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CON MIO FRATELLO!

Mattina.
Ecco, come al solito è tardi! Arriverò un’altra volta in ritardo a scuola, la prof. di lettere mi spedirà dal preside, riceverò la solita ramanzina’Speriamo sia in buona e non mi mandi una nota a casa altrimenti sai che urli?’.ma dov’è il reggiseno?… porca puttana, l’ho lasciato in bagno dopo la doccia’.uffa, mi tocca rimettere l’accappatoio e andarlo a prendere’ ci mancava anche questo’ ma dov’è’ ahh eccolo, sotto l’asciugamano’ora l’indosso qui e lascio l’accappatoio, così mamma non mi pianta la solita pippa sull’ordine’.
‘Complimenti, sorellina, che tette!!’
Sobbalzo. Non mi ero proprio accorta che mio fratello era seduto sul cesso. E’ più grande di me di 6 anni: ora ne ha 22 e non ci filiamo quasi per niente. Mi ronza attorno solo quando ha puntato qualcuna delle mie amiche da rimorchiare’
‘Che cazzo ci fai nascosto in bagno’ potevi almeno chiudere la porta!’ esclamo incazzata per nascondere l’imbarazzo che il complimento di Marco mi ha creato. Mi avvio per uscire dal bagno, ma lui mi sbarra l’uscita. Sorride, lo stronzo.
‘Fatti un pò guardare bene’ sono proprio carine’ e belle grosse!’
Con uno spintone guadagno la porta, divincolandomi, e lo mando a quel paese, aiutata dalla voce di mia madre che mi grida ‘Dai, Cristina, sbrigati che è tardi’.
Affannata finisco di vestirmi, salto sul motorino e’. a scuola.

Pomeriggio.
Che palle! E’ un’ora che sono alle prese con queste equazioni: non le capisco, odio la matematica e non mi riescono! Ora vado chiedere a Marco se mi aiuta,’ sì, figurati se quello stronzo di mio fratello si degna’.Io ci provo, alla peggio tornerò a riprovarci da sola o telefono a Marina.
‘Ciao, Marco, che fai? Ascolti musica? Non è che mi aiuteresti a fare queste equazioni? E’ un’ora che ci provo e non ci riesco!’
‘Fai vedere’ esamina con svogliata attenzione le tre pagine del quaderno, si toglie le cuffiette dalle orecchie, mi guarda con uno strano sorriso
‘Si poterbbe anche fare, ma tu che mi dai in cambio?’
‘Ma che ne so? ‘ Ti faccio usare la mia play-station’
‘No, no’ non basta’
‘Allora’.ti faccio conoscere quella nuova compagna che è arrivata da poco da Trieste: è molto carina!’
‘Nnno! Non ci siamo. Senti, facciamo così: tu mi fai vedere le tue tette e io ti faccio i compiti di matematica’.
‘Ma chè, sei impazzito? Ma come ti viene in mente?’
‘O così o niente! Prendere o lasciare!’
‘Dai qua! Tanto lo sapevo che eri uno stronzo’. E stronza io che sono venuta a chiedertelo’.. e poi sei proprio un porco!’
Incazzata gli strappo il quaderno dalle mani e mi giro per tornare in camera mia, sbattendo la sua porta, mentre lui, con un sorrisino divertito sulle labbra si riinfila le cuffiette e accende l’i-pod.
Che stronzo, che stronzo, che stronzooo! ”se mi fai veder le tette”. e sì, io sono la sua bambola di gomma e vado in giro a mostrare le mie tette’. a lui poi, che è anche mio fratello. E pensare che le mie amiche gli sbavano appresso’ Marina gliele avrebbe sbattute in faccia dalla gioia, quelle due tettine minuscole che si ritrova’ Carla, poi, figurati: lei c’è già stata con lui e ancora piagnucola ricordando tutto quello che hanno fatto! E Marcella? Quella sera che lui l’ha rimorchiata in discoteca gliel’ha data subito, in macchina, e poi non so più quante altre volte, finchè lui, quello stronzo di Marco, non si è stufato! E ancora oggi mi racconta, a me poi che sono la sorella, quanto è bono e quanto’.è dotato! Ma poi a me che me ne frega? E perché poi mi sono bagnata là sotto, sono tutta un languore? Figurati se mi bagno pensando a mio fratello’. è per il pensiero di tutte le storie che mi hanno raccontato’. Certo che le mie tette non sono niente male: una seconda abbondante, sode, sostenute ed elastiche. E devo ammettere, anche se con rabbia, che i suoi commenti mi hanno parecchio lusingata’.ecco perché sono bagnata: solo per vanità!
Basta! Ricominciamo con le equazioni! Mica posso passare tutto il pomeriggio tappata in casa!

Passa così un’altra ora, tra tentativi infruttuosi di risolvere i compiti o di trovare Marina, che non è a casa; finchè il pensiero non ritorna a Marco:’.se mi fai vedere le tue tette’. non mi si è mai filato, lo stronzo, mentre tutte le mie amiche gli sbavavano dietro, e io con loro. Quante volte ci siamo ritrovate, ridendo come delle stupide, con le mutandine bagnate, a immaginare di fare l’amore con lui. Sì, anche io, in segreto, dopo che qualcuna mi aveva raccontato per filo e per segno tutto di lui’ di loro’e mi sono anche accarezzata fino a sfinirmi’ e lui non mi si fila di pezza’però adesso le mie tette le hai, notate, eh?…beh, se anche me le guarda che male c’è’.mica è fare l’amore…e così, dopo, magari faccio ancora a tempo a correre al baretto davanti a scuola’chissà se ci trovo anche Luca’.quanto mi piace! Per lui farei pazzie, a lui sì che piaccio e l’altra sera alla festa’mmmmmm’.. le sue mani che mi carezzavano’. come ho goduto!
