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Julia 04

Ero completamente nel mondo dei sogni e ho sentito il cellulare vibrare con insistenza. Maledico me stessa per la mia stupidità e chiunque fosse a quell’ora del mattino.

Mi giro dall’altra parte del letto facendo finta di non sentire il cellulare, ma la sua insistenza non aveva fine e decisa a spegnerlo per continuare a dormire, volevo per lo meno vedere chi fosse.

Sgrano gli occhi e il cuore perde un battito’ al telefono era lui.
‘Pronto! Pronto!’

‘Fra quanto sei pronta? Se hai voglia passiamo la giornata assieme.’

‘Sio… Ti adoro. Ti devo raccontarti tante cose.’

‘E io ho voglia di ascoltarti e vederti. Quello che ho letto nei messaggi mi ha messo una tale voglia”

La comunicazione si interrompe con entrambi che sorridono beatamente.

Non era raro che Julia passasse la giornata con il suo bel zio e la madre non ha mai avuto la men che minima preoccupazione che il fratello passasse del tempo assieme con lei. Preparato il caffè, parlano del suo lavoro mentre lui beve sorseggiando nella tazzina. Entrambi sono in attesa che la figlia sia pronta.

Seduti in macchina, lei ha iniziato prontamente ha parlare come al suo solito, ma lui aveva ben altre intenzioni. Alla prima occasione accosta sul ciglio della strada e si baciano con passione. Come fossero due veri innamorati che non si vedono da tanto, tantissimo tempo.

Lungo la strada per la grande città, lei gli racconta le performance di quanto avevano fatto lei e il padre dell’amica. Gli racconta tutto nei minimi particolari e nel mentre, le mani vagavano libere per accarezzare, stimolare, eccitare’ Molte volte lei è stata sul punto di godere a causa delle lunghe carezze fatte al clitoride. Molti sono stati i chilometri percorsi mentre gli succhiava il duro cazzo senza farlo venire o con le tette nude completamente esposte mentre lui era intento ad accarezzarle.

Arrivati finalmente in città, si devono ricomporre. Come d’abitudine parcheggiano in periferia e prima di scendere si controllano a vicenda che i vestiti siano a posto. Lui le osserva la normale minigonna a balze nera che le arrivava solo a metà coscia, le nuove scarpe che doveva ricordarsi obbligatoriamente il nome: All Star. Osserva la striminzita maglietta che le fasciava il petto esaltandolo. I capelli raccolti all’indietro nella coda che le lascia libero ed esposto il collo e dalle spalle, fanno capolino di tanto in tanto le minute stringhe del completino intimo rosa.

Soddisfatti, mano nella mano come due normali fidanzati si incamminano verso la fermata del bus.

Come sempre lei si limita a seguirlo nei suoi giri di lavoro. Godendone della sua presenza e parlando con lui. Gli resta accanto mentre lui contatta i clienti o ne visita di nuovi.

Saliti sull’autobus, si posizionano in piedi sulla pedana nella parte posteriore e lui non perde l’occasione per abbracciarla da dietro. Le bacia teneramente una spalla nuda e gli si struscia sul culo facendole sentire il duro pacco.

Dal principio Julia sopporta compiaciuta, ma come lui le prende in mano i seni, lei si volta.

‘Smettila. Stiamo dando spettacolo.’

Lui abbassa la testa e la bacia sul collo e con un filo di voce le sussurra all’orecchio.
‘Non ti piace farti vedere da tutti che sei una porca e che ti piace il cazzo?’

Il suo respiro attaccato all’orecchio e i baci dati sul collo la fanno ansimare. In breve si ritrova eccitatissima e poteva percepire l’umido in mezzo alle gambe. Arrossisce per la vergogna come incrocia alcuni sguardi di anziani e giovani uomini. Si eccita nel pensare che anche loro l’avrebbero desiderata e sarebbero stati volentieri al posto di suo zio.

Stringe le gambe e una scossa di eccitazione la fa tremare tutta mentre la mano di lui le accarezza una natica e le bocche si baciano appassionate.

Dopo aver visitato un cliente, in cui l’anziano non le ha tolto gli occhi da dosso si avviano lentamente, apparentemente senza meta. Osservano alcune vetrine e poi si inoltrano nel parco.

Seduti su una panchina, lui effettua alcune telefonate e poi l’abbraccia e la bacia con trasporto. Se la porta in grembo, seduta sulle gambe e come se la dovesse coccolare, la bacia ancora a lungo e lei soddisfatta e illibinidita si lascia trasportare dalle emozioni.

La mano libera, spesso si intrufola sotto la gonna e fra le gambe e una volta raggiunto l’inguine, lo trova caldo e bagnatissimo. Proseguono ad accarezzarsi a vicenda in quel modo dando un insperato spettacolo ai pochi fortunati che in quel momento stavano cercando refrigerio dalla calura.
‘Perché non ti metti a cavalcioni sulle mie gambe?’

Lei sorridente si mette a sedere sulla panchina e prima che si potesse alzare lui la blocca con una domanda.
‘Hai voglia di esagerare… Davvero?’

