare il mio comportamento e soprattutto, che non mi giudicasse… Per quello, ci riuscivo benissimo da sola.
Pensai subito a Salvatore, avevo il suo numero di telefono e gli avevo promesso di chiamarlo per vederci una sera, era passato del tempo ma ero sicura che non mi avrebbe detto no.
Così uscita dal lavoro mi fermai da una cabina telefonica e composi quel numero, mi rispose un uomo con voce rauca, probabilmente il numero apparteneva alla colonnina del parcheggio taxi, chiesi di Salvatore e fortunatamente me lo passarono: ci mettemmo d’accordo velocemente, mi diede appuntamento alle 21,30 nella stradina dove ci eravamo lasciati l’ultima volta, ma chiarendo subito che non poteva fermarsi al lungo…
Ero contenta, mi bastava parlare con lui anche solo mezz’ora, liberamente e senza filtri, Salvatore sapeva cose di me come nessuno e sentivo che a lui potevo raccontare tutto:
arrivai a casa con un brio diverso, quella telefonata mi svuoto la mente a tal punto da non pensare più a tutta quella negatività che mi assillava già da due settimane, in casa avevano capito che qualcosa non andava per il verso giusto, ma non volli parlare dell’accaduto, nemmeno con mia sorella, alla quale, normalmente, dicevo tutto: se mi fossi confidata con lei riguardo a tutto quello che era successo, ne sarebbe uscita sconvolta ed imbarazzata, imbarazzata di avermi come sorella.
Walter, imperterrito, mi chiamò alla solita ora per sapere come andava e per chiedermi di uscire, anche quella sera rifiutai, mi resi conto cho non potevo continuare a tagliarlo, dovevo affrontare anche quella situazione, od avrei rischiato di perdere la sua amicizia, ma avevo altro per la testa e non volevo altri problemi.

Cenammo come al solito alle 19,30 e verso le 20,15 mi alzai da tavola e mi infilai in bagno per una doccia veloce, una rinfrescata alla bocca ed un po’ di deodorante, il minimo sindacale. Prestai poca attenzione a capelli e trucco, mi vestii semplicemente con una tuta colore beige di cotone leggero ed una canotta nera, mutandine sempre di cotone e niente reggiseno: insomma, perfettamente vestita per stare a casa e sul divano.
Eccitatissima, non vedevo l’ora di salire su quel taxi, lasciarmi andare e liberare tutta la tensione che avevo accumulato nei giorni precedenti… Ormai l’ora era prossima, misi le scarpe tipo Nike e salutai:
Presi le poche scale di corsa ed arrivai velocemente nel vialetto dell’appuntamento, le luci dei lampioni illuminavano la strada ormai buia, ma di Salvatore neanche l’ombra: pensai ad un contrattempo e l’idea di non poterlo vedere mi inquietava… così decisi di ritornare verso il portone di casa, far trascorrere qualche minuto e non attirare l’attenzione del vicinato. Un attimo dopo Salvatore arrivò, si fermo affianco a me ed io salii velocemente in auto:
Lo guardai senza dire nulla, lui mi sorrise chiedendomi come stavo ed io, senza proferire parola, gli lanciai le braccia al collo e scoppiai in un pianto liberatorio…
Ci spostammo per qualche centinaio di metri e gli raccontai tutto, proprio tutto! Il sesso con Walter, il sesso con Michele, gli dissi di Marco e Sandra, insomma… Non gli nascosi nulla, nemmeno quello che avevo fatto nel garage della discoteca e che tanto aveva sconvolto il mio ex.
Salvatore ascoltò con molto interesse senza interrompermi, mi fece anche qualche domanda per chiarire meglio la sequenza degli avvenimenti, proprio come un bravo fratello maggiore, anzi… Come uno Zio, infine mi diede la sua opinione, una visione ed una prospettiva diversa, lasciandomi pensierosa ed in qualche modo, confortata:

Salvatore_”Bea, adesso però devo andare ad un appuntamento, un amico mi aspetta e sono già in ritardo…
Se vuoi ci vediamo una di queste sere e continuiamo a parlare”

Io_” Nooo, devi già andare..? Portami con te! Ti prego!
Ho bisogno di farmi un giro, se torno a casa ora, ricomincio a pensare e passo una serata di merda.”

Salvatore_”Bea, ti ricordi quando ti ho detto che qualche volta incontro delle coppie sposate…? Ebbene, stasera è una di quelle volte… Pensi che sia opportuna la tua presenza?”

Io_”Ma tu mi avevi promesso di portarmi con te e farmi vedere quello che succede… Non mi sono dimenticata sai..?”

Salvatore_”Come vuoi tu, ma ricordati che se non vuoi essere coinvolta, dovrai stare attenta e chiusa in macchina.”

Io_” Salvatore, non ti preoccupare, farò attenzione e soprattutto non ti creerò problemi… Non voglio rovinarti la serata, so come stanno le cose a casa tua…”

