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Il sesso l’ho imparato dal mio papà!
Ora torno indietro, con i flash della memoria
La morte della mamma aveva sconvolto le nostre vite ma papà, per il mio bene,mi appariva forte e solido come una roccia. “Dobbiamo continuare a vivere, la mamma voleva così” mi diceva. Ma man mano che passava il tempo la mia ansia aumentava e la sera iniziarono gli attacchi di panico. Solo la vicinanza di papà mi calmava, così, quando mi prendevano gli attacchi, mi rifugiavo nel suo letto, mi abbracciava stretta e mi calmavo e mi addormentavo. Presi l’abitudine di dormire con lui e abbandonai la mia camera.
QUANDO-Una notte mi svegliai trovandomi su di un fianco e dietro papà che mi abbracciava con la sua mano sul mio seno; di colpo fui lucida e la mia mente si polarizzò sul mio seno, sulla sua mano e sul calore che mi trasmetteva e lentamente sentii i miei capezzoli indurirsi e un brivido mi scese lungo tutto il corpo. Una sensazione di benessere e di calma che da tanto non provavo. Mi riaddormentai.
QUANDO -Una sera, dopo aver letto qualche pagina di libro, come sempre ci siamo dati la buona notte, mi sono girata sul fianco, papà da dietro mi ha abbracciato e tirato contro di se, così facendo la sua mano si è posata sul seno per qualche attimo per poi toglierla. Istintivamente presi la sua mano e la rimisi sul mio seno e mi girai a guardarlo sorridendo. Ci addormentammo. Divenne una abitudine. Come divenne normale che i miei seni a contatto del calore della sua mano sopra la maglietta si indurissero e una sensazione di calore invadesse il mio corpo.
QUANDO – Nel mezzo della notte mi svegliai di colpo! Ero in piena crisi si ansia,mi mancava il fiato e il cuore a mille. Papà si svegliò e mi tirò a se. Non mi calmavo,avevo fame di aria; mi stringeva e mi tranquillizzava parlandomi piano. Niente. Sentii la sua mano infilarsi sotto la maglietta, accarezzarmi lentamente la pancia che si alzava e abbassava nel tentativo di respirare e poi su a coprire e accarezzare i miei piccoli seni, li stringeva delicatamente e poi giù sulla pancia, in una continua carezza delicata. Lentamente sotto le sue carezze mi calmai. Mi riaddormentai con la sua mano a stringermi un seno, tra le dita il mio capezzolo indurito.
QUANDO – Avevo appena spento la luce, papà pareva dormisse. Mi giro sul fianco e lo sento avvicinarsi e abbracciarmi, gli dico “’notte”, mi bacia sulla nuca. La sua mano sotto la maglietta ad accarezzarmi la pancia e i seni, i capezzoli si induriscono, sento che li prende tra le dita e lentamente li accarezza e li schiaccia delicatamente. Mi scappa un sospiro di piacere, la mano scende, si ferma sulla pancia per un attimo e poi continua a scorrere sotto l’elastico dei pantaloncini del pigiama, ho come uno scatto, le sue labbra contro il mio collo mi sussurrano “ ferma”, le sue dita accarezzano i peli del mio inguine, trattengo il respiro, un dito raggiunge il mio sesso, mi separa le labbra e mi accarezza, lento, delicato, si ferma sul mio clitoride e lo stuzzica, lo prende tra due dita e lo schiaccia delicatamente, apro le gambe, non capisco più niente, la mia mente è solo lì, concentrata sulle sue dita che mi masturbano. Ho il mio primo orgasmo, un brivido che mi scuote tutta, con le cosce che serrano la sua mano tra le mie gambe. Mi addormento con le sue labbra che mi baciano il collo.
Di giorno non parliamo mai della notte, di giorno lui è il padre, a volte severo, e io la figlia. Vuole sapere con chi esco, dove vado, devo rispettare le regole, a volte litighiamo e poi facciamo pace. Se mostro irrequietezza per la sua severità mi risponde che ora deve fare il padre e la madre.
