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LA LICENZA
Gianna & Giovanni.

‘Dai cambia. Metti su MTV. Ci sono i video degli Grammy Awards.’
‘Ma scherzi? Stò guardando la finale degli All Star Game.’
‘Basket? Se non è calcio è basket. Non è giusto. In questa casa bisogna vedere sempre quello che volete voi. Dai, dammi il telecomando o cambia!’
‘Lasciami vedere la fine.’
‘Cambia!’ Urla entrando e mettendosi in mezzo alla stanza mentre continua a strofinarsi i lunghi capelli con indosso solo un asciugamano annodato sotto le ascelle. Lo guarda in attesa di una sua azione.
‘Senti. Hai appena finito di farti la doccia. Non devi asciugare il bagno?’
‘E’ estate e si asciuga da solo. Cambia ti ho detto!’ Ora si è messa di fronte a lui impedendogli la visuale.
‘Non ho mai visto nessuna ragazza ridurre un bagno come fai tu. Anche mamma ti ha sempre detto di asciugare e mettere a posto il bagno ogni volta che hai finito di farti la doccia. Togliti di mezzo che non riesco a vedere.’ Sdraiato com’è non può neppure spostare la testa.
‘Dai cambia! Non devi andare da qualche parte? Sei in licenza quindi devi uscire. Non startene lì spaparanzato tutto il giorno sul divano a fare niente. Daì, levati e CAMBIA CANALE!’ Gli urla.
‘Sono arrivato da meno di 24 ore e già rompi le palle. Più tardi esco. Ti ho detto di levarti che non mi lasci vedere. Spostati. Ora.’ La guarda con aria di sfida e mette il telecomando dietro alla schiena.
‘Smettila! Qui non siamo in caserma che puoi dare ordini. Dai cambiaa!’ Urla di nuovo.
‘Ti ho detto di levarti.’
Si guardano in cagnesco pronti a saltarsi addosso da un momento all’altro. Lei è tutta rossa in viso. Si posiziona davanti a lui. Gambe leggermente allargate e ben posizionate con i piedi piantati a terra. Pugni chiusi e guardia bassa con la spalla sinistra spostata leggermente in avanti.
‘E io ti ho detto cambia!’ Con tono deciso ma calmo.
Lui la guarda, anzi la osserva. Dalla sua posizione lei è pronta a saltargli addosso o a colpirlo con calci o pugni. Si può solo difendere o attaccare e sperare di non fargli troppo male. Se riesce a distrarla per un secondo..
‘Ok.’
Lui ruota leggermente la testa come se cercasse di vedere dove ha posizionato il telecomando. Con la coda dell’occhio vede che lei si rimette le mani in testa per aggiustarsi l’asciugamano che si era messa attorno hai capelli. Lui con uno scatto della mano afferra il bordo inferiore del telo da bagno e tira in basso mentre lei fà un salto all’indietro. In questo modo rimane completamente nuda di fronte a suo fratello. Istintivamente cerca di coprirsi con le mani, il pube e i seni.
‘Non vuoi più il telecomando ora?’ La guarda con un sogghigno compiaciuto anche per lo spettacolo imprevisto.
Presa di sorpresa, non se l’aspettava, ma sbeffeggiata e presa in giro è presa dall’ira e si avventa su di lui. Con un balzo, si lancia addosso a lui atterrando con le ginocchia sulla sua pancia. Cerca di afferrargli le mani perché sa che ora gli tirerà dei pugni. Lei viene attanagliata ha un polso e cerca di liberarlo tirando e colpendolo con la mano libera. I colpi sono deviati dal suo avambraccio. Quando entrambi i polsi sono presi cerca di colpirlo allo sterno coi gomiti. Litigano tirando e spingendo per liberarsi a vicenda mentre cerca di tenerlo sempre schiacciato sotto di lei. Lui si inarca a ponte e lei per non cadere in avanti, si sbilancia lateralmente e cadono dal divano. Ora è lui che la sovrasta e la schiaccia a terra. Cerca di divincolarsi ma la partita è chiusa. è schiacciata sul pavimento freddo. Ansimano entrambi. Il respiro affannoso fa sollevare ritmicamente il suo petto. I capezzoli ora sono diventati violacei e attirano la sua attenzione.
‘Però, non ti pensavo così ben fatta. Emmhh, volevo dire così forte.’
