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La mia bimba

Sono sudato fradicio, mani e braccia mi fanno male. Ho appena finito il mio allenamento al sacco. La box e le arti marziali hanno sempre fatto parte della mia vita.
Mi siedo a terra per recuperare e guardo la stanza che uso come palestra, la stanza che doveva accogliere il mio secondo figlio se mia moglie non mi avesse piantato in asso dopo solo tre anni di matrimonio e con una bimba da allevare. Puttana. Mi sarebbe piaciuto avere altri figli…
Mi allungo, da uno scaffale prendo un album di foto. Lo sfoglio mentre mi asciugo il sudore dalla fronte.
Vedo le foto del viaggio di nozze, poi quelle di Clara, la mia bimba, appena nata. Sfoglio le pagine dell’album e di colpo sulle foto ci sono solo io e Clara. Anche le foto mantengono memoria di quel giorno in cui tornando a casa dal lavoro trovai un biglietto con scritto “Me ne vado, addio. Clara è da tua madre”. Non ho mai saputo perché e dove e con chi se ne sia andata quella puttana.
A quel tempo, Clara aveva un anno e mezzo. Fu difficile, veramente difficile allevare la mia bimba da solo. Al mondo esisteva solo lei. Non ho più voluto fidarmi di nessuna donna. Solo Clara, lavoro e allenamento nella mia vita.

Mi ricordo tutte le grandi tappe della vita del mio tesoro: il primo dentino, i primi passi la prima volta che mi ha chimato papà.
Continuo a sfogliare l’album, è lei la protagonista indiscussa, il mio tesoro.
La vedo ai tempi dell’asilo: è in quegli anni che ha viaggiato in aereo con me la prima volta e ha visto le meraviglie dell’Asia. Poi la vedo alle elementari: la scoperta dei libri, lo studio. E poi le medie: mi ritorna in mente quando mi chiamarono da scuola per dirmi che Clara aveva fatto a botte. Due bulletti la avevano presa di mira, ma grazie al cielo ho iniziato presto ad insegnare a combattere alla mia piccola, altro che stupidi corsi di danza. Sorrido: mi ricordo della faccia della preside della scuola quando guardando Clara chiesi: “Cosa ti hanno fatto?”
“Hanno provato a toccarmi e poi a spingermi”
“E tu cosa hai fatto”
“Mi sono difesa!”
“Brava: è quello che dovevi fare. Alla fine sei rimasta in piedi tu?”
E lei sorridendo mi rispose: “Ovvio papà!”
Straordinaria la mia piccola guerriera!

Giro un’altra pagina dell’album. Clara è ormai una ragazzina. Siamo sempre più uniti. Preferisce viaggiare con me a scoprire il mondo piuttosto che passare l’estate in campeggio con i coetanei: la cosa un po’ mi preoccupa. Non so se mi sto comportando nel modo migliore.
Altra pagina, altre foto: Clara è ormai una ragazza, una splendida ragazza. Vedo le foto dell’ultima vacanza in Messico. Penso agli sguardi della gente quando ci vedeva passeggiare lungo mare o a quel vecchio porco che mi chiese: “Bella la tua segretaria, ma è solo per te?”. Fottuto porco. Però, come dargli torto…
Ultima pagina, ultima foto: il sorrismo pieno di vita di Clara.
Penso alla mia bimba, oggi è andata a fare un esame.

Sento la porta d’ingresso che si apre. E’ tornata.
“Ciao tesoro, com’è andata”
“Uff, speravo meglio… ma è andata”
Se ne va in camera, metto a posto l’album delle foto. In un paio di minuti Clara è di nuovo da me. Si è messa una canotta e un paio di pantaloncini.
“Se hai finito papà vorrei scaricarmi un po’…”
“Fai pure tesoro…”
E la mia piccola comincia a picchiare con forza sul sacco. Pugni diretti, colpi di gomito e ginocchio. Invidio la sua elasticità, la sua velocità, la sua eleganza…
La guardo, la sto guardando, la mia Clara non è più una bambina. Vedo il seno muoversi ad ogni colpo che tira contro il sacco. I suoi glutei sodi sobbalzano quando tira i calci. Ogni volta che alza le lunghe gambe mi sembra di intravedere il suo pube attravero i pantaloncini corti.
E’ tutta sudata.
“Ti va di fare un po’ di scambio papà?”
“Certo piccola!”
Fare un po’ di scambio vuol dire fare un combattimento leggero, applicare le tecniche. Ricordo quando l’estate facciamo questi esercizi sulle spiagge che visitiamo.
Ormai Clara è forte, veloce. Mi mette in difficoltà. Non posso competere con la sua resistenza: non ho più 20 anni. Resisto solo grazie a tecniche che lei ancora non conosce. Sono stanco, mi distraggo, lei ne approfitta e mi proietta. Sono a terra, disteso sulla schiena. Lei, col pugno caricato, pronto per il colpo finale.
“Tutto bene papi?”
“Bravissima. Nessun problema”
Si piega verso di me. Ci guardiamo negli occhi per un secondo che pare un millennio.
“Vado a farmi una doccia… dove mi porti a cena papà?”
“Completiamo l’allenamento con una cena cinese?”
“Benissimo…”
Sento l’acqua della doccia scorrere. I miei pensieri corrono, penso a Clara come ad una donna stupenda e non come a mia figlia, sento che il mio membro inizia a tirare.
Clara esce dal bagno, entra in camera e finisce di asciugarsi. Fa cadere l’accappatoio per infilarsi la biancheria intima.
Non c’è mai stato imbarazzo tra di noi nel vederci nudi. Ma questa sera mi sembra tutto diverso. Mi alzo e mi dirigo verso il bagno, cerco, con la coda dell’occhio di guradare in camera sua. Clara indossa solo un tanga e si sta allacciando il reggiseno, la mia erezione è completa.
Mi infilo sotto la doccia. Sono turbato. Avrei voglia di masturbarmi, anzi no, avrei voglia di fare sesso con mia figlia, avrei voglia di toccarla, baciarla. Ma che cazzo sto pensando!