Basta! Vado di là, mi levo maglietta e reggiseno e prendo i compiti risolti: in definitiva con gli uomini basta così poco per ottenere quello che si vuole!
‘Marco, ci ho pensato e ho deciso che va bene. Ti faccio veder le mie tette. E tu mi fai i compiti di matematica?’
Aspettando una sua risposta, lo guardo, semisdraiato a torso nudo sulla poltrona mentre ascolta il suo adorato i-pod e sfoglia una rivista di surf: cazzo! E’ proprio un fico, mio fratello!
‘Veramente, essendo passata un’altra ora, il prezzo è cambiato. Per la tua matematica voglio vedere e ACCAREZZARE le tue tette!’ e me lo dice con un sorrisetto ironico, mentre mi pianta i suoi occhi nei miei a osservare le mie reazioni. Che bastardo!’. Ma ormai sono in ballo e voglio sbrigarmi! Non gli rispondo. Gli porgo il quaderno e inizio a togliermi la maglietta: slaccio il reggiseno e lo lascio scivolare con la mano sulla scrivania. Adesso non so più che fare. La testa è vuota, la mia spavalderia è scomparsa. Ho solo le gambe molli, un vuoto alla pancia, il cuore che batte all’impazzata e’. un lago tra le gambe. Marco si è seduto diritto, nel suo sguardo c’è stupore e desiderio, la voce adesso è dolce, meno sicura di prima.
‘Kris, sei uno spettacolo’.sei’sei’.sei bellissima!! Avvicinati, sorellina’
Faccio due passi. Mi tende una mano e mi guida a sedere sulle sue gambe’..come quando ero piccola’ e come mi piaceva stare accucciata sulle sue ginocchia tra le sue braccia’.mi sentivo protetta!
Ora mi accorgo di quanto ho amato quel mio fratello più grande, bello e sicuro di se!
Ora mi abbandono al calore celestiale delle sue mani forti e dolci che percorrono lente il mio corpo, dalle guancie alle spalle , dalle braccia ai miei seni, tesi in modo spasmodico nell’attesa della sua carezza. Ad occhi chiusi, con la testa abbandonata sulla sua spalla muscolosa vengo travolta da ondate successive e incalzanti di piacere, governate dall’intuire del tocco ora leggero delle sue mani ora più deciso come quando stringe tra due dita i capezzoli diventati duri e sensibilissimi. Mi accorgo dei lamenti di piacere che sfuggono dalle mie labbra, del respiro corto e più veloce di Marco.
‘Sei bella come una piccola dea’ mi sussurra all’orecchio e avverto le sue labbra calde che depositano un tenero bacio sul collo, seguito dal brivido umido della sua lingua che percorre sentieri a me sconosciuti sul mio torace, fino a lambire i miei seni e ad inglobarli nella sua bocca vorace, come un bambino si abbandona a succhiare il capezzolo della mamma. Nella vertigine dei brividi di piacere non mi sono accorta della sua virilità che è cresciuta sotto di me, ma ora che le sue mani si sono avvicinate a sollevare l’elastico dei miei pantaloncini per scivolare fino al bordo degli slip, avverto la potenza della sua erezione che spinge da dietro verso il mio inguine, ormai fradicio di piacere.
‘Marco, che fai? Fermo, no!, non possiamo!’ ma perché dico queste sciocchezze! Lo voglio, voglio sentire le sue mani calde che mi frugano nell’intimità. Voglio morire tra le sue mani!
‘No, Marco, dai, ti prego’..’ non termino la frase, perché vorrei dire ‘ti prego, fammi ancora godere fino alla fine’, ma non si può
‘Kris, mi hai stregato! Sei stupenda! Calda e tenera! Voglio ammirarti in tutta la tua bellezza, voglio baciare tutto il tuo corpo! Lo desidero da sempre! Vuoi’.?’ La sua frase smozzicata, con voce rotta dall’emozione, la sua domanda incompleta ma piena per me di sottintesi non può che avere una sola risposta.
‘Sì’ in un sussurro.
Mi prende in braccio e mi adagia sul suo letto. Si libera in un lampo dei calzoncini e delle scarpe e mi appare, splendido, in tutta la sua virilità eretta, leggermente oscillante per l’eccitazione: un grosso membro solcato di vene turgide su tutta la sua considerevole lunghezza, già parzialmente scoperto. Oddio come è grosso’.e bello’e dritto’.solo per me!
Mentre con le mani tremanti Marco mi sfila calzoncini e slip allungo la mano ad impugnarlo e a scoprirlo completamente. Marco ha un lamento di piacere; resta immobile a gustare il movimento della mia mano che lo accarezza in va e vieni. Avverto nella mia mano chiusa attorno al suo membro la sua eccitazione che sta crescendo, ma Marco non mi lascia il piacere di portarlo fino all’apice. La sua mano calda ha ripreso ad accarezzarmi, prima il seno, poi risale lungo le cosce e si insinua a impugnare con tutto il palmo il monte di venere coperto solo da una strisciolina di peluria e scivola tra le grandi labbra.
