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Aurelio e Natalia parte 2: il confronto

By 13 Gennaio 2024No Comments

Prendo il sacchetto incriminato e lo metto in valigia, guido per tre ore verso il mare, è sabato pomeriggio e non c’è particolare traffico. Vado direttamente al bagno dove trovo Natalia e sua madre a giocare a burraco con due anziane signore. Proprio una brava figlia direbbero guardandola.

“Che bella sorpresa, come mai qui?” mi dice mia moglie.

Invento una scusa banale, vado a cambiarmi in cabina e faccio un bagno.

Sono le 1930 ed il bagno inizia a chiudere ci avviamo verso l’usicta, mia moglie carica sua madre in auto ed io le seguo con la mia.

Una volta a casa ceniamo e poi usciamo per un gelato solo Natalia ed io.

Appena siamo soli Natalia mi dice “non penserai che mi sia bevuta la scusa che mi hai detto, cosa è successo veramente?”

Il sacchetto è nel bagagliaio, accosto appena c’è un posto tranquillo. Scendo prendo il sacchetto e rientro in auto.

“Ecco cosa è successo, dipingendo in camera mentre stavo per coprire l’armadio ho trovato sopra questo sacchetto e l’altro analogo. Mi è venuto il cazzo duro pensando a te quando indossavi queste tenute”

“E….” mi interompe Natalia, “ti è venuta voglia di scoparmi e sei partito”.

“Non solo” le dico, “Guarda la suola delle scarpe”.

Natalia la guarda ed in un primo momento non capisce poi improvvisamente le si illumina la lampadina.

“E’ usata fuori di casa” mi risponde

“Appunto” replico io, “ma con me le hai messe solo in casa dicendo che sono importabili in giro soprattutto dopo che hai avuto il problema al legamento tanto che sono andate in pensione a beneficio di altre più portabili ed è un sacco di anni che non le usi”.

Natalia scoppia a ridere. “Gelosone mio pensi che sia andata in giro con queste scarpe a farmi scopare da qualcuno? Non nego che al tuo posto avrei pensato lo stesso, non sono scarpe che passano inosservate ed immagino che ogni uomo vedendole indossate penserebbe, vista la scomodità, ad una profferta ma no, non le ho indossate per uscire. La verità è molto più semplice. Ricordi Michela la mia amica? Quella che se il tacco non è almeno 12 non guarda un paio di scarpe. Un sabato sera, mentre tu eri via per lavoro, era da me a cena e mi stava dicendo che dopo cena aveva un programmino molto interessante con un paio di amici e se volevo venire mi sarei sicuramente divertita. E’ inciampata ed ha rotto il tacco delle sue scarpe. Non faceva in tempo ad andare a casa, sai che vive fuori città, e mi ha chiesto se avessi un paio di scarpe adeguata ad una serata scopereccia. Mi sono venute in mente queste che ormai non usavo più da anni e le ho prese e mostrate. Insieme c’erano anche le calze velate con gli strass e le ho dato entrambe le cose. Le ha indossate alla svelta ed è uscita. La invidio per come riesce a muoversi su certe scarpe, bisogna esserci portati ed allenati. Poi me le ha rese insieme ad un paio di calze simili nuove perché nella foga degli amplessi quelle che le avevo dato io erano state strapazzate”.

Natalia dice queste frasi con una naturalezza che fa sembrare verità. Non sembra costruire una storia. Resto un po’ basito perché in fondo il pensiero che mi avesse tradito facendosi scopare da un superdotato mi piaceva e ci avevo fatto la bocca. Speravo che ammettesse, mi raccontasse come si era fatta scopare, chi era, se lo aveva grosso ecc. ed invece la verità era molto banale.

Natalia coglie l’espressione sul mio volto. “non sei convinto? Facciamo così, chiamo Michela e metto in vivavoce, senza darle indizi per darmi corda la faccio parlare della serata. Vedrai che confermerà”.

“Pronto Michela, ciao come stai? Ti chiamo perché ho ritrovato quelle scarpe che ti avevo prestato quella sera e che tanto ti erano piaciute e che tanto avevano stimolato i tuoi amici. Io con il problema al legamento non riesco più a metterle, se non ti offendi vorrei regalartele”.

“Ciao Natalia, ma che offesa, con un paio di scarpe così i cazzi si rizzano anche se indossi un saio. Quella sera i due ragazzi con cui sono uscita li ho fatti venire 4 volte a testa, io ho goduto 6 volte ed alla fine ero coperta di sborra come tributo alla mia troiaggine ed al mio look. Anche quelle calze che mi avevi dato insieme alle scarpe avevano fatto colpo. I due non li ho più visti perché erano di passaggio a Milano ma ho i loro numeri e se ripasseranno sono sicura vorranno darmi una bella ripassata. Se dovesse capitare stavolta vieni con me o lasci come la volta scorsa? Sei troppo casta”. Seguito da una risata.

Le due amiche vanno avanti poi a chiacchierare per 10 minuti prima di chiudere la conversazione.

“Allora? Sei convinto?” mi chiede Natalia.

“Si cara, scusa se ho dubitato di te”.

“Però mi è sembrato di vedere nei tuoi occhi un po’ di delusione, mi sbaglio forse?”. Natalia mi conosce come le sue tasche e non riesco a nasconderle nulla.

“Spero che tu non ti arrabbi. All’inizio il pensiero che tu mi avessi fatto le corna mi ha fatto imbufalire poi però il cervello che giri strani ti ha immaginato con queste calze e scarpe e null’altro che ti fai montare e mi è venuto duro”.

“Con chi avrei scopato nella tua immaginazione?” chiede Natalia.

“Con Luca il mio collega di calcetto, quello belloccio e con un cazzo da cavallo”.