QUANDO – Esco dalla doccia e mi avvolgo nell’accappatoio, mi asciugo i capelli con il phon. Papà entra guardandomi sorridendo, sorrido a mia volta. Come poso il phon mi prende in braccio senza sforzo, ridiamo per il gioco del papà che fa volare la bambina; mi porta sul bordo del letto, mi spinge supina, si inginocchia per terra, mi apre l’accappatoio e guarda il mio corpo nudo esile da donna. Con le mani mi accarezza lieve il collo, i seni, la pancia. Mi apre le cosce e, fissandomi negli occhi, avvicina il viso al mio sesso. Mi si ferma il respiro. La sua lingua mi sfiora poi la sento decisa farsi largo tra le labbra e poi su a leccarmi il clitoride,prenderlo tra le labbra e succhiarlo, e poi giù in un continuo movimento che mi toglie il respiro. E poi un suo dito che lentamente si fa strada dentro di me, un leggero bruciore che subito si attenua. la sua lingua e il suo dito, la sua lingua e il suo dito, la sua lingua e il suo dito; poi un mio urlo, un brivido che mi sconquassa e poi il nulla. Quando riapro gli occhi lo vedo con il suo viso sulla mia pancia che mi da piccoli baci, mi sorride allunga la sua mano e un dito me lo passa sulle labbra e poi in bocca. Gli lecco il dito e sulla lingua sento un sapore dolciastro, il mio sapore. Si alza, mi bacia leggero sulla bocca, mi ricopre con l’accappatoio.

QUANDO – Come per un patto tacito non prendo mai l’iniziativa, aspetto che sia papà a cercarmi, quella sera si stinse a me e sentii subito il suo pene rigido contro il mio sedere. Papà non faceva nulla, mi teneva solo stretta. Rimasi cosi per un po’ poi allungai la mano dietro e la posai sui suoi slip. Non disse nulla, strinsi e accarezzai il suo sesso sopra gli slip. Si mise supino, mi girai e ci guardammo. Si tolse gli slip. Era la prima volta che vedevo nudo mio padre con il pene eccitato ed eretto. Guardavo il suo sesso che si muoveva con il respiro, la punta violacea, la borsa dei testicoli gonfia ricoperta di peli,era la prima volta che vedevo un uomo eccitato. Allungai la destra e la posai sul pene, era caldissimo; mio padre mi prese la mano e iniziò a guidarmi, lasciai che la sua mano mi insegnasse i movimenti, accarezzai i testicoli, toccai delicatamente tutto il pene, con le dita sfiorai la testa poi avvolsi la mano intorno e mio padre mi guidò nel movimento. Quando capì che avevo imparato il movimento lasciò la mia mano e chiuse gli occhi. Venne con un rantolo, con il seme che sprizzava dalla punta e cadeva sulla sua pancia e colava dalla mia mano. Avevo imparato a dargli piacere.
QUANDO – Esco dalla doccia, mi infilo l’accappatoio, mi asciugo con vigore, entra papà,mi abbraccia da dietro, mi bacia sul collo, mi godo i suoi baci. Sono di fronte al grande specchio che rimanda le immagini. Mi sfila l’accappatoio, mi vedo nuda con le sue mani che accarezzano tutto il mio corpo. Mi prende la mano e la porta sul mio sesso,con le sue dita sulle mia lentamente le aiuta ad aprire le labbra, ad accarezzarmi il clitoride,mi insegna come toccarmi e a penetrarmi con delicatezza. Gemo ma non stacco gli occhi dalla mia immagine riflessa dallo specchio. Lascia che la mia mano si muova da sola, mi prende i seni e con le dita schiaccia delicatamente i capezzoli induriti continuando a baciarmi sul collo. La mia mano accelera, mi penetro con il dito e vengo. Avevo imparato a darmi piacere.
QUANDO – papà era già a letto, stava leggendo il giornale, mi spoglio per mettermi in pigiama, sono nuda, mi sorride “ vieni qua”, un nuovo gioco! Salto sul letto e mi avvicino,mi prende per le ascelle, mi mette a cavalcioni del suo viso e con le mani sul sedere mi spinge il mio sesso sulla sua bocca. Mi lecca e mi bacia, appoggio le mani al muro e mi sostengo. La sua lingua mi fruga e le sue mani mi accarezzano la schiena e poi giù tra le natiche, un dito mi accarezza l’ano e la figa. Non ci metto molto a venire, stravolta mi spalmo sul suo corpo e lui mi abbraccia stretto. Mi riprendo, lo guardo e sorrido, lui con un unico movimento mi ribalta supina. E’ sopra di me, si solleva, il suo pene è eccitato,lo prendo in mano per masturbarlo, “no” mi toglie la mano, si avvicina in ginocchio, con la mano accarezza il mio viso con il pene, lo passa sulle labbra, “tira fuori la lingua”, sento il suo sapore quando lo lecco, “apri” me lo imbocca, ho paura di ferirlo con i denti, “succhialo”, è grosso e caldo, incomincia a muoverlo avanti e indietro nella mia bocca,stringo le labbra per non perderlo. Accelera il movimento, da come geme capisco che la mia bocca è meglio delle mie mani, di colpo si ritrae e il suo sperma schizza sul mio volto e sul collo e qualche goccia sulle mie labbra. Rimango immobile a guardarlo, ha gli occhi chiusi e respira con affanno. Riapre gli occhi e mi sorride. Con la lingua raccolgo le gocce di sperma e le assaporo. Ora so come farlo felice. La sera dopo entro in bagno mentre è sotto la doccia. Aspetto che esca, gli passo l’accappatoio, fissandolo inizio a spogliarmi, nuda mi inginocchio davanti a lui, prendo con la mano il suo pene molle, lui fa un gesto ma sono io a dire “fermo”. Mi metto il pene in bocca e lo succhio, lo tolgo, lo lecco, lo rimetto in bocca e lo sento crescere, è duro e bollente, sta per venire, vuole uscire ma lo tengo fermo, la bocca si riempie del suo sperma, continuo a succhiare, lo svuoto e lo lascio. Mi guarda, apro la bocca la richiudo e ingoio tutto.