Gli diedi un bacio sulla guancia, mise in moto e partimmo verso un luogo a me sconosciuto, ormai erano le 22 passate, curiosa ed eccitata per la nuova avventura che stavo per vivere, non volli sapere nulla sul dove e sul come, sapevo di essere con una brava persona, con un vero amico.
Non impiegammo molto ad arrivare all’appuntamento, si trattava di un luogo isolato, dove poter fare attività ginnica, ricco di attrezzatura e vegetazione, qualche tavolo con panche, ma il tutto poco illuminato: il parcheggio destinato al luogo era ampio, al nostro arrivo erano presenti già alcune auto, da una di queste scese l’amico di Salvatore, che riconoscendo il taxi, ci venne incontro per i saluti. Salì dallo sportello posteriore e si presentò, mi diede la mano e mi disse il suo nome, Antonio… un tipo intorno ai cinquanta, vestito giovanile, collega di Salvatore ma quella sera lì nel suo giorno di riposo:
Un bello sguardo, occhi chiari con sopracciglia folte e bindicce come i capelli, che ormai si presentavano brizzolati intorno alle orecchie, viso pulito, zigomoso e mento pronunciato: un tipo particolare…
Prese a parlare di quello per cui si erano dati appuntamento, si trattava di una donna insieme al marito, erano arrivati già da un po’ e fermi nella loro auto in attesa di qualcosa.
La luce negli occhi di quell’uomo trasmetteva emozione, sembrava un bambino al luna park, per non dargli le spalle mi voltai verso di lui e mi appoggiai con la schiena alla sportello, allargai le gambe per trovare la posizione più comoda ed aprii completamente la zip della felpa per toglierla e stare più comoda: i seni tondeggianti presero spazio, sfilai le maniche della felpa dalle braccia e chiesi ad Antonio di appoggiare l’indumento sul sedile posteriore: Si accorse subito che non portavo il reggiseno, la canotta misura large lasciava i seni liberi di muoversi e lui, senza il minimo imbarazzo non perse l’occasione per cercare il mio corpo.
Salvatore sorrise perché nonostante non fossi dell’umore migliore, un pizzico di esibizionismo riuscivo a non farmelo mancare ed il suo amico Antonio, rapito dalle mie forme poco nascoste, non perse l’occasione per darmi l’attenzione che cercavo: quel momento eccitante si infranse al rumore di uno sportello sbattuto energicamente, tutti alzammo lo sguardo e da una macchina parcheggiata a qualche decina di metri da noi e sul lato opposto del parcheggio, scese un uomo, raggiunse lo sportello del passeggero e lo apri:
A quella vista sgranai gli occhi, da quell’auto scese una donna seminuda, vestita solamente di biancheria intima di colore chiaro, presumibilmente bianca, con classe ed eleganza attraversò l’intera piazzola di parcheggio e si diresse verso la zona ginnica, si fermo davanti ad un attrezzo con delle sbarre di metallo ne afferrò le forme ed inizio ad esibire il suo corpo.
L’amico di Salvatore saltò su, scese velocemente dall’auto e si diresse verso il suo divertimento, Salvatore mi guardò sorridente, con una mano raggiunse il cassetto porta oggetti proprio davanti a me ed estrasse una piccola scatola di profilattici, la mise in una tasca e mi disse:
_” Ricorda quello che ti ho detto, resta in macchina! ascolta la radio… nel cassetto ci sono dei cd, ma non scendere, non vorrei che qualcuno ti saltasse addosso…”

Gli sorrisi, mi piaceva il modo che aveva nei miei confronti, affettivo, protettivo, ma non gli risposi, sapevo che la curiosità mi avrebbe spinta a disobbedire e forse, dietro quelle raccomandazioni, anche lui sapeva quanto fosse improbabile quello che mi stava chiedendo.
Lo vidi scendere e camminare verso quella donna, mi prese un pizzico di gelosia, ma fui felice per lui, la vita sessuale che gli mancava stava per vivere una parentesi positiva: si avvicinò abbastanza velocemente, mentre sullo sfondo, lei già godeva delle attenzioni di altri avventori, mentre l’uomo che l’aveva accompagnata, forse il marito, rimaneva presente ma in disparte.
Salvatore raggiunse lo scenario erotico mentre quella donna tanto desiderata, con davanti a se alcuni uomini eccitati, si abbasso completamente sulle gambe ed inizio a baciarli uno ad uno, mentre alcuni, forse per non rimanere esclusi, le passarono dietro:
La distanza tra me e loro non mi permetteva di vedere certi particolari, così decisi di scendere ed avvicinarmi, naturalmente non dovevo attirare l’attenzione, per cui cercai di non fare rumore e chiusi lo sportello più silenziosamente possibile… Il mio cuoricino iniziò a battere forte forte, stavo disubbidendo a Salvatore, ma quella scena così erotica e trasgressiva era troppo attraente: quante volte avevo desiderato essere guardata e toccata da uno o più sconosciuti, in quel momento, anche se non ero in gioco, stavo assistendo all’avventura più trasgressiva delle mie fantasie e non potevo perdermela.
Camminai sul manto erboso e tra gli alberi poco illuminati, raggiunsi alcuni cespugli ben sviluppati e mi nascosi dietro di loro, proprio in prossimità di quello spettacolo, sicura di non essere notata ma abbastanza vicina da vedere ogni movimento. Ero consapevole che in quella situazione, se qualcuno dei presenti mi avesse notata, avrei avuto un bel da fare a respingere le sue attenzioni e per questo, il mio stato emotivo era da attacco cardiaco,senza contare che avrei rovinato la serata a Salvatore, oltre che tradire la sua fiducia.
Mi abbassai completamente a terra e nascosta dalle fronde rimasi ad osservare quella donna, un fisico magro, capelli lunghi e neri, molto affascinante e spregiudicata, aveva quattro uomini addosso ma sembrava essere lei a condurre il gioco: con singolare passione gustava ogni singolo ammiratore e per chi preferiva, mise a disposizione ogni orefizio disponibile, facendosi toccare e masturbare. La signora si alzò improvvisamente sulle gambe e su tacchi vertiginosi, continuando ad assaporare il membro di ognuno di loro, loro che godevano di quella bocca, avvicendandosi rispettosamente, mentre il possibile marito, che faceva qualche foto con il flash, si avvicinò a Salvatore, gli diede qualcosa e lo fece spostare dietro sua moglie.
Poco dopo quella donna dai lunghi capelli neri, emise un forte gemito di dolore e piacere, soffocato ma deciso, prolungato… il mio amico le entro dentro di colpo, la afferrò per i fianchi ed inizio a scoparla con colpi profondi: il marito lo incitava, per poi rivolgersi alla moglie e chiederle se era abbastanza per una troia come lei… Non avrei mai creduto che certe cose potessero accadere… Mi eccitai! Quel calore che travolgeva i miei sensi nei momenti più intimi, stava infiammandomi e senza che mi accorgessi, mi stavo già toccando.
Davanti a me la rappresentazione più fedele del mio sogno erotico, quella donna tanto desiderata e goduta, ero io… Io nelle mie fantasie, io in camera mia, io con le dita tra le coscie… Presto quella donna raggiunse l’orgasmo, inizio a godere sotto i colpi di quell’uomo infoiato, quell’uomo che sembrava aver rallentato il ritmo, forse per la stanchezza, forse per durare qualche minuto di più: mi appoggiai con una mano al terreno e con l’altra già sotto le mutandine, iniziai a tremare di piacere, il calore invase la mia testa e persi l’equilibrio finendo con la faccia sull’erba… Arrivai all’orgasmo pure io, ma da sola, avrei voluto dirlo a tutti i presenti quanto stavo godendo, ma non potevo e rimasi in rigoroso silenzio, con due dita nella vagina e le mutandine fradice.
Quando rialzai lo sguardo, la scena era cambiata, il marito della donna, che fino a quel momento non era partecipe, entrò nel vivo del gioco, iniziarono a baciarsi ardentemente, lei sbottonò i pantaloni di lui e si abbasso quel tanto per prendere in bocca il sesso del marito, già evidentemente molto eccitato, lo trattenne e lo bacio per qualche minuto mentre altri due uomini la stavano toccando in ogni dove: poi con decisione, il marito la fece alzare da terra, la fece girare contro quell’attrezzo metallico ed inizio a scoparla da dietro, proprio come aveva fatto Salvatore poco prima. Cazzo! Ma Salvatore che fine aveva fatto, pensai… Mi resi conto in quel momento che sia lui che l’amico non erano più li, forse erano ritornati al parcheggio ed io mi ero fatta beccare come una stupida… Mi alzai da terra e ritornai velocemente al taxi, Salvatore era già seduto al posto di guida ed il suo amico a fianco: appena mi videro, Antonio mi lascio il posto davanti, passando dietro velocemente ed io, con l’imbarazzo di una ladra colta sul fatto, chiusi lo sportello e rimasi in silenzio.