‘Sei tutta bagnata, piccola mia. Sei ancora vergine?’ ‘No, ma fai piano’
Si china a baciare la pancia, a lambire con la lingua il boschetto, e si insinua a leccare la vagina. Quando la sua lingua incontra il clitoride esplodo in un orgasmo lungo e preparato ormai da tempo. Oddio che paradiso! Ma lui non è ancora sazio, continua ad abbeverarsi di me come un assetato alla fontana, e più lui continua più la mia eccitazione cresce: anch’io voglio di abbeverarmi a quella fontana . Impugno decisa il suo membro, lo scopro tutto e per la prima volta, senza alcuna esitazione, apro le labbra e le faccio scivolare su di lui: è grosso, è caldo, è salato, è buono! Non l’ho mai fatto, ma cerco con le labbra e con la lingua di immaginare come dare piacere, almeno quanto ne sto ricevendo dalle sue labbra e dalla sua lingua. Questo paradiso dura un’eternità di piccoli orgasmi per me, di piccoli fiotti caldi per lui. Di scatto si libera dalle mie labbra, si alza in ginocchio tra le mie gambe ormai spalancate,
‘Kris,Ti voglio!’
‘Prendimi!’
Appoggia il suo membro all’ingresso della vagina completamente bagnata. Si distende dolcemente sopra di me ad abbracciarmi, mentre sento il suo membro infinito che mi penetra lentamente, come una onda di calore che mi invade tutta. E’ una sensazione travolgente: godo nella vagina del suo andirivieni possente, ma il piacere mi pervade in ogni singolo centimetro di tutto il mio corpo e grido il mio piacere incitandolo a possedermi. Rantola, Marco, ansima, e alla fine gridando il mio nome si drizza, estrae il suo membro da me e esplode in una quantità di sperma che esce bianco e caldo, abbondante a fiotti ripetuti sulla pancia e sui seni. Glielo prendo in mano mentre Marco esausto si accascia a fianco a me e mentre lo bacio sulla bocca lo sento lentamente affievolirsi tra le sue ultime gocce nel mio palmo: è bellissimo, non ho mai goduto così tanto, è stato mille volte più potente dei miei sogni erotici più sfrenati! Mi accarezza i capelli, mi bacia, mi guarda negli occhi.
‘Ti amo, streghetta! Ti ho sempre amato!’
‘Ti amo, meraviglioso bastardo! Ti ho sempre amato!’
‘Sei mia?’
‘SI, sono tua, lo sai’
‘Per sempre?’
‘Per sempre! E tu?’
‘Per sempre!’

continua
CON MIO FRATELLO! Parte seconda

Dopo il primo, intenso e appagante rapporto, ci siamo ambedue addormentati, con il dolce suono
delle reciproche promesse nelle orecchie.
Mi risveglio confusa, un po’ infreddolita, nuda sul letto di Marco. Nel torpore fatico a orientarmi,
ad ordinare le idee. Lui non c’è. In casa c’è silenzio. Ma che ore sono? Cazzo’le sette passate. Ma
che ci faccio qui, nuda’forse è stato solo un sogno erotico’.la matematica’.Marco’.l’amore’.
Nel carezzarmi incontro le abbondanti tracce di sperma quasi asciugate sul seno e sulla pancia e
allora la gioia del ricordo vivo esplode nel mio cuore sostenuta da quelle prove certe di quanto è
avvenuto.
Mi alzo di corsa, afferro i miei vestiti sparsi in camera di Marco e corro in camera mia. Ho voglia di
cantare’
“Cristina sei a casa?” la mamma, dal piano di sotto, verifica al suo rientro.
“Sì, mamma. Sono qui. Sto andando a farmi la doccia”
“Hai fatto i compiti? Sbrigati con la doccia! Mi puoi aiutare in cucina?”‘.la solita storia: le
femmine in cucina a sgobbare per i maschi di casa!
“OK mamma, mi sbrigo e arrivo” ‘oggi no, non sono arrabbiata’.oggi sono FELICE!
In camera, sul mio letto, il quaderno di matematica’. Lo apro nervosamente, lo sfoglio e’. gli
esercizi sono tutti perfettamente ultimati, con la calligrafia di Marco’amore mio fratellone!… ed
un post-it attaccato “Mantengo sempre le mie promesse, streghetta’Per sempre’ SMACK!!!”
Lo bacio mentre mi accarezzo di nuovo le prove del pomeriggio sul mio corpo’.no, che peccato
doverle lavare via’.vorrei poterle tenere con me’.che sciocca! Così tutti si accorgono dall’odore
che ho fatto sesso’..Dai, di corsa, prima che mamma salga a vedere che fine ho fatto.
La doccia. La cena coi miei; Marco non c’è, è in palestra prima, poi pizza e serata con gli amici. Ma
io sono allegra lo stesso. Una telefonata eterna con Marina, che insiste a chiedermi che cosa ho che
sono così allegra, mentre io faccio degli sforzi tremendi per non raccontarle tutto, sennò sai che
casino che succede’e lei che insiste a chiedermi di Marco (che troietta! Eh nò, carina! Giù le mani!
