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LE CALZE DI SARA

Fin da bambino ho avuto la passione per i piedi femminili in collant, una passione che ho scoperto per puro caso annusando calze appena smesse di mia sorella: erano in bagno nel cesto della biancheria da lavare e rimasi letteralmente inebriato da quegli odori…….quasi non capivo, perche’ era una sensazione che mi pervadeva…….mi possedeva…..mi faceva sragionare…..! E’ iniziato tutto cosi’, e da allora ogni pretesto divento’ buono per chiudermi nella toilette. Evidentemente le mie nuove “abitudini” non passarono inosservate agli occhi di mia sorella Sara -di 3 anni piu’ grande- la quale puntualmente mi becco’ sul fatto: avevo dimenticato di chiudere a chiave e mentre ero tutto indaffarato ad annusare come al solito le sue calze usate , lei entro’ e per un attimo rimase li’ a guardarmi, senza dire una parola e poi scoppio’ a ridere come una matta. Sara aveva un ragazzo con il quale gia’ faceva regolarmente sesso da qualche anno, come successivamente mi avrebbe confidato ed era troppo sveglia e smaliziata per non capire al volo cosa stessi facendo……! Pensavo si arrabbiasse, ma vederla ridere di gusto mi sorprese non poco, anche perche’ da quel momento in poi, il suo atteggiamento nei miei confronti cambio’ radicalmente: ogni giorno lasciava nella mia camera un paio di calze usate, che puntualmente trovavo al rientro da scuola e che potevo “usare” fino al tardo pomeriggio, quando poi veniva a riprendersele, evidentemente per lavarle. Tutto cio’ avveniva in maniera del tutto naturale ed automatica, senza che ne’ io ne’ lei proferissimo una sola parola al riguardo: era il nostro segreto ed era tutto nei nostri sguardi e nelle occhiate che inevitabilmente e a volte furtivamente -almeno in presenza dei nostri genitori- ci lanciavamo. A lei evidentemente la cosa non dava fastidio, anzi la eccitava,……! Gratificato da tale complicita’, diventavo sempre piu’ spudorato: infatti, i collant erano si’ da “sniffare”, ma non bastava piu’…..li avvolgevo intorno al cazzo e mi masturbavo alla grande inondandoli di sborra. e lo facevo tranquillamente nella mia camera lasciando anche la porta aperta, soprattutto se Sara era in casa: era un modo per provocarla, ma anche per compiacere me stesso e anche se sentivo i suoi passi in corridoio continuavo con assoluta noncuranza. In cuor mio speravo forse……bah……chissa’…..lo avrei scoperto in seguito……..! Del resto nostra madre e nostro padre erano fuori casa dal lunedi’ al venerdi’ per lavoro e non rientravano nemmeno per il pranzo: potevo dare quindi libero sfogo alle mie fantasie. In quanto a mia sorella, entrava in camera -magari per prendere qualcosa- anche mentre ero intento a farmi una sega, ma sembrava indifferente, disinteressata……quasi come se per lei non esistessi, ma non era cosi’! Era alta circa un metro e sessantacinque e pesava 55 chili, non di piu’: era quindi snella, ma con due tette belle sode…..una terza abbondante, occhi e capelli di un nero mediterraneo ed un culo che ammiravo sempre con piu’ interesse. Era curata nel suo aspetto e grazie al suo fisico slanciato indossava spesso gonne sopra al ginocchio e talvolta minigonne……una bella ragazza per intenderci, di quelle che se incontri per strada, un’ occhiata la lanci comunque……parlava sempre a bassa voce, cosa che talvolta consideravo abbastanza irritante, ma era fatta cosi’…….Si, Sara era proprio cosi’……forse era proprio il suo atteggiamento di perenne strafottenza nei confronti di tutto e tutti a renderla ancora piu’ affascinante: difficile capire cosa le passasse per la testa…..Ma era appunto solo un atteggiamento, quasi una posa per chiunque si avvicinasse a lei…….una specie di campana di vetro di cui amava circondarsi, ma non per debolezza come qualcuno potrebbe credere…….! Almeno era proprio questa l’ idea che avevo sempre avuto di mia sorella……un’ idea destinata a cambiare……ad essere spazzata via, per far posto ad una Sara completamente diversa……amorevole, testarda e passionale come mai avrei creduto. Una scoperta che avrebbe profondamente mutato le nostre vite, dando loro un senso ed un significato diverso……..una scoperta destinata a modificare la nostra percezione della realta’ e di tutto cio’ che ci circonda: perche’ io e Sara non siamo mai stati innamorati l’ uno dell’ altro. Non e’ mai stato amore e mai lo sara’: ciònonostante e a distanza di anni ci frequentiamo ancora, ci ritagliamo piccole fessure spazio-temporali dove c’e’ posto solo per noi…..per le nostre emozioni e forse per il nostro essere rimasti eternamente bambini. E’ un sottile ma solido filo conduttore che ci tiene uniti, ma che non’ ha comunque impedito ad entrambi di crearsi una propria vita e una famiglia.

La settimana prima di Pasqua i nostri genitori trascorrevano 3 o 4 giorni da mia zia, l’ unica sorella di mia madre, che abitava in un paesino a circa duecento chilometri dalla nostra citta’: era una prassi ormai consolidata, ma gia’ da un paio di anni’ io e Sara preferivamo rimanere a casa e frequentare i nostri amici di sempre. Anzi era l’ occasione giusta per invitarne qualcuno e fare un po’ di baldoria fino a tardi, ma quell’ anno in particolar modo -come avrei presto intuito- Sara aveva altri progetti…….A dispetto delle apparenze era rimasta molto colpita dal mio interesse per i collant e per i piedi femminili e pur non avendo spiccate tendenze e/o abitudini che sconfinassero nel feticismo, aveva deciso di assecondare, quasi di incoraggiare le mie fantasie, forse anche in considerazione del fatto che era con le sue calze che mi “trastullavo”…..quelle calze velatissime e leggermente sudate,’ ma sempre intrise di odori, di sapori e mille e ancora mille inganni……..Un maschio -sebbene fosse suo fratello- cosi’ “ammaliato” da un indumento intimo che le apparteneva! Doveva essere per lei intrigante……..coinvolgente…..! La palese indifferenza da lei mostrata era solo nei suoi atteggiamenti, ma i suoi occhi brillavano ogni qualvolta incrociavano i miei ed erano in perenne contraddizione con tali atteggiamenti….. era lo sguardo di chi -pur avendo tante cose da dire- preferisce tuttavia rimanere in silenzio……per timore o forse anche solo per stupido orgoglio!’ Inoltre Sara era la sorella maggiore gia’ abbastanza esperta di cose della vita, ed io il brutto anatroccolo che beveva ancora latte e non era mai stato con una donna: si sentiva superiore……era un ruolo che le piaceva e se ne compiaceva……..!

Ne ebbi la conferma il giorno stesso in cui nostra madre e nostro padre partirono per la loro breve vacanza: era ormai gia’ da un po’ che Sara aveva scoperto la mia “passione”, ma non aveva mai fatto alcun accenno al riguardo! Possibile che non fosse curiosa? Almeno di chiedermi da quanto tempo rovistassi nel cesto della biancheria da lavare? E se avessi le medesime “attenzioni” anche per i collant di nostra madre? Nemmeno una parola……tabula rasa…………..una sfinge impenetrabile…….un enigma da sciogliere a qualunque costo!’ Almeno era quello che credevo, perche’ prima o poi, col calore capita anche ai ghiacciai di sciogliersi un po’……..

I miei erano giunti a destinazione: in tarda mattinata avevano anche telefonato, per avvisare che il viaggio era andato bene: era successo svariate volte…..apparteneva praticamente alla quotidianita’, ma confesso che mai ero stato cosi’ contento….entusiasta di rimanere da solo in casa con mia sorella per qualche giorno. Anche perche’ il suo ragazzo -che era imbarcato su una nave della marina militare-‘ non sarebbe tornato prima di fine mese………Ormai i miei ormoni erano gia” in subbuglio da mesi…….tipico prodotto dei primi pruriti giovanili: qualche volta mi divertivo ancora a sbirciare mia madre e mia sorella dal buco di una serratura, ma cominciavo a perdere interesse……i cartoni animati appartenevano ormai al passato……! Avevo evidentemente bisogno di una scossa….e quella scossa puntualmente arrivo’!

Generalmente Sara rientrava a casa nel primo pomeriggio…….ne avevo udito i passi in corridoio: attendevo che mi portasse le sue calze fresche, o per meglio dire ancora calde. Un “regalino” che ricevevo con scadenza giornaliera. Guardavo la tv…..forse ero un po’ distratto e non mi ero reso conto che mia sorella era li’ sulla porta e mi fissava da chissà quanto tempo…….Un sorriso stampato sul viso…..ma non per questo rimasi sorpreso……bensi’ per il suo abbigliamento…….! Indossava infatti un reggiseno nero a balconcino e un paio di calze supervelatissime…….quelle che avevano stimolato la mia fantasia -e non solo quella…..- negli ultimi mesi: era la prima volta che vedevo una donna dal vivo così (s)vestita……Per me una sensazione nuova, un’ emozione irrefrenabile…….il cazzo già mi scoppiava nei pantaloni, ma lei rimaneva ferma come se niente fosse e continuava a sorridere……attendendo forse una mia reazione….! Ero letteralmente perso……nemmeno una parola riuscii a pronunciare, anche perch&egrave se non hai un briciolo di esperienza e ti trovi in una situazione del genere……! Il mio imbarazzo era più che evidente, ero ancora troppo immaturo e troppo “pischello” per poter -non dico padroneggiare-, ma quantomeno provare a respirare…….Sara era navigata……sapeva come doveva comportarsi per stupire un uomo, di quelli con la “a” maiuscola…….figuriamoci uno come me! La sua posa era quasi teatrale……era tutto studiato e preparato, perch&egrave le piaceva averla sempre vinta……detestava perdere! Era lì per stupirmi…….per farmi vedere quanto fosse donna. Si stava prendendo la sua personale rivincita dopo mesi di silenzio e voleva farlo a modo suo! Doveva lasciare una traccia, un segno indelebile del suo passaggio: così doveva essere e così fu!

Rimasi a fissare il suo corpo statuario per almeno tre o quattro minuti, prima che Sara provvedesse a rompere il ghiaccio, ponendo fine al mio temporaneo “letargo”. Mi chiese perche’ la guardassi in quel modo e soprattutto con tanta insistenza: in verita’ lei stava facendo altrettanto, ma evitai di sottolinearlo. Il suo intento era provocare in me una reazione di qualche tipo……le feci quindi notare, che dato il suo abbigliamento molto “succinto”, era inevitabile stare ad ammirare tanta grazia! Abbozzo’ un sorrisetto ironico, perche’ era l’ unica risposta che le potessi dare e lentamente…..molto lentamente, si avvicino’ per sedersi sul letto accanto a me, e accavallò le gambe: avevo notato gia’ prima che era scalza e le guardavo i piedi……il mio passatempo preferito……il mio sogno proibito degli ultimi mesi, ma solo allora mi resi conto di quanto la desiderassi…..e non solo per i piedi velati dai suoi collant…! La desideravo in quanto donna……volevo possedere ogni centimetro del suo corpo…..l’ iniziale imbarazzo stava pian piano lasciando campo libero alla passione…..!
Una passione irrefrenabile…….una smania di averla……subito……senza indugio e senza ripensamenti! Doveva avermi letto nel pensiero, perche’ notai un certo imbarazzo, ma subito riprese il controllo e mi chiese se volessi -come al solito- le sue calze per annusarle: ovviamente la mia risposta fu affermativa. Non vedevo l’ ora e la invitai quindi a togliersele…….evidentemente non avevo afferrato il senso, perch&egrave mi guardo’ con aria interrogativa…..stralunata……..ma giusto qualche secondo….il tempo di mettere a fuoco la mia scarsa perspicacia……..e poi mi disse che per “soddisfare” la mia creativita’ non era affatto necessario che i collant se li sfilasse……! Ero incredulo…….possibile mai…..? Ed a conforto della sua tesi si distese e poggiò i piedi sulle mie cosce……quasi in grembo……con le estremità che andavano inevitabilmente a sfiorare…..solleticare la patta dei pantaloni!