Salvatore_”Naturalmente le mie raccomandazioni sono servite solo a rompere il silenzio… Mi stavo preoccupando, anche se la serata è abbastanza tranquilla: ti sei divertita?”

Io_” Scusami! Non volevo crearti problemi ma contemporaneamente non potevo perdermi quella donna e la sua trasgressione, tu sei soddisfatto, ti sei divertito?”

Salvatore_”Insomma, la coppia che hai visto non è molto disponibile verso gli uomini presenti, all’inizio lei gioca con ognuno per tenere alta l’attenzione ma poi subentra il lui ed il gioco finisce, non vogliono più intromissioni: non sono nemmeno venuto, cazzo!”

Antonio- “almeno tu hai scopato, io nemmeno quello, ho solo il cazzo pieno di saliva…”

Con le spalle appoggiate allo sportello ascoltavo le loro considerazioni, quella conversazione da uomini navigati, non era certo degna di essere vissuta da una giovane ragazza, infatti mi prese un imbarazzo tale da non riuscire a manifestare più nessuna curiosità in merito. Antonio, che per parlare ed ascoltare meglio, si era avvicinato più possibile agli schienali dei sedili anteriori ed in particolar modo a quello del mio sedile, non perdeva occasione per puntare lo sguardo su quella canotta un po’ troppo generosa, cercando di cogliere qualche particolare: Lentamente ma con estrema audacia, scavalcò lo schienale con il braccio destro e passando tra il poggiatesta ed i finestrini, raggiunse la mia spalla sinistra.
Il contatto fisico non tardo ad arrivare, quell’uomo voleva provarci con me, mentre Salvatore pensava ancora a quella avventura poco soddisfacente ed io, come un pesce fuori d’acqua, avvertivo il calore di quella mano robusta: con un colpetto delle dita spostò la spallina che inevitabilmente cadde lungo il braccio, la parte di canotta sottostante si abbasso scoprendo una parte del seno sinistro ed io, come una preda senza fiato, invece di rimetterla al suo posto, rimasi ferma, quasi congelata, con lo sguardo fisso su Salvatore.
Ci fu uno scambio di occhiate che non mi lasciarono dubbi, se non reagivo velocemente all’intraprendenza di Antonio, mi sarei trovata le sue mani addosso e spogliata di quei pochi vestiti in poco tempo:
Salvatore lamentò di avere freddo, ma sembrava volesse darmi un suggerimento su come tenere a bada il suo amico, poi scese dall’auto ed andò a cercare qualcosa nel bagagliaio, forse li avrei dovuto reagire ed indossare la felpa che mi ero tolta prima, ma esitai quel tanto da farmi cogliere in contropiede:

Antonio_ ” hai freddo anche tu? Hai la pelle ruvida, vuoi la tua felpa?”

Gli risposi di si senza pensare, quella era l’occasione per interrompere il suo approccio, ma invece di passarmi l’indumento proprio affianco a lui sul sedile posteriore, mi disse di passare dietro e prendermelo da sola:
“E adesso che faccio” pensai, sapevo cosa aveva in mente, se avessi accettato, mi sarei trovata le sue mani addosso, senza che più nulla potesse impedirgli di prendersi ciò che voleva, ma nel contempo quella sfida accese in me la voglia di giocare, consapevole che dopo poco Salvatore sarebbe rientrato in auto e mi avrebbe aiutata a gestire la situazione:

Mi sollevai dal sedile dove ero seduta e rimasi sulle ginocchia, chiesi ad Antonio di lasciarmi un po’ di spazio per passare nel sedile dietro, così lui si fece da parte ed io, riuscii ad allungarmi e prendere l’indumento sul sedile:
Ma quel porco ancora eccitato non perse l’occasione e senza temere un rifiuto, raggiunse il mio petto, afferrò i capezzoli ancora eccitati e subito, quel piacere meraviglioso che provavo ogni volta, mi bloccò per un tempo indefinito, quell’uomo esperto, reduce da mille avventure, capì immediatamente quel mio punto debole e da quel momento, mi trasformai nella preda che voleva…
Salvatore rientro in auto chiuse lo sportello energicamente e disse” Bea tu non hai freddo, forse è meglio che ti metti qualcosa addosso… ” Ovviamente si riferiva a quello che stava per succedere con il suo amico, io raccolsi ed infilai quell’indumento velocemente e ritornai seduta al mio posto…ed il suo amico, ormai invitato a godere del mio corpo, propose il piano B:

Antonio_”che ne dite se andiamo da me in magazzino a bere qualcosa?”