Marco è mio!!). Poi mi racconta di Luca che per tutto il pomeriggio non ha fatto che chiedere di
me’ “Beh, ciao Marina, ci vediamo domani a scuola, ora lo chiamo Luca”. Risponde al secondo
squillo’alla sua voce un tuffo al cuore’.”Ciao, ti ho aspettato tutto il pomeriggio. Ma perché non
sei venuta?” “Gli esercizi di matematica. Mi ci è voluto tutto il pomeriggio per farli” ‘come sono
falsa! Ma che gli dico? Ho avuto da scopare con mio fratello? ‘.Ma quanto mi piace la sua voce
calda, tenera’.vorrei, ora, essere con lui “Ci sei riuscita?” “Alla fine si. E tu perché mi cercavi?”
civetto un po’, ma non voglio che la telefonata finisca “Volevo parlarti’.volevo’.” “dimmi, sono
qui..” “No’non così’non al telefono’Mi manchi!” “Ti manco?” “SI, mi manchi dall’altra
sera'” “Anch’io'” “Cosa anch’io'” “Mi manchi!” silenzio. “Luca sei ancora lì?” “Sssi, Kris.
Sono qui, ma vorrei essere lì con te” “Ma non si può'” “Stiamo al telefono tutta la notte” “Non si
può. Chiudi, dai, ci vediamo domani a scuola” “Ciao, Kris, ti bacio” “Ciao tenero Luca”‘che
languore nel petto e nella testa’e Marco?….No, lui è il mio amore di tutta la vita, lui è un’altra
cosa’.Luca è’..la mia tenerezza, e’il mio amore’.ma si possono amare due uomini
contemporaneamente? Si può o sono io che sono una puttana? A pensarci bene sono così diversi’
è così diverso l’amore che provo per l’uno e per l’altro’forse si può: ho bisogno di sentirmi
protetta e desiderata da Marco, ho bisogno di sentirmi amata e coccolata da Luca’sì, sono sicura,
si può! Io posso!
La sveglia: che palle! Ecco, come al solito è tardi! Mi lavo, mi vesto, prendo i libri e di corsa giù a
bere un caffè veloce in cucina.
“Cristina, come al solito all’ultimo minuto!” “Mamma, ti voglio bene, non brontolare! Marco è
tornato?” “Sì, tardi, come al solito, e adesso dorme! So io la fatica che mi toccherà fare per tirarlo
giù dal letto! Corri, piccola, non perder altro tempo’e vai piano col motorino!” “Ciao, mammina,
abbi pazienza’.”
Giornata come tutte le altre:scuola, chiacchere con le amiche, piscina. Non rivedo Marco se non la
sera, a cena. Un leggero tuffo al cuore quando lo vedo entrare in sala, bello e spavaldo come
sempre, ma stavolta mi guarda con insistenza, sembra esiti, ma poi si viene a sedere al suo posto,
vicino a me. Ma prima di sedersi sento un bacio sulla testa! E’ pazzo? Mi ha sempre al massimo
ignorata se non presa in giro e beffeggiata. Adesso mi bacia in pubblico! Vuole che ci
scoprano?….nò, mi ricredo immediatamente’..
“Ciao, strega! Come sono andati i compiti di matematica? Ho fatto qualche errore?” mi chiede
sardonico
“Lasciami stare” cerco di fermarlo.
“Cos’è questa storia?” chiede mio padre
“Niente, una sciocchezza’.” Divago nel tentativo di spegnere l’argomento ma Marco mi
interrompe e interviene
“E’ che la nostra bella ochetta preferisce ridere e scherzare al telefono con le oche amiche sue
piuttosto che fare i compiti di matematica. Tanto a quelli, poi, ci pensa suo fratello! Vero, Kris, che
è così? E a scuola che fai? Gli occhioni dolci al prof?” continua a prendermi in giro, mentre passo
dallo stupore alla delusione e alla disperazione. Gli occhi mi si riempiono di lacrime. Mi sento
offesa, tradita, ferita a morte: ma come, ‘.perchè mi tratta così, dopo quello che c’è stato’dopo le
promesse di amore’.dopo quello che mi ha costretto a fare ‘non lo merito! Due grosse lacrime
solcano le mie guance mentre guardo esterrefatta mio fratello a cui ho dato tutta me stessa che mi
insulta davanti a tutti.
“Adesso piantala, Marco” interviene severo mio padre e il tono non ammette repliche “devi
smetterla di infastidire tua sorella! Non vedi che l’hai fatta piangere? Ma ti diverti? Pensa piuttosto
ad essere più serio tu, con i tuoi studi”
La cena è finita, per fortuna! Mi ritiro in cucina a sistemare, ma non riesco a trattenere i singhiozzi.
Fortuna sono da sola, posso silenziosamente dare sfogo al mio dolore, quasi fisico. La presenza di
Marco si materializza alle mie spalle. Mi mette una mano su una spalla
“Kris, ti prego, perdonami!”
Sbatto via come una furia la sua mano, lontana da me, ricaccio di colpo le lacrime
“Vattene! Non ti permettere mai più di rivolgermi la parola, lurido bastardo!” gli sibilo addosso.
Allunga una mano cercando di prendere la mia. Faccio un passo indietro di scatto “Non mi toccare!
V a t t e n e! Mi fai schifo!” gli grido contro, quasi isterica.
