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Racconti erotici sull'Incesto

La zia di Avellino

By 9 Febbraio 2004Dicembre 16th, 2019No Comments

Vi racconto una storia incredibile, almeno per me.

Avevo 18 anni ed ero andato in ferie dai miei zii, in un paesino vicino Avellino.

Mia Zia all’epoca aveva circa 40 anni, una donna molto formosa e volgarotta nel parlare, invece mio Zio un uomo molto geloso sempre impegnato al lavoro; avendo un negozio di alimentari. Anche i miei cugini erano sempre fuori casa per lavoro e cio mi faceva annoiare parecchio, siccome ero sempre solo

Un pomeriggio stavo guardando la TV, e per puro caso ero su un canale dove davano una telenovela, Emma (mia zia) passando la vide e si sedette vicino a me.

Era una di quelle mielose dove tutti si fanno tutti, il protagonista si stava portando a letto la cameriera, e mia zia cominciava a farmi domande un pochino intime.

Mi sentivo in imbarazzo alle sue domande ma nello stesso tempo mi stavo eccitando per la situazione. Mi trovavo davanti alla tele con immagini di soft sex e di fianco mia zia che mi chiedeva se avevo già fatto del sesso del petting e altro ancora.

Emma da vera stronza mi chiese come mai in mezzo alle gambe ero così gonfio, feci finta di nulla ma lei come nulla fosse appoggio una mano sul mio sesso. Feci per ritrarmi ma nello stesso tempo lei levò la mano e mi chiese cosa mi aveva eccitato cosi tanto.

Ero li zitto e arrossato dalla vergogna e lei di fianco che mi fissava continuando a farmi domande sempre più spinte, ad un tratto rimise la mano sul mio pene strusciandola e con l’altra pano prese la mia e se la mise sul seno.

Avevo la mano sul seno di mia zia ma la tenevo immobile, lei invece aveva la mano sul membro sopra il training e continuava a massaggiarlo prima piano, poi sempre piu forte finche ”puf una bella spruzzata nelle mutande.

Mi sentivo un pirla!!!!

Lei si mise a ridere infilo una mano sotto il training prese con un dito un po’ di liquido e se lo porto in bocca. Dicendomi che era proprio fresco e gustoso.

Mi chiese gentilmente di non dire nulla a nessuno mi diede un bacio sulla guancia e se ne andò in cucina a continuare a fare i lavori di casa!

Rimasi li seduto a pensare cos’era successo e mi sentivo eccitatissimo dovetti andare in bagno a menarlo un pochino per farmi passare l’eccitazione.

Ormai erano trascorsi 6 giorni da quando mia Zia mi aveva ‘masturbato’ e non potevo far a meno di rammentare ciò che era successo.

Mi sentivo continuamente eccitato e per sbollirmi dovevo masturbarmi in continuazione, pensando naturalmente a Emma (la mia cara Zia).

Una mattina mi svegliai presto e la sentii andare in toilette, feci un giro per la casa e mi accorsi che erano già usciti tutti.

Non ce la feci al pensiero di vederla nuda e andai a spiarla dal buco della serratura, purtroppo era in piedi davanti allo specchio che si pettinava, completamente vestita. Ero nervosissimo, volevo poterla vedere nuda; feci vinta di non sapere che fosse in bagno e spinsi la porta per entrare, con mia sorpresa la porta era aperta; si voltò ed io gli chiesi scusa ma lei mi fece accomodare.

Entrai mi misi di fianco a lei e presi un pettine, mi pettinai in fretta, rimisi via il pettine e andai dietro di lei seduto sul bordo della vasca da bagno.

Lei incurante continuava a prepararsi, ed io da dietro la guardavo e mi immaginavo come potesse essere senza veli.

Ormai la mia eccitazione era alle stelle, mi feci coraggio e mi rialzai posizionandomi proprio dietro di lei appoggiandomi con il mio sesso al suo culone; Mi chiese se riuscivo a passare, le dissi di no; si spinse ancora piu vicino al lavandino ma al posto d’andarmene misi le mie mani sull’orlo della sua gonna, all’altezza delle sue ginocchia, e gli tirai su la gonna vino alla vita riappoggiando il mio pene contro il suo sedere avvolto dai collant.

Lei giro la testa e mi chiese con voce pacata se avevo finito; io in silenzio presi i suoi collant assieme alle mutande e di colpo mi abbassai tirando verso il basso.

Ero in ginocchio dietro di lei con le sue mutandine e le calze alle caviglie.

Cerco di girarsi ma la stavo spingendo contro il lavandino.

La visione davanti hai miei occhi era celestiale avevo il naso vicino al suo ano ma non riuscivo a leccarli la passera, all’ora mi misi a leccarle il sedere e notai che non si dimenava piu.

La lasciai un po’ andare e lei si piego in avanti per agevolare il mio lavoretto, mi ritrovai davanti una passerona pelosissima e con un odore acre, avvicinai la lingua e comincia a leccargliela.