Salvatore rispose che era una buona idea, bastava non fare troppo tardi e mise in moto il motore, poi Antonio scese dall’auto e partimmo velocemente…

Salvatore_”Ma Antonio ti piace? Ti chiedo perché mi è sembrato che le sue attenzioni ti stessero piacendo, tanto che ho lasciato correre la sua esuberanza. Naturalmente non voglio condizionarti in alcun modo, Antonio è una brava persona, gli piace il sesso come a tutti, ma è educato e non farebbe mai nulla che tu non vorresti…
Se fosse così continuerò a farmi i fatti miei, se invece preferisci non averci a che fare, dimmelo e gli parlerò…”

Il discorso di Salvatore mi mise un po’ di tristezza, avrei preferito che mi dicesse di stare lontana da quell’uomo, che gli piacevo e che non voleva vedermi con lui, avrei preferito che fermasse il taxi da qualche parte, in qualche posto nascosto, che mi prendesse in braccio e mi baciasse instancabilmente, le nostra saliva assieme, le sue mani sul mio corpo, aprirmi la zip della felpa, sollevare la canotta e massaggiarmi il seno e poi, le sue mani tra le gambe, stringere forte la sua eccitazione…

Invece non manifesto’ nessun interesse, essere una bella ragazza disinibita non era sufficiente per iniziare una storia con lui, forse se non avesse avuto famiglia, forse in quel caso sarebbe stato diverso, ma la realtà era questa e dovevo farci i conti.
Non risposi a Salvatore, non volevo espormi e non volevo condizionarlo, mi avvicinai al suo viso e gli diedi un bacio sulla guancia, quel gesto valeva più di mille parole…
Però decisi di intraprendere una conversazione un po’ scherzosa, maliziosa ed accattivante:

“Ma dimmi un po’, dov’è che mi stai portando? Sicuro che posso stare tranquilla, perché dopo quello che ho visto stasera non vorrei trovarmi a fare i conti con due schifosi arrapati che non vedono l’ora di togliermi i vestiti di dosso ed abusare del mio corpo… Magari vi siete messi d’accordo prima che ritornassi dal boschetto per finire la serata nel migliore dei modi… Magari è questo il servizio che riservate alla giovane ed ingenua ragazzina che capita nelle vostre grinfie”

Salvatore_”Ma questa volta dobbiamo ancora decidere, sentiremo anche gli altri su cosa vogliono farti e poi decideremo tutti assieme… Naturalmente tu non dovrai fare nulla, penseremo a tutto noi… Io una mezza idea ce l’ho, Antonio ha una bellissima gogna del 1700, un pezzo di antiquariato favoloso, proporrò di immobilizzati testa e braccia e poi, tutto quello che succederà dietro di te, potrai solamente sentirlo…”

Ci guardammo per un secondo negli occhi e scoppiammo a ridere, tutto sommato quel racconto fantasioso illuminò la mia fantasia, mi immaginai al centro di una stanza bloccata da quell’attrezzo con intorno una pubblico eccitato:

Io_” ma lo sai che la tua idea mi ha dato un brivido? Ma quanti sarete a partecipare a questo gioco?”

Aggiunsi scherzando….

Salvatore_” ma guarda, dovrebbero esserci altri tre nostri colleghi, sempre che le mogli non abbiano tolto loro le chiavi di casa… In tutto cinque uomini, dal più piccolo al più grosso, il tutto in ordine crescente… Io sarò l’ultimo.
Dai basta cazzate, che siamo arrivati… non fare caso all’entrata, sembra un posto abbandonato ma dentro è accogliente… Quando vuoi andare a casa dimmelo senza problemi e ti riaccompagno… ”

Così scese dalla macchina ed apri quel portone vetusto, dall’interno una luce debole prese vita, entrò e lasciò aperto in attesa che entrassi, così scesi dal taxi e lo raggiunsi:
All’interno c’era una macchina vecchissima ma luccicante, passammo lateralmente la sua lunghezza e subito dopo incontrammo delle scale che conducevano ad un piano superiore.
Salvatore mi indico la strada e mi fece andare avanti come un perfetto gentiluomo, io intrapresi la rampa con estrema calma, i numerosi gradini di legno emisero un loro suono ad ogni passo, ognuno con la sua voce, ognuno con qualcosa da dire, ognuno con la sua storia: raggiunsi il piano superiore, una parte era ufficio con scrivania e scaffale per documenti, ma la maggior parte dello spazio era arredato con due divani, un tavolo e un mobile… Salvatore mi invito a sedermi e mi chiese se volevo bere qualcosa, accettai volentieri, così si avvicinò al mobile, lo apri ed apparve un piccolo bar, molto tattico…
Mi proposte gin tonic o Cuba libre, altro non c’era, gli risposi gin tonic ma con fetta di limone: mi guardo sorridente e mi porse il bicchiere, anche senza ghiaccio!
Venne a sedersi vicino a me ed inizio a raccontarmi di quel luogo, luogo che a volte aveva visto situazioni promiscue, specialmente quando il clima era meno favorevole dallo stare all’aperto e grazie alla zona prettamente industriale, permetteva una certa privacy, almeno nelle ore serali e notturne…
Un rumore di sciacquone ruppe l’intimità che si stava creando tra noi, qualche secondo dopo comparve Antonio che uscì da una porta con scritto toilette, ci raggiunse e chiese se volevamo da bere: io risposi che senza ghiaccio non mi andava nulla, allora lui aprì un vecchio mobile ed apparve un piccolo frigo, da li tiro fuori un contenitore del ghiaccio, lo poso’ sul mobile bar, prese un bicchiere e ci verso dentro una parte di rum ed il resto coca… con l’aggiunta di qualche cubetto di ghiaccio… poi apri un cassetto ed estrasse un contenitore con dentro dei limoni… Cazzo, quell’uomo aveva pensato a tutto, formidabile! Con Salvatore ci guardammo, mi sorrise ed io feci la battuta, mi alzai dal divano e raggiunsi Antonio, presi il bicchiere appena preparato e gli restituii quello senza ghiaccio che proprio non andava giù ed aggiunsi: “sei sorprendente!”