Adesso è Marco che mi guarda immobile, ora incerto: non è l’uomo spavaldo e arrogante, sicuro di
sé, che conosco. Negli occhi c’è paura
“No, Kris, ti prego, No! Fammi spiegare’hai ragione, scusa, scusa, ma fammi spiegare’..Non
avevo intenzione di ferirti, non immaginavo’non capivo’.non ho mai voluto farti del male,
MAI!….nel passato forse qualche volta sì, per vendicarmi del non poterti avere’.ma oggi proprio
no, non potrei più, non posso più fare a meno di te’ nemmeno pensarlo’ Ho detto quella
montagna di fesserie per fare come al solito, per comportarmi come ho sempre fatto. Ma che cosa
avrebbero pensato mamma e papà se ti avessi baciato e abbracciato come avevo voglia? Se ti avessi
preso la mano per tenerla stretta tra le mie? Non volevo che ci fossero sospetti’.ma ti rendi conto?
Sarebbe un casino pazzesco!’e così, vergognandomi come un ladro, ho recitato la mia parte. Lo so
ti ho ferito, ma perdonami, se puoi,’ti prego, non mi abbandonare’non potrei sopportarlo’.non
più, ormai’.ma decidi tu, AMORE!”
Sono confusa’.non capisco niente’lo amo’amo quel bastardo di mio fratello’.ma mi ha fatto
troppo male!….e adesso la sua spiegazione’.e se fosse vero? Se avesse solo voluto difendere noi
due?…non lo so! Mi ha fatto troppo male’.
Di fronte al mio silenzio Marco a testa bassa, triste si gira e fa per uscire. Si ferma un attimo sulla
porta di cucina
“Sei salita già in camera?”
“No”. Cosa vuole dire?
“Ok” e se ne va.
Finisco in fretta di sistemare in cucina e salgo anch’io in camera mia. Dò una sbirciata verso la
camera di Marco, ma la porta è chiusa e da sotto filtra una tenue luce e il silenzio. Ora vado da lui e
lo perdono!….Non lo so, non sono più sicura di nulla’.cosa voleva dire con quella storia della
camera?…fammi vedere. Accendo la luce nella mia camera e sulla scrivania scopro una scatola da
fioraio trasparente con dentro una orchidea rosa bellissima; sotto c’è un biglietto e la calligrafia è di
Marco: “Per te, mia streghetta. Un fiore raro e prezioso, delicato, che se curato cresce eterno
avvinghiato alla pianta che lo nutre’.(io e te?)’.Più tardi raggiungimi in camera. M.- PS: per
sempre!”. Piango di nuovo, di gioia, di amore. Abbraccio il fiore. Sì, amore, ti perdono’perdono
tutto’.tu puoi farmi quello che vuoi, io ti perdono’. Sento salire la mamma su per le scale, bussa
piano alla porta
“Kris (lei mi chiama così quando vuole essere tenera) come va?”
“Meglio, mamma, grazie” la abbraccio
“Abbi pazienza: tuo fratello fa così, ma non è cattivo. E’ una maschera che indossa per nascondere i
suoi veri sentimenti. Ti vuole un gran bene, credimi, io lo so! I fratelli maggiori, in certi casi, fanno
così”
“Anch’io lo so, mamma, stai tranquilla. Va tutto bene, adesso” ancora stretta tra le braccia della
mamma sorrido. Mammina mia, non immagini quanto sia vero quello che hai detto’.oppure sì, lo
immagini’.lo sai’.chissà’.certe volte sembra che sappia in anticipo quello che provo e che
penso’.forse perché anche lei ha un fratello maggiore e quindi’.no, ma che vado a pensare’.zio
Andrea!!!
“Che bel fiore! Chi te lo ha regalato?” ha visto l’orchidea appoggiata sul cuscino
“Un ragazzo'”
“Se ti regala un fiore così deve essere una cosa seria!” obbietta indagatrice.
“Può darsi, chissà’.” rispondo vaga, sorridendo.
“Vai a letto, Cristina. Buona notte, tesoro mio, e sogni d’oro” e mi bacia dolcemente su una
guancia’.ahh la mia mamma’sempre attenta e dolce’.non ricordo una notte senza il suo
bacio’.
“Buona notte, mamma, ti voglio bene” mentre esce chiudendo la porta dietro di se.
Sul pianerottolo sento ancora la mamma che saluta a voce alta anche mio fratello “Buona notte,
Marco” “Buona notte, mamma”
E’ ancora sveglio’.mi sta aspettando’devo fare passare un po’ di tempo prima di andare’ devo
aspettare che mamma e papà siano addormentati’ intanto mi spoglio’.e cosa mi metto? Voglio
essere carina’.voglio stupirlo’.ahh sì, quel baby-doll che ho messo a carnevale, quello può
andare benissimo’.che bella l’orchidea’.e il biglietto’.splendido! Squilla il cell. “Pronto? Ciao,
Marina! No, niente’.ho litigato con mio fratello’sai com’è. No non parliamone. Tu piuttosto, che
hai combinato con il tuo allenatore di pallavolo? No, davvero? Ma sei una vera zoccola’e lui? Ti
ha palpato il culo? Meraviglioso!… Sì, meraviglioso, alla prossima glielo dai’..Eh si, adesso fai la
santarellina, ma invece’.Cosa? hai appuntamento con lui martedì? Lubrificati bene!’..vaffanculo
anche tu!…. Ciao Marina, buona notte’.e tieni le mani ferme! Sì, anch’io! a domani”. Che pazza!
