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Eccomi di nuovo, ciao a tutti.
Proseguiamo il racconto…
Adele pagò la consumazione alla cassa, lasciò cinque euro di mancia per il cameriere ed uscì dal bar: era sorridente, allegra, addirittura radiosa: ed era contagiosa, all’improvviso mi sentii pervasa anch’io da una certa euforia che non so descrivere.
“Ehi socia, non ti sembrano troppi cinque euro di mancia per due caffè?”
L’apostrofai sorridendo
“Mia cara oggi mi sono presa un giorno di vacanza e mi trovo pure trenta euro in più…”
E scoppiammo tutte e due in una risata.
Ci prendemmo per mano e ci avviammo verso la mia macchina; salendo si alzò la gonna fino sui fianchi e notai che non aveva le mutandine.
“beh, non ti sembra di esagerare?” dissi ammiccando verso la sua fighetta perfettamente rasata.
“Le mutandine? Le ho regalate a Diego e ho dimenticato di metterne un altro paio, che vuoi che sia”
E scoppiammo insieme in un’altra risata.
Arrivate davanti alla scuola dei bambini Adele cambiò improvvisamente umore.
“Senti, vai tu a prenderli io rimango in macchina”
“che ti succede?”
“Niente, ma …c’è un mio cliente davanti al cancello ed è meglio che non mi veda qui”
“Sono daccordo, sempre meglio prendere una precauzione in più ma fammelo vedere, dai: sono curiosa”
“E’ quello li a destra del cancello”
Un Bel signore alto, forse più vicino ai cinquanta che ai quaranta, sicuramente sopra il metro e ottanta, con un fisico atletico, abbronzato, brizzolato e molto elegante; insomma spargeva fascino attorno a se pur non facendo nulla.
“Però ! Tutti così i tuoi clienti?”
“Vedrai, sarà anche tuo cliente; comunque non sono tutti così ma nessuno di loro ti deluderà”
Scesi dalla macchina proprio mentre i bambini uscivano dal cancello. Mi riconobbero subito e mi vennero incontro festosi. Con la scusa di evitare la calca delle mamme feci un giro strategico ed andai a passare a pochi centimetri dall’uomo. Oltre al fascino spargeva anche un ottimo profumo intorno a se.
“Beh” pensai “da uno così mi farei scopare anche gratis, figuriamoci farsi pagare…”
Salimmo tutti in macchina, Adele nel frattempo si era ricomposta ed aveva assunto l’aria da brava mammina che le avevo sempre visto, e ci avviammo verso la prossima tappa: il ritiro della macchina. Arrivammo all’officina, la macchina era pronta e parcheggiata proprio li davanti. Adele scese e si avviò nell’officina cercando il meccanico.
Notai che scendendo dalla macchina Adele, con un gesto rapidissimo, aveva slacciato un bottone di troppo della camicetta e siccome è solita non indossare reggiseno mostrava molto più del dovuto.
Il meccanico era un uomo di mezza età, robusto e ben piantato, con una calvizie incipiente ed un bel paio di baffi: niente di che, ben altro rispetto al precedente ma in sostanza un bell’uomo. La riconobbe e le si fece incontro con modi gentili; li vidi confabulare per qualche minuto, poi lei venne verso di me e disse:
“Miriam, sii gentile, qua c’è ancora qualcosa da fare, porta i bambini al parchetto qui vicino intanto io ritiro la macchina e vi raggiungo appena fatto”
“Ma non è ancora pronta la macchina?”
“Si …è pronta ma …ci sono ancora delle cose da fare… robe di burocrazia …non ho ben capito…”
Il tono della risposta era fin troppo evasivo e poi quelle belle tette così esposte mi fecero pensare che la mia sorellina-socia aveva in mente qualcosa di fin troppo chiaro
“Mmmh, Adele non combinare pasticci: se non hai soldi te li presto io”
“Ma no, non è necessario, e poi cosa vai a pensare” rispose sorridendo con aria maliziosa.
Si avviò verso l’officina ed io, che ormai avevo capito quello che aveva in mente, rimasi qualche minuto ancora per controllare la situazione. La vidi confabulare col meccanico poi li vidi avviarsi verso il retro dell’officina e …lui le teneva una mano sul culo!