Salvatore_” fate pure come foste da soli, io vado in bagno a darmi una sistemata…”

Antonio _” preferisci il gin tonic? Purtroppo non ho altro, a meno che tu non ti accontenti di cocacola o tonica… ”

Io_” va bene questo grazie, ho già bevuto un po’ di gin tonic, ma senza ghiaccio è troppo forte… ”

Antonio _” come trovi questo posto,? Ti piace? L’ho sistemato con arredamento di fortuna e qualche pezzo di antiquariato, hai visto la macchina al piano terra? Anche quella fa parte dell’arredamento, non la usiamo mai… Ha dei sedili di cuoio morbidissimi e all’interno si sente questo profumo molto particolare, cose di altri tempi…
Anche a te piacciono le cose antiche?”

Parlammo un po’, Antonio si dimostrò loquace e socievole, intelligente nel porre domande e perspicace nel prevenire le risposte ed anche se dell’antiquariato non mi fregava niente, lo stetti ad ascoltare volentieri, se non altro per l’entusiasmo che dimostrò nel raccontarmi…
Salvatore uscì dal bagno e si uni’ al nostro salotto, sedette vicino a me e per questo rimasi tra loro:
Antonio porto il discorso su qualcosa di molto più interessante per lui e sicuramente più imbarazzante per me, si alzò per posare il bicchiere vuoto sul mobile bar e si sedette proprio di fronte a me, su una poltroncina:

Antonio _” Bea, posso farti una domanda un po’ personale?
Stasera perché sei venuta all’appuntamento con quella coppia sposata? Immagino che Salvatore ti avesse bene informata su cosa sarebbe successo…”

Io_” si si, Salvatore mi aveva detto già tempo fa, promettendomi che un giorno mi avrebbe portata: ero curiosa… Non credevo che potessero accadere certe cose, non immaginavo che tra una coppia sposata ci potesse essere una complicità così forte legata a sesso, trasgressione, esibizionismo: sono davvero rimasta sbalordita.”

Poi Antonio mi fece la domanda delle domande, audace e ben mirata:

Antonio_”quello che hai visto stasera ha ispirato qualche tua fantasia? Ti piace l’esibizionismo?”

Rimasi con il fiato a metà, forse i due amici avevano già parlato di me, forse Salvatore gli aveva già raccontato qualche particolare dei miei racconti, o forse stava semplicemente cercando di conoscermi meglio, ma quella domanda a bruciapelo ebbe un effetto:

Io_” Hhheeemmmmm, qualche volta ci ho pensato………”

Risposi brevemente, non sapevo nemmeno io cosa dire, prima di quella sera non avrei mai e poi mai pensato che certe cose potessero avvenire, ma una cosa era fin troppo chiara, quell’uomo voleva spingermi a fare qualcosa di trasgressivo con lui e come una ragazzina presuntuosa, decisi di assecondarlo: con Salvatore ci guardammo, il suo sguardo complice e divertito mi diede la spinta giusta per iniziare un gioco di seduzione, forse un po’ pericoloso, ma in quel momento non ci pensai:

Io_” ma come faccio ad espormi da sola, sarebbe da incoscienti… Avrei bisogno di un uomo che mi supportasse, che mi accompagnasse, che mi difendesse da situazioni non gradite, un complice a tutti gli effetti, ma non l’ho ancora trovato…”

Antonio_” ma guarda, il piacere dell’esibizionismo parte da una condizione mentale, ci sono donne che godono nel uscire di casa con un semplice bottone sbottonato della camicetta ed altre che non sentono nessuna emozione nel essere senza reggiseno… Sicuramente è una condizione psicologica ed al contrario di quello che hai visto stasera, l’esibizionismo è talmente personale che molto spesso ci si sente più a proprio agio a praticarlo da soli, ovviamente con le dovute precauzioni… di certo non vedremo mai una donna sola in un contesto come quello di stasera…”

Trovavo sempre più interessante ascoltare Antonio, è vero, probabilmente era un porco conclamato, ma sapeva argomentare e sapeva farsi ascoltare, il pensiero che espresse in merito all’esibizionismo, mi fece ritornare in mente quel giorno sull’autobus affollato, quando conobbi quell’uomo distinto, Carlo… Ebbene, quello che voleva dire Antonio era vero, quei momenti furono tra i più emozionanti che ricordavo e forse, quel tipo di trasgressione potevo riviverla, proprio come diceva lui, con la complicità di me stessa:
ma dopo questo breve pensiero si alzo dalla sedia e venne nuovamente a sedersi affianco a me, ma questa volta molto più vicino, i nostri corpi entrarono in contatto, le mie spalle contro le sue, il calore del suo corpo, la tensione del momento e poi la sua mano sulle mie gambe… Insomma, ci stava provando ancora, come prima sul taxi, ma questa volta con Salvatore presente… Non potevo lasciarlo libero di fare, mi avrebbe spogliata in dieci secondi per poi farmi sdraiare su quel divano vecchio e polveroso: poco sarebbe importato se li con noi ci fosse anche il suo amico, anzi… Forse per lui sarebbe stato anche più eccitante e magari gli avrebbe pure chiesto di partecipare… Ma io..? Come mi sarei sentita…? Quella sera avevo cercato Salvatore perché avevo bisogno di parlare con qualcuno e lui, subito disponibile, mi aveva ascoltata per tutto il tempo necessario, mi aveva rincuorata, mi aveva fatta sentire bene, alleggerendo quel bagaglio di colpa che sentivo… Se avevo un minimo di rispetto nei confronti di quell’uomo, non potevo buttare alle ortiche tutto quello che ci eravamo detti e lasciare che il suo amico allargasser i suoi orizzonti: giocare si ma fino ad un certo punto…

