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Mamma

La mamma, era intenta a pulire le zucchine. Seduto, la guardavo, indossava una sottoveste nera di pizzo. Si era alzata più tardi del solito con una gran voglia di una bella pasta e zucchine come solo lei sapeva cucinare.
Era di spalle, ma vedevo il movimento delle sue mani mentre sciacquava quei grossi cazzi verdi, dava l’impressione che li stesse masturbando. Dopo aver reciso il fiore (che non sarebbe andato sprecato) si prendeva cura del tronco dell’ortaggio lisciandolo, delicatamente.
Erano quattro, disposte sul lavello in attesa di essere sminuzzate. Un vero peccato, quante volte mi ero trapanato il culo con le zucchine che si prestano bene allo scopo.
Forse, la carota per la sua struttura entra più facilmente essendo sottile all’inizio, ma proprio questa caratteristica, la rende meno realistica rispetto alla zucchina. Che ha la punta arrotondata priva di spigoli vivi, e la sua grossezza ti squarcia l’ano come un vero cazzo.
Mamma, era vicino ai fornelli nell’attesa che il caff&egrave venisse fuori, mi alzai e andai verso il lavello.
Tra le quattro, ve n’era una che sovrastava le altre sia, in lunghezza che in grossezza. Sarà stata lunga venti cm, e come diametro tra i 14/15, me ne resi conto quando l’afferrai, la mia mano non riusciva a circonvenirla del tutto. Provai, con la bocca pur spalancandola del tutto solo una piccola parte, vi entrò. La mamma si girò.
– Che cosa stai facendo?
– Niente, solo curiosità.
– Voi il caff&egrave?
– Si grazie.
– Posa la zucchina.
– Questa, non la tagliare!
– Perché?
– Così’ – ci sedemmo per prendere il caff&egrave io tra le mani avevo sempre quel meraviglioso fallo vegetale.
– Mamma! Quanti cazzi hai preso? ‘ a quella mia domanda il caff&egrave gli andò di traverso.
– Ma sei scemo? Ti sembra una domanda da fare alla propria mamma?
– Non mi sarei mai permesso, se tra noi non ci fosse il rapporto che c’&egrave.
– Questo non ti autorizza, a chiedermi delle cose strettamente personali. ‘ mi alzai con la zucchina messa sulla patta del pigiama, e la tenevo con la mano come se fosse un vero cazzo. Mi posi d’innanzi a lei.
– Che significa? ‘ mi chiese guardandomi negli occhi.
– Così grosso l’hai mai preso?
– Smettila Franco! ‘ afferrò l’ortaggio con la mano e cercò di togliermelo, ma mi opposi.
– Dai, fa la brava &egrave un gioco.
– Non mi piace, giocare in questo modo. ‘ intanto lo teneva sempre in mano.
– Prendila in bocca, fammi vedere fin, dove riesci a ingoiarla.
– Ti prendo in bocca il tuo e te lo stacco con un morso. ‘ stava diventando più remissiva, mollo la presa ed io mi feci più avanti.
– Che cosa devo fare?
– Sbocchina!
– Ho appena preso il caff&egrave, mi devo rovinare la bocca con questo coso?
– Dai, vedevo come lo lisciavi, ti piacerebbe che fosse di carne vera? ‘ non rispose e inizio a passarci la lingua sopra, mentre la mano s’insinuò nel pigiama afferrandomi il cazzo.
– Questo &egrave quello che preferisco!
– Dopo, dopo adesso succhia la zucchina ingoiala tutta.
– Uuuu, non riesco &egrave troppa grossa. ‘ per impegnarsi lo faceva, ma non riusciva davvero ad ogni modo un bel pezzo lo ingoiò.
-Basta! Andiamo in camera mi hai fatto venire voglia. ‘ si tolse la sottoveste che poggiò sul tavolo, restando con addosso solo gli slip.
– Dai Franco!
– Avviati arrivo subito. ‘ prendere del burro, oppure della margarina per lubrificarmi l’ano mi dava fastidio, perché dopo rimaneva quello sgradevole odore di latte. Lei mi chiamava, ed io non riuscivo proprio a trovare niente. Rassegnato, andai da mia madre, che era completamente nuda, supina mi aspettava con le cosce spalancate e si lisciava le labbra della figa. Poggiai la zucchina sul letto e mi spogliai anch’io. A carponi mi diressi verso di lei.
– Mettimelo dentro Franco, non resisto più!
– Dopo, te la voglio prima mangiare.
– Non mi sono fatta il bid&egrave, chiavami dentro dai! ‘ non gli diedi retta, mi posi con la testa tra le sue cosce e cominciai a lappargli la figa come un cane che si disseta in una pozzanghera creatasi dopo un temporale.