Ma che ore sono? Le 11 e mezza’.forse dormono’è tutto spento e c’è silenzio’..Apro piano la
porta della camera di Marco. C’è solo la debole luce al minimo del lumetto sul comodino e Marco
sdraiato abbracciato al cuscino che dorme. Come è tenero, così. Accarezzo leggermente i suoi
lunghi capelli riccioluti e depongo un bacio sulla guancia, piano, ma lui si sveglia ugualmente.
“Kris, sei tu, amore mio! Ma come sei’.bella’.bella!”
“Ti ho perdonato! Ho dimenticato tutto! Ti desidero'”
“Anch’io’tanto! Ma ora non si può. E’ troppo rischioso”
“Ma almeno un po’ abbracciati’.per farti vedere questo completino che mi sono messa per te!” mi
fa posto a fianco a lui e le nostre bocche si incollano in un bacio eterno, mentre le sue mani corrono
frenetiche lungo tutto il mio corpo. Mi solleva la corta camiciola a scoprire il seno turgido e
voglioso. Lecca i capezzoli che si ergono rigidi verso di lui: ne risucchia uno tra le sue labbra e un
lago si apre tra le mie gambe. Ansimo dal piacere finchè “Non gridare così forte, piccola o
sveglierai tutti! Lo vedi che non possiamo'” “No, Marco, non lasciarmi così. Ti prego! Non grido,
te lo prometto, ma fammi godere” La sua mano si insinua sotto l’elastico delle sottili culotte a
raggiungere la mia vagina, ormai già fradicia di umori. Accarezza lieve tutto il suo contorno
regalandomi dei fremiti celestiali. Sono ad un passo dal godere. Incollo la mie labbra alle sue e
mentre sento il suo dito impertinente che raggiunge e stimola il clitoride mi abbandono all’orgasmo
soffocando con la sua lingua i miei sospiri. E’ bravo, Marco, e dolce, continuando a stimolare il mio
clitoride fino a che, dopo una serie di sussulti infiniti e sconvolgenti, mi abbandono soddisfatta e
disfatta sul suo torace. Estrae lentamente la sua mano dalle mie mutandine, si porta le dita bagnate
alle labbra a leccare i miei umori “Sai di buono” commenta. Il suo membro duro spinge contro il
mio fianco reclamando la sua parte di piacere. Glielo prendo in mano abbassandogli gli slip: è
grosso, caldo, vibrante tra le mie dita che lo scoprono completamente. Marco ha un gemito e si
sistema supino. “Non posso lasciarti così” gli sussurro mentre con la testa scendo a accogliere tra le
mie labbra la sua asta. Lentamente la introduco tutta, fino a che riesco, nella mia bocca ricevendo
un mugolio di approvazione. Lo estraggo quasi completamente e inizio a stimolarlo con la lingua
sull’orificio e sul filetto, mentre con la mano faccio scivolare la pelle lungo tutta la sua lunghezza.
Mi rendo conto che anche mio fratello non può resistere a lungo e perciò lo infilo nuovamente in
bocca e aspirando accelero i movimenti. Quando la sua mano mi ferma la testa capisco che è
arrivato il momento: mi fermo e lascio che tutta la sua lava bollente erutti a fiotti ripetuti nella mia
bocca. Cerco di ingoiare tutta quella quantità di sbora, ma una parte consistente scola fuori dalle
mie labbra lungo la sua asta e la raccolgo con la lingua, ripulendolo accuratamente. “Anche tu sai di
buono” gli sussurro mentre mi abbraccia e mi bacia sulle labbra. “Era la prima volta?” mi chiede
preoccupato. “Beh,’ non crederai di esser il primo uomo della mia vita. Non sono un’esperta, ma
qualche altro pompino l’ho già fatto!” “Non voglio mai più farti male, amore mio! Te lo giuro! Ma
tu sopporta per il NOSTRO bene qualche battutina. Quando non capisci o esagero, dimmi solo
“Marco” e io capisco’..ma tu ricorda sempre che io sono tuo, amore”
Un ultimo tenero bacio, poi mi rivesto e torno silenziosamente nel mio letto per addormentarmi
mentre languidamente le dita scorrono leggere sulla mia paperina e i pensieri su Marco’..
E così avanti per giorni: fugaci e brevi incontri clandestini, tra mille timori di essere scoperti, con la
voglia continua di incontrarci, di toccarci, di baciarci, di fare all’amore. Il tran tran quotidiano
cercando di dissimulare con le amiche che insistono per sapere perché sono allegra, con i suoi amici
che lo prendono in giro perché è con la testa fra le nuvole, con papà che bonario e severo controlla
la nostra vita, con la mamma che mi pare più dolce del solito, non parla, ma mi osserva attenta’
quasi complice. E la voglia forte dentro di raccontare, di dire tutto il bello che provo. Ma non si
può!
Una mattina poi, quando scendo allegra e trafelata per andare a scuola, in cucina con mamma trovo
Marco che sorseggia un caffè. Gli passo vicinissimo, lo sfioro nel prendere un biscotto,
contraccambiata da una velocissima carezza su un ginocchio. La mamma ci osserva attenta, forse
perplessa. Le vado incontro e la abbraccio “Buon giorno, mamma! Come sei bella stamattina!” E’
vero, stamani è particolarmente radiosa: è una bella donna la mamma, ancora molto attraente nei
suoi 45 anni: bionda naturale, magra con il seno piccolo e le gambe lunghe. Spesso quando usciamo
ci scambiano per amiche e che ridere quando cercano di rimorchiarci. “Buon giorno, Kris, tesoro.