Emma si accorse che ero un principiante e comincio a spiegarmi cosa dovevo fare. Mi fece sdraiare e lei si mise a gambe aperte sul mio viso. Con 2 dita se la teneva aperta ed io leccavo all’interno delle sue labbra.

Cominciava a emanare mugolii e a muovere sempre più forte il bacino finche appoggio la sua testa sul mio pene e si infilo le 2 dita all’interno della vulva, muovendole sempre più veloce e ansimando ad alta voce.

Avendo infilato le sue dita io mi ritrovavo a leccargliela vicino all’ano, con la lingua passai velocemente sulla rosetta e lei disse con voce rauca un siii molto profondo e mi diede un morsico lieve sul pene ancora coperto dal pigiama.

Ormai ero in estasi e insistetti con la lingua sull’ano.

Emma era in preda a convulsioni, si muoveva come una dannata ed io non riuscivo a star dietro al suo ritmo; le allargai ancor di più le chiappe con le mani e spinsi la lingua all’interno dell’orifizio più che potevo, dopo una decina di secondi che le leccavo l’ano tornai sulla fighetta, ma allo stesso tempo ci infilai 2 dita in un sol colpo.

Come le mie dita si inoltrarono nel la suo ano lei venne ansimando ad alta voce facendomi bere il suo acre e odoroso liquido .

Passarono una decina di secondi e mi abbasso il pigiama lasciandomi uscire l’uccello, con delicatezza lo prese in mano e con dolcezza comincio a ritmicamente a muoverla, abbasso la testa verso il pene e cominciai a sentirlo avvolto da un velluto caldo e umido.

Cominciavo ad avere convulsioni, come muoveva la lingua sulla cappella non riuscivo a trattenermi.

Mentre succhiava l’uccello con le mani massaggiava le palle poi cominciò a leccarmi lo scroto e a risucchiarmi i testicoli.

Sapevo che non sarei durato piu molto, avevo i muscoli talmente tesi che mi stavano per arrivare i crampi alle gambe.

Ero al culmine, sempre con lo sguardo rivolto al suo sedere, prima di venire gli infilai ancora 2 dita in culo e cominciai a muoverle mantenendo il ritmo che teneva lei con la bocca, cominciò ad andare sempre piu veloce finche non gli venni in bocca, Noncurante continuò a pompare ingoiando il mio seme, smise solamente quando si ammosciò completamente.

Ero in estasi e soddisfatto, lei dolcemente con la sua mano prese la mia e mi fece togliere le dita dall’ano, mi ero completamente dimenticato di essere ancora all’interno del suo ano.

Si alzo in piedi, si rialzo le mutande e le calze abbasso la gonna, e mi diede una mano per farmi alzare.

Appena rialzato mi bacio sulla bocca mentre con la mano mi tocco il pisello, poi mi disse nell’orecchio, la prossima volta ti insegno qualcosa di nuovo.

Mi feci una doccia, andai in cucina a bere un caff&egrave &egrave poi andai in negozio a salutare lo zio.

Ormai ero arrivato al mio ultimo giorno di ferie, sarei partito la mattina successiva dopo 15 giorni di permanenza dagli zii.

Mi alzai andai in bagno a lavarmi, notai sopra la cesta della biancheria sporca gli slip di Emma, li presi e li annusai.

Mi venne in mente ciò che era accaduto qualche giorno prima ed in me cominciò a salire un’eccitazione, presi in mano il mio pene e mi masturbarmi usando l’intimo della zia. Venni copiosamente dentro gli slip e li misi dentro la cesta.

Andai in cucina a fare colazione e la zietta stava preparando le tagliatelle fatte in casa, si stendeva lungo il tavolo per spianarle bene.

Io la osservavo nel suo abito da casalinga, un vestito fatto in un pezzo solo, senza maniche ma con solo due sottili spalline e lungo fino alle ginocchia; era senza calze e gli si intravedeva il reggiseno di color nero.

Ogni tanto lei si girava e mi guardava con un sorrisino mentre bevevo il caff&egrave seduto sulla poltrona alle sue spalle.

La guardai per circa dieci minuti finche non mi alzai andai dietro di lei gli alzai la gonna e vidi che non aveva messo le mutandine. Emma come niente fosse continuava a lavorare.

Mi abbassai il Training e appoggia il mio pene in mezzo alle sue chiappe e con le mani presi i suoi seni da sopra il vestito, Lei continuava impassibile a spianare la pasta ma con il suo movimento in avanti e in dietro il mio arnese cresceva sempre di piu.

Entrai con le mani sotto il reggiseno e per la prima volta sentii i suo seni nudi, erano grandissimi e con i capezzoli già turgidi. Gli presi i capezzoli con due dita e comincia a strizzarli a tirarli finche lei mi tolse le mani si giro si abbasso e cominciò a farmi una pompa.

Era in ginocchi davanti a me che lo stava succhiando con estrema abilità, si scosto le spalline e fece cadere il vestito a terra. Io le presi il reggiseno dai ferretti sotto il seno e lo tirai su liberando le sue enormi zinne.