Cominciai ad accarezzarle e massaggiarle i piedi……i talloni……le piante in particolar modo che spingevano in maniera sempre più vigorosa contro la mia verga, che era ormai diventata di marmo…….stavo per venire e Sara se ne accorse: piegò quindi leggermente le ginocchia sollevando le gambe in avanti ed -in particolar modo i piedi- fin quasi all’ altezza del mio viso……un invito ad annusarli come tante volte avevo fatto con quei magici collant, quando ancora profumavano di scarpe appena smesse…….un odore che mi mandava letteralmente in tilt. La posizione per Sara non era molto comoda -con quelle gambe per aria e gli addominali a lavorare-, per cui mi distesi anch’ io, in maniera tale che le piante dei suoi piedi fossero a diretto contatto con la mia bocca ed il mio naso……..Dopo averli annusati per almeno dieci minuti iniziai a solleticarli con la lingua…….sempre partendo dai talloni, per finire con le dita che leccavo e mordicchiavo senza sosta: anche mia sorella di tanto in tanto veniva scossa da fremiti di piacere……..andammo avanti per un po’….. poi mi fece cenno di rimettermi seduto ed altrettanto fece lei: con una manovra rapida mi sbottonò i pantaloni e mi invitò a toglierli…e anche gli slip. Eseguii il suo “ordine” senza discutere e non appena mi rimisi a sedere, con le estremità dei piedi aveva già iniziato a tormentare i miei testicoli, per salire lungo l’ asta ed accarezzare lievemente -quasi solo sfiorare- la cappella sempre piu’ violacea e poi ritornare nuovamente giu’ alla base e ripartire dai testicoli………lo fece e lo rifece ancora più volte, prima di stringere il cazzo tra i suoi piedini e dare così inizio ad un movimento lento e cadenzato dal basso verso l’ alto e viceversa…….Mi stava masturbando con le sue estremità velatissime……le calze già abbondantemente spugnate dalla mia saliva: non resistii a lungo e finalmente potei esplodere in una sborrata fragorosa………Continuò a massaggiarmi il cazzo fino a quando non ebbe più niente da sputacchiare ed ebbe riassunto umane dimensioni.

Provavo a chiedere a me stesso se fosse tutto un sogno…..intanto Sara era gia’ in piedi…..sfilava le calze abbondantemente idratate dal mio seme e mentre si adoperava, continuava a fissarmi…..ancora una volta mi stava mettendo alla prova, perch&egrave non indossava slip…….la sua fica perfettamente depilata era a pochi centimetri dal mio viso….uno spettacolo, soprattutto per chi come me era agli “esordi”….! Eccezion fatta per il reggiseno eravamo entrambi nudi…..il mio bastone di pelle aveva nuovamente ripreso vigore……la voglia di chiavarla stava aumentando a dismisura: l’ avrei sbattuta sul letto per possederla…..volevo sborrarle dentro, ma avevo timore di rovinare tutto! Ancora una volta fu lei a togliermi da un chiaro imbarazzo: si inginocchiò e iniziò a leccare la cappella e scendendo poi giù fino ai testicoli che aveva preso in bocca, ovviamente a turno. Con due dita premeva alla base del pene per evitare che venissi troppo in fretta……e poi nuovamente su…….mi sbocchinava con estrema lentezza, ma anche con perizia….almeno per lei non era la prima volta! La lingua saettava dappertutto……ero devastato dal piacere, ma quelle due dita mi impedivano di godere…..avevo ormai perso il controllo e le tenevo ora la testa fra le mani per “imporre” un ritmo più frenetico……Una volta tanto volevo essere io a “dirigere” l’ orchestra…..Sara mi lasciava fare…….poi quando si accorse che stavo per venire, si dedicò esclusivamente alla cappella: ne leccava la punta con un tocco leggero…..quasi vellutato……si limitava a sfiorarla e contemporaneamente mi massaggiava i testicoli, strizzandoli di tanto in tanto…….voleva prolungare il mio godimento all’ infinito……! Al primo fiotto, lo accolse nuovamente nei meandri della sua bocca…….lo imboccò fino alle palle e le venni dentro: ancora una volta prese di mira la cappella massaggiandola con le labbra e prosciugandola degli abbondanti umori che vi erano disseminati.
Lo sfilò nuovamente, si rimise in piedi e chiese se mi era piaciuto. Non risposi……non ne vedevo la necessità, perch&egrave era chiaro……fin troppo chiaro che avevo “gradito” le sue attenzioni. Mi fissò e annuì……ma io continuavo a guardare la sua fica liscia e rasata come quella di una verginella……! Per Sara non fu difficle leggermi nel pensiero: sorrise e mi disse che dovevo avere pazienza! Pazienza? Non capivo…….cosa significava? Ero un libro aperto…..almeno per lei……nemmeno una parola da parte mia….solo sguardi…e poi una frase che non avrei più scordato…….: “devi avere pazienza” -ribadì- “perch&egrave il mistero e l’ attesa rendono le cose belle ancora più preziose”……..!

Mi aveva letteralmente spiazzato…..era il suo modo di fare: ne ero cosciente, ma non immaginavo che mia sorella fosse così “profonda”. Forse in passato l’ avevo mal giudicata, considerandola una troietta da quattro soldi, che la dava a chiunque…….! Capii che ero stato molto…..forse troppo superficiale……! Mi stava dicendo qualcosa, ma non l’ ascoltavo. Ero immerso nei miei pensieri……poi la sua voce……: con molta naturalezza mi disse che avremmo cenato verso le 8, perch&egrave dopo sarebbe andata a bere qualcosa al bar con le sue amiche, per rincasare verso le 10. Era insolito……non mi aveva mai informato dei suoi orari, ne’ dei suoi impegni…..ma, poi capii quando con uno sguardo che considerai più che malizioso -ma con altrettanta disinvoltura-, mi “avvisò” che quella notte non avrei dormito da solo……..! Si volto’ ed uscì con passo lento e cadenzato…..come ogni diva che si rispetti, la quale alla fine dello spettacolo saluta i suoi spettatori e va’ via senza voltarsi, perch&egrave -almeno per quella sera- non concederà il bis…….!
Quella sera a cena regnò il silenzio: eravamo assorti nei nostri pensieri. Come al solito Sara era enigmatica…….mentre rivedevo mentalmente in rapida successione le immagini di un pomeriggio tutto da incorniciare: prima i suoi piedi e poi le sue calde labbra avevano accolto e avvolto nel loro abbraccio fatale e fatato il mio membro, che alla sola idea ancora pulsava ed era pronto ad eruttare lava! E poi la scoperta dell’ altro sesso……la sua fica ad un tiro di schioppo: avrei voluto farla mia……senza esitazione! Avrei voluto insudiciarla con cascate di saliva e di liquido seminale……La desideravo più di ogni altra cosa al mondo…….ma mia sorella mi aveva riportato bruscamente alla realtà: dovevo aspettare…….dovevo avere pazienza, ritenendo forse che l’ attesa mi avrebbe ulteriormente ingolosito! Ma era ormai solo questione di ore…..mi aveva già anticipato che avremmo dormito insieme: dormito, poi…….? Non penso che la sua idea fosse di dormire…….Di certo non era un’ idea che mi apparteneva……!
Dopo un pasto veloce -come previsto- era andata al bar per fare due chiacchiere con qualche amica. Decisi perciò di ritirarmi in camera: feci un pò di zapping, ma la tensione accumulata a volte gioca brutti scherzi…….mi addormentai…….
Mi ridestò una voce proveniente dal corridoio, o forse erano due……chissà….. e poi il silenzio…….magari era stato solo un sogno! L’ orologio sulla parete mi riportò alla realtà: erano da poco passate le dieci e mia sorella sarebbe rientrata a breve: in genere era ordinata e puntuale……un concetto totalmente estraneo alla maggior parte delle donne……!
Ancora il telecomando a farmi compagnia: per i miei gusti, una fascia oraria un pò critica…..niente film porno……troppo presto! “Gli italiani…..” -pensai- “…..un popolo di moralisti”. Nuovamente udii un bisbiglio…..era vicino: qualcuno parlava in corridoio! Infatti la porta si spalancò e Sara entrò con il suo solito passo lento: un grido di gioia immediatamente strozzato in gola, perch&egrave purtroppo non era sola…..un’ amica la seguiva a ruota…….

Elena -questo il suo nome- era una delle amiche piu care di mia sorella: anche i nostri genitori erano abituati a vederla spesso girare per casa……..ormai era delle famiglia……Aveva più o meno la stessa altezza di Sara e curve, sporgenze e “rotondità” varie erano in lei meno evidenti: a rendere giustizia una folta chioma bionda perennemente in disordine e due occhi verdi che conquistavano alla prima occhiata. Entrando salutò con un cenno, ma dopo un attimo era nuovamente fuori…..le scappava la pipì……almeno così disse. Tanto meglio: potevo rimanere da solo con mia sorella! Sicuramente non le era sfuggita la mia incredulità, ma non perse il tempo in convenevoli…….non era da lei: mi disse semplicemente che Elena avrebbe “dormito ” con me. Ancora una volta -pensai- mi aveva fregato: provai un misto di rabbia e delusione: mi aveva comunicato già nel pomeriggio che non avrei dormito da solo, ma avevo dato per scontato che fosse stata lei a farmi “compagnia”…….! Non avevo parole…..mi aveva donato o forse ceduto come un pacco postale, ma non ebbi la possibilità di replicare: Elena era appena rientrata in camera, ma………era in camicia da notte……altro che urgenza di andare al bagno! Non capivo se ero io quello “fuori posto” , o -cosa più plausibile- loro ad essere decisamente fuori di testa! Sembrava quasi di recitare una parte da co-protagonista in un film di Jerry Lewis, dove i colpi di scena sono continui e sempre più inverosimili…….! E invece era tutto tremendamente -e direi piacevolmente- reale: era il film della mia vita che stava andando in onda: Elena sfogliava una rivista con assoluta naturalezza. La sua tenuta da notte aveva una larga scollatura che arrivava alla bocca dello stomaco ed in trasparenza si evidenziavano la rotondità delle poppe e due capezzoli non particolarmente grossi, bensì duri e sporgenti…….Un reggiseno -se ci fosse stato- avrebbe solo fatto da “scomoda cornice”! A completare l’ opera un minuscolo e sgambatissimo slip nero: non indossava collant, ma forse non ero nella situazione ideale per permettermi di fare il pignolo e dettare le regole……..
Tra l’ altro avevo già avuto la possibilità di ammirare la ragazza, quando svariate volte in camera di Sara facevano le “prove generali” prima di una serata in compagnia: cambiavano e si scambiavano abiti fino a trovare quello più adatto alla serata e all’ evento: c’ erano sempre una fenditura nella porta o una generosa serratura pronte a fare da testimoni alla mia immancabile -e tutto sommato comprensibile- curiosità! Anche i loro discorsi non erano certi intrisi di castità: noncuranti talvolta della mia presenza, si sedevano sull’ ampio divano in soggiorno e discutevano di tutto ciò che facevano in privato con i rispettivi partner: per cui, anche Elena era tutto ciò che diceva di essere, ma non era n&egrave una santa, n&egrave una novellina. Di ciò ne ero perfettamente cosciente!

Sara lanciò ad entrambi -a me in particolar modo- un’ occhiata di soddisfazione……aveva raggiunto il suo scopo……si sentiva appagata…..! Con la sua usuale autoironia ci augurò la buona notte ed uscì richiudendo la porta. Se in quel momento mi avessero rivolto una qualunque domanda, avrei diplomaticamente risposto con un “no comment”, perch&egrave la situazione nella quale mi aveva lasciato era a dir poco imbarazzante……anomala……..da vivere insomma in prima persona, perch&egrave se te la raccontano, difficilmente riesci a calarti…….ad immedesimarti in uno scenario emotivo di tale portata….! Con l’ aggravante chiaramente, che non ero ancora mai stato con una ragazza…….: in tali frangenti e’ difficile non perdere il controllo ed essere travolti dal susseguirsi degli eventi. Il contesto m’ intrigava non poco e la vista di Elena in tenuta da notte mi eccitava da morire: non misi le mani sull’ artiglieria giusto per dignità…..non volevo fare per l’ ennesima volta la figura del segaiolo……..sai poi che novità…….! Lei non mi perdeva d’ occhio un istante, da quando eravamo rimasti soli: seguiva con lo sguardo ogni movimento…..voleva leggere dentro me…..captare ogni mio pensiero…..un avvoltoio in attesa che la vittima predestinata esali l’ ultimo respiro, prima di dare inizio alle danze. Sicuramente capiva il mio evidente disagio e non fece niente per farmelo pesare, anzi…….Mi venne incontro e prese posto sul letto, incrociando le gambe come chi si appresta ad effettuare una seduta di meditazione: ero un po’ spaesato e -pur senza chiederlo- comprese che mi doveva qualche chiarimento: mia sorella era preoccupata per il fatto che non avessi ancora una ragazza e in considerazione dell’ amicizia che le legava da anni -senza tanti preamboli-, le aveva chiesto di partecipare alla mia “iniziazione”…..in altre parole mi doveva scopare e sverginare! Inizialmente Elena aveva nutrito qualche perplessità, ma tenne a specificare che non ne faceva una questione personale: io le piacevo (Ma tu guarda quanto e’ strana e bastarda a volte la vita…….) ed era stuzzicata dal fatto che io fossi in possesso di una discreta “dotazione”….! Non era poi così difficile intuire chi avesse fatto la spiata…..! In ogni caso, si era sentita trattata come un oggetto……un semplice mezzo per raggiungere uno scopo: dal mio punto di vista, cercava giustificazioni e appigli vari, pur di non fare la figura della puttana! Ma Sara era stata molto persuasiva (Come se non lo sapessi…..!) ed alla fine aveva deciso di accettare la “proposta indecente”……! Sai che sacrificio…….