QUANDO – Ha appena finito di farmi godere con le mani e con la bocca, si solleva, prende un preservativo e lo infila sul pene, sono ancora stordita, si china su di me, mi apre le gambe e sento lentamente che mi penetra, un leggero bruciore passeggero e la mia figa che si dilata, si muove lento dentro di me, avvolgo il suo corpo con le braccia e le gambe, gemo sempre più forte e vengo a ondate.

QUANDO – Mi fa impazzire quando mi prende da dietro, il non vederlo in faccia ma sentire il suo respiro affannoso mi eccita ancora di più. Mi dice rude “ti voglio a pecora”, mi inginocchio e mi appoggio sulle mani. Con le mani mi apre le natiche e mi lecca; leccate lente e profonde, dall’ano alla vagina, sino a quando, umida e aperta, non mi penetra. Lo sento sino in fondo al mio essere, duro e prepotente. Le mani a stringermi i seni, lento e veloce dentro di me. Quando mi sente vicina all’orgasmo mi spinge e mi spiana sul letto, il suo bacino tra le mie cosce completamente spalancate, con spinte sempre più violente e profonde. Veniamo insieme, riprendendo a respirare.
QUANDO – Avevo il ragazzo da sei mesi. “E’ una cosa seria?” mi chiese. “Papa’ dai come faccio a dirlo!” rimase un po’ in silenzio “ state attenti?” “ si papà, tranquillo usa il preservativo” Non era tranquillo per niente. Mi fissò un appuntamento dal ginecologo. Obbedii. Mi accompagnò alla visita e raccontò al dottore la nostra situazione. Essendo vedovo doveva lui fare le veci della madre, avevo il ragazzo e si preoccupava per eventuali incidenti, il dottore disse che non c’erano controindicazioni alla pillola e che dopo la visita, se tutto era a posto, l’avrebbe prescritta. Invitò mio padre ad entrare durante la visita, mi disse di spogliarmi completamente. Pur essendo imbarazzatissima usci nuda dallo spogliatoio. Mi fece salire su quel lettino tremendo che mi “apriva” agli sguardi e iniziò a visitarmi. Guardavo papà che non perdeva un attimo di guardare le mani del dottore che mi visitava. Iniziai a prendere la pillola.
QUANDO – Ero uscita in compagnia e avevo avvisato papà che avrei fatto tardi ma poi avevo avuto un piccolo litigio con il mio ragazzo e per dispetto lo avevo costretto a riportarmi a casa. Entrai, la casa al buio. Quasi subito mi accorsi di rumori che venivano dal piano si sopra delle camere. Senza far rumori salii le scale e vidi la luce nella camera da letto. Mi accostai alla porta socchiusa e vidi sdraiata sul letto,nuda e supina, la nuova segretaria di papà. Aveva solo due anni più di me e, per me, un’oca fatta e finita, però veramente bella. Papà era inginocchiato ai piedi del letto con la faccia tuffata tra le sue cosce aperte. Lei ansimava e smaniava. Mi prese una botta di gelosia e stavo per entrare quando papà, sollevando la testa, mi vide riflessa nello specchio e mi lanciò uno sguardo che mi bloccò. Rimasi li ferma a guardare. Papà si alzò, prese la ragazza e la girò a pancia in sotto, le aprì le gambe e la penetrò da dietro. Lei non capiva più niente, ansimava e smaniava godendo di quel trattamento. Dopo pochi minuti la mise seduta e lui, in piedi, con le mani a tenerle la faccia, le mise il cazzo in bocca spingendolo sino in gola. Lei sbuffava e soffiava ma non reagiva a quel trattamento, sembrava una bambola di gomma. Poi di nuovo supina con papà che la scopava lentamente. Ogni tanto papà mi guardava attraverso lo specchio. La mia gelosia e turbamento si stava trasformando in eccitazione. In un attimo decisi: mi tolsi la gonna e gli slip e cominciai a masturbarmi in modo che papà potesse vedermi. Mi vedeva e la cosa gli piaceva perché venimmo insieme. Raccolsi le mie cose e scappai nella mia stanza. L’orgasmo aveva scaricato le tensioni e mi addormentai velocemente. Nel mezzo della notte sentii toccarmi la faccia, mezza sveglia vidi il pene eretto di papà, si avvicinò alle mie labbra, aprii la bocca e lo feci entrare. Lo succhiai e lo leccai senza farlo mai uscire sino a che mi ricompensò con il suo sperma. Mi riaddormentai subito. Ero sempre io la sua preferita.