Usciamo di casa e ci dirigiamo al ristorante. IL ristorante cinese è quasi vuoto. Prendiamo un tavolo in un angolo. La luce è soffusa. Mi racconta dell’esame, della sua giornata. Io la sto osservando, non parlo. Guardo i lineamenti del suo viso, le sue labbra sottili, la gestualità controllata delle sue mani, vedo che ha ancora le nocche arrossate dall’allenamento al sacco.
Finita la cena facciamo due passi prima di rientrare a casa. La mia bimba mi prende la mano, non ha mai avuto vergogna di passeggiare con suo padre.
La gente che ci incontra ci scambia occhiate: immagino i commenti, i loro pensieri. Mi sembra di sentire gli altri uomini dire “Beato lui”, “Che pezzo di fica” e le donne pensare “Che maiale, potrebbe essere sua figlia…”, ma lei è mia figlia! Mi viene da sorridere. Guardo Clara.
“Che c’è papi? Perché ridi”
“Nulla nulla, un pensiero buffo”
“Dai dimmi…”
Sorrido di nuovo
“Pensavo che probabilmente ci sarà qualcuno che penserà: guarda quel vecchio maiale, insieme ad una ragazzina che potrebbe essere sua figlia…”
Clara si mette a ridere divertita
“Ma io sono tua figlia papà”
“Già, è proprio quello che ho pensato io”

