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Racconti erotici sull'Incesto

Con mio nipote Andrea

By 19 Ottobre 2023No Comments

Mi chiamo Andrea, mi sto specializzando in Ginecologia, e come succede spesso sono utilizzato come tappabuchi in caso di bisogno; quel giorno, siamo in primavera avanzata, mi avevano inviato in ambulatorio a sostituire un collega che era rimasto bloccato in sala operatoria. Tanto per semplificarmi la vita il programma per la refertazione delle visite era bloccato e andava fatto tutto a mano; vi era poi una ricerca in corso relativa alla vita sessuale delle pazienti con una scheda da compilare, anche questa a mano. Terminata ogni visita dovevo uscire per verificare se non c’erano altre donne in attesa da chiamare. Erano le due e ormai dovevo essere in dirittura di arrivo. Uscii per la ennesima volta.
In sala di attesa era rimasta una sola donna. Stava guardando il telefono, i capelli biondi le coprivano il volto.
-Aspetta me? –
Sollevò il capo
-Andrea! –
-Zia! Che fai qui? –
-Aspetto il dottor Pasqualini-
-Lo sto sostituendo io, entra-
-Ma veramente…-
-Vieni dentro-
Mia zia Patty, sorella di mia mamma, è una bella donna di poco più di quarantacinque anni, bionda, piccolina, decisamente sexy. Godeva fama di condurre, come si può dire, una vita un po’ allegra. Lavora come infermiera. Sposata, divorziata, aveva più volte cambiato compagno. Viveva con lei una figlia, Daniela, di una ventina d’anni. Indossava un vestito leggero, con un’ampia scollatura che valorizzava il suo seno generoso. La feci entrare e non potei non apprezzare il suo culo messo in risalto dal vestito aderente.
Si sedette di fronte a me, accavallando le gambe nude; il vestito risalì scoprendole fino a metà coscia.
-Cosa vuoi fare zia? –

La situazione mi metteva un po’ in difficoltà; da una parte mi imbarazzava farmi visitare dal mio giovane nipote, dall’altra mi sembrava di umiliarlo andandomene via, come se non mi fidassi delle sue capacità. Decisi di restare, non sarebbe stato certo il primo uomo a vedermi la passerina, anzi, ed era anche un bel ragazzo.
-Ok, andiamo avanti –
-Porta pazienza zia se ti farò un sacco di domande, ma stiamo facendo una ricerca e devo compilare un questionario piuttosto complesso –
-Non preoccuparti, sono l’ultima paziente e non ho altri impegni –
Andrea raccolse velocemente i miei dati anagrafici e quelli riguardanti la salute dei miei familiari.
Iniziò a chiedermi notizie che mi riguardavano più direttamente, spiegandomi che la ricerca era centrata sulla vita e sulle abitudini sessuali delle donne. Potevo rifiutarmi di partecipare ma mi disse che più questionari consegnava, meglio sarebbe stato valutato dai suoi colleghi. Passò poi a domande più specifiche.
-Mai operata?-
-Solo appendicite-
-Malattie importanti?-
-Nessuna-
-Prendi farmaci abitualmente?-
-Solo per il male di testa-
-Prime mestruazioni?-
-12 anni-
-Il seno quando è cominciato a formarsi?
-Un anno prima o poco più-
– Aborti? Spontanei o provocati?-
-Nessuno-
-Gravidanze?-
-Tua cugina, 22 anni fa-
-L’hai allattata tu?
-Si, per quasi un anno –
-Quando hai iniziato l’attività sessuale?-
-Andrea, dai.. mi imbarazzi-
-Zia, qui sono all’inizio, è una clinica universitaria e pretendono molto; devo compilare una scheda molto complessa, stiamo facendo una ricerca importante-
-È un questionario anonimo? –
-Assolutamente sì –
-Come vuoi. Per inizio attività cosa intendi? Anche….orale?-
-Si-
-Ero alle medie, direi 13-14 anni-