Le sue argomentazioni non facevano una grinza……sembrava quasi che stesse provando ad accativarsi la mia fiducia……i miei pensieri spaziavano a 360 gradi: perch&egrave Sara aveva deciso di passare il testimone? Un attimo dopo, Elena aveva tirato giù l’ elastico dei pantaloncini -ero in pigiama- ed iniziò ad accarezzarlo e a masturbarlo lentamente, ma con entrambe le mani: erano piccole, forse per tale motivo pensò che non ne bastasse una solamente. Piccole ma possenti e piene di vitalità: una stretta d’ acciaio avvinghiava il grosso manico……mentre il trattamento riservato ai testicoli e alla cappella era molto più delicato…..Soprattutto la cappella riusciva a farsela scivolare fra le dita: la sfiorava semplicemente e man mano diventava sempre più turgida dal desiderio…….Un palmo aperto senza tanti complimenti sul torace mi “convinse” a mettermi disteso ed istantaneamente sentii il calore delle sue labbra avvolgere il membro. Mollò l’ impugnatura concentrando le sue attenzioni sulla capocchia, che ormai aveva raggiunto la sua massima estensione…..il risucchio diventava sempre più forte…..con la lingua stuzzicava il filetto e la fenditura, che produceva già copiosamente un liquido semitrasparente……di tanto in tanto con le sue unghie a mo’ di uncino stuzzicava le palle quasi a volerle graffiare. Il cazzo era come accerchiato…..posseduto nel contempo con delicatezza e decisione: non riuscivo più a resistere e quando lei si accorse che stavo per venire, allora serrò ulteriormente le labbra arrestandone ogni movimento…….attendendo semplicemente che le sborrassi in bocca con i primi due o tre zampilli, prima di riprendere nuovamente a pompare……questa volta con un ritmo forsennato……..Proseguì per almeno un paio di minuti, fino a quando la mia mazza non perse -ma solo leggermente- consistenza.
Si rimise in piedi giusto il tempo necessario affinch&egrave la camicia da notte e l’ arrapante mutandina finissero sul pavimento……..risalì sul letto inginocchiandosi per aiutarmi a togliere la t-shirt che volo’ via da qualche parte…..mi prese per mano mentre era già supina e aprendo le gambe mi invitò a distendermi sopra il suo corpo: incollò la sua bocca alla mia….le nostre lingue erano come impazzite…….uno scambio di saliva indurì all’ istante il bastone di carne, di certo non ancora sazio………ero pronto per entrarle dentro, ma appena si accorse delle mie intenzioni, afferrò la testa con entrambe le mani e spinse finch&egrave non se la ritrovò fra le cosce: aveva una fica deliziosa e rasata con cura, eccezion fatta per un piccolo ciuffo biondo che non stonava affatto……le labbra erano leggermente dischiuse e colavano umori a volontà……
Velocemente insinuai la mia lingua che si fece spazio senza incontrare alcun ostacolo: leccavo e succhiavo avidamente tutti i suoi liquidi….Elena gemeva dal piacere e mi incitava a fare più piano…..voleva sì godere, ma senza fretta…..! Piuttosto ero io quello smanioso di chiavarla e non appena le sue mani andarono a stringere le lenzuola compresi che era finalmente giunto il momento che avevo tanto atteso: mi misi in ginocchio, ma lei ancora più fulminea afferrò -con una sola mano questa volta- la mia verga vogliosa, guidandola alle labbra della sua vagina……la cappella si insinuò in un attimo…..e con un leggero movimento in avanti affondai fino ai coglioni: rimasi fermo, quasi impietrito e intento a guardarmi lo spettacolo……La mia compagna di giochi si dibatteva e mugolava……: allora mi distesi nuovamente sopra ed iniziai a muovermi lentamente dentro lei, mentre le strizzavo le tette succhiando e mordicchiando entrambi i capezzoli. Un po’ alla volta aumentavo il ritmo della pompata….il calore che emanavano le pareti della sua vagina mi infoiava sempre più…..intanto Elena incrociò le gambe dietro la mia schiena, per essere sicura che la penetrassi fino in fondo: il cazzo entrava ed usciva sempre più velocemente dalla sua fica abbondantemente lubrificata dalle nostre secrezioni. Lei venne urlando dal piacere e quando mi resi conto che stavo per raggiungere l’ orgasmo, allora ancora una volta mi fermai……rimanendole dentro……fino a quando non sbrodolai con soddisfazione……quasi una liberazione, ma subito ripresi a chiavarla aumentando nuovamente il ritmo e l’ intensità un pò per volta….
……..Quella notte le nostre lingue si intrecciarono ancora e poi ancora e altrettanto fecero i nostri corpi e i nostri sessi….non so’ quante volte, n&egrave per quanto tempo…….fino a quando spossati e spompati, ci addormentammo come sassi.

La mattina seguente -era sabato- mi svegliarono delle voci provenienti dal piano inferiore: la porta della mia camera era spalancata e dopo aver sceso le scale mi diressi in cucina, dove Sara ed Elena chiacchieravano: notai che avevano fatto colazione. Elena era già vestita e capii che non si sarebbe trattenuta ancora a lungo. Sara indossava una specie di vestaglia molto attillata, che scolpiva perfettamente la forma delle sue tette e due aureole sulle quali avrei all’ istante spalmato volentieri la mia lingua……! Il mio arrivo comunque non le distolse affatto dai loro discorsi. Non avevo fame e bevvi solo un bicchiere di latte rimanendo in piedi. Fu allora che Elena mi fissò e ci scambiammo un sorriso: ovviamente la cosa non sfuggì a mia sorella, che con la sua solita delicatezza tossì ironicamente un paio di volte…….si sentiva esclusa……voleva essere anche lei della partita……! Mi avvicinai ad Elena che era seduta e mi chinai per darle un bacio sulla guancia e dissi una sola parola: “grazie”! Le donne si lanciarono un’ occhiata con un’ espressione, che nel contempo era un mix di puro divertimento ma anche di stupore. Salutai, ed uscendo udii mia sorella -sottovoce, ma non troppo- chiedere alla sua amica “ti e’ piaciuto?”…….Non le ho mai chiesto se la domanda fosse riferita al bacio, o più probabilmente al nostro incontro (non proprio) al buio……!
Risalii con l’ intento di fare una doccia: ero alquanto “attaccaticcio”……..avevo il suo sapore sulla pelle…..mi eccitava, perch&egrave mi aveva leccato dappertutto! Andai in bagno e optai per la vasca: perch&egrave la doccia -mi chiesi- se non c’&egrave fretta? Infatti, due anni prima mio padre aveva fatto installare un’ ampia bagnarola -ci si stava tranquillamente anche in quattro- con l’idromassaggio……una rarità, almeno a quei tempi: normalmente e soprattutto in estate la usava quasi ogni sera con mia madre….e non penso solo per il discorso legato alle bollicine: evidentemente, scopare stando sempre sul letto li aveva un pò annoiati……”bel diversivo”, pensai tra me e me! Mentre “fantasticavo” (ma non troppo) sui miei vecchi, che erano tutto tranne che anziani, la vasca si era riempita e dopo aver messo le solite cazzate che fanno tanta schiuma, mi immersi per concedermi un “meritato” relax: avevo lavorato duro per buona parte della notte……mi sentivo gratificato: a volte mia sorella era alquanto stronza, ma se non fosse stato per lei……Avevo goduto con la sua amica, ma era a Sara che pensavo: in fondo -a modo suo- mi voleva bene e l’ aveva fatto per il mio bene. Non potevo e non dovevo avercela quindi con lei, anzi……! Ma non era solo per una questione di gratitudine: la verità &egrave che avevo una voglia matta di farmela, ma non sapevo come procedere. Si trattava pur sempre di mia sorella…..

Una serie interminabile di pensieri sempre più peccaminosi mi costrinsero a mettere mano per la solita sega quotidiana…….non era male nell’ acqua, ma anche dopo aver finito, continuavo ad averlo duro: di tanto in tanto aggiungevo acqua calda, perch&egrave ormai era trascorsa forse quasi un’ ora. Infatti, Sara bussò alla porta, ma entrò ancora prima che potessi rispondere: fu sorpresa, perch&egrave sapeva che non avevo proprio la passione per l’ idromassaggio, che -non a caso- era rimasto spento. Si sedette sul bordo della vasca e mi chiese se mi fosse piaciuta la “sorpresa” del giorno prima: le piaceva sfottere…..era un modo per stare al centro dell’ attenzione…….era indispettita quando non poteva avere un ruolo da protagonista….! Ma ormai non me la prendevo più di tanto: avevo imparato a conoscerla, soprattutto nell’ ultimo periodo e la lasciavo fare. Le risposi con sincerità: Elena era stata fantastica, ma sarebbe stato più bello se ci fosse stata lei……”Avrei voluto esserci” -mi rispose- “ma forse &egrave stato meglio così”……”Perch&egrave?” le chiesi……non capivo……Ancora una volta stava per stupirmi, e non sarebbe stata comunque l’ ultima…….Infatti, ribadì dicendo “&egrave stato meglio così, perch&egrave il ricordo della prima volta ti rimane per tutta la vita, ma la seconda volta &egrave ancora più bello della prima, semplicemente perch&egrave sai già a cosa andrai incontro…..!” Detto questo si alzò lasciando cadere la sottile vestaglia che indossava ed entrò nella vasca: ero seduto e venne a sedersi sulle mie cosce, in maniera tale che i nostri sessi e le nostre bocche potessero combaciare, mentre l’ acqua schiumosa ci ricopriva fin quasi alle scapole. Mi strinse le braccia attorno al collo e ci baciammo con passione……con le labbra serrate risucchiava in continuazione la mia lingua nella sua bocca…..i nostri capezzoli si sfioravano e le tette spingevano poderose contro il mio torace. Allora Sara si inarcò per accostarsi ulteriormente al mio bacino, mentre con una mano aveva già impugnato la parte superiore dell’ asta avvicinandola alle labbra della fica e vi premeva contro per facilitare la penetrazione…..Solo allora mi resi conto che aveva una vagina abbastanza stretta: infatti la cappella si insinuò nel buchino non senza qualche difficoltà, ma superato l’ ostacolo iniziale, gli umori presenti già in abbondanza all’ interno della cavità, permisero un lento ma inesorabile scivolamento del membro verso l’ interno, finch&egrave un piccolo urlo di dolore da parte di mia sorella, mi fece allora capire che aveva urtato contro la parete interna. Fu allora che iniziai a stantuffarla dall’ alto verso il basso, imponendo un ritmo frenetico: Sara si avvinghiò ancora più a me e le palle sembravano quasi frantumarsi, ogni qualvolta vi ricadeva su’ con tutto il peso del suo corpo. Di tanto in tanto mi fermavo di colpo qualche istante -ma giusto per sentirmi completamente immerso nelle sue viscere- e poi ripartivo…..Ad ogni sobbalzo mia sorella mugolava incitandomi a proseguire…….mi fece capire che stava quasi per venire, e francamente anche io non avrei resistito ancora per lungo tempo: allora rallentai bruscamente il movimento per impalarla con sempre più dolcezza……..ancora mi fermavo per poi ripartire sempre più lentamente……..Ero quasi fermo quando le scaricai dentro una quantità indicibile di sborra, che ad ogni fuoriuscita la faceva impazzire di piacere……Venne anche lei scossa da fremiti che la scuotevano da capo a piedi…….mentre le nostre lingue si intrecciavano in un unico corpo per l’ ennesimo bacio…….
Rimanemmo a lungo nella vasca e sempre nella stessa posizione, Sara continuò a cavalcarmi e le venni dentro e poi un’ altra volta ancora…….lo facemmo e lo rifacemmo senza mai essere paghi……..Forse avevo perso una sorella……..ma in compenso avevo trovato un’ amica affettuosa e sincera e soprattutto una calda e passionale amante, con la quale condivdere -nel tempo- una splendida relazione che &egrave ancora viva e che ha contribuito a fare di noi due -nel bene e nel male- ciò che oggi siamo…….solo e semplicemente due persone che si vogliono bene………..!
Confesso che quando Maurizio mi chiese l’ autorizzazione a scrivere e successivamente a pubblicare la nostra storia, espressi non poche perplessità: non per una questione di privacy, che il sistema tutela in maniera assoluta, bensì per le implicazioni emotive connesse alla pubblicazione medesima. In altre parole, essendo gelosa del coinvolgimento e della complicità che costituiscono gli elementi essenziali del nostro rapporto, non ritenevo quindi giusto, n&egrave normale dover condividere stati emozionali e personali vissuti in privato, con altre persone. Tuttavia mio fratello riesce ad essere sempre molto convincente…..e’ difficile dirgli no……almeno io non ci sono mai riuscita! Per cui un giorno mi capitò di entrare nel sito di Milù e di leggere un paio di racconti di vita vissuta o semplicemente frutto della fantasia dei loro autori…….non ricordo…….Comunque mi resi subito conto che la narrazione dei fatti era effettuata in maniera semplice, cruda e realistica. Molto realistica! I perbenisti della domenica e i falsi moralisti potevano anche rimanere a casa……non erano graditi!
Essendo stata sempre contraria ai bigottismi ed alle masturbazioni mentali della nostra società, non ho potuto far altro quindi che “intenerirmi” al cospetto della richiesta precedentemente menzionata e dare in tal modo carta bianca alla persona più cara e leale che abbia mai fatto parte della mia vita, vale a dire mio fratello Maurizio.
Premetto che mi sono sempre considerata una scrittrice abbastanza mediocre: per cui sarà difficile esprimere un parere personale circa una storia -la nostra storia- che Maurizio almeno nei primi tre capitoli che ho più volte letto, &egrave riuscito a far rivivere con straordinaria intensità, facendo in me più volte affiorare la memoria ed il ricordo di situazioni che mi hanno permesso di essere -sempre e comunque- me stessa…..!
E’ complicato a volte affrontare argomenti particolari e delicati……almeno nella fase iniziale: l’ incesto e’ sempre stato praticato… fa’ parte delle nostre vite….per qualcuno forse &egrave addirittura il sale della vita……per altri solo un passatempo: la verità &egrave sempre nel mezzo……ed &egrave una verità che talvolta può colpire, ferire fino ad annientare un essere umano: ciò perch&egrave il rapporto intimo tra consanguinei e’ sempre stato giudicato e analizzato in chiave critica, e quindi potenzialmente negativa! Ma non &egrave sempre così, o forse non lo &egrave mai……a patto ovviamente che l’ atto sia “consumato” da persone consenzienti ed in pieno possesso delle loro facoltà, fisiche e soprattutto mentali. Diversamente, se non c’ &egrave reciprocità e corrispondenza di “amorosi sensi” , se ci sono forzature, allora -nel senso lato del termine- addirittura anche un rapporto sessuale tra marito e moglie può essere considerato “incestuoso”…….Un termine che a me francamente non piace, dato che con mio fratello ho sempre e comunque vissuto un rapporto autentico, pulito e basato sul reciproco rispetto. I falsi moralismi -come precedentemente detto- appartengono alla sfera della “non-esistenza”……Purtroppo per molti la paura di vivere e’ superiore alla paura di morire: io e Maurizio abbiamo scelto di vivere appieno la nostra vita… ! Entrambi abbiamo creato una nuova famiglia, della quale siamo fieri……per cui non sussiste nemmeno lontanamente la condizione essenziale per chiederci e per chiedersi per quale motivo la nostra “relazione” non sia mai stata resa pubblica…….Non era possibile prima e mai lo sarà! Inoltre -come ha già sapientemente sottolineato mio fratello- il nostro rapporto non si basa sull’ amore, perch&egrave non siamo mai stati innamorati, bensì sul sesso…….sulla pura attrazione fisica: se la nostra unione avesse avuto l’ amore come minimo comun denominatore, allora noi saremmo tuttora una coppia effettiva, ed in tal caso avremmo sicuramente provveduto a pubblicizzare e legalizzare il “connubio”…….senza alcuna remora o preclusione……..lo posso garantire! Ma sono mancati i presupposti per realizzare tale “formalizzazione”!