Appoggiai le mani sulle gambe dei due uomini di fianco a me e mi alzai dal divano, iniziai a camminare verso la toilette e dissi loro “vado in bagno…” Mi liberai di quell’uomo velocemente e con la speranza di aver dato un chiaro segnale negativo alla sua intraprendenza, ma lui non si perse d’animo: Mi disse che la luce la trovavo sulla destra entrando, proprio mentre mi accingevo a chiudere quella porta di legno vetusto, ma anche dopo averlo cercato, quel cazzo di interruttore non lo trovai… Rimasi al buio senza capire cosa fare, poi la porta si apri e la sagoma di qualcuno entrò :”Salva sei tu” chiesi… Ma non ricevetti risposta, a quel punto capii che si trattava di Antonio, poi il suo dopobarba, ed infine le sue mani… Presi un lungo respiro, feci un passo indietro e dissi ” non ho trovato da accendere la luce” ma lui, per niente interessato alle mie parole, mi rispose “non importa, al buio è anche meglio…”
Mi ritrovai chiusa in quel posto buio con quell’ uomo che fino a poco prima ci stava provando, che mi aveva toccata, ed a cui avevo detto di desiderare un complice per certe avventure trasgressive:
come potevo uscire da quella situazione senza concedere qualcosa…?

Non dissi nulla, intanto a quel bastardo cosa sarebbe importato… Non mi chiese il permesso, non provo nemmeno a convincermi, tiro fuori il suo biglietto da visita e me lo schiaffò sulla faccia:
mi spinse in una direzione ed un’attimo dopo mi ritrovai seduta su qualcosa di scomodo, poi quel rumore metallico, la zip ed il fruscio della stoffa che scivolava a terra… Il suo odore forte arrivò alla narici, non serviva molta immaginazione, avevo il suo pene davanti al naso e nonostante tenessi gli occhi sgranati più possibile, non riuscivo nemmeno a vederlo:
Rimasi ferma immobile, il cuore a duecento ed il fiato che non voleva uscire, non mi resi nemmeno conto quando con abilità mi sfilo via la canotta, per poi stringere forte i seni ed assaporare la mia giovinezza.
Il pene di quell’uomo così determinato, ormai lo avevo tra le labbra, fermo ed in attesa di entrarmi in bocca, quello che mi ero ripromessa pochi minuti prima e poi essermi allontanata da quel divano pericoloso, non era servito a nulla… era il momento di reagire!

Antonio_” Bea, apri la bocca, senti il suo sapore, lo so che sei brava a succhiarlo, voglio godere…”

Mi afferrò i capezzoli tra le dita, gia gonfi e duri, li tiro verso di sé, il dolore mi attraverso’ il petto, emisi un gemito che mi aprì la bocca e lui mi entro dentro! Duro! Arrivò alla gola immediatamente, diedi un colpo di tosse, ma non si fermo’: ormai era fatta!
Fu tutto inutile, aveva vinto lui!
Quell’uomo aveva capito, già dal primo approccio sul taxi aveva capito quale era il mio punto debole, aveva capito quanto fossi sensibile sui capezzoli, aveva capito che era la chiave per farmi fare quello che voleva:

Antonio_” Bravaaaa, adesso inizia a gustarlo, usa tutta la saliva che hai…”

Avevo la bocca piena, il pene di quell’uomo non lo avevo mai visto, non lo avevo mai toccato ma ora lo avevo nella bocca, duro come un pezzo di marmo, grande da sentirlo sfregare sui denti e poi quel sapore… Quel sapore che mi piaceva…

Il mio essere puttana prese il sopravvento, i mille pensieri che fino a quel momento raccontavano una morale sempre piu in discussione, svanirono… C’ero solo io e quel fuoco che bruciava dentro me:
raccolsi le mani dimenticate da qualche parte e le portai tra le gambe di quell’uomo, afferrai il suo membro con una mano, mentre con l’altra raccolsi i testicoli e poi, la voglia di gustarmi quel caZZo sconosciuto, mi travolse: ora lo volevo, la saliva mi usciva dalle labbra, la mano che colmava a stento la circonferenza, cosparse per tutta la sua lunghezza il liquido prezioso e poi, la voce di quell’uomo complice di quel momento, mi aiutò a fare il resto: le sue grosse mani si staccarono dal petto e si posarono dietro la testa, mi afferrò per i capelli, voleva di più quel bastardo, voleva entrare tutto dentro:
Lo spinse tenendomi ferma, mi vennero le lacrime agli occhi, conati di vomito, ci provai! lo volevo! mi piaceva! allargai più che potevo! ma non fu abbastanza, non riuscii a soddisfarlo… per me era troppo e lo allontanai.
Non dissi nulla, nemmeno lui, mi sentii incapace, tremendamente inutile, ma non c’era tempo, cambiò fantasia, mi prese per le braccia e mi fece alzare, appoggio le mani sui miei fianchi, trovo l’elastico dei pantaloni della tuta e li abbasso insieme alle mutandine e cadde tutto a terra: le sue mani iniziarono a correre sul mio corpo, sembravano impazzite, poi la sua lingua tra le labbra, il clitoride e la voglia di godere mi travolse.
Stavo in piedi davanti a quell’uomo come una dea, pronta ad essere adorata, pronta a prendermi tutto il piacere che era disposto a darmi e per non perdermi nulla, allargai le gambe e lo costrinsi afferrandolo per i capelli… volevo sentire di più:

Io_” sssiiiiii…..che belloooo…..continua cosiiiii….. siiiiii…. ahhhhh…… Uhhhhhhh…… ”

Ormai non capivo più nulla, quella lingua tra le coscie mi fece volare come mai prima, quell’uomo mi mandava fuori di testa, sembrava che mi conoscesse da sempre:

Antonio_” girati e piegati in avanti sulla panca dietro di te”

La sua lingua meravigliosa abbandonò la vagina gonfia di eccitazione, si alzo in piedi davanti a me, mi afferrò per i fianchi, mi fece ruotare e poi mi disse di piegarmi in avanti: a tastoni trovai la panca e mi appoggiai con le mani in attesa di lui, in attesa del suo calore.