Natalia scoppia a ridere.

“Perché ridi?” le domando.

“Sei fuori strada però vedo che l’idea ti fa eccitare dice” mettendomi una mano sulla patta.

In effetti mentre raccontavo quello che mi ero immaginato mi ero eccitato di nuovo.

“Luca ci ha provato con me come con tutte quante, ma di essere un numero non mi va proprio anche se devo ammettere che stando ai racconti delle ragazze con cui è stato un giro di giostra avrebbe potuto anche piacermi”.

Natalia ha messo la mano dentro i pantaloncini leggeri che indosso, ovviamente senza trovare resistenza. Siamo su una strada molto trafficata dalle auto ma di pedoni, anche data l’ora, non ne passano.

“Così ti sarebbe piaciuto vedermi scopata da Luca eh? Sei un gran maiale ma da Luca mai ma se vuoi che ti faccia cornuto possiamo trovare qualche maschio che mi monti”.

Non so se Natalia lo sta dicendo per eccitarmi, prendendomi in giro o se veramente sarebbe disponibile a questa esperienza. Fosse solo sesso e con me presente non le riterrei corna.

Natalia intanto ha tirato fuori il mio cazzo ed ha cominciato a leccarlo. Prima le palle mentre lentamente mi sega, poi sale con la lingua e lecca la cappella come fosse un cono gelato. Poi inghiotte tutto il glande e fa mulinare la lingua cominciando con le labbra un su e giù che nel giro di un paio di minuti mi porta all’orgasmo.

Crollo sul sedile dopo essere stato inarcato durante la parte finale del pompino.

Natalia ingoia tutto quanto, la sborra le è sempre piaciuta, anche quando ea ragazza preferiva soddisfare i ragazzetti che le giravano intorno mungendoli per bene.

“Andiamo a prendere questo gelato allora? Me lo sono meritata o no?”. Pronuncia queste ultime parole sorridendo.

Amo questa donna. La serata passa tranquilla, ci sediamo in gelateria e la mini di Natalia non passa inosservata, un gruppo di ragazzotti sui 20 anni brufolosi ed abbastanza sfigati transitano avanti ed indietro facendo commenti fra di loro. Natalia non è la sola con una mini inguinale ma evidentemente la porta in modo molto stimolante per quei giovani. Ha 45 anni ma ne dimostra 35 si e no. Forse anche per la canotta attillata e senza reggiseno ad evidenziare le sue belle tette della terza misura, noto che i ragazzotti non sono i soli a vederla sotto una luce scopereccia.

Oppure sono io ormai suggestionato come in quel vecchio film con Tognazzi e la Fenech “Cattivi pensieri”  che vedo ogni maschio che passa come un possibile amante di mia moglie. Devo togliermi questa scimmia dalla spalla ma non so come.

Mentre torniamo a casa dopo aver passeggiato sul lungomare, vedo che Natalia apre la mano. Dentro c’è un pezzettino di stoffa. E’ il tanga che indossava quando siamo usciti. Può esserselo tolto solo quando è andata in bagno in gelateria ed ha passato almeno un ora abbondante senza mutande. Ma cosa sto pesando, rivedo il viavai dei ragazzi, forse si erano accorti che mia moglie era senza mutande e le stavano dando della MILF zoccola?

Il risultato è che il cazzo mi si è impietrito di nuovo.

“Stavolta però mi devi scopare, vai in quel parcheggio dietro il supermercato dove andavamo quando eravamo ragazzi e ci eravamo appena conosciuti”. Mi dice Natalia.

Obbedisco senza fiatare, scoparla in macchina mi è sempre piaciuto anche se ormai con la casa è diventato meno che saltuario. Il lavoro e la stanchezza che porta raramente coincide con le uscite e le voglie improvvise.

Parcheggio e comincio a baciare mia moglie. Le metto la mano sotto la canotta e trovo i capezzoli dritti come chiodi. Passo poi la mano in mezzo alle cosce ed è bagnata. Lei tira giù il sedile e mi metto su di lei con i pantaloni calati. Comincio a scoparla senza trovare resistenza ed affondando. L’avere sborrato due ore prima mi aiuta a resistere. I cattivi pensieri sono scomparsi, me la sto scopando io, non ci sono Luca della situazione. Natalia viene una prima volta, era molto eccitata e quando sto per venire io comincia un lungo orgasmo. Veniamo insieme. Appena terminato mi accorgo che dal lato di Natalia due guardoni col cazzo in mano si sono goduti lo spettacolo. Non riesco ad incazzarmi. Natalia fa di più. Abbassa il finestrino e prende in mano i due cazzi segandoli senza leccarli. I due vengono in un attimo sborrando sulla portiera. Natalia li molla e mi dice di muovermi. Io che sono ritornato al posto di guida le obbedisco subito. Arrivati a casa lei si è ricomposta. E’ ancora senza mutande e reggiseno ma almeno la mini e la canotta sono tornate al loro posto. Scende dalla macchina mentre un fascio di luci di un auto che passa la illumina in pieno, A bordo due ragazzi ed un colpo di clacson ad apprezzare quanto appena visto.

Andiamo in camera da letto. Non ho il coraggio di parlare.

“Andiamo a dormire, domani parleremo di tutto” mi dice lei.

“Hai ragione, la notte porta consiglio, ti amo e grazie per le sensazioni che mi hai fatto provare stasera”.

Ripenso ai due guardoni e lei che li segava seppure per un minuto più o meno e di nuovo mi torna duro il cazzo. Stavolta me lo devo far passare. Natalia è andata a fare la doccia poi ci andrò pure io. Quando torno lei sta dormendo. Ne parleremo domani che ormai è oggi.

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