Ritorniamo a casa, mi metto una tuta e vado in salotto. Accendo la TV, mi siedo sul divano, zapping frenetico, non vedo nulla di quello che scorre sullo schermo, i miei pensieri vagano liberi.
In un paio di minuti arriva anche Clara, anche lei si è messa una tuta leggere, si siede alla mia destra, appoggia la testa sulla mia spalla e si stringe al mio fianco. La accarezzo come ho fatto tante volte, ma questa volta è diverso. Mi basta sentire il contatto col suo corpo e avverto subito che lì, in mezzo alle gambe, il mio uccello si muove.
E’ Clara a rompere il silenzio:
“Perchè non hai più cercato un’altra donna?”
Non so bene cosa rispondere
“Forse perché non mi fido più delle donne… intendo dire che non mi fido di costruire qualche cosa di serio…”
“Ah sì… allora non ti fidi neppure di me???”
Ridiamo.
“Ma dai stupida, tu sei la mia bambina. Vivo per te lo sai…”
Continuo
“E tu? Non mi dirai che all’università non ci sono galletti che ti vengono dietro?”
“Mmmm, solo stupidi bambinoni… nessuno di interessante”
Si stringe di più a me, mi guarda e mi schiocca un bacio sulla guancia. Il mio fallo ha un sussulto, dubito che Clara non se ne sia accorta.
Appoggia la testa al mio petto, faccio finta di fare zapping…
“Sai papà, a volte mi dispiace essere tua figlia…”
“Assì??? Grazie!”
“Non fraintendermi, mi hai insegnato un sacco di cose, mi hai fatto viaggiare, siamo sempre stati insieme… scusa, non dovrei dire certe cose, ma a volte avrei preferito conoscerti e stare con te non come una figlia…”
Restiamo in silenzio, le accarezzo i capelli, le giro la testa verso di me. Fa fatica a guardarmi negli occhi. La guardo come se fosse la prima volta che la vedo, avvicino il mio volto al suo, i nostri occhi si cercano e anche le nostre bocche.
Prima un bacio innocente, poi le labbra si dischiudono, e infine le nostre lingue iniziano a vorticare tra loro.
Faccio scendere le mie mani lungo i suoi fianchi, per la prima volta poggio i palmi delle mani sul suo seno. E’ sodo e i capezzoli sono già turgidi. Scendo ancora. Arrivo sui fianchi poi dietro verso i glutei e poi su, ancora sul seno. Continuiamo a baciarci, sempre più freneticamente. Clara si sposta e mi si siede in braccio. Sento il suo pube sul mio cazzo.
Le sfilo la giacca della tuta. Splendide tette, addominali scolpiti, è lei la mia donna ideale, è mia, l’ho creata e cresciuta io, proprio come volevo che fosse.
La abbraccio mentro le bacio il collo, le orecchie e la lingua. La faccio sdraiare sul divano. Ultima leccata alla sua lingua e poi inizio a succhiarle i capezzoli, duri ed eretti. Scendo fino all’ombelico e inizio a sfilarle i pantaloni. Bacio quelle meravigliose gambe mentre le tolgo la tuta. Belle e morbide caviglie! Le tolgo anche i calzini bianchi, bacio i suoi splendidi piedi, profumano di borotalco. Le lecco la pianta del piede e poi pian piano risalgo lungo le caviglie, piccoli baci e piccoli colpi di lingua. Arrivo vicino al pube. Dal tessuto del tanga traspira la sua eccitazione. Bacio quel tessuto già intriso di voglia, infilo le mani sotto alle sue chiappe, lei alza il suo bacino verso di me ed io le abbasso il tanga.
“Clara, tesoro, sei stupenda…”
Ricevo solo sospiri come risposta.
Sfilo del tutto il tanga e ammiro la spendida fica di mi mia figlia, già gonfia, umida e pulsante. Solo un piccolo ciuffo di peli capeggia sul suo pube.
Mi avvicino di più alle labbra, le bacio, le accarezzo colla lingua. Sento quel meraviglioso sapore di donna che da tanto non assaggiavo. Clara stilla miele e io ingordo lecco tutto. Sposto le grandi labbra e muovo la lingua più in profondità poi salgo, circondo il clitoride. Clara ha sussulto.
Inumidisco un dito e delicatamente lo introduco nella vagina del mio amore; continuo a torturare il clitoride, ad “annegarlo” con la mia salita; muovo il dito avanti e indietro, inserisco un altro dito. Clara segue col bacino i miei movimenti. Avverto le contrazioni della sua vagina, sempre più forti. Sta per venire. Viene. Lecco tutto quel fiume di miele, guardo mia figlia in viso. E’ stupendo poter ammirare il volto di mia figlia mentre sta godendo.
Vorrei coninuare a leccare ma Clara si tira su. Ricomincia a baciarmi avidamente. Ho ancora due dita nella sua figa che non ha ancora avuto quello che voleva. Mi tolgo in fretta la tuta. Siamo nudi, uno in fronte all’altro. Ci stringiamo in un abbraccio forte. Meravigliosa sensazione di contatto. Sento tutto il suo corpo incollato al mio. Sento la sua lingua sulle mie labbra, sul mio collo. I suoi capezzoli si strusciano sui miei pettorali. La sua vulva bagnata sul mio cazzo.
Mi distendo sul divano, lei è sopra di me. Basta poco e il mio fallo è già dentro di lei. Inizia a cavalcarmi. Le accarezzo i fianchi, gli addominali, il seno. Sento il rumore dei nostri fluidi, i sospiri.
Godo come non ho mai goduto. Seguo i suoi movimenti, siamo un unico corpo che si muove all’unisono. Contraggo gli addominali per alzare il busto ed arrivare a leccare i capezzoli e per baciare la sua bocca.
Clara, la mia Clara… siii sta venendo di nuovo. Si sdraia su di me mi bacia. “ti amo, ti amo” continua ad ansimare.
Anch’io ormai quasi ci sono. Un ultimo colpo, vorrei continuare, venirle dentro, ma non posso. La afferro per i fianchi e mi sposto, sono fuori da lei.
Clara scende in fretta verso il mio cazzo, lo prende in mano. Inizia a masturbarmi…
“Nooo, non ce la faccio più… sto venendo…”
Si ferma, mi guarda
“No papi, dai, insieme…”
Mi si mette sopra. Ho davanti agli occhi la sua fica e il suo culo. Inizio a leccare e lei inizia a spompinarmi. Selvaggio sessantanove…
La sua lingua passa su tutta la mia asta, succhia la cappella. Io passo dalle labbra al buco del culo, cerco di irrigidire la lingua per infilarla nei suoi buchi.
Cerco di resistere più che posso ma non reggo più e vengo, vengo e vengo ancora. Continuo a leccare e anche Clara viene ancora una volta.
La giro, ci guardiamo in faccia.
Restiamo abbracciati.
Adesso posso coccolare di nuovo il mio tesoro, mia figlia, la mia donna, la mia amante.

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