Pensare alla zia che faceva pompini alle medie, magari a qualche ragazzo più grande, me lo faceva drizzare. La pensavo mentre si faceva schizzare in viso oppure con la bocca piena mentre ingoiava tutto. Chissà se lo prendeva prima fra le tette…
-Primi rapporti completi?-
-Poco dopo, 15 direi-
-Anche anali?-
-L’anno successivo-
Mi immaginavo la zia, giovane studentessa, appoggiata sui gomiti, i capelli biondi che le coprivano il volto, le tettone con i capezzoli che sfregavano sul lenzuolo, mentre lo prendeva nel culo. Il camice nascondeva la mia erezione.
-Quanti partner sessuali hai avuto tra l’inizio dell’attività sessuale e la gravidanza?-
-Non saprei, parecchi di sicuro-
-10, 20, 50, oltre 50?-
-Oltre 50-
-Hai avuto anche rapporti omosessuali?-
-Si; lo so cosa stai pensando –
-Zia …-
-Che ero una puttanella-
-Ma no, dai…-
-Mica mi vergogno, mi divertivo moltissimo, e lo faccio ancora-
-Hai ancora molti partner?-
-Sì-
-Con rapporti orali, vaginali e anali?-
-Si-
-Con più partner contemporaneamente?-
-Si-
-Anche donne?_
-Si-
-Ultimo rapporto?-
-Tre giorni fa-
Mi stavo quasi sborrando nei pantaloni: vedevo la zia con un cazzo in ogni buco che veniva riempita e ricoperta di sborra mentre le qualche sua amica le leccava i capezzoli.

Raccontare ad Andrea la mia vita sessuale se all’inizio era stato un po’ difficile poi era diventato divertente. Il suo viso era molto espressivo e non era difficile capire cosa gli passasse per la testa. Lo vedevo mettersi a posto il cazzo dentro i pantaloni, anche se faceva il possibile per nascondere i suoi movimenti. Mi chiese di spogliarmi per la visita. C’era un piccolo paravento che non serviva molto, se io vedevo Andrea, lui vedeva me, anche se faceva finta di guardare da un’altra parte. Mi tolsi il vestito e gli slippini, voltandogli le spalle così da offrirgli una perfetta visione del mio fondo schiena. Mi diressi verso il lettino.
-Anche il reggiseno zia-
Me lo tolsi di fronte a lui e rimasi con le sole decoltè. Sentivo il suo sguardo scorrere sul mio corpo nudo

Zia Patty era veramente una gran figa; le sue grosse tette si mossero appena mentre sii accomodava sul lettino da visita, le belle gambe appoggiate sui reggi coscia, pensavo a quanti cazzi aveva fatto godere lì in mezzo, e a come ci avrei messo volentieri anche il mio. Si era posizionata un po’indietro rispetto al bordo del lettino, per cui le dissi di venire più avanti, aiutandola contemporaneamente. Per fare questo le misi le mani sotto le chiappe sollevandola e tirandola in avanti. Aveva proprio un bel culo sodo la mia zietta; sapere che glielo avevano sverginato da ragazza e che da allora non aveva più smesso lo rendeva ancora più attraente.
-Hai mai fatto la mammografia?-
-No, faccio l’ecografia ogni anno, come mi ha consigliato Pasqualini, perché ho delle cisti; dovrei farla ora-
-Fai l’autopalpazione?-
-No-
-Ora ti visito e ti spiego come si fa, compresa la spremitura del capezzolo-
-Grazie, sei proprio gentile- mi rispose con un tono un po’ ironico
Zia Patty aveva un bel paio di tette, probabilmente una quarta. Nonostante fosse distesa stavano ben su, ma quello che mi colpiva erano i capezzoli; grossi e scuri spiccavano sulle ampie aoreole scure che contrastavano con la pelle chiara che le circondava. Le diedi la più bella palpata della mia vita.
-Come sei accurato Andrea, nessuno mi ha mai visitato così bene-
-Hai mai secrezioni dai capezzoli?-
-Non mi pare-
-Vediamo-