Era un giorno come tanti altri, quando entrando nella toilette scorsi il mio caro fratellino che si dava da fare con le mie calze…….sembra ieri, eppure &egrave trascorso un quarto di secolo!
Da allora si può dire che niente sia cambiato, o forse &egrave cambiato tutto, ma magari preferiamo non farci caso……&egrave più comodo continuare ad illuderci che in fondo siamo rimasti solo dei ragazzacci! Si trattava comunque di un episodio isolato, che poteva anche non avere un seguito, e invece…..cambiò le nostre vite! Il solo pensiero che Maurizio potesse anche solo sfiorare i miei collant, mi mandava in estasi al punto che decisi di assecondarlo: in verità, con le amiche che abitualmente frequentavano casa nostra -compresa la “mitica” Elena della quale parlerò in seguito- si era discusso ovviamente a sua insaputa, in più di una occasione di mio fratello e del fatto che ormai non fosse più un bambino. Le donne gli piacevano eccome…….gambe, tette e scollature varie…..era sempre molto attento e vigile…..non gli sfuggiva niente: si faceva un’ infinità di seghe pensando a noi e a quello che ci avrebbe fatto, se solo gliene fosse stata data l’ opportunità! Il nostro argomento preferito, quando lo tiravamo in ballo, era il suo cazzo…….roba da non credere: lungo al punto giusto e fin quì ci siamo, ma con un diametro da spavento….! Provare per credere! Per cui alle mie care amiche, e in verità anche a me, non era certo sfuggito quel rigonfiamento alle parti basse, che costituiva la prova più evidente che -a dispetto dell’ età- era già in possesso di “mezzi” notevolissimi: alcune da perfette troie non vedevano l’ ora di farselo e ci riuscirono……ma questa &egrave un’ altra storia, che forse un giorno sarà lui stesso a raccontare, chissà…….! Sinceramente, lo ammetto……tutti questi commenti mi ingelosivano non poco……diciamo pure che l’ avevo puntato e che aspettavo solo l’ occasione giusta per metterlo alla prova, e per capire se e quanto fosse maturo….! E fu proprio lui, sorpreso ad annusare avidamente i miei collant ad innescare una gigantesca reazione a catena……

In effetti in ogni situazione c’ &egrave sempre una goccia in grado di far traboccare un vaso seppur pesante: a quei tempi i ragazzi della nostra età non si facevano certo tanti problemi……e ogniqualvolta se ne presentava l’ occasione…..una botta e via, senza andare troppo per il sottile! Certo non come oggi che restano incollati dieci ore ad una tastiera e poi magari dopo anni scoprono che hanno perso tutto il loro tempo a chattare con qualche pervertito/a! Oppure tante sognatrici che dicono di credere nell’ amore quello vero e poi escono solo con quelli che hanno la Mercedes…….Noi cuccavamo di più e lo sapevamo fare anche meglio: non ci accontentavamo semplicemente di esistere…….volevamo vivere! Era una sfida quotidiana: con noi stessi, con gli amici, col mondo intero………non avevamo e-mail ed sms, ma eravamo più felici……più veri,…….perch&egrave i rapporti umani erano diretti e immediati e riuscivano a trasmettere tanto calore! Noi donne facevamo a gara quando un ragazzo nuovo entrava nel gruppo: ovviamente la più brava era quella che riusciva a farselo prima delle altre………In seguito agli eventi precedentemente citati, fu Maurizio a diventare la mia personalissima sfida: anzi, non la consideravo nemmeno tale….sarebbe bastato semplicemente entare nella sua camera semi-nuda e……….
Infatti, &egrave proprio ciò che feci, ma non volevo certo “offrirmi” su un piatto d’ argento: non ero una ragazza tutta casa e chiesa ma neppure una troietta che la dava al primo che mi capitasse: la vera sfida era più nell’ intrigare” la persona interessata che nella conquista di per s&egrave. Soprattutto perch&egrave mio fratello -non avendo maturato precedenti esperienze- sarebbe caduto come una pera cotta al primo rintocco delle campane! E poi era un bravo ragazzo, ancora troppo immaturo e inesperto…..meritava un trattamento di riguardo e non avrebbe pensato che io fossi una donna facile, come ho letto nei precedenti capitoli. Fortunatamente il tempo rende sempre giustizia ed &egrave riuscito ad apprezzarmi, cambiando radicalmente opinione al riguardo.
In effetti ero alquanto preoccupata -o forse solo dispiaciuta- perch&egrave Maurizio non aveva ancora una ragazza: in compenso -come già accennato- gli “attributi” erano ben consistenti e mi infastidiva vedere tanta grazia sprecata a tirarsi seghe dalla mattina alla sera: se madre natura ti fà un dono così prezioso, bisogna anche dimostrare di averlo apprezzato e comportarsi di conseguenza, facendone l’ uso più appropriato……..! Era ciò che pensavo. Tra l’ altro entrare nella sua camera -ormai teneva anche la porta spalancata- e trovarlo sistematicamente intento ad avvolgersi i miei collant attorno al cazzo per riempirli di sperma, avrebbe “attizzato” qualunque donna o quasi……! Mi considero una persona intraprendente e non ho mai voluto rinunciare ai piaceri della vita: per cui sapevo che prima o poi queste scene di auto-erotismo avrebbero stimolato in me una reazione, anche perch&egrave masturbarmi non sempre mi appagava e comunque, solo in minima parte! Il mio boy-friend era lontano intere settimane ed avevo comunque le mie esigenze: si trattava solo di decidere quando e soprattutto come…..! Con i nostri genitori in vacanza per qualche giorno, l’ occasione era troppo ghiotta per non approfittarne: così come era allettante l’ idea di poter “coccolare” tra i miei piedi quel bastone di carne, fino a farlo godere. Infatti, inizialmente l’ intento era di scherzare un pò……di provocarlo e quando era abbastanza cotto, fargli un bel segone con le estremità inferiori, che soprattutto se avvolte nel nylon- attiravano tanto la sua attenzione: almeno in quella fase non era mia intenzione sbilanciarmi…..andare oltre……..Ma tra il dire e il fare………..

Vedermi solo con le calze fù per Maurizio scioccante…..una sorpresa inattesa……soprattutto quando gli feci capire che poteva avermi: ma mio fratello non era l’ unico a non stare nella pelle. Per cui non persi tempo in convenevoli e andai abbastanza velocemente al sodo…….:ero eccitatissima mentre lo masturbavo: lo sentivo vibrare tra i miei piedi. Lo avevo prima “preparato” stuzzicandolo un pò con le dita, ma lui era impaziente e non appena lo strinsi con un pò più di vigore, furono sufficienti tre o quattro colpi e mi inondò le calze di sperma. Ero già oltremodo bagnata…..avrei voluto immediatamente accogliere il suo membro dentro me e avvolgergli attorno le pareti calde e fradice di umori della mia fica. Anche lui mi desiderava…….un desiderio sfrenato e sfrontato che gli riempiva gli occhi: se solo glielo avessi concesso, mi avrebbe fatto di tutto….del resto mi ero completamente denudata……..Ma rimase a guardarmi……timoroso….! Non sapeva se poteva osare ancora di più……Allora mi tuffai sul suo cazzo e cominciai a leccarlo e a sbocchinarlo….mi riempiva le mani tanto era grosso……avevo la fica in fiamme: le mie labbra aderivano alla turgida cappella procurandomi sensazioni di un piacere enorme….smodato……fuori controllo……Volevo gustarlo tutto…..mi adoperai per prolungare il suo godimento e quando sborrò, accolsi tutto il suo nettare assicurandomi che nemmeno una goccia andasse sprecata!
Ma rimase con il cazzo duro…….non gli bastava……non era ancora sazio: continuava a fissarmi tra le gambe, anche perch&egrave ero completamente rasata! Voleva la mia gemma più preziosa e sarei stata pronta a dargliela…….con immenso piacere, ma gli dissi che per quello non doveva avere fretta…….era stato già abbastanza gratificato! Almeno lui! Io ero smaniosa e desiderosa come non mai…….volevo e dovevo aspettare: avevo in serbo altre sorprese……per lui e anche per me stessa. L’ attesa mi avrebbe dato un’ ulteriore carica erotica e -dato il “programma” che avevo in mente-, Maurizio mi avrebbe anche più apprezzato e capito in quanto donna……..la partita era solo all’ inizio………..