Lei lo guarda ancora per qualche secondo. Vede bene che il suo sguardo è attirato dalle sue tette e, se riuscisse a fare appello alle ultime forze rimaste, forse potrebbe liberarsi i polsi e ricomiciare. Cerca con un ultimo scatto di girare le mani e vi riesce solo per una mano. Lottano ancora per qualche minuto ma la mole di lui e la sua posizione di vantaggio portano presto a una nuova conclusione. Lei è sempre schiacciata sotto a lui e ora ha un polso che gli duole terribilmente. Non vuole dargliela vinta.
‘Allora? Ti arrendi?’ La guarda negli occhi. Anche lui è tutto sudato per lo sforzo sostenuto. Ora il suo viso è a pochi centimetri da lui. Sente il calore del suo respiro. Gira la testa, allunga il collo e lo morde con tutta la forza che ha alla sua spalla. Per cercare di allontanarla si solleva facendo leva sui gomiti. Li appoggia alle sue tette e schiacciandole riesce a liberarsi. Lei non dice nulla. Fà solo una smorfia di dolore.
‘Sei proprio una stronza.’
Fà in modo di tenerle strette entrambi i polsi con una sola mano e ora, con quella libera, raggiunge il suo pube. Sente la mano raggiungergli la sua figa e lo guarda con stupore e terrore. Non sà che pensare.
Come sente i peli di lei, prende un ciuffetto fra le dita e tira. Lei urla per il dolore e riesce a liberarsi le mani. Lottano strenuamente ancora per pochi minuti. I colpi bassi non si risparmiano. Lei più di una volta riesce a colpirgli la cappella del cazzo e lui in risposta gli torce i capezzoli. Riuscita a dominarla nuovamente si guardano più stanchi e stremati che mai.
‘Hai bisogno di farti una nuova doccia. Sei tutta bagnata.’ Gli dice con un filo di voce.
Lei non gli risponde. Il suo peso non la fà respirare come vorrebbe. Si sente sfinita e abbandonata dalle forze.
Lui libera i suoi polsi e si posiziona semi seduto su di lei. Cerca di non farle sentire troppo il suo peso e infatti lei chiude gli occhi e respira più profondamente.
‘Sorellina. Sei veramente forte. Patisci sempre il solletico?’
Senza aspettare una risposta incomincia a solleticarla hai fianchi. Incomincia a ridere a crepapelle cercando di divincolarsi. Vanno avanti così ancora per poco per poi finire entrambi sdraiati a terra uno a fianco all’altro. Si alza su un gomito e la osserva. Il movimento delle sue tette segue il ritmo affannoso del suo respiro. La pelle imperlata di sudore è resa ancor più seducente dalla penombra della stanza.
‘Mi dici come fa una ragazza bella come te ad uscire con un insignificante come Michele?’
Passano alcuni secondi poi lei gli gira la testa:
‘Mi dici che ci fa un ragazzo come te attaccato tutta la notte al computer? Non hai di meglio da fare che guardare siti porno per poi consumarti in seghe? Michele è il mio fidanzato.’
‘Per essere precisi io ho passato la notte a guardare i siti porno che tu hai visitato. E poi si, mi sono fatto due seghe ieri sera e solo perchè ti ho vista impegnata con la bocca sul cazzo di Michele.’
‘Cosa? Ma sei un porco!’ Si solleva leggermente sui gomiti per vedere dove sono finiti gli asciugamani per coprirsi. Troppo lontani, pensa.
‘Senti chi parla. Se non volevi che ti vedessi, non dovevi sbocchinarlo in macchina sotto alla finestra di casa. E se ti vedeva papà? Sai il casino che saltava fuori? Ma almeno lui ti ha fatto godere?’
‘Certo!’ Risponde stizzita.
‘E quando? Se dopo che lo hai spompinato è scappato via senza darti neppure un bacio.’
‘Mi ha fatto godere prima.’
‘Cioè? Con le dita? Vuoi dire che ti ha fatto un ditalino e tu lo hai premiato con una pompa? Ragazzi, se tutte le donne che ho limonato e che ho fatto godere con le dita, mi avessero ripagavano con una pompa, sarei l’uomo più felice del mondo. Ma non ti bacia mai dopo che lo hai bevuto?’
Il discorso la sta eccitando. Pur rimanendo con le guance arrossate ora i capezzoli sono divenuti vistosamente duri.