Andrea non poteva saperlo, ma mostrare e farmi toccare le tette è sempre stato per me straordinariamente eccitante. Stringevo con le mani il bordo del lettino, cercando di contenermi. Era di fianco a me, il suo pube all’altezza della mia mano; sentivo il suo cazzo duro premere contro il dorso della mia mano. Glielo avrei preso volentieri.
Intanto mi aveva preso una tetta in mano per spiegarmi come fare la spremitura del capezzolo; con pollice e indice della mano libera lo strinse alla base spremendolo più volte, quasi mi mungesse; mi sfuggì un gemito, non di dolore.
-Ti faccio male? Scusami-
-N..no, n..no-
Passò all’altra tetta. Ero lì nuda, a gambe spalancate, con mio nipote che mi strizzava i capezzoli. Gemevo e mi stavo bagnando visibilmente
-Zia sei tutta rossa, stai bene?-
-S…si-

La porcona stava orgasmando, sentivo le sue tette che si inturgidivano tra le mie mani mentre i capezzoloni era sempre più duri. Strofinavo il cazzo contro la sua mano, cercando di non venire a mia volta.
-Se mi permetti, zia, hai il seno di una ventenne- le dissi
-Grazie Andrea-
-E’ vero, non è un complimento, te lo avranno già detto, immagino-
-Sì, ma sentirselo ripetere, e poi da un uomo giovane, fa piacere-
-Come si dice, il piacere in questo caso, è tutto mio…-
Spingeva la mano contro il mio cazzo
-Sento…-
Le tirai il capezzolo, poi mi sedetti di fronte a lei, mi piaceva questo gioco.
Avevo la sua figa luccicante davanti. Aveva solo un triangolino di pelo biondo, ben curato.
-Diamo un’occhiata qui, ora-

-Non usi i guanti?-
-Così aumenta la mia sensibilità, ma se preferisci li metto-
-Mi fa un po’ strano, vai pure avanti così-
Farmi visitare a mani nude dal mio giovane nipote mi eccitava, non potevo negarlo. Lo sentii divaricarmi le grandi labbra con le dita di una mano, mentre iniziava ad esplorarmi con due dita dell’altra. Entrò facilmente dentro di me, lo sentii arrivare fino in fondo alla mia vagina che era sempre più bagnata. Muoveva le dita abilmente. Sentivo i suoi polpastrelli che cercavano i miei punti più sensibili, trovandoli e stimolandomi.
Con il pollice della mano libera iniziò a massaggiarmi il clitoride, che sentivo sporgere duro ed eccitato.
Le sue due dita erano come un cazzo, andavano avanti e indietro nella mia vagina ad un ritmo crescente. Gemevo e gemevo ancora.
-Andrea, dai… basta, sono tua zia-
-Vero, ma non solo-
-Smettila!-
Mi tolse le mani di dosso, si alzò in piedi.
-Sei sicura?-
Si era appoggiato con il pube contro la mia figa dischiusa e bagnata. Un bottone del camice contro il mio clitoride eretto; si sfregava contro di me come mentre le sue mani ormai libere si erano impadronite delle mie tette gonfie di piacere.
-Non mi rispondi?-
-Chiavami, porco!-

-Zia, sei una troia-
Fu un attimo quello necessario a tirare fuori il cazzo e infilarlo nella figa ospitale della zia. Fu una chiavata, dura, volevo solo possederla, riempirla, godere. La tenevo per i fianchi mentre vedevo le sue tettone ondeggiare sotto i miei colpi selvaggi.
-Fottimi, maiale, spingi, spingi più forte-
Volevo spaccarla.
-Pensa a quanti cazzi ha preso la puttana di tua zia, a quante volte è stata riempita-
Le presi le tette fra e mani, gliele strizzavo tirandola verso di me
-Sei una vacca, una cagna da monta-
-Mi fai male..-
-Voglio mungerti, come la vacca che sei, e poi sei bagnata come una cagna in calore-
La scopavo e mi divertivo con lei. Lei gemeva e guaiva, ma mi veniva incontro, sollevava il bacino quasi volesse offrirsi al mio cazzo. Sentivo le sue pareti vaginali che lo stringevano.
La vidi inarcarsi, tapparsi la bocca con una mano. Stava venendo, ed io dentro di lei. La riempii di sborra calda e mi chinai, baciandola.
Uscii da lei. Scese da lettino. La mia crema abbondante le colava tra le cosce nude. Fece per rivestirsi.
-Ferma, ora dobbiamo andare in radiologia per l’ecografia.-

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