Leggi qui tutti i racconti erotici di: Matteezia

Ciao a tutti.

Una mattina mi svegliai e mi accorsi subito, causa rumore, del gran temporale che si stava abbattendo sulla nostra zona.
Dovetti rivedere i piani della giornata e ciò mi portò a stare a casa. Ero da solo in quanto mamma, già da qualche giorno era in viaggio per lavoro.
Verso le 10:00 circa zia chiamò dicendo che anche lei era casa e se volevo farle compagnia.
Accettai subito, mi sistemai e di corsa, per non bagnarmi tutto andai da lei.
Trovai le chiavi sulla porta ed entrai.
Z: “Sono di sopra per finire una cosa per lavoro, vieni su” disse dal piano di sopra.
Andai su, ma in camera non la vidi. Percorsi il corridoio e la trovai nella stanza in cui lavora, si allena e si rilassa.
In questa stanza c’e un grande finestrino che da sulle campagne, zia era sdraiata dando le spalle alla porta, per guardare fuori , e lavorava al pc.
Notai subito che c’era la finestra aperta, zia ama il temporale e voleva sentire il rumore che esso causava.
Indossava leggings neri, magliettina rossa, calze bianche. Aveva le gambe piegate e i suoi piedi erano sospesi in aria, li faceva muovere in maniera molto sensuale, sopratutto per un amante dei piedi.
Mi avvicinai e la salutai dandole una pacca sul culo e una carezza sui capelli.
Z: “5 minuti e ho finito” mi disse.
Io mi sedetti sopra vicino a lei e la accarezzai in lungo e in largo. Le levai i calzini e iniziai a massaggiare e accarezzare i suoi splendidi piedini, stavolta con smalto rosso.
Z: “Per quanto mi piaccia che mi lecchi i piedi, sei proprio fissato” mi disse ridendo, M:” Si zia, non ne posso fare a meno” ribattei sorridendo.
Zia finì di lavorare, chiuse il pc e lo mise per terra vicino al divano, si alzò e mi abbracciò.
La feci stendere, le lavai in un colpo solo leggings e mutandine, le gettai per terra e mi buttai tra le gambe di zia.
Leccai la sua figa mentre con un dito la penetrai alternando la figa e il suo ano.
In casa regnava il silenzio, solo il rumore della pioggia intensa entrava dal finestrone leggermente aperto.
Mi alzai, mi levai i pantaloni e mi sedetti sul bordo del divano guardando fuori. Zia si inginocchiò, con una mano prese le palle e con l’altra iniziò a segarmi lentamente.
Qualche secondo e, sempre tenendo le palle con una mano, prese il cazzo in bocca. Mi fece un pompino bellissimo, durato qualche minuto che per me sembrò un tempo infinito.
Si alzò, mi fece indietreggiare qualche cm e si mise sopra di me infilandosi il cazzo nella figa.
Le gambe e piedi di zia erano sopra le mie, lei iniziò a muoversi su e giù facendo godere in primis lei , ma anche me.
Non le tolsi la magliettina ma, con le mie mani andai a strizzarle i glutei e a farle aumentare il ritmo.
Dopo poco mi lasciai cadere all’indietro portando zia con me, e iniziai a fare io il ritmo usando il bacino continuando a penetrarla.
Si ritrasse dopo poco, si mise in mezzo alle mie gambe e mi segò con i suoi piedi. M: “Sei proprio brava zia “, esclamai.
Zia sorrise, si mise a pancia in su e tornò a farmi un pompino, durante il quale alzava le gambe e, da dietro la sua testa, vedevo le piante dei suoi piedini che mi fecero impazzire.
La pioggia non cessò e il rumore era preponderante all’interno della stanza.
Zia si alzò e si mise a pecora, mi inginocchia e iniziai a leccarla. Preparai il suo ano e dopo alcuni minuti lo penetrai con forza.
Mentre la scopavo sia la mia sia la sua mano giocavano con la sua figa.