‘No. Non gli piace baciarmi dopo che l’ho soddisfatto.’
‘Certo che si perde tutto il meglio. è proprio un coglione, il tuo Michele. Il bello viene dopo. Quando la coppia con i sensi appagati è ancora erotizzata e illibinidita. Immagina il gusto forte di lui nella sua bocca. Questo non ti eccita? Non ti erotizza l’idea che lui assaggi il suo steso sapore dalla tua bocca? Che ve lo scambiate e vi impiastricciate entrambi? Pensa come sarebbe erotico continuare e rieccitarsi insieme per poi finire stravolti e con i sensi appagati. Non è forse vero che ieri sera dopo che sei andata a letto ti sei nuovamente masturbata?’
Ora lei lo guarda perplessa. Si sente eccitata. Là dalla sua conchiglia, si sente calda e in un certo senso anche umida.
‘Come fai a sapere che mi sono soddisfatta a letto ieri sera? Michele mi soddisfa pienamente.’
‘Sei una porcellina. Si sente distintamente il sciacquettio delle tue dita fra le labbra della figa. Come anche il tuo respiro. Credi che non sappia esattamente quando godi? Prima respiri affannosamente poi ti irrigidisci e in apnea godi facendo tremare il letto. Infine emetti lunghi respiri di appagamento. Se invece non ti accontenti di una sola e vuoi continuare a godere, allora emetti come dei singhiozzi. Sembrano dei lamenti sordi. Sei rimasta a bocca aperta? Anche un pò eccitata, a quanto vedo.’
Indirizza lo sguardo ai capezzoli che sono nel frattempo diventati durissimi. Le aureole violacee sono ancora più esaltate da alcune vene. Si sente tutta un fuoco e l’imbarazzo ha lasciato il posto ad una sorta di eccitazione profonda che la erotizza ancora di più. Il fatto stesso di trovarsi lì nuda, davanti a lui, non l’aiuta certamente a raffreddarsi.
‘Guarda che anche io so quando ti spari le seghe. Soprattutto al mattino quando pulisco la camera e trovo i tuoi fazzoletti ancora bagnati di sperma.’
‘Certo, lo so, e bene. Li lascio lì apposta, perché so che ti piace annusarli mentre ti masturbi. Non sai quante volte ti ho visto. Sei sempre stata un libro aperto per me. Sapevo esattamente sempre dove e cosa facevi.’
Gianna tace.
‘Ti ho turbata?’
Non sa che rispondere. Si sente eccitata ma ha anche voglia di picchiarlo. Lo guarda con più attenzione e nota il bozzo dei suoi boxer. Anche lui è eccitato. I segnali che arrivano dalla sua conchiglietta sono inequivocabili. Ha voglia di maschio. Di cazzo. Questa sensazione un po’ la spaventa, visto che è lì nuda con suo fratello.
‘Tu mi hai mai visto masturbarmi? Ti andrebbe di vedermi?’
Ha la gola secca. Non riesce a rispondere. Neppure lei sa quante volte lo ha spiato dal buco della serratura del bagno. Ora si presenta l’occasione per poterlo vedere da vicino. Si limita ad un accenno con la testa in segno di conferma e si meraviglia di averlo fatto. Si sente con le guance che vanno a fuoco come se fosse ancora una bambina.
Lui non se lo fa ripetere e si mette a sedere per abbassare i boxer. Appena si rimette sdraiato sui gomiti si nota distintamente il cazzo duro. Si erge appoggiato sopra al suo pube, leggermente sollevato, come se fosse su un tappeto. Lei si sente prudere la conchiglietta. Il clitoride è eccitato e duro, mentre la ciprigna cola e le bagna le gambe.
‘Fatti anche te. Aiutami così vengo meglio.’
è appoggiato su un gomito con una gamba sollevata in modo che lei lo possa vedere bene senza perdersi nulla. Lei lo copia sollevando la gamba sinistra e incomincia a passarsi la mano lungo il solco bagnandosi ulteriormente il clitoride.