‘Io… Si….’ Risponde titubante non sapendo cosa volesse farle fare.

‘E allora…. Togliti il perizoma.’

‘cosaaaaaaaa???????????’ Guardandolo stralunata e con le guance che le si infiammano per la vergogna e la paura che qualcuno sentendola li stessero guardando.

‘Togliti il perizoma e vieni a sederti su di me.’ Ribadisce mentre si da alcune pacche invitanti su una gamba.

Come è nel suo carattere, si lascia guidare dalle emozioni ed esegue senza pensare. Non si guarda neppure attorno se qualcuno avesse potuto osservare quello che stava facendo e una volta tolte, le mette appallottolate nella borsetta. Riflette e si dice fra se e se: ‘Sono così bagnate che dovrei stenderle per asciugarle.’

Si posiziona sopra le sue ginocchia e pensa che da li a poco gli avrebbe bagnato i pantaloni.

Per non far vedere a tutti il suo culo nudo, lui le mette una mano sul sedere in modo che non si alzasse la gonna.
‘Adesso ti scopo.’

Incredula strabuzza gli occhi. Si guarda attorno preoccupata e non intravede nessuno intento a guardarli. Nel poco tempo che erano rimasti accoccolati sulla panchina, inoltre, non aveva visto passare molta gente e si è un poco rasserenata.

L’idea balzana di farlo lì, davanti a tutti, le aveva dato una scossa di eccitazione e poteva sentirsi colare la figa per quanto era umida.

Dopo che lui si è guardato attorno, ha trafficato con i pantaloni e liberato il cazzo le chiede.
‘Alzati un attimo… Ora risiediti piano…’

La cappella punta perfettamente contro l’antro del sublime piacere e lei si lascia impalare volontariamente. Abbandonate le forze, poteva percepire la figa pulsare e la dura cappella puntare direttamente contro il collo dell’utero. Restano fermi qualche istante e lei poteva percepire come se il cazzo lentamente entrava sempre più dentro e sempre più profondamente. Pensava che stesse per aspirare anche le palle e questo la fatta gemere di piacere.

‘Ti rendi conto che stiamo scopando in mezzo al parco? Sai in quanti in questo momento potrebbero vederci?’

Per tutta risposta la giovane nipote appoggia la fronte alla sua spalla e si dice fra se che le sembrava tutto irreale. Il pensiero che qualcuno potesse vederli ed eccitarsi, la rendeva pazza di lussuria.

‘Ora stai ferma. Mi muovo solo io.’

Lentamente la muove avanti e indietro facendo fuoriuscire il cazzo per pochi centimetri e poi ha iniziato anche lui a muoversi spostando il bacino avanti e indietro.

Ogni volta il cazzo entrava spasmodicamente sempre più a fondo, facendole stringere i denti per non urlare di piacere. Si sentiva tutta un fuoco.
‘Dio… Sto già per godere.’ Si dice fra se.

‘Come torniamo a casa, ti inculo in questa posizione.- Il cazzo entra e lei rimane senza respiro. Ha come l’impressione che la cappella le abbia superato la cervice.- Ti inculo va bene?’

Alla successiva spinta resta con la bocca aperta. Le sensazioni erano di un piacere sublime.

‘Adesso vengo…… Puttana mi fai venire….’
Ha spinto repentinamente il bacino e il caldo palpitante sperma le si riversa direttamente nell’utero.

La sensazione è tale, che emette un gemito involontario e gode anche lei tremando tutta. Si sentiva completamente piena, come se anche le palle fossero entrate in lei e la cappella del cazzo ne era certa, aveva superato il collo dell’utero.

Lei non capisce più nulla. Si sente la figa vibrare tutta e stringe i pugni contro la spalliera della panchina mentre le ondate di godimento si susseguono. I caldi fiotti di sperma la fanno gemere ogni volta e quando non ha esaurito le forze, si abbandona pesantemente su di lui con il cazzo che vibra e pulsa come la figa.

Il tempo scorre lentamente e quando una mano si incunea fra i loro corpi sudati e accaldati, non si muove. Come questa le arriva a sfiorarle il pube e il clitoride, geme e trema.
Ne rimane un poco contrariata nel constatare che la mano si ritrae immediatamente. Pensava che aveva ancora voglia di continuare.

‘Sei una gran porca. Hai goduto talmente tanto che hai pure fatto la pipì.’

Sconvolta lo guarda in faccia e si mettono a ridere entrambi.

* * *

Come precedentemente detto… Tutto quando fino ad ora descritto non è totale fantasia, ma la descrizione di eventi realmente accaduti alla vera lei…

Al prossimo capitolo?

Maxtaxi
E la protagonista’

Aiutatemi a migliorare. Aspetto le vostre critiche.
Sono in attesa delle vostre proposte e suggerimenti da inserire nei prossimi capitoli’

taximassimo@yahoo.it ‘ mail e msg nelle poche volte che sono collegato.

Questo romanzo non deve essere riprodotto elettronicamente o a mezzo stampa senza la mia autorizzazione scritta.
This novel should not be reproduced electronically or in print with out my written permission.

Autore Pubblicato il: 20 Ottobre 2009Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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