Vidi quei capezzoli violacei e ritti, mi venne una voglia matta di succhiarli; la dovetti staccare dal mio uccello la feci alzare e cominciai a leccargliele, finche non gli presi il capezzolo fra i denti mordicchiandolo.

Emma era eccitata, ansimava a voce alta e continuava a dirmi che gli piaceva troppo quello che gli stavo facendo.

Ero felicissimo che a lei piacesse il mio modo di fare ma avevo mille idee per la testa, sapevo che sarei tornato a casa e che per almeno un anno non la avrei più vista.

Presi tutto il coraggio che potevo e la feci girare, gli feci appoggiare il ventre sul tavolo, mi abbassai e con le mani gli allargai le chiappe, cominciai a leccargli la passera la quale era gia tutta impiastricciata dei suoi umori acri.

Continuai a leccare mentre lei cercava di masturbarsi. Mi misi a leccargli l’ano mentre con le dita gli penetravo la vagina, prima con un dito poi con due alla fine con tre e li muovevo in avanti e in dietro sempre piu veloce. Smisi di leccagli la rosetta e anche li ci infilai prima uno poi due dita e in contemporanea con la vagina le muovevo.

Emma era con le braccia aperte che si teneva al tavolo, ad un tratto comincio a urlare che stava venendo; mi accorsi subito siccome i suoi umori stavano colando copiosi sulle miei mani e sulle sue coscie. Tolsi le dita sia dall’ano che dalla vulva e le baciai la schiena.

Si spinse piu in dietro tenendosi al bordo del tavolo mettendomi in bella mostra il suo sedere, allungo la sua mano dietro e mi prese il pene, gia bello barzotto e lo posiziono sulle sue grandi labbra.

Emma diede un colpo di bacino all’indietro e lui entro senza alcun problema. Ero dentro mia zia e lei si muoveva ritmicamente avanti e indietro facendoselo uscire e ripigliandoselo tutto, ogni volta che lo face rientrare emanava un gemito di piacere.

Ormai capii che era arrivato il mio turno, la presi per i fianchi e cominciai a dare il mio ritmo, lo facevo entrare solo per un terzo e lo estraevo, mentre con le mani ero passato a schiacciare i seni con forza.

Mi chiedeva di trattarla come una troia voleva sentirsi sbattere ma io continuavo con il mio ritmo lento finche lei lo prese lo tolse dalla vagina e alzo la mira sul suo buchino scuro; come lo appoggio sull’ano io diedi un colpo di reni e lo feci penetrare tutto sbattendo le palle sulle sue chiappe.

Smise di ansimare per diversi secondi, immaginai che la penetrazione gli creo un po’ di dolore ma poi ricomincio peggio di prima.

Stavo inculando mia zia ad un ritmo discretamente veloce, mentre la sbattevo mi confido che era una vita che voleva provare, ma lo zio era troppo puritano per certe cose e non se la sentiva di chiederglielo.

Ero al culmine lo sentivo pulsare, lo tolsi dalla rosetta li guardai i l buco del culo che era completamente dilatato.

Chiesi a Emma se me lo prendeva in bocca, si giro e mi fece una pompa da sogno facendomi eiaculare aéé’interno della sua bocca e bevve tutto il mio nettare.

Ci alzammo e mi porto in bagno chiedendomi se volevo essere lavato, acconsentii, andammo in doccia tutte e due nudi e cominciò a insaponarmi; prima la schiena poi le gambe ed infine il pene soffermandosi per diverso tempo finche non ricomincio a crescere.

A questo punto mi fece sdraiare e lei si mise sopra a smorza candela, lo prendeva come voleva lei gestiva il ritmo ed io intanto gli stuzzicavo con i denti i capezzoli e con le dita li menavo il secondo canale, mentre con la sue dita si menava il grilletto.

Passarono una decina di minuti e lei arrivò al coito, mi prese per i capelli e con forza mi portò il mio viso in mezzo alle sue enormi tette; mi sussurrò nell’orecchio che adesso era arrivato il mio turno e dovevo venire, ma purtroppo era la terza volta e non riuscivo a venire cosi facilmente.

Comprese la mia difficoltà e si impalo nel secondo canale, prima piano poi dando un ritmo ancor più veloce di quando lo avevo dato io in precedenza.

Passarono diversi minuti e mi disse che cominciava a bruciarli l’orifizio anale, si alzo e avvolse il mio fallo tra i suoi seni tenendoli belli stretti e ogni volta che lo faceva salire, con la lingua mi schiaffeggiava la cappella.

Era una bellissima sensazione ma durò poco, siccome arrivai schizzandogli per prima sul viso e il resto andò a finire nella sua gola siccome lo prese tutto e succhiò quello che era rimasto.

Finimmo di lavarci ci rivestimmo, mi disse che era da tantissimo tempo che non godeva piu cosi intensamente e che avrebbe voluto tenermi li con lei ancora per un paio di settimane.

Devo dire che sono state delle vacanze veramente belle ma purtroppo da quel giorno non ho piu avuto nessun rapporto con mia zia

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