Impugna il cazzo e lentamente fa scorrere la mano lungo l’asta. Avanti e indietro alcune volte rendendo il cazzo ancora più duro. Poi impugna le palle massaggiandole dolcemente. Gliele fa vedere e osservare bene mentre lei continua a massaggiarsi il clitoride sempre più duro, caldo e bagnato. Impugna il cazzo e ora incomincia a muoverlo ritmicamente avanti e indietro sempre osservando la sorella che si sta masturbando. La cappella è violacea e ne escono stille di sugo che la rendono ancora più lucida. Lei socchiude leggermente gli occhi. Sente il calore espandersi in tutto il corpo. Lui stringe i denti per non godere subito mentre la mano continua imperterrita a lavorare lungo il cazzo. Allunga la mano libera e accarezza una tetta. Il calore della sua mano e la stimolazione sul capezzolo la portano all’orgasmo. Lui accelera il movimento della mano e con lunghi getti di sperma gode. Vanno avanti così per alcuni minuti, per poi rallentare; una volta fermatisi, si rilassano sdraiandosi sempre a terra. Il fresco delle piastrelle contrasta col calore del loro corpo. Dopo alcuni minuti lui si gira e si mette in ginocchio seduto sui talloni. Si osservano entrambi. Lui ha tutto lo sperma su un fianco e sulla pancia mentre il cazzo è ancora semi duro con la cappella lucida e bagnata. è violacea come le vene lungo il cazzo. Non è ancora moscio e punta deciso nella sua direzione. Essendo ancora in tiro gli permette di vedere bene le palle al di sotto. Vorrebbe toccarlo per sentire il calore e la consistenza. Lei è sdraiata con la testa semiflessa per osservarlo. Sui seni spiccano i capezzoli duri e scuri per l’eccitazione. Le gambe aperte a squadra con la figa completamente aperta. Il folto pelo riccio è umido dei suoi umori come buona parte del suo interno coscia. Le piccole labbra e le grandi sono rosse ed esaltate dall’umidore. Vorrebbe toccarla e sentire come sono calde. Vorrebbe leccarla, sentirla fremere sotto i colpi della sua lingua, assaporarla, conoscerla… Invece, si solleva in piedi e con calma cammina fino al bagno per lavarsi.
Quando torna lei è ancora nella stessa posizione di prima. Languidamente gira la testa per osservare il fratello sulla porta mentre la mano destra si solleva stancamente da terra. Accarezza l’interno coscia fino a raggiungere la sua conchiglia calda e umida. Con i polpastrelli si accarezza partendo dal basso e percorrendo tutto la lunghezza della sua figa fino a raggiungere il clitoride sensibilissimo. Scariche di eccitazione la fanno fremere nuovamente. La mano risale sfiorando lentamente la sua pancia e i seni. Si ferma alla bocca dove si porta le dita ancora bagnate per assaporare i suoi umori. Il cazzo, come se fosse dotato di vita propria, si muove alzandosi lentamente. Rimane così fermo a mezzaria come un boma di una nave. Ora con le dita ancor più umide le fa scorrere sui capezzoli masturbandoli. Incomincia un nuovo gioco in cui alterna le dita dalla figa alla bocca, per finire sui capezzoli per poi tornare nuovamente alla sua conchiglietta. Con gli occhi chiusi continua a gemere e a godere mentre usa una mano sulla figa per masturbarsi il clitoride o sprofondare in lei con due dite e sentirsi l’interno delle pareti vaginali. L’altra sulle tette che stuzzica, pizzica e masturba un po uno e un po l’altro capezzolo. Continua tremante e gemendo per ogni nuovo orgasmo fino a che non si inarca per un orgasmo ancor più violento del solito. Ansimante e sfinita si lascia rilassare dal fresco del pavimento. Lui ora ha il cazzo nuovamente duro. Sembra pronto per scoppiare da un momento all’altro. Lo stringe forte in mano per resistere alla nuova eiaculazione che gli sta montando. Si sente il cuore battere a mille e cerca di rilassarsi perché ha un appuntamento importante e lo sperma gli serve tutto. Ora che Gianna ha riaperto uno spiraglio negli occhi gli sorride. Lui gli accenna un bacio con le labbra e si dirige in cucina dove si versa in un bicchiere un succo di frutta freddo. Forse l’aiuterà a calmarsi ma continua a pensare all’appuntamento per dopo e questo è una fonte di continuo eccitamento.

Accetto suggerimenti per migliorare
E proseguire il racconto..

By
maxtaxi
and
Simone

Autore Pubblicato il: 27 Ottobre 2005Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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