Antonio_” brava Bea, ubbidiente come piace a me… Adesso continua a godere”

Avvertii nuovamente il suo fiato sulla pelle, sui glutei, mi fece allargare le gambe ed inizio a massaggiarmi il sedere, poi divaricò le natiche con forza e di nuovo la sua lingua! come prima, ma forte! più profonda! nella vagina… nell’ano… mi lecco insaziabilmente per minuti, per minuti volevo solo che continuasse: smise di colpo, senza ascoltare il mio corpo che sotto le sue attenzioni si stava contorcendo, smise di colpo senza dire nulla, senza farmi capire nulla, mi lascio lì, ferma in quella posizione che accettai di mantenere nell’attesa che continuasse:

Antonio_” ti piace essere leccata vero…?
Ma adesso facciamo un altro gioco, tirati su e stai ferma! ”

Ubbidii nuovamente, mi raddrizzai da quella posizione scomoda e rimasi ferma come mi aveva ordinato, forse era quello che volevo, forse faceva parte della mia identità più nascosta, l’obbedienza… ma di sicuro avevo bisogno di lui, delle sue mani, del suo corpo…
Mi prese per i capezzoli e quasi mi sollevo da terra, urlai dal dolore, ma non placò la sua irruenza, mi tiro verso di lui, contro il suo corpo nudo, caldo e restammo aderenti come una cosa sola, muscoloso e peloso come non mi era ancora sembrato e le sue mani forti, aggressive, insaziabili…:

Antonio_” ti piace avere un uomo eccitato dietro di te, vero..? Adesso allarga un po le gambe ed ascolta quello che ho da darti…’

Stavo li davanti a lui, nuda, abbandonata al suo corpo, le sue braccia forti mi cingevano da dietro, le sue mani correvano sulla pelle, mi stringevano, entravano tra le gambe, giocavano con il mio sesso e poi, il membro eccitato tra le coscie… Ne sentivo il calore, la durezza, lo cercai con le mani, proprio dietro di me, lo volevo ed iniziai a muoverlo, a massaggiarlo, a farlo correre tra le natiche come per gioco, come per provocazione… Stringere il pene di quell’uomo tra le mani, duro come il ferro, caldo come il fuoco, mi fece sentire la donna più desiderata al mondo: lo appoggiai tra le labbra della vagina ed iniziai a muoverlo, a muovermi, lo sentivo mescolarsi alla mia eccitazione, al mio calore, bagnandosi di umori vaginali e poi, ancora tra le natiche, fino a trovare l’ano…
Antonio spingeva, gli piaceva questo gioco, mi sentivo sollevare, ero tremendamente eccitata, mai come quella sera avevo provato una sensazione simile, proprio lì…. Proprio dove avevo paura….Lo tenevo stretto stretto, lo spostai nuovamente tra le labbra, più volte e poi, senza pensarci, lasciai a lui l’iniziativa: Tolsi le mani e rimasi ferma, passiva, in attesa di lui, di una sua reazione, che non tardo ad arrivare.

Antonio: “brava, mi piaci sempre di più, si vede che ti piace il cazzo… Adesso rilassati ed asseconda tutti i movimenti che farò…”

Lo sentii abbassarsi un po’ dietro di me, il grosso glande inizio a spingere tra le gambe con brevi movimenti, qualcosa di simile ad un massaggio, fino a trovare l’ingresso della vagina, lentamente si faceva strada, con movimenti lenti ma precisi, ad ogni spinta mi dilatavo, ma senza forzare, mi diede il tempo che serviva per godermi a pieno quel momento, ero bagnata fradicia, lo volevo dentro, ma ancora niente, ancora non entrava:

Io_” daiii…. Daiiii…… Daaaaiiiiiii….. Non ti fermare, DAMMELO!!!”

A quelle parole Antonio reagi con spinte più vigorose… Una! Due! Tre! Quattro! Cinque! Spinte che mi fecero sollevare i talloni dal pavimento, che mi fecero più male della prima volta, quel pene robusto riuscì ad entrare, mi allargo tanto da farmi urlare… Non potevo!

Io_” AAAHHHHHHHH!!! Ti prego basta! Ho troppo male, sei grosso! ”

Antonio_” adesso stai ferma così, vedrai che ti abitui e te lo godi …
Ferma così! Rilassati! Vedrai che passa…”

Ci seppe fare, cazzo se ci seppe fare… Mi parlò sussurrandomi nelle orecchie, mi abbraccio, mi accarezzo il corpo, quasi da uomo innamorato e per un tempo indefinito, mi rilassati come mi aveva detto, quel insopportabile male interiore, quel bruciore che percepivo proprio all’ingresso della vagina, si attenuarono a tal punto da non sentire più nulla: Mi stavo dilatando secondo dopo secondo e quell’uomo dentro di me iniziava a darmi piacere, ora volevo che si muovesse, ora volevo che mi scopasse.