La “passione” per i collant e i piedi femminili stava indubbiamente contagiando un pò anche me: in effetti non avevo mai avuto tendenze del genere. Non e’ certo facile n&egrave scontato trovare un uomo, che con tanto impegno e dedizione ti massaggia i piedi…..li coccola……li lecca……li prende in bocca giocherellando e mordicchiando le dita e te li spugna di saliva: non a caso, prima di fargli il pompino, mi ero sfilata i collant, sia per vedere la sua reazione, sia perch&egrave erano zuppi appunto della sua saliva e di sperma. Anzi, detto francamente non mi era mai capitato di sconfinare così tanto nella mentalità feticista: ero entusiasta…..si schiudeva un nuovo mondo…..si aprivano nuovi orizzonti: presi un paio di calze e le annusai…..mi piacque…..ero sopraffatta…..un’ esperienza indubbiamente da ripetere……..magari in compagnia……! Pensai per ore a ciò che avevamo fatto, chiedendomi soprattutto se fosse stato giusto e opportuno coinvolgerlo nei miei giochi: il fratellone era sì inesperto, ma forse era proprio la sua inesperienza……..il suo essere così affamato ad intrigarmi ulteriormente: avevo stretto tra le mani e fra le labbra la sua verga desiderosa e la sola idea di poterlo rifare mi eccitava da morire. Volevo farmelo a tutti i costi….doveva essere mio almeno una volta…..ma da autentica stronza quale sono sempre stata, decisi di “vendere” la sua verginità.
Era già stato -ovviamente a sua totale insaputa- tutto organizzato per quella sera: da giorni ne discutevo con una cara amica -la più cara forse- e dopo qualche piccola “trattativa” ero riuscita a convincerla: avevo scelto proprio lei, Elena…… Inizialmente la mia proposta la sorprese non poco: si sentiva presa in mezzo…….come stretta in una morsa……magari se fosse stata una sua iniziativa, allora sarebbe stato tutto più normale. Ma così era diverso: era alquanto imbarazzata, ma l’ imbarazzo durò poco…..molto poco: del resto Elena faceva parte di quel nutrito gruppo di amiche che avrebbe ben volentieri fatto la festa a mio fratello. Ero sempre attenta e vigile, ma le donne quando si mettono in testa una cosa…….Lo stesso dicasi per me: per spirito di persuasione non sono seconda a nessuno, e comunque Elena aveva solo bisogno di una piccola spinta per lasciarsi andare e così fu: rispetto a me, lei era più smaliziata, più decisa, più risoluta e -cosa più importante- piaceva a Maurizio, che la divorava con gli occhi: certo non avrebbe obiettato, se fosse stato messo davanti al fatto compiuto! Per lui la prima volta doveva essere normale e speciale nel contempo…….una miscela di sensazioni ed emozioni che la mia amica sicuramente gli avrebbe donato in quantità massiccia: era esperta……non mi avrebbe deluso mio fratello mi avrebbe desiderato sempre di più……..volevo tenerlo in caldo……molto caldo ed Elena sapeva il fatto suo: avevo oltresì bisogno di una persona abbastanza intima (ma non troppo) che fosse in grado di essere depositaria e di custodire un segreto di famiglia. Non potevo certo correre il rischio di sputtanarmi con qualche ciarlona. Lei era la persona adatta….oltre al fatto che era ed &egrave tuttora una donna bellissima: e’ l’ unica a conoscere tutta la nostra storia. Siamo rimaste molto legate e ancora oggi ci frequentiamo assiduamente con le rispettive famiglie: mai scelta fù più azzeccata……..!
Ovviamente mio fratello strabuzzò gli occhi quando gli presentai il “programma” della serata…..non credeva alle sue orecchie, ma n&egrave io, n&egrave la mia amica gli demmo il tempo di realizzare cosa stesse accadendo: fù travolto dal rapido ed incalzante susseguirsi degli eventi!
Quella notte non dormii affatto: ero agitata……riflessiva…..pensierosa! E dall’ altra camera giungevano di tanto in tanto segni inequivocabili, che la coppia da me abilmente costruita aveva “gradito” il mio spirito organizzativo: la mia non era certo gelosia, ma semplice curiosità……..un’ insanabile curiosità…..di sapere se avevo fatto la scelta giusta…….se non avevo forzato troppo la mano……..se………! Tante domande…..un’ infinità di domande e nessuna risposta…….solo mugolii: una lunga notte……….
Le risposte le ebbi il giorno successivo: erano con me a colazione……..i loro sorrisi…..quei cenni d’ intesa che si erano lanciati! La mia trovata aveva indubbiamente avuto successo e potevo considerarmi soddisfatta. Almeno mentalmente ed emotivamente! Ma la passera fremeva…..era in subbuglio…….era l’ unica parte del mio corpo a non avere ancora ricevuto la giusta -e direi anche meritata- gratifica! Una volta rimaste sole scambiai quattro chiacchiere con Elena: era andato tutto per il verso giusto…….era arrivata la conferma dell ‘esperta…….un’ esaminatrice accorta ed imparziale. Poi ci salutammo, perch&egrave il lavoro chiamava…….un arrivederci a presto e si congedò. Ora c’ eravamo solo io e lui! Era diventato “uomo” da qualche ora……in apparenza tutto normale, nessun cambiamento…….ma in cuor suo chissà…….E poi l’ avevo lasciato in uno stato di incertezza….gli avevo detto che doveva avere pazienza, ma ero io a non averne più: avevo finito tutte le riserve. Una specie di gioco……una guerra psicologica, che -a quanto era dato modo di vedere- aveva sfiancato soprattutto me! Sapevo che niente sarebbe stato più come prima, ma ormai il dado era tratto già da tempo……si trattava solo di raccogliere ed “accogliere” il frutto della faticosa e fruttuosa semina…….
Maurizio era in bagno……quello che normalmente utilizzavano i nostri genitori……era immerso nella vasca e probabilmente nei suoi pensieri……lo colsi di sorpresa e mi accomodai sul bordo…….due parole…….qualche frase sconnessa da parte mia, ma giusto per salvare le apparenze! Ero lì solo per una ragione…….le spiegazioni servivano ormai a poco: la nostra partita del cuore……il nostro “personalissimo” duello era giunto alla fine del suo lento percorso………Lasciai cadere la camicia da notte e dopo un attimo ero già seduta sulle sue cosce……i nostri occhi si studiarono……ma durò solo pochi secondi……..Le nostre bocche erano già incollate, quando aggrappata a lui mi sollevai leggermente per impalarmi sulla sua verga, che lentamente sentii scivolare dentro me……Mi lasciai andare in maniera tale che fosse lui ad imporre il ritmo di battuta…….aveva imparato in fretta……sapeva come fermarsi e quando ripartire, con colpi brevi e decisi che mi devastavano la fica: mi possedeva con dolcezza e decisione……avvertivo le pulsazioni del suo membro mentre faticava un pò a farsi spazio……..ad ogni stantuffata gemevo dal piacere…..! La prima volta venimmo quasi contemporaneamente: lo sentii esplodere nella mia fregna e scaricare tutto il liquido cremoso -che a stento era riuscito fino a quel momento a trattenere-, e dopo un attimo venni anch’ io lanciando un urlo come di liberazione. Continuò imperterrito a chiavarmi per un’ ora o forse anche due……..sempre rimanendo raccolti e avvinghiati nella medesima posizione……senza sosta…….senza tregua: venni a ripetizione e altrettanto
fece Maurizio, che sborrò dentro la mia vagina, insudiciandola di sperma: urlammo e ci dimenammo ancora, fino a quando -spossati da un’ interminabile cavalcata- uscimmo dalla vasca e solo allora ci rendemmo conto, che l’ acqua era praticamente ghiacciata……….! Ci dirigemmo nella mia camera da letto, dove -stanchi ma soddisfatti- ci addormentammo abbracciati……..

La nostra vita &egrave caratterizzata da miliardi di situazioni,di emozioni…….e anche di tante banalità che viviamo continuamente e quotidianamente: ci aggrappiamo a tutto…….ci aggrappiamo appunto alla vita -che &egrave la nostra vita- con tutte le forze di cui disponiamo……..perch&egrave vogliamo rimanere a galla……dobbiamo rimanere a galla! Costi quel che costi.
Nomalità vuol dire anche e soprattutto dover prendere decisioni, che non sempre sono piacevoli o facili: ogni decisione implica una scelta…….a volte immediata…….a volte sofferta, ma comunque dovuta: ed &egrave proprio grazie a tale normalità che si cresce, si matura e si impara ad assumersi le proprie responsabilità. E’ così -e solamente così- che si diventa uomo (o donna)…….! A suo tempo io e Maurizio abbiamo fatto la nostra scelta…….abbiamo deciso di condividere qualcosa a cui non volevamo rinunciare……qualcosa che si chiama vivere……..semplicemente vivere…….! Ne siamo convinti…….fieri……orgogliosi……..perch&egrave &egrave la nostra scelta……..una scelta di vita…….una scelta per la vita.