Dormito bene? Ma che avevate da chiacchierare fitto fitto e così a lungo voi due ieri sera? Era
mezzanotte passata che ancora stavate a parlare sottovoce. Stavo quasi per salire a sgridarvi, come
quando eravate piccoli!” una vera doccia gelata! Marco è impallidito e muto, io cerco di nascondere
l’imbarazzo cercando non so che nel frigo, ma decido di buttarla in scherzo ” Già, ricordo, e poi ci
trovavi che fingevamo di essere addormentati in un solo letto, quello di Marco!” “E’ per questo che
non sono salita’.” Mi guarda seria, non arrabbiata, ma seria, dritto negli occhi e giù in fondo
all’anima. “No, stavamo parlando dell’estate prossima” interviene Marco a spezzare il mio
imbarazzo. “Va bene, ragazzi. Ma state attenti!’. Cristina, sbrigati che fai tardi a scuola” “Sì,
mamma, vado..” La devo baciare, la mia mamma, devo suggellare con un bacio tutto quello che non
ha detto, ma che ormai ho intuito, come una rivelazione, di lei, del suo passato’ e di noi. Ora ne
sono certa’.mamma e zio Andrea’ecco perché è così felice quando lo incontra. Ecco perché lui
viene a trovarla quando papà è al lavoro. Ecco perché mi è capitato di vederli un po’ troppo
abbracciati, un po’ troppo accaldati ed impacciati a risistemarsi. Ecco perché ci guarda, me e
Marco, indagatrice.
Un bacio lungo sulla guancia della mamma a rassicurarla. Tu sai perché, mamma!
“Aspetta, Kris, se vuoi ti accompagno con la macchina.” interviene Marco “Devo andare
all’università e passo davanti alla tua scuola’.così magari mi fermo a dare un’occhiata alle ochette
tue amiche’.”
In macchina, appena svoltato l’angolo di casa mi butto letteralmente su Marco ad abbracciarlo, che
quasi andiamo a finire fuori strada. Fermi ci avvinghiamo in un bacio profondo e prolungato.
Riprendiamo ad andare, ma Marco prende una strada diversa da quella di scuola “Marco, la scuola è
dall’altra parte! Dove vai?” “Oggi ti faccio fare sega a scuola, tanto sei una delle prime della classe
e tra una settimana è finita. Ci penso io alla giustificazione. Oggi ti porto al mare, amore mio!” e mi
mostra le chiavi della casa al mare. E’ fantastico! Oggi poi è la giornata della lunga, dopo la scuola
c’è giornalismo, fino alle 5 e mezza! Una giornata intera d’amore con Marco, finalmente! “Che
bell’idea, sei un drago! Dobbiamo fare attenzione, Marco: la mamma ha capito tutto!” “Anch’io ho
avuto il sospetto’ma come è possibile? Siamo stati attentissimi’.stamattina però mi ha buttato nel
panico’.ma no, Kris, forse siamo noi che siamo un po’ paranoici..” “Ti dico che lo so! La mamma
ha capito tutto di noi perché ha vissuto la nostra stessa storia” “Ma che vai dicendo?” “Sì, ti dico!
Mamma e zio Andrea!” “Ma dai, che ti inventi'” “Li ho visti, la mamma e zio Andrea che si
baciavano, non come si bacia un fratello normale, ma come noi due! Ho visto la mamma che
carezzava il pantalone di zio proprio lì; e lo zio che palpava il sedere di mamma, proprio per bene.
Sul momento non ci ho fatto più che tanto caso, ma adesso mi è tutto più chiaro! Ed è anche chiaro
perché è stata così felice quando lo zio è tornato a vivere a Roma, guarda caso in un appartamento
dall’altra parte della strada. E sono disposta a scommettere che oggi, fino alle 5, cioè fino a quando
non c’è pericolo che io torni a casa, la mamma sarà impegnata con zio Andrea. Hai visto come era
bella e radiosa stamattina! Potere dell’amore’.” “La mamma era bella stamattina perché è sempre
bella! Comunque, forse hai ragione tu.”