Io_” inizia a muoverti, ma ti prego, fai piano! Aiutami a non sentire male…”

Antonio_” brava Bea, hai visto che avevo ragione, ora ci muoviamo lentamente insieme, così mi fai entrare ancora un po’, lo senti salire? Sai che sei ancora bagnatissima..? Che bella fica che hai! ”

L’uomo inizio a muoversi piano dentro di me, lo assecondai come mi aveva chiesto, lo sentivo salire e scendere lentamente, ma per me non era facile, mi stava facendo di nuovo male, un dolore interno, come se mi stesse toccando dei punti troppo delicati, ma questa volta non gli chiesi di fermarsi, decisi di resistere e sperare di abituarmi velocemente: il grosso pene scorreva dentro di me ormai libero e bene lubrificato, sentivo le pareti della vagina allargarsi e restringersi ad ogni suo passaggio come mai avevo provato e soprattutto, avvertivo sensazioni nuove, centri recettivi sconosciuti che iniziarono a parlarmi, ad aggiungere emozioni, piacere, godimento…
Antonio era perfetto! Si muoveva come avrei voluto senza sapere cosa chiedergli, era semplicemente perfetto, muoveva sempre lento, ma ora saliva si più, lo sentivo! Mi sentivo piena!

Io_” siiiiii….. Dio che bello…. Mi piace da morire, ahhhhh……. Ohhhhhj…..mmmmhhhhhh….. Che cazzo che hai! Scopami piano…. AAAHHHHHHHH !!! SCOPAMIIII…. GNIIAAAHHHHH!!!! SCOPAMIIIIIIIIIIII…….. AAAAAAHHHHHHH!!!

SALVATORE_” Bea io devo andare, tu cosa fai? ”

Antonio_” Salva, ci sentiamo domani, Bea l’accompagno io, resta ancora un po’ con me…”

Io_” Siii resto ancoooo… Ciahhhh aaahhhhhh…. ”

Salvatore_” ok, ciao ragazzi buon divertimento”

Antonio_” adesso che siamo soli possiamo lasciarci andare come vogliamo, intanto qui non ci sono i vicini che si lamentano: fammi sentire come godi!”

Inizio a scoparmi più forte, sempre da dietro, sempre nella stessa posizione, ma ora che poteva farmi anche urlare, afferrò di nuovo i capezzoli tra le dita, li strinse forte e mi piegò in avanti: sentii la sua verga salire ancora di più, più veloce, con colpi più duri, urlai, lo supplicai di fare piano, ma non mi diede ascolto, il pene di quell’uomo toccava il fondo, sbattendoci contro forte, lanciandomi delle fitte insopportabili, piegandomi in due dal dolore: non potevo continuare così.

Io_” Basta! Lasciami! ”

L’amico di Salvatore si fermo, forse un po’ deluso, ma non mi importava, mi staccai da quel pene e cercai la porta per uscire, Antonio mi aiutò, aprì la porta e finalmente la luce torno a farmi vedere, uscii da quel locale e raggiunsi il salotto, mi voltai e lo vidi nella sua interezza, più peloso di quello che credevo, fisico ben messo, spalle larghe e ben definito, gambe muscolose e poi il suo caZZo!
Bello! Diritto, dal prepuzio leggermente più largo del resto, sicuramente il pene più grosso che avevo visto… e sentito…Si avvicinò, rimasi in piedi davanti a lui, voleva continuare, mi prese per i fianchi, passo le mani sulla schiena e mi accarezzo i capelli, si avvicino con le labbra alle mie e mi bacio’…. mi lasciai andare alle sue labbra, lo abbracciai al collo, lui mi cinse i fianchi ed ancora nelle nostre bocche, poi si sedette sul divano e mi convinse a sedermi sopra di lui: rimasi a cavalcioni allargando le gambe più possibile, sentii le labbra aprirsi e ritrovare il calore di quell’uomo, il suo pene eccitato rimase tra noi diritto come un palo mentre le nostre bocche continuarono a parlarsi:

Ci scambiammo la saliva ancora ed ancora, poi afferrai quel membro ingombrante, ed iniziai a muoverlo, su e giù! Su e giù! Su e giù! Tra di noi!
Mi fermai, versai la nostra saliva su di lui e ripresi a muoverlo, ancora! Veloce! Quella verga lucida e rosso fuoco inizio ad eiaculare, la sperma mi raggiunse il petto, il viso, i capelli, sembrava non finire più…
Antonio si stacco dalla mia bocca ed inizio a godere, chiamandomi per nome, chiamandomi con tutti gli insulti che gli vennero in mente, fino a rimanere esausto sotto di me.

Restammo abbracciati al lungo, mi sentivo così stanca da non riuscire nemmeno a pensare di rivestirmi, di scendere quelle scale, di tornare a casa, lui mi propose una doccia e finimmo sotto l’acqua assieme, mi volle lavare, mi cosparse di bagnoschiuma e con le sue grosse mani, percorse tutto il mio corpo, tra i glutei, il sedere, la vagina, il seno… avrebbe voluto fare ancora sesso, avrebbe voluto scoparmi sotto l’acqua, ma gli chiesi di rimandare alla prossima volta, gli promisi che ci sarebbe stata e che magari avremmo fatto un giro per locali: ma la voglia di toccarlo ancora mi convinse ad afferrargli il pene ed iniziare una lenta masturbazione… Iniziò a crescermi nella mano fino ad aprirmela, accellerai il ritmo e lo feci eiaculare la seconda volta…

Quella sera arrivai a casa un po’ tardi, ma fortunatamente tutti dormivano e la feci franca, mi sdraiai sotto le lenzuola ed iniziai a riflettere su quello appena vissuto, su quell’uomo appena conosciuto ed a quelle sensazioni che avevo provato: con lui quella sera ero cresciuta, mi sentivo diversa, anche tra le gambe e sapevo che avrebbe potuto farmi vivere esperienze intriganti, proprio come piacevano a me. Pensai anche a Salvatore, che dovette andarsene… Chissà come sarebbe andate se fosse rimasto: dovevo chiamarlo, magari il giorno dopo…

Bea

Mar

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