Sara

Sabato mattina il risveglio fu più dolce che mai: lei, l’ oscuro -ma non troppo- oggetto di desiderio degli ultimi mesi era accanto a me. Evidentemente, era già sveglia da un pò e mi guardava: uno sguardo curioso, intrigante……ma anche benevolo, pensai……..Non ero in camera mia: per la prima volta avevo dormito nel suo letto…….! Nessuno aveva mai osato tanto: Sara era molto possessiva…….gelosa dei suoi spazi e dei suoi oggetti personali. Mi aveva permesso di “sconfinare”……di violare il suo castello di cartapesta: mi sentivo come un re! In apparenza stava per iniziare una giornata normale…….come tante altre…….eppure in poche ore la mia vita era radicalmente cambiata, perch&egrave prima Elena e poi Sara l’ avevano sconvolta, rivoltata come un calzino vecchio. E non soltanto perch&egrave con il loro “aiuto” avevo perso la mia verginità: era l’ alba di un nuovo spirito indomito, che dopo aver fatto tanta gavetta, raggiunge finalmente la vetta e si trastulla con il panorama…….si autocompiace, godendosi il suo momento di gloria! Era proprio così che mi sentivo……e poi quegli occhi che continuavano a fissarmi……mi scrutavano…….occhi dolci ma severi…….lo specchio di un’ anima serena ma orgogliosa……..passionale ma alt&egravera……coinvolgente ma anche guardinga! Sì, era proprio Sara…..il suo modo di fare…….silenzioso ma pieno di domande, di cui forse già conosceva la risposta…….riusciva ad emozionarmi senza dire una parola: sapeva passare da un estremo all’ altro con un semplice schiocco delle dita……realtà e immaginazione……con lei tutto era possibile…….bastava solo entrare nel suo mondo! Solo a pochi eletti era concesso……io ero tra quelli: le mie “credenziali” mi avevano consentito l’ accesso, ma ora stava tutto a me…….dovevo dimostrare di avere le carte in regola per rimanerci! Una nuova sfida……la prima da uomo……..e non sarebbe stato sufficiente mangiare tanti spinaci……ne ero cosciente….! L’ avevo appunto appena pensato…..realtà e immaginazione: continuavo a fantasticare, ma Sara mi riportò bruscamente alla realtà: dovevo aiutarla a preparare la colazione……..! Lei era -ed &egrave tuttora- così: sembra immersa nei suoi pensieri -e magari lo &egrave davvero- e dopo un attimo ti “bacchetta”…….ti riporta in men che non si dica sul pianeta dei comuni mortali: altro che colazione avevo per la testa……prendevo le tazze dalla dispensa e vedevo mia sorella immersa nella vasca che si impalava sul mio arnese! Il pigiama era solo opzionale, perch&egrave la forma che stava disegnando era inequivocabile: era già duro come l’ acciaio…..provai a nascondere la mia eccitazione……volevo fare il distratto, ma era tardi per “scappare” fuori” dalla cucina. La toilette sarebbe stata la mia salvezza, ancora un passo e forse…….ma Sara bloccò sul nascere ogni mia velleità: “Siediti” -mi disse- “&egrave quasi pronto……e basta con tutte ‘ste seghe, che ti stanno friggendo il cervello…..!”
Un sorriso malizioso accompagnò il suo piccolo sfogo……e poi aggiunse: “Non ti basto io?” Non mi aveva mai parlato in quel modo……nemmeno poche ore prima quando i nostri corpi erano avvolti in un unico abbraccio…..! Non riuscivo a guardarla, mentre consumavo silenziosamente il mio pasto: lei intanto era impegnata in una conversazione telefonica con una sua amica, ma ero sempre più arrapato…..avrei voluto sbatterla sul tavolo……aprire le sue cosce e ficcarglielo tutto dentro…….! Anche perch&egrave la sua interlocutrice -lo avevo capito dai commenti di Sara- la sera precedente si era scopata due uomini contemporaneamente: i loro discorsi mi eccitarono ancora di più e approfittai della “copertura” fornita dal tavolo al quale eravamo seduti, per mettere una mano nei pantaloncini e farmi una sega……tanto….era impegnata a chiacchierare e nemmeno l’ avrebbe notato……! Pochi secondi appena e mia sorella, sempre armata di cornetta…….una frase per i pòsteri: “Ma ti rendi conto…….mentre parlo con te, Maurizio &egrave seduto a tre metri da me e si sta masturbando…….ma che porco…..!”. Lo pronunciò come se fosse una sentenza……una condanna a morte…….evitando ovviamente di guardarmi……..! Mi stoppai di colpo…….scornato e con le mani sul cazzo……! Anche questa era una sua tipica caratteristica…….non le sfuggiva niente: quando eri convinto di averla fatta franca……..La telefonata durò ancora pochi minuti: ne sentii di tutti i colori……..e meno male che il porco ero io…….! Finalmente mi degnò di uno sguardo: ero come irretito….avevo fatto l’ ennesima figura da pirla: ero un testone…..non avevo ancora imparato la lezione…..! Ma Sara -imprevedibile come al solito- mi disse di farmi una doccia e di raggiungerla in camera sua. La guardai interdetto…….Raggiungerla per cosa? Magari per lei era tutto scontato, ma per me? Se glielo avessi chiesto avrei probabilmente fatto un’ altra delle mie uscite infelici…….e allora mi resi conto che era arrivato il momento di calare il jolly……! “Finalmente si scopa” -le dissi evitando accuratamente che i nostri occhi fossero sulla stessa traiettoria……..Sara era troppo furba per cadere nel tranello…….mi lanciò un’ occhiata divertita e prontamente rispose: “Allora, questa doccia? Al tuo posto avrei finito da un pezzo e sarei già tra le gambe della mia compagna. E tieni a mente che domani ritornano mamma e papà: da questo momento in poi dovremo sempre fare attenzione……..molta attenzione……non dimenticarlo mai…….! Ti aspetto di sopra……” Detto ciò uscì dalla cucina lasciandomi in trance: avevo capito bene? Era proprio Sara? Evidentemente sì! Difficile da credere, ma era così….ed era del tutto inutile stare a lambiccarsi…….bisognava darsi da fare……..Ma la mente spaziava…….era uno spirito libero a suggerirmi la prossima mossa: Sara non mi trattava più come un ragazzino e ciò che avevo udito poc’ anzi ne era la conferma! Mi aveva messo in guardia dicendo di prestare attenzione a non farci mai beccare con le mani nel sacco……quindi voleva continuare…….quello che c’ era stato tra noi non era da lei considerato un fatto occasionale…..un capriccio passeggero…….! Ero lusingato dalla sua premura nei miei confronti, perch&egrave mi aveva fatto intendere che dovevo prendermi le mie responsabilità! Ancora una volta mi stava mettendo alla prova? Non ero più così spaventato……man mano acquisivo padronanza…….sicurezza…….non balbettavo più come un lattante e lei giustamente mi avevo teso una mano aperta…….in altre parole, capii che era arrivato il momento di tirare fuori gli attributi! Infatti, entrai in bagno come una scheggia…….da bambino lo facevo sempre e puntualmente mia madre doveva curare le mie “ammaccature”……..: feci la doccia più veloce di tutta la mia vita e dopo qualche minuto ero già nella sua camera: era seduta alla scrivania, indossava una camicia da notte cortissima e aveva tra le mani un paio di calze che continuava a “vellutare” con le dita…….un movimento che mi eccitò all’ istante…….perciò lo stava facendo…….era quella la finalità! Si alzò porgendomi i suoi collant e prese posto sul letto…….le gambe in fuori: mi disse che voleva indossarle e che avrei dovuto aiutarla a farlo……..glieli dovevo infilare io……! Mi porse un piede……avrei voluto leccarlo e prenderlo tutto in bocca: capì le mie intenzioni e mi disse che per i giochi di lingua c’ era tempo: voleva prima mettersi in nylon ed io la accontentai……! Mi inginocchiai perch&egrave mi sembrava più pratico: Sara mi assecondò e mi porse nuovamente un piede, che prontamente iniziai a “rivestire”…….Una sensazione unica…..indescrivibile: la sua pianta scivolava tra le mie mani mentre la “bardavo” di nera trasparenza…..sempre più sù…….la caviglia……….il ginocchio…….fino alla coscia……e ancora più sù……la fichetta in bella mostra, con le labbra -come al solito- leggermente schiuse: le sfiorai con due dita……Sara ebbe un fremito e dopo un attimo la sua camicia volava via, scoprendo due tette perfette per forma e grandezza. Rimanendo sempre sulle ginocchia mi insinuai fra le sue gambe, che aveva aperto di proposito e strinsi le poppe con entrambe le mani leccando e succhiando avidamente i turgidi capezzoli: allora mia sorella si distese, lasciando la vulva alla mia merc&egrave……..la penetrai immediatamente con la lingua, ma bastarono pochi colpi ben assestati per portarla all’ amplesso. Bevvi tutto il nettare che colava e mi rimisi in piedi, le sfilai nuovamente il “mezzo” collant con il quale l’ avevo guantata, le leccai le dita succhiando in particolar modo l’ alluce……Pochi istanti e mi distesi sopra il suo corpo…..le cosce aperte e tese al punto giusto: non ebbi neppure bisogno di “prendere la mira” , perch&egrave al primo contatto con la sua intimità già abbondantemente lubrificata, la cappella si fece strada e affondai fino ai coglioni: intanto la lingua percorreva il suo corpo…….prima sui capezzoli rigidi come il marmo…..poi sbavando sul collo……ed infine entrando vigorosamente nella sua bocca, dalla quale provenivano gemiti di piacere sfrenato. Nel frattempo la penetravo lentamente….sempre più lentamente……volevo sentirmi completamente dentro lei……volevo essere parte di lei……fino al godimento: quando mi accorsi che stavo per venire, uscii prontamente dalla sua vagina palpitante e allargai le gambe per posizionarmi all’ altezza del suo torace…….allora Sara con entrambe le mani strinse le tette tra le quali ci ficcai il mio ciondolo ed iniziai a muoverlo avanti e indietro per simulare la scopata: lei aprì volgarmente la bocca premurandosi di tenere indietro la lingua, e dopo pochi secondi eruttai schizzando sborra dappertutto…….soprattutto sui seni…….sul viso…….sui capelli……..Quello che non aveva “fatto centro” mia sorella abilmente lo raccolse con le dita e lo leccò senza alcun pudore…….mi guardava e sorrideva da donna esperta e navigata……..da vera porca: rimanendo nella medesima posizione “spagnola” di qualche secondo prima, mi avvicinai al suo viso e glielo ficcai in bocca…..era duro per metà, ma in un attimo riprese vigore. Strofinai più volte la cappella sui suoi capezzoli…….poi Sara mi chiese di stendermi e si mise ora lei sopra: chiusi gli occhi…….le sue labbra succhiavano sapientemente la punta del cazzo, per scendere lungo l’ asta fino ai coglioni. Me lo insalivò e quando fu umido al punto giusto, sentii il suo buchino che poco alla volta ingoiava la mia mazza…….un risucchio inesorabile: poggiò le mani sul mio petto e cominciò a cavalcarmi a ritmo sostenuto: ogni volta che scendeva impalandosi Sara lanciava un urlo…….le misi una mano sulla bocca e con l’ altra le strizzavo le tette e i capezzoli. Poi, continuando a pompare si stese e ci baciammo: con le mani sulle chiappe le davo la cadenza…….avevo i brividi…….i suoi capezzoli vellutavano la mia pelle……non ne potevo più…….Dalle contrazioni della vagina che si stringeva attorno al mio calippo, capii che era venuta…….continuò a chiavarmi fino a quando con un grugnito le sborrai dentro: rimase ferma per almeno un minuto…….anche lei voleva “sentirmi”…….! Poi si alzò quel poco che bastava per togliersi la verga dalle sue viscere e lo prese nuovamente in bocca: aveva una sfrenata voglia di cazzo…..lo succhiò ancora a lungo……fino a quando non fu in posizione eretta: allora prese i collant che avevamo usato prima e si guantò una mano -arrivando quasi alla spalla- con la quale iniziò ad accarezzarmi la cappella e e i testicoli e a masturbarmi. Il contatto con le sue calze era eccitante…….fremevo dalla voglia, ma dopo un pò smise di segarmi e si concentrò solo ed esclusivamente sulla punta dell’ asta, che “sfiorava” delicatamente e sapientemente mandandomi in estasi…..e poi ancora la cappella, che il nylon aveva reso incandescente: quando si accorse che stavo per godere, Sara strinse la sua mano “calzata” e se la lasciò “inumidire” a dovere, mentre con l’ altra mano continuava a massaggiare i testicoli……Mentre sborravo lei continuava a tenere la mano serrata per aumentare il mio piacere……mi sembrava di impazzire……..! Ci abbracciammo e ci baciammo con le lingue a fare da protagoniste e poi…….dopo esserci leccati dappertutto, spompati ma soddisfatti ci addormentammo……….

In verità, il rientro dalla breve vacanza dei nostri genitori non ci “turbò” più del dovuto: infatti, con il loro lavoro rimanevano comunque fuori casa l’ intera giornata. Per cui, io e Sara avevamo molto tempo a nostra disposizione per “svagarci”: non abbiamo mai rinunciato, n&egrave modificato le nostre abitudini…….la famiglia……lo studio……il lavoro…….gli amici……..i rispettivi partner…..rimase tutto invariato, con l’ eccezione che quando se ne presentava l’ occasione, ci appartavamo e stavamo per conto nostro! Effettivamente ogni pretesto e ogni ambiente era buono per entrare in intimità: ad esempio, una volta uscimmo insieme per festeggiare il compleanno di un’ amica comune, e ci intrufolammo nella toilette di una pizzeria, dove Sara mi fece una sega. Normalmente, preferivamo le mura domestiche, sia per una questione di discrezione, sia per comodità…….ma di tanto in tanto qualche pazzia dovevamo comunque farla! Del resto, eravamo giovani ed ancora abbastanza spensierati: tuttavia, abbiamo sempre agito con prudenza e tuttora il nostro “piccolo segreto” &egrave rimasto tale. Solo la “mitica Elena” -come ama definirla mia sorella- conosce tutti i retroscena del nostro rapporto: un’ amica preziosa come poche, che non ha mai deluso n&egrave tradito la nostra fiducia e le nostre aspettative nei suoi confronti.
Inoltre, grazie a Sara ho potuto continuare a coltivare la passione per i collant: lei &egrave stata per anni -almeno finch&egrave non si &egrave trasferita in seguito al matrimonio- la mia fornitrice ufficiale: quotidianamente in camera mi arrivava di tutto……..anche le sue amiche che abitualmente frequentavano la nostra casa dovevano pagare un “pedaggio”……..! Almeno di questo non ne facevamo un mistero, anzi………quando alcune delle sue compagnie abituali decisero di approfondire la conoscenza con me, colsi immediatamente la palla al balzo: avevo un bel cassetto sempre ricolmo di calze odoranti al punto giusto e che ovviamente tenevo sempre chiuso a chiave. Mia madre, che riponeva i miei indumenti, si sarebbe sicuramente fatta strane idee…….meglio quindi non dare troppo nell’ occhio…….! Furono anni pieni di soddisfazioni, perch&egrave Sara mi inserì nel suo giro di amicizie: non che le mie non mi andassero a genio…..ci mancherebbe! Tuttavia, data la piccola ma significativa differenza di età, le sue amiche erano più mature, più smaliziate e soprattutto molto più disinibite e troie delle mie: spesso e volentieri, Sara ne portava a casa anche due o tre…….e comunque ci scappava sempre qualcosa! Intervenivo nei loro discorsi che erano quasi sempre abbastanza piccanti….si iniziava con le solite toccatine di “primo approccio”……e poi spesso e volentieri una sega o un pompino, non dico che fossero all’ ordine del giorno, ma poco ci mancava……! Qualcuna in verità, riuscii anche a farmela: Sara aveva molto pubblicizzato il fatto che i miei “attributi” fossero abbastanza consistenti……….ero diventato una leggenda ed ero anche a portata di mano, di bocca e talvolta di fica…….! E chi si lamentava…….me le portava direttamente a casa………! Una volta -non l’ avevo mai vista prima- Sara tornò a casa con la sorella di Elena, mia coetanea: si chiama Betty….. Ci eravamo presentati da dieci minuti soltanto e – incuriosita da ciò che spesso le avevano raccontato le nostre rispettive sorelle- mi aveva chiesto di tirarlo fuori, perch&egrave voleva vederlo con i suoi occhi……..roba da non credere! Comunque, grazie a Sara i miei pomeriggi diventarono sempre estremamente vari e pieni di “piacevoli” novità: quando poi ritornava la calma e restavamo da soli, allora davamo il meglio di noi stessi…….mia sorella -soprattutto per “venirmi incontro”- diventò una vera esperta del foot-job…….e in verità tuttora lei &egrave una massima autorità nel “settore”! Consumavamo un’ infinità di collant, ma in compenso mi faceva godere in continuazione, perch&egrave sapeva perfettamente che per farmi “riprendere quota”, bastava semplicemente coccolare il mio arnese con i suoi piedini avvolti nel magico nylon………! Quando Elena veniva a farci visita, erano quasi sempre scintille: spesso e volentieri lei e Sara si sedevano sul letto scalze e iniziavano a provocare, fino a quando non l’ avevano vinta loro. A me, di certo non dispiaceva, perch&egrave “giocavo” con loro interi pomeriggi: mi lasciavano tranquillamente annusare i loro piedi……..si eccitavano da morire e mi davano “carta bianca”: ma, in questi casi la situazione “fetish” era solamente interlocutoria -o diciamo pure introduttiva-, perch&egrave spesso e volentiei ci scappava la scopata di gruppo. Il divertimento e il godimento erano assicurati, e c’ era la possibilità di tutelare il nostro segreto. Ovviamente, se c’ erano altre amiche, Sara non partecipava “attivamente”, oppure era costretta -nostro malgrado- a farsi da parte, se poi si decideva di fare sul serio: un tacito accordo reso chiaramente necessario dalla nostra “situazione”. Per tale motivo eravamo entusiasti, quando sapevamo che Elena sarebbe stata della “partita”: cercavamo di farlo “capitare” con una certa frequenza……..più o meno una volta a settimana…….!
Insomma il divertimento non mancava affatto: inoltre, sia io che Sara non abbiamo mai avuto partner particolarmente gelosi e quindi un tantino “ingombranti……..un’ altra condizione essenziale che giocava a nostro favore. Non eravamo vincolati n&egrave da obblighi, n&egrave da scadenze e non siamo mai stati gelosi l’ uno dell’ altro: insomma il nostro era -ed &egrave tuttora- un rapporto libero……..senza impegno……..senza alcuna pretesa! A maggior ragione in considerazione del fatto -per niente trascurabile- che entrambi abbiamo messo sù famiglia: perlopiù andiamo in vacanza insieme, trascorriamo uniti le varie festività, abitiamo nello stesso condominio e -lupus in fabula- lavoriamo nella stessa azienda, che ci appartiene da generazioni……..Trascorrendo gran parte della giornata in ufficio, non mancano le occasioni per stare insieme: Sara -inutile sottolinearlo- &egrave la mia segretaria personale…….l’ unica che abbia libero accesso al mio studio. Certo…….sarebbe stato molto più pratico dotare l’ ambiente di un comodo letto, ma inevitabilmente avremmo dato troppo nell’ occhio: fortunatamente, disponiamo di un ampio divano che ci permette di rilassarci……..un divano che ha tante storie da raccontare………!
Tra l’ altro, grazie al settore in cui operiamo, io e mia sorella partecipiamo spesso e volentieri a convegni e corsi di aggiornamento: diciamo pure che siamo molto “assidui”……..o per meglio dire sempre presenti…….i tipici “secchioni” del gruppo che non hanno abbastanza attributi per marinare la scuola e trascorrere una splendida giornata di inizio primavera all’ aria aperta. La ragione di tanto interesse e applicazione consiste nel fatto che tali convegni si tengono nelle grandi città e talvolta possiamo anche sconfinare…..Londra…..Parigi……..Amsterdam: &egrave l’ occasione giusta per stare qualche giorno per conto nostro e poter dare -quando siamo in albergo- libero sfogo ai nostri impulsi primordiali! Inoltre, durante questi brevi soggiorni capìta sempre qualche episodio divertente, che ci fa riflettere su quanto sia strana e perversa la natura umana…….: tre anni fà, accadde infatti, qualcosa di particolarmente eccitante………tremendamente eccitante……….! Era appunto piena primavera ed io e Sara rimanemmo 4 giorni a Bologna………..
In primavera Bologna e’ davvero molto accogliente, perch&egrave francamente &egrave troppo fredda in inverno e torrida ed esageratamente umida in estate: era la prima volta per me e Sara, compagna inseparabile in ogni breve soggiorno, che in effetti dovrebbe essere l’ occasione per un aggiornamento professionale e sicuramente lo &egrave…..! Tuttavia, visitare luoghi inediti ci permette di confrontarci con diverse realtà e di conoscere gente nuova: io e mia sorella siamo sempre entusiasti, quando con cadenza quasi mensile, partiamo all’ avventura…….
Nell’ Aprile del 2011 fummo ospiti di un noto Hotel nei pressi della stazione centrale: le camere e gli ambienti moderni e arredati con classe, un personale accorto e disponibile e soprattutto la mattina a colazione un buffet indescrivibile, sia per la varietà che per la qualità……un’ atmosfera insomma di prim’ ordine.
Avendo cognomi differenti sui rispettivi documenti, possiamo condividere tranquillamente gli spazi comuni, comportandoci come una coppia di fatto: in altre parole, per chi ci osserva non &egrave complicato considerarci marito e moglie……..un piacevole equivoco che regalò a me e a mia sorella 4 giorni da incorniciare e da ricordare………per sempre! All’ arrivo infatti, fummo accolti quasi con deferenza da una splendida ragazza sui 25 anni, che dopo le solite formalità ci accompagnò personalmente in camera: il suo nome era Caterina……lunghi capelli biondi che con il verde dei suoi occhi ed una statura -almeno per una donna nostrana- sicuramente sopra la media, la rendevano particolarmente interessante. Come scoprimmo successivamente era una milanese doc…….avvolta in un tailleur di colore chiaro che esaltava al massimo la procacità delle forme…….era bella e appariscente, ma senza dare adito ad alcuna volgarità di sorta! Una volta rimasti soli, Sara non perse occasione per mostrare la sua usuale ironia con un sorriso malizioso ed accattivante: evidentemente, la mia ammirazione per la persona appena uscita, non era passato inosservato! Non a caso, iniziò a provocarmi…….curiosa e desiderosa di entrare nei miei pensieri:

