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Flusso di coscienza

By 6 Febbraio 2026No Comments

Non so perché ma in questo fine settimana di inutili convegni, non faccio altro che pensare a lei… Fortunatamente questi due dannati giorni stanno per volgere al termine, anche se con la chiosa di una stupida serata elegante.

L’avevo incontrata solo qualche volta, la conoscevo essenzialmente grazie ai racconti di lui. Me l’aveva sempre descritta come ironica, intelligente a tratti irriverente.

Aveva uno stile particolare, mescolava vestiti vintage a capi nuovi, sempre casual, non indossava mai abiti sensuali o particolarmente femminili. Non era mai truccata e i capelli erano sempre sciolti e scarmigliati.

In effetti, parlandoci quelle poche volte, dovetti riconoscere che era acuta e sarcastica, a volte profondamente malinconica. La sua ironia poteva essere sprezzante ed esagerata ma non risultava mai volgare, forse anche grazie al suo viso da ragazzina e un’attegiamento un po’ naif.

È arrivata l’ora di recarsi nella sala principale, passo davanti alla porta aperta della loro camera e la vedo riflessa sullo specchio.
Si sta sistemando velocemente i capelli prima di uscire. Ha messo un mascara nero che esalta le ciglia lunghe, sulla bocca un rossetto che delinea le sue labbra a forma di cuore, come quelle di una bambola.
Indossa un vestito nero lungo, forse di raso o forse di seta, che lascia completamente scoperta la schiena, priva di qualsiasi difetto: un neo, una cicatrice, un graffio. Una pelle perfetta.
I capelli sono addomesticati e lucidi, morbidi riccioli color cioccolato cadono lungo le spalle e si adagiano anche sul seno. Un seno discreto ma ben disegnato.

Lui mi aveva detto che negli ultimi tempi lei aveva cercato di rimettersi in sesto, aveva ripreso a prendersi cura di sé dopo la depressione, determinata a tornare come era un tempo. Chissà forse questa sera per lei é l’occasione per sentirsi nuovamente bene con se stessa…

Rammento la volta in cui lui, solitamente riservatissimo su alcuni argomenti, mi aveva confessato che per anni non era riuscito a garantirle un’adeguata intimità. Mi aveva detto che per lui il sesso non era mai stato un interesse primario e quindi ci aveva messo molto tempo, forse troppo, per capire il profondo disagio che le aveva causato.

*La guardo ancora, è bella, di quelle bellezze desuete e ipnotiche…
Sento un calore diffondersi attraverso le mie viscere per colpa del suo aspetto, del suo portamento, dei suoi occhi grandi e stasera così algidi, dei suoi movimenti controllati e fluidi.

Non l’avevo mai vista sotto questa luce, non sapevo che possedesse questa aura. Non credevo fosse così, non credevo potesse essere anche così.
Mi sono sorpreso a realizzare che mai prima d’ora ho anelato così tanto l’idea di sfiorare il corpo di una donna.*

Ha 10 anni più di me ma non li dimostra affatto, quando si veste come al suo solito si confonde con le studentesse universitarie. Nel vederci l’uno accanto all’altra nessuno penserebbe mai ad una differenza di età così importante.

*Potrebbe anche decidere di non sposarsi più, dopo gli infiniti anni passati in attesa di ricevere la tanto agognata proposta… Potrei farle ritrovare la spensieratezza dei vent’anni, quella che non torna più e che a me sta già sfuggendo di mano. Si, credo se lo meriti. Credo di meritarlo anche io.

Pochi passi e potrei cingerle i fianchi, facendo premere il mio membro sulle sue natiche. Potrei appoggiare la bocca nell’incavo del suo collo, dischiudendo le labbra e facendole percepire il mio respiro affannoso. Potrei stringerla più forte e accarezzarle il seno con una mano, proseguendo poi verso il ventre.*

Sta uscendo dal bagno dandomi le spalle, completo blu che si abbina ai suoi occhi e risalta la sua carnagione chiara. Alto, biondo, fisico ben piazzato, il classico bell’uomo, affascinante.

Lui è simpatico, disponibile, leale e sin da quando ero un apprendista mi ha preso sotto la sua ala. Siamo diventati prima colleghi affiatati e poi amici e confidenti, mi ha spesso dispensato ottimi consigli e mi ha sempre spronato. Lui che, al di fuori del lavoro, è tra le persone più insicure che conosca. Non lo fa notare esplicitamente ma si percepisce, dalle sue battute e dal suo perenne prendersi in giro. So bene che con lui la vita non è stata molto accomodante. È un brav’uomo…

*Però non ce la faccio a non pensare a come la mia lingua potrebbe lasciare una scia umida sulla sua schiena, mentre la spingo in avanti fino a farla chinare sulla toeletta. Le alzerei velocemente il vestito, mi libererei dei pantaloni ed entrerei impetuosamente dentro di lei. Il suo sesso caldo e bagnato, il suo corpo morbido e arrendevole. La prenderei con forza, quasi violentemente.*

Eccolo, si è girato mentre si avvicina a lei, si accorge di me e mi saluta scanzonato come sempre. Lei si volta, quasi distrattamente, mi guarda e sorride.

Vedendoli vicini nei loro vestiti eleganti si può dire che siano una bella coppia, esteticamente parlando complementari sia nella struttura che nei colori. Un normanno e una gitana.

Ricambio il saluto agitando vistosamente la mano nella quale tengo tra le dita una sigaretta, sperando che non si sia accorto che la stavo fissando e che nel farlo sono riuscito a malapena nascondere l’erezione….

*Perché la farei mia per un tempo indefinito spinta dopo spinta, fino a quando, esausto, mi lascerei andare sul suo corpo. Fino a quando il mio seme, inondandola, avrebbe così reso palese la dirompenza di questa sconsiderata voglia.*

Il saluto di lui però continua e il sorriso di lei si fa più ampio e solare. Alle mie spalle è sopraggiunta la mia compagna, intenta a ricambiare le convivialità.
La mia compagna, che porta in grembo il mio primo figlio…

Per pochi istanti ho confuso la realtà con l’immaginazione… ho creduto per un attimo che quei gemiti appassionati, che avevo sentito provenire da questa stanza la scorsa notte, avrebbero potuto rivolgersi anche verso di me. Mi sono illuso che la gitana non vivesse solo in funzione del suo amato, struggendosi tra le sue braccia nel buio della notte. Ho dimenticato che il normanno, alla fine, non aveva altro che lei al mondo.

Per un attimo ho dimenticato che ormai era tardi per sognare ciò che non avrei mai più potuto avere.

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