Intanto arriviamo a casa. Marco accende forte il riscaldamento, ma non ne abbiamo bisogno: le
nostre bocche sono incollate, le lingue che si cercano e si rincorrono frenetiche, le mani che si
affannano a sfilare i maglioni, a sbottonare jeans e camicie, a palpare la carne resa disponibile. Sul
letto dei nostri genitori finiamo di spogliarci e ci abbandoniamo l’uno nella bocca dell’altro in un
travolgente 69. La sua lingua percorre con sapienza e crudeltà ogni angolo della mia fichetta ormai
completamente bagnata della sua saliva e dei miei umori. La mia lingua assapora con gusto il suo
membro eretto e pulsante scorrendo dal buchino alla base, per risalire fino alla testa, grossa e rossa,
e lambire il frenulo sensibilissimo. Le sue dita penetrano la mia vagina e ne esplorano ogni più
nascosto angolo per poi tornare, umide lubrificate a torturare il clitoride, spasmodicamente in attesa
di attenzioni. Le mie mani impugnano saldamente la sua asta, ne fanno scivolare avanti e indietro la
pelle lucida della mia saliva e delle sue secrezioni chiare e vischiose; accarezzano e soppesano i
suoi testicoli gonfi di voglia. La sua lingua prima, seguita a breve distanza da un suo dito
impertinente, raggiungono il fiorellino del mio ano supersensibile, per lambirlo, inumidirlo,
appianarlo ed infine penetrarlo con dolcezza: è meraviglioso! Anche la mia lingua, allora, e il mio
dito medio seguono lo stesso percorso e violo penetrandolo il culo di Marco: non pensavo fosse così
eccitante! A questo punto, ansimando e gridando, simultaneamente esplodiamo nell’apice del nostro
piacere: io vengo travolta dal più potente degli orgasmi che avessi mai avuto, contraendomi in una
serie infinita di ondate di piacere intenso che si dipartono dal mio culo, stimolato dalla
penetrazione, via via alla vagina e al clitoride, pasticciati dalla mano e dalla lingua di Marco e
quasi non mi accorgo del fiume di sperma che a fiotti successivi si sparge dal cazzo di Marco su
tutta la mia faccia. Faticosamente ci rigiriamo faccia a faccia suggellare in un bacio languido il
nostro totale sfinimento. Con gratitudine ripuliamo con la lingua il volto l’uno dell’altra, come due
gattini innamorati e felici, gli occhi negli occhi, aspettiamo che una nuova energia ci permetta di
riprendere ad amare i nostri corpi. Fino al pomeriggio inoltrato è tutto un cercarci, continuo e
insaziabile, con le mani, le lingue e i sessi per raggiungere, in penetrazioni successive, vette sempre
più alte di piacere.
Alle cinque e mezza varco con le gambe molli, la testa vuota e una canzone sulle labbra, la porta di
casa, mentre Marco va a casa di un amico, per mantenere la facciata che non ci consente di apparire
troppo uniti. In casa non c’è nessuno’papà è ancora al lavoro e non rientra che all’ora di cena, ma
la mamma dov’è? Sorrido tra me e me immaginandola tra le braccia di zio Andrea’ ma forse è
solo una mia fantasia’.certo sono molto affiatati, quei due’ e poi che male ci sarebbe se fosse
come per me e Marco’..Marco, amore mio di tutta la mia vita, come faccio a stare lontana da te?
Ti vuole il mio cuore, ti vuole la mia testa e, soprattutto, ti vuole il mio corpo! E mentre vago con i
pensieri mi infilo sotto la doccia a cancellare i dolci segni della giornata.

Quando termino, vestita solo di un accappatoio, sento rientrare la mamma. Corro giù dalle scale a
salutarla: sono felice, felice di me, felice di rivederla’.e curiosa di scoprire qualche segno che mi
confermi dei miei sospetti. Anche la mamma è allegra, felice, e mi accoglie tra le braccia con un
sorriso ed uno sguardo di donna soddisfatta che fa coppia con il mio. Non ci servono inutili
spiegazioni. Abbracciate la accompagno verso la sua camera “Ho bisogno di fare una doccia”
“Posso farti compagnia?” Seduta sul lettone la ammiro mentre si spoglia, parlando un po’ di tutto e
di niente’.è come stare con un’amica, la più cara delle amiche, quelle con cui si dividono i segreti
più intimi, che restano segreti, ma condivisi. E’ proprio bella, la mia mamma, un corpo da
ragazzina, il seno che sfida le leggi di gravità, il sedere senza un filo di cellulite e due belle gambe,
lunghe e sottili, ma gradevolmente muscolose. Il tutto oggi impreziosito da un completino intimo di
pizzo rosso cupo, di ridotte dimensioni ed un paio di sottili autoreggenti scure. Veramente
sexy’per lui! “Caspita, mamma, come sei carina! Qualche volta me lo dovrai prestare questo
splendido completino” la prendo in giro. “Tu non hai certo bisogno di queste integrazioni, amore
mio, bella come sei!” “Neanche tu, mamma, ne hai bisogno, te l’assicuro!” e scoppiamo a ridere
come due cretine “comunque beato chi l’ha goduto'” Il viso della mamma avvampa. Mi guarda
incerta e timorosa. Le sorrido complice e rassicurante. La abbraccio e la bacio sulle labbra fresche e
nell’abbraccio una mano mi scivola su una mammella nuda e soda. “Va tutto bene, mamma. Va
tutto bene!” la rassicuro. Gli occhi appena umidi mi guardano grati “Grazie, amore! Ma voi
state’..- poi si corregge- ma tu stai attenta?” “Si”. Lo scrosciare della doccia suggella un nuovo,
grande e potente segreto!
Il resto corre veloce: il preparare la cena, il rientro di papà e dopo poco di Marco ‘un tuffo al cuore,
un vuoto allo stomaco, quando lo vedo e si ferma a guardarmi sorridente, mentre di nascosto mi
lancia un bacio- , la cena. Subito dopo, in rapida successione, io, la mamma, Marco, denunciamo la
nostra stanchezza per una “faticosa giornata (!)” e andiamo a letto, lasciando papà, poverino, solo a
guardare la TV. Sono davvero stanca e mentre i ricordi ripercorrono i piaceri della giornata appena
trascorsa, abbracciando il cuscino, sprofondo in un sonno beato.

Continua

Autore Pubblicato il: 11 Marzo 2009Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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