-Certo che non te ne lasci sfuggire nemmeno una, eh?
-Come dici?
-Che non perdi mai occasione!
-Ma si può sapere di cosa stai parlando?

Sara odiava essere lasciata sulla corda………non le piaceva perdere il controllo della situazione……!

-Dai, che lo sai bene di cosa parlo!
-Per caso ti riferisci alla ragazza?
-Sì, proprio per caso……certo che voi uomini appena vedete un culo e due tette………
-Veramente ho visto molto di più…….culo e tette…..! Un pò riduttivo, non trovi? Più che altro, notevole……..
-Quello sì! Non a caso le hai fatto una scansione completa……
-Madre……ma che rompicoglioni…….peggio di una mogliettina gelosa e invidiosa……..!
-Io gelosa? Si vede che mi conosci poco!
-Forse ho imparato a conoscerti anche troppo bene……..&egrave questo il tuo problema!
-Maurizio, credimi….&egrave una fortuna che non siamo sposati!
-E lo dici a me? Comunque, anche se ti rode, devi ammettere che &egrave una bella donna!
-Non per niente ti &egrave venuta la bava alla bocca………
-Che esagerata!
-Esagerata io? Scommetto che se ne avessi la possibilità, sicuramente cercheresti di fartela………

Ora toccava a me fissarla con un pizzico di ironia……

-Una così non c’ &egrave uno al mondo che non vorrebbe farsela……..a meno che non sei frocio……..!
-Secondo me ha la voce un pò nasale……
-Ci risiamo con l’ invidia…….ti faccio portare una camomilla?
-Fottiti!
-Che bello parlare con mia sorella, che ha tanta classe da vendere!
-Insomma te la faresti?
-Certo che sei unica: adorabile e insopportabile al punto giusto…….
-Per i miei gusti &egrave troppo statuaria…….quasi invadente…….
-Per me &egrave perfetta…….comunque le camomille passano a due!
-Rifottiti!
-Non devi metterti sempre in competizione!
-Chi, io?
-No, io!
-Se proprio ti piace tanto, posso sempre combinare un incontro……
-Che fai, sfotti?
-No, sono serissima……..penso a tutto io!

Conoscevo Sara e il suo modo di fare……..capii subito che non stava scherzando: decisi di darle corda……..le piaceva da morire:

-Per caso hai deciso di mettere su un’ agenzia di incontri occasionali?
-Per una volta almeno, cerca tu di essere serio: se vuoi fartela, allora penso a tutto io!

In verità, grazie a Sara ero riuscito a farmi alcune delle sue più care amiche……..ma la situazione -al momento- mi sembrava alquanto diversa e di certo più complicata: Caterina era in verità carina e molto professionale, ma nella fattispecie………mi sembrava distante anni luce……

-Guarda Sara…..siamo quì per lavoro e non mi và di fare figure da quattro soldi…….che poi magari ci prendono per due pervertiti: e poi domani abbiamo il corso!
-Non dimenticare che ci fermiamo 5 giorni ed &egrave quasi ora di pranzo…….abbiamo tutto il pomeriggio……la serata……..e poi stanotte mica vuoi dormire?
-Stanotte ci sarai tu, o per caso hai già puntato qualche cameriere e mi vuoi fuori dalla palle?
-Sei proprio un porco…….lo sai che io non faccio certe cose! Almeno non con gli altri!
-Ti confesso……sono curioso: secondo me ci buttano fuori e mi toccherà cercare un’ altra sistemazione per la notte!
-Non ti fidi nemmeno un pò della tua sorellina?
-Ehm…….no comment! Mica starai pensando di offrirle dei soldi? Perch&egrave così ci riescono tutti………!
-Ma che ti ha dato di volta il cervello? Forse la camomilla serve più a te…….
-Comunque, visto che &egrave quasi ora, conviene che andiamo a mangiare qualcosa.
-Sono daccordo con te e poi mi metterò all’ opera……..

Non capivo se quell’ ultima frase fosse più una promessa o una minaccia: comunque per un’ oretta e più staccai la spina. Infatti, a due passi dall’ albergo trovammo un piccolo ristorante a conduzione familiare, dove durante il nostro soggiorno ritornammo ogni sera per la cena: il menù era variato e i titolari -marito e moglie entrambi sulla sessantina- davvero squisiti.
Dopo pranzo ritornammo in camera: andai in bagno per fare una doccia, durante la quale pensavo a Sara. Aveva piacevolmente stuzzicato la mia fantasia e mi era venuta voglia di lei: udivo la sua voce…..era impegnata in una conversazione telefonica, ma gli scrosci d’ acqua non mi permisero di capire n&egrave con chi, n&egrave di cosa stesse discutendo. Immaginai che fosse qualche nostro dipendente! Mentre mi asciugavo, notai un piccolo monitor che evidentemente fungeva da televisione e lo accesi per ascoltare le notizie sportive. Con mia sorpresa, una volta uscito, notai che lei non era più in camera: aveva lasciato un biglietto sul comodino……..voleva dare un’ occhiata a qualche vetrina e si sarebbe assentata per un’ oretta. Ne approfittai quindi per smanettare con il tablet e rispondere a qualche e-mail……
Dopo poco bussarono alla porta: mia sorella era arcinota per la sua distrazione…….ovviamente, solo quando le faceva comodo. Ad esempio, le chiavi di casa le lasciava nei luoghi più disparati, per poi ritrovarle dopo mesi…….magari nel cassetto della biancheria: quante serrature avevano cambiato i nostri genitori……! Immaginai quindi che avesse scordato per l’ ennesima volta le chiavi. Andai quindi ad aprire la porta, ma non era mia sorella: rimasi interdetto…….due occhi mi scrutavano, anche perch&egrave pensando che si trattasse di Sara, ero praticamente in mutande. Caterina -evidentemente esperta e navigata- rimase distaccata: mi disse che aveva portato una bottiglia di prosecco richiesta in precedenza da Sara. Nonostante il mio abbigliamento, chiese di entrare e chiuse la porta. Solo allora mi resi conto che non indossava la divisa dell’ albergo, ma una camicetta a fiori con un paio di jeans molto attillati e scarpe da ginnastica: non era quindi in servizio! La invitai a sedersi sul divano, mentre in maniera un pò goffa tiravo sù un pantaloncino ed una maglietta per essere un minimo presentabile: infatti, sorrise di gusto e mi accomodai anch’ io sul divano…….un piccolo cuscino che ci divideva. La guardavo con aria interrogativa: era lei l’ ospite -tra l’ altro inattesa- e spettava quindi a lei spiegare la ragione della sua presenza in abiti borghesi. Non si perse certo d’ animo e sostenne fieramente il mio sguardo: in effetti ero più io ad essere imbarazzato. Chissà perch&egrave mi venne in mente del mio primo rapporto sessuale……..con Elena, una cara amica di mia sorella! Ma fù giusto un flash, perch&egrave la ragazza prese la parola:

-Un tipo sveglio tua sorella…….
-Forse anche troppo a volte!
-Perch&egrave dici così?
-L’ esperienza talvolta insegna…….ma scusami…….non ti ho nemmeno chiesto se gradisci qualcosa da bere!
-No, ti ringrazio……sto bene così. E’ una peperina……..
-Non dirlo a me!
-Comunque avevo già capito che non siete una coppia……Sara ha semplicemente confermato i miei sospetti! Si vede che ti vuole bene: farebbe qualunque cosa per te!
-Prego?
-Hai capito bene: sveglia e sbrigativa……..

Mi venne il dubbio che Sara non fosse andata in giro per i negozi…….almeno, non subito!

-Ovviamente vuoi sapere cosa ci faccio quì nella tua camera……
-Se ti fà piacere dirmelo……..immagino non solo per la bottiglia!
-Questo &egrave ovvio: Sara riesce ad essere molto convincente!
-Anche questa non mi giunge nuova………! Hai detto sveglia e sbrigativa?
-E’ proprio ciò che ho detto: e se non lo fosse, ora io non sarei quì!
-Non capisco……
-Beh……mi mangiavi con gli occhi, quando vi ho accompagnato la prima volta: e dato il tuo atteggiamento al riguardo, ho dato quindi per scontato che lei non fosse n&egrave tua moglie,
n&egrave la tua compagna, n&egrave tantomeno la tua amante. Non era poi così difficile!
-Però non mi hai ancora detto perch&egrave sei quì…….
-Semplice……Sara mi ha detto che vorresti scoparmi………più sbrigativa di così……..
-Davvero ti ha detto questo?
-E’ una donna di mondo…..proprio come me!

Ero senza parole: davvero Sara era stata così sfacciata? Possibile mai? Il mio imbarazzo era ben evidente: non ero preparato ad affrontare una discussione del genere, ma Caterina aveva le idee chiare……molto chiare!