– Ohhh’figlio mio, come sai far godere la tua mammina, si amore, si’ – l’odore di piscio che la sua vagina emanava era forte, ma non mi disturbava tra un po’ sarebbe sparito, ci avrebbero pensato gli umori a lavargliela. Con il piede avvicinai la zucchina, senza che lei se ne accorgesse del resto non poteva, era troppa intenta a godere. Appoggiai la punta dell’ortaggio all’ingresso della sua tana, la roteavo e man, mano entravo in lei.
– Ah!…ohhh, tutta, tutta spingila tuttaaa! ‘ alla mamma non bisogna disubbidire. Gliela ficcai tutta dentro, lei inarcò la schiena sollevandosi su i piedi. In quella posizione mi offriva il suo frutto nella maniera migliore. La stantuffavo, velocemente e quel biscione verde a ogni uscita era sempre più impregnato dei suoi umori. Ora eravamo nella classica posizione del 69. Le nostre bocche, tappate da figa e cazzo, riuscivano lo stesso a frignare.
– Voglio la sborra Franco, inondami. ‘ se lo sfilò dalla bocca, e lo mise sul capezzolo menandolo velocemente.
– No! Mamma, non voglio sborrare.
– Sì, piscia la tua voglia su di me dopo, ne faremo un’altra, ma adesso vieni a mamma tua. ‘ non resistetti gli venni sulle zinne, lei strinse le cosce e raggiunse diversi orgasmi. Mi buttai sul suo corpo, impregnato del mio seme che sembrava fosse uscito dai suoi capezzoli che presi in bocca. Rimossi con la lingua tutta la crema da me prodotta dando a mia madre altro piacere.
Sfinito, mi accascia con il ventre sul cuscino, lei si mise su un fianco e comincio ad accarezzarmi la schiena, poi scese fino al culo, vi passò le dita nel solco e una la poggiò sul buco dell’ano. Nel mordermi la spalla mi penetrò.
– Ti piace?
– Tanto, mamma mettilo tutto! ‘ percorse la mia schiena con piccoli baci. Quando arrivò alle chiappe, le allargò, e al posto del dito dell’orifizio vi mise la lingua. Ero in preda a delle sensazioni mai provate prima, il mio cazzo stava ritornando duro.
– Vuoi questa? ‘ mi pose davanti agli occhi la zucchina.
– Si ‘ gli risposi chiudendo gli occhi e aspettando che mi deflorasse nella maniera più completa.
– Cercherò di non farti male, ma tu devi rilassarti. ‘ con il capo gli dissi di sì. Lei riscese verso il mio culo allargò di nuovo le chiappe e sputò centrando il buco.
Sentii la durezza dell’ortaggio che si faceva largo dentro di me.
– Ah! Cristo!…
– Fa male?
– Non importa, continua. ‘ essere penetrato, da un’altra c’era differenza non poteva sapere il male che provavo, del resto anch’io quando la inculavo non ci andavo tanto per il sottile.
Una buona parte era dentro di me, mi aveva tolto il respiro, sudavo freddo.
– Continuo?
– Aspetta, fammi abituare. ‘ mi scavalcò con una gamba e si sedette su di me conficcandosi in figa la parte della zucchina che era rimasta fuori.
– Ora t’inculo come farebbe un vero maschio. ‘ cominciò a muoversi su e giù, sentivo il calore della sua fregna sulle chiappe.
– Ti piace ricchione! La mamma ti sta facendo il culo come tu tante volte l’hai fatto a me ti piace dimmelo!
– Sì, ma fa piano ohhh, siii. ‘ non so come fece, ma sta di fatto che un altro pezzo si conficcò nel mio budello, facendomi espellere l’anima con un grido disumano.
– Resisti, amore resisti sto’ohhh, vengo Franco’ahah’ – venne e si distese su di me, che soffrivo tremendamente. Con la mano cercò il mio cazzo, che trovò non al massimo dell’erezione cosa dovuta al forte dolore. Mi posi sul fianco lei si diresse con la bocca sul mio fallo, e mentre lo succhiava con la mano, teneva la zucchina. La sua bravura era fuori discussione, me lo fece drizzare e in poco tempo gli riempii la bocca di sperma. Risalì e pose le sue labbra sulle mie che dischiusi e nel passarmi il seme con un colpo secco tirò fuori la zucchina, ed ebbi la sensazione che parte delle mie viscere venissero fuori con essa.
Eravamo letteralmente sfiniti, e non avevamo più voglia della pasta con le zucchine. Vista come era conciata quella dopo essere stata ospite nel mio culo.
– Pensi che sia diventato ricchione mamma?
– No! Solo un po’ più depravato, con una madre come me &egrave il minimo credimi.
– Sei la migliore’- gli mandai un bacio e mi abbandonai nelle braccia di ‘Morfeo’

FINE.
viarpino20@yahoo.it

Autore Pubblicato il: 14 Luglio 2008Categorie: Racconti erotici sull'Incesto0 Commenti

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