QUANDO – Una sera rientrai più tardi del solito, spettinata e accaldata, avevo fatto l’amore con il mio ragazzo. In camera da letto mi stavo spogliando, ero rimasta in mutandine che stavo togliendo per andare in bagno quando papà: “ vieni qua” mi ha tolto lui le mutandine e ha visto sui peli del pube delle piccole macchie di sperma che non avevo ben pulito. Senza troppi complimenti mi ha penetrato con un dito e, togliendolo, ha visto residui. Mi ha mostrato il dito. Senza scompormi “ geloso?” “no, eccitato” e un po’ rudemente mi ha sdraiato e penetrato. Mentre mi scopava, senza molto trasporto, mi parlava guardandomi fisso “ sei proprio bella scivolosa e bella piena”. Venutomi dentro mi sollevò le gambe per guardare il suo sperma lentamente uscire e poi “vai a farti in bidet”.
QUANDO – Mancava una settimana al mio matrimonio, papà era nervosissimo, e da un po’ di tempo mi voleva tutte le notti. Era anche un po’ rude e a volte mi faceva un po’ male. Io,come sempre,ero disponibile anche se non ne avevo molta voglia perché i pensieri erano altri. Quella sera volle che mi mettessi a pancia in giù sul bordo del letto. Mi prese da dietro e con le mani sulle spalle mi spingeva giù. Aveva un movimento lento ma spingeva sino in fondo per penetrarmi il più possibile, all’inizio fastidioso ma poi questo continuo riempirmi e svuotarmi, la pressione delle sue mani sulle spalle, il calore della sua pelle quando si schiacciava contro di me, mi hanno portato ad un orgasmo violento; nello stordimento il suo ritrarsi mi ha come lasciata svuotata. Ho sentito le sue mani aprirmi le natiche, il suo viso avvicinarsi e poi la lingua a leccarmi l’ano. Poi un suo dito ad accarezzarmi lì con lievi penetrazioni. Poi ha smesso. Mi sono girata pensando fosse tutto finito invece era dietro di me, non era venuto: il pene in piena erezione, lo stava massaggiando, era unto e lucido. Ho capito e ho detto “no”, con il dito sul naso mi ha fatto capire di stare zitta, ho affondato il viso nel materasso. La sua mano sulla schiena a tenermi ferma e poi la pressione del suo pene sull’ano “per favore non farmi male” le uniche cose che ho detto. Il dolore quando la punta del pene è riuscita a dilatarmi, il suo invadermi lentamente, il mio continuo lamento “piano,piano,piano”. Ho capito che non dovevo opporre resistenza per sentire meno dolore. Per un attimo si è fermato sprofondato in me poi ha iniziato ad entrare ed uscire aggrappato ai miei fianchi. E’ durato poco e ho sentito le contrazioni del suo pene che si svuotava dentro di me. “ora sei completamente mia” mi ha sussurrato all’orecchio. E’ vero, solo lui può penetrarmi lì, a me non piace e anche se mio marito vorrebbe non lo permetto. Papà può tutto, ogni mio orifizio è suo di me può avere tutto, adoro il sapore del suo sperma, mi piace quando mi chiede di leccargli l’ano, è il mio amante e sempre lo sarà.
ORA – E’ finito il lockdown. Sono più di due mesi che non vedo papà. Sta arrivando, mi accarezzo il pancione, si sorprenderà quando mi vedrà nuda, anche i seni mi sono cresciuti. Lo so che da quando sono incinta prendermi lo eccita ancora di più!

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Autore Pubblicato il: 29 Ottobre 2022Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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