-Non ho dubbi che siate entrambe donne di mondo, ma &egrave troppo poco per giustificare la tua presenza quì!
-Guarda che in quest’ albergo ci lavoro………non sono mica una prostituta d’ alto bordo! Cosa credi? E’ ovvio che se sono quì adesso &egrave solo perch&egrave anche tu mi piaci e le parole di
Sara mi hanno fatto venire tanta voglia………! Lei comunque ha detto che tornerà fra un’ oretta……

Detto questo si alzò e dopo aver tolto le scarpe fece altrettanto con i pantaloni: quindi iniziò molto lentamente a sbottonare la camicetta. Non indossava intimo…..era nuda: le tette non erano molto grandi -una timida terza- e leggermente all’ insù. I capezzoli pronunciati e già abbastanza turgidi evidenziavano il suo stato di eccitazione………la fica non era depilata -come piace a me- ma molto curata, e i peli biondi e abbastanza corti davano un tocco di classe alla sua intimità. Per non essere da meno, mi misi anch’ io in piedi e dopo qualche attimo i miei indumenti erano già finiti sul parquet. Le presi una mano e la invitai a sedersi sul letto: si distese allargando le cosce e avvicinai la bocca alla sua sorca. Le labbra erano ancora unite e le dischiusi con le dita, quel tanto che bastava per poterla scopare con la lingua…….la spingevo sempre più in profondità………Caterina mugolava……mi incitava a continuare anche con le mani a spingere dietro la nuca: voleva sentirmi tutto………ero eccitatissimo…………mentre bevevo i suoi umori la sentii contrarsi: stava venendo e bevvi il suo nettare. Risalii lungo il suo splendido corpo senza mai staccare la lingua………vogliosa di esplorare ogni centimetro………soffermandomi sulle aureole perfettamente cerchiate e sui capezzoli che presi a turno fra le labbra per succhiarli avidamente, mentre mi stendevo, affinch&egrave i nostri sessi potessero combaciare: con una mano afferrò la mia cappella dirigendola verso l’ imboccatura della passera. Dopo un istante ero già dentro lei e avevo affondato fino alla radice: mi fermai perch&egrave non volevo godere troppo rapidamente. Caterina sembrò leggermi nei pensieri perch&egrave iniziò a premere alla base dei coglioni e mi incitò a muovermi dentro lei…….a possederla. La breve “pausa” fù molto utile e andavo avanti e indietro, ma molto lentamente………..aumentai ma di poco il ritmo solo quando fui prossimo a venire e mi scaricai continuando a chiavarla senza fermarmi, fino a quando non ebbe il secondo amplesso: avevo ancora voglia di lei e le misi la lingua in bocca…….altrettanto fece lei……..ci baciammo appassionatamente ed eravamo ancora uniti in un unico corpo……..ripresi a stantuffarle la fica, ma con un movimento fulmineo mi fece sdraiare per venirmi sopra! Voleva esssere lei a condurre il gioco e dopo un istante si era già accomodata sulla mia verga ingoiandola per tutta la sua lunghezza………mi piantò le mani sul torace ed iniziò a muoversi sul mio sesso che compariva e scompariva velocemente nella sua cavità: di tanto in tanto rallentava il ritmo e si inarcava strusciando le tette sulla mia pelle………ne approfittavo anche per titillarle i capezzoli. Si accorse che stavo quasi per venire…….allora mi fece uscire dal suo guscio alzandosi sulle ginocchia, ma giusto il tempo necessario per afferrare il cazzo e portarselo alla bocca: le sue calde e umide labbra avvolgevano il membro come un guanto…….fremevo dall’ eccitazione…….la cappella era in fiamme…….Quando sborrai, Caterina non si ritrasse, ma accolse tutto il mio seme, che raccoglieva con la lingua, lubrificando ulteriormente l’ asta che continuò a spompinare fino a quando rimase in posizione di allerta! Poi si alzò e si diresse verso il bagno per fare una rapida doccia…….rimasi a letto ad aspettarla ed infatti ritornò dopo poco già vestita……….

-Beh……allora io vado…….
-Sei di poche parole, ma in quanto a fatti……..
-Tra poco rientra Sara, e se mi trova quì…..chissà cosa pensa!
-Questa &egrave bella: ma se &egrave lei che ti ha chiesto di venire……
-Sì, però farmi trovare quì……..
-Come vuoi……spero comunque di rivederti, perch&egrave &egrave stato molto bello!
-Ho un giorno di riposo, ma visto che rimanete ancora da queste parti…..chissà! Può essere……
-Vuoi tenermi sulla corda?
-Ho anche un ragazzo terribilmente geloso…..
-Mica devi portare anche lui……!
-Ci penserò…….ti prometto che ci penserò!
-Ok!
-Comunque &egrave stato bello anche per me…..

Detto questo, si avvicinò chinandosi per darmi un baciò sulle labbra e andò via……..
Ero un pò stanco……ma anche soddisfatto…….quasi compiaciuto e pensavo a Sara: certo che quando si metteva in testa una cosa……….
Così stanco che mi addormentai……..fu la voce di mia sorella a svegliarmi:

-Dai, che &egrave quasi ora di cena.
-Oh cazzo, ma quanto ho dormito?
-Abbastanza da non renderti nemmeno conto che mi sono masturbata sul divano……
-Ma dici sul serio?
-Perch&egrave? Non può essere?
-Certo che sì….
-Ma dai…….e ci credi pure!
-Che stronza!
-Tanto stanotte ci penserai tu a farmi divertire……

Mi attendeva una lunga notte………

A cena ritornammo nello stesso ristorante dove avevamo pranzato alcune ore prima: scegliemmo un tavolo appartato e durante il pasto, Sara non resistì alla tentazione e mi chiese di Caterina:

-Allora?
-Allora cosa?
-E dai…..ti &egrave piaciuto il mio gentile omaggio?
-Davvero? Mi hai fatto un regalo? Non dovevi……ma dov’ &egrave?
-Smettila di sfottere e dimmi come &egrave andata……..cosa avete fatto?
-Potevi rimanere anche tu ed ora lo sapresti!
-Porco!
-Non ti sarebbe piaciuto?
-Ehm……
-Quante volte Elena ti ha leccato? E forse anche quell’ altra…..come si chiamava?
-Eravamo ragazzi……..altri tempi…..
-Non ti piacciono più le donne?
-Lo vedi il dito medio?
-Come hai fatto a convincerla?
-Le domande le faccio io!
-E dai…..dimmelo!
-Anche lei ti guardava…..eccome se ti guardava: allora mi &egrave venuta l’ idea! Non &egrave stato difficile!
-No?
-Vuoi scherzare? Mi conosci poco…..ma poi che ti frega?
-Semplice curiosità…..
-Ora però mi dici tutto!
-Abbiamo scopato……cosa vuoi che ti dica?
-Tutto quì?
-Ha la fica un pò stretta e quando lo succhia tende a mettere i denti avanti………ma per il resto &egrave un vulcano!
-Vedo che cominciamo a ragionare…….
-Mi ha sfiancato!
-Se &egrave una scusa, allora ti dico subito che io stanotte non voglio dormire…….avrei una mezza idea……
-Una maratona televisiva? Il tenente Colombo che ci fà compagnia cinque o sei ore……..
-Non proprio……non per niente ho fatto shopping…….!
-Vale a dire?
-Vedrai……

Sara sapeva essere irritante, ma talvolta il suo modo di fare era avvolgente……..irretiva…….conquistava…….le piaceva mantenere un basso profilo…..

-Lo sai che non mi piace essere tenuto sulla corda!
-L’ attesa e il dubbio sono l’ anticamera della sensualità…….

Qualcosa stava sfiorando la patta dei miei pantaloni……..evidentemente Sara aveva tirato via una scarpa e massaggiava con il suo piedino il cazzo per tutta la sua lunghezza: mi ritrassi, ma solo un attimo, giusto per realizzare cosa stesse accadendo. Una rapida occhiata agli altri tavoli……era tutto tranquillo e poi notai la tovaglia abbastanza lunga che stava coprendo il misfatto…….allora mi accostai -quasi mi incollai- ulteriormente al tavolo per “facilitarle” il compito……….ancora qualche minuto e improvvisamente si fermò di colpo. La guardai…….mi lesse nel pensiero:

-Non vorrai mica specare sùbito tutte le tue energie? Altrimenti, io poi cosa dovrei fare in camera? Prendo il tubo della lacca?
-Sempre molto delicata! Ma secondo te, io ora come mi alzo? Lasci sempre le cose a metà……
-Te l’ ho detto: l’ ho fatto di proposito……così quando rientreremo in albergo, sarai ancora più arrapato!
-Ma che troia che sei!
-Però ti piace……..

In attesa che ci portassero il conto, riuscii fortunatamente a “distrarmi” un pò……..ma Sara mi aveva fatto venire una voglia pazzesca: se in quel momento fossimo stati soli, l’ avrei fatta distendere anche a terra pur di sbatterla per bene: era una provocatrice nata……..mi incazzavo, ma poi mi passava subito. Quella che rimaneva era la voglia……ed anche tanta!

Ci fermammo ad un chiosco per prendere un gelato e quindi ritornammo in camera: appena giunti mia sorella si attaccò al cellulare……faceva gli auguri ad un’ amica che compiva gli anni. Ero sudato…..quel massaggio lasciato a metà……..decisi di fare un’ altra doccia e -una volta nudo- andai in bagno. La sentivo chiacchierare allegramente, ma mentre mi lavavo mi venne nuovamente duro…….ero eccitatissimo: pensai pure di menarmelo…….ma c’ era già chi lo avrebbe fatto per me……!
Mentre finivo di asciugarmi, entrò Sara: era nuda e credevo dovesse fare anche lei la doccia, ma -dopo essersi seduta su uno sgabello- mi fece avvicinare e mi aprì l’ accappatoio. Senza dire nemmeno una parola, prese i testicoli ed iniziò un lento massaggio, ma già dopo un paio di carezze avevo raggiunto la massima erezione: allora iniziò a leccarmi il cazzo, proprio come aveva fatto poco prima col suo ghiacciolo…….le labbra si richiudevano intorno alla cappella, e con il calore che emanavano mi davano la sensazione di essere già sprofondato nella sua vagina. Di tanto in tanto affondava giù fino alla radice, per poi risalire fino al filetto e alla fenditura: sentivo la cappella irrigidirsi……avevo una voglia matta di godere, ma due dita premevano con decisione alla base dei coglioni proprio per sortire l’ effetto contrario: si fermava per poi ripartire…….lo fece almeno tre o quattro volte, prima di scaricare tutto il mio seme nella sua cavità orale. Continuò instancabile a leccare e succhiare, fino a quando -alzandosi di scatto- mi chiese di lasciarla sola, perch&egrave aveva voglia di rinfrescarsi. Aggiunse anche esplicitamente di non rilassarmi troppo…….

Mi distesi sul letto…….a rilassarmi non ci pensavo proprio……ero ancora carico: decisi di guardare la tv, ma distrattamente, perch&egrave pensavo a lei…….avevo voglia di scopare…….! Il pompino che mi aveva fatto poco prima, era poco più di un aperitivo: volevo entrare nella sua fica bollente……! Il cazzo mi stava ritornando nuovamente duro e quando Sara -dopo un quarto d’ ora circa- uscì dal bagno, mi beccò a massaggiarlo e mi sorrise, ma senza sfottere come era sua abitudine in questo genere di situazioni: notai che indossava solo un paio di autoreggenti di colore nero trasparente ed un reggiseno a balconcino dello stesso colore……lo shopping pomeridiano era andato a buon fine! Si accomodò sul letto aprendo spudoratamente le cosce. Non aveva slip e le labbra della vagina erano già abbondantemente dischiuse e in posizione di ingresso: distese le gambe in maniera tale che con i piedi potesse dedicarsi alla verga. Iniziò a sfiorare i testicoli con le dita…….non era un massaggio, ma una semplice carezza…….poì salì delicatamente lungo l’ asta e iniziò a masturbarmi lentamente: la lasciai fare per un pò, ma non volevo sprecare i miei umori e allora decisi di prendere il comando delle operazioni. Presi tra le mani i suoi piedi e iniziai a leccarli: avevano un odore caratteristico…..leggermente salato, ma sapevano di buono…….di donna e mi eccitavano da morire. Le sfilai le calze e ripresi a leccarle entrambi i piedi……li prendevo alternatamente in bocca……il sapore era sempre buono: mi inginocchiai per insinuarmi fra le sue gambe……volevo penetrarla, ma mi chiese di lubrificarle prima la fica, che comunque era già irrorata. Iniziai a scoparla e a penetrarla con la lingua: Sara si dimenava……smaniava dalla voglia e dal desiderio…….e secondi dopo, la cappella scivolava nella sua vagina, facendosi strada senza incontrare alcuna resistenza……..La cavità era calda, accogliente e mi muovevo dentro lei con dolcezza…….volevo possedere ogni centimetro del suo corpo e mentre la scopavo le succhiavo i capezzoli e risalii finch&egrave le nostre bocche si unirono: le lingue si intrecciarono e lo scambio di saliva mi arrapò ulteriormente. Intanto, lei aveva incrociato le caviglie dietro la mia schiena per poterla penetrare più a fondo……voleva sentirmi completamente immerso nelle sue viscere e quando sborrai rimanemmo a lungo abbracciati in quella posizione, a baciarci e leccarci non ancora paghi…….Ma, evidentemente la stanchezza ebbe alla fine il sopravvento perch&egrave ci addormentammo…….

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