Dopo poco venne grazie alle nostre mani e con i suoi gemiti che sormontavano il rumore dell’esterno.
Io andai avanti ancora per un pò a scoparle il culo tenendomi per la sua maglietta.
Arrivai al culmine, tirai fuori il cazzo e lo appoggiai sulle dita dei suoi piedi. Innondai le sue piante con tutto il mio godimento. Zia appena sentì il calore del mio sperma fece un sussulto.
Le baciai le chiappe e ammirai il suo sedere che fino a qualche secondo prima stavo scopando.
Non avendo nulla con cui pulirle i piedi la presi in braccio e la portai in bagno.
Ci sistemammo e zia si mise una delle sue tutine body e i calzini a mezzo polpaccio.
Scendemmo e pranzammo dopo poco.
Senza nemmeno accorgersene, dopo pranzo ci sedemmo sul divano e prendemmo sonno.
Verso le 16 circa il temporale, che era peggiorato dalla mattina, svegliò zia che subito svegliò anche me. La finestra di sopra rimase aperta per cui era come se il tuono fosse stato dentro casa.
Fuori pioveva ancora senza sosta, zia preparò del tè e lo bevemmo sul divano.
Zia allungò le gambe verso di me e le mise sulle mie mentre ero seduto.
Finii il tè e massaggiai i piedi di zia. Le tolsi i calzini e portò i piedi verso la mia bocca, li baciai e li leccai ancora.
Appena anche zia finì il the, me la caricai sulle spalle, andai di sopra nella stanza della scopata precedente e la gettai sul divano. Mi tolsi subito i pantaloni, aprii i bottoni del body di zia e le cacciai un dito nella figa per farla bagnare bene.
La penetrai senza pensarci troppo e iniziai a muovermi sempre più velocemente. Gemevamo entrambi di piacere.
Z: “Alzati che faccio io “ mi disse. Mi tolsi e mi misi sdraiato di fianco a lei. Lei si sdraiò e come la mattina mi spompinò facendomi vedere le sue bellissime piante dei piedi.
Si mise seduta e prese il cazzo tra i piedi iniziando a segarlo.
La fermai dopo poco, le presi i piedi e la trascinai più vicino a me.
Io iniziai a leccarle i piedi mentre lei con una mano mi massaggiava il cazzo.
Dopo poco mi tolsi i piedi dalle mani e si impalò. Zia adora questa posizione e da il meglio di sè.
Diversi minuti al suo ritmo che la portò ad un fortissimo orgasmo. Le sue gambe tremarono appena l’orgasmo finì.
Z: “Proviamo questo”, si alzò, aprì la porta del finestrone ancora di più e si appoggiò al parapetto in modo sensuale. Io la seguii le presi una gamba, tenendola alta e la penetrai.
Era molto eccitante anche perchè eravamo fuori praticamente.
In quel momento arrivò uno scroscio forte e decidemmo di entrare.
Entrammo e zia si mise subito a pecora, le penetrai subito il culo con un colpo secco.
Zia mugugnava e gridava un pò più del normale. Dopo poco gemeva un sacco e capii che le piaceva tanto.
Tolsi il cazzo, con una mano le masturbavo la figa e con il cazzo sbattevo sulle sue chiappe per poi infilarlo subito e con un colpo secco.
Lo feci ancora qualche volta portando zia all’orgasmo, anche se molto meno forte di quello precedente.
Z: “Basta basta” mi disse. Mi sdraiai e la feci mettere sopra di me facendo un 69.ù
Andammo avanti davvero poco. Non le dissi che da li a secondi sarei venuto, venni nella sua bocca riversando il mio godimento.
Lei ingoiò e io continuai a leccarla.
Dopo poco si alzò e si mise vicino a me. Ci abbracciammo e parlammo un pò.
Mi rivestii e tornai a casa felice e spensierato.

Grazie.

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Autore Pubblicato il: 19 Gennaio 2023Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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