Girai la macchina e andai al parchetto come d’accordo, portai i bambini alle altalene, mi sedetti su una panchina dalla quale potevo vedere in lontananza l’ingresso dell’officina e attesi. La vidi uscire dopo una mezz’ora assieme al meccanico, tutti e due sorridenti e con un atteggiamento complice. Lui le consegnò le chiavi e l’accompagnò alla macchina, la guardò salire e la salutò cordialmente attraverso il finestrino.
Ma non vidi alcuno scambio di soldi
Adele arrivò davanti all’ingresso del parchetto, parcheggiò e venne a sedersi sulla panchina accanto a me con un sorriso tanto evidente quanto malizioso stampato sulla faccia. Dette uno sguardo ai bambini che giocavano sulle altalene:
“Bambini non vi scalmanate troppo che poi sudate e prendete freddo!”
“Si, mamma”
La guardai seria: era tranquilla, come niente fosse.
“Adele, non ti sarai mica fatta scopare dal meccanico per pagare la riparazione”
“Beh, non c’è niente di male: e comunque ho risparmiato duecento euro”
“Caspita, duecento euro! Non oso immaginare cosa avrai dovuto fare per duecento euro”
“Effettivamente è stato un po impegnativo, ma il signor Michele è una così brava persona, gentile ed educato e poi ha dovuto svuotare e ripulire tutto l’impianto di alimentazione della macchina”
“Si, il suo di impianto lo ha svuotato dentro di te”
“No, no: lo ha svuotato fuori ma per duecento euro ha preteso effettivamente qualcosina di più”
“Adele, che cosa hai fatto?”
“Se vuoi ti racconto”
“Si, raccontami così mi faccio un’idea”
“Allora: mi ha spiegato il lavoro che ha dovuto fare poi mi ha detto che, poiché mi ha portato Diego, facevano ‘solo’ duecento euro e non mi metteva in conto il trasporto col carro attrezzi. Naturalmente tutto in nero… Io gli ho risposto che nero per nero non avevo tutti quei soldi ma ci saremmo potuti mettere d’accordo”
“Già, dopo esserti presentata con le tette di fuori e senza mutande era fin troppo facile mettersi d’accordo”
“Lui non lo sapeva che ero senza mutande”
“Certo, lo ha scoperto dopo…”
“Mi ha portato nel retro, nell’ufficio, e mi ha fatto sedere sulla scrivania ingombra di carte”
“Mmhh, originale! Direi quasi eccitante!”
“Non fare del sarcasmo altrimenti smetto”
“Ok, ok, continua”
“Mentre lui chiudeva la porta ho preso un profilattico dalla borsetta e l’ho aperto, Quando è tornato verso di me aveva già il cazzo duro e fuori dalla tuta; gliel’ho appoggiato sulla cappella e l’ho fatto scorrere con la bocca: a lui è piaciuto tantissimo, come a tutti gli uomini, del resto. Sai, gli uomini…”
“Vai avanti”
“Gli ho fatto un pompino con tutti i sentimenti e quando ho sentito che stava per venire mi sono fermata, ho aperto le gambe e mi sono fatta scopare. Lui ansimava e stantuffava, ha un gran bel cazzo, sai?”
“Continua”
“Dopo un po si è sfilato, mi ha girato, mi ha messo a pecorina, me lo ha rimesso dentro e ha ripreso a stantuffare come un ossesso mentre con le mani mi stringeva le tette. Allora, per farlo sbrigare, ho cominciato ad ansimare anch’io solo che …mi stava piacendo davvero e …sono venuta quasi senza volerlo”
“Pure!!”
“Si, a volte mi capita, mica sono di legno”
“Allora?”
“Allora lo ha tirato fuori e ha detto ‘adesso voglio il tuo bel culone’. Detto fatto ha infilato un dito in un vasetto di vaselina che era sulla scrivania e con quella mi ha lubrificato l’ano e mi ha infilato il suo grosso cazzo proprio li. Meno male che è stato così gentile che quasi non ho sentito dolore. Comunque sia ho avuto la sensazione che il suo lungo cazzo mi riempisse tutto l’intestino …beh è proprio una bella sensazione e …sono venuta un’altra volta”
“Sei proprio…”
“…Una gran troia, ma vedrai lo diventerai anche tu…”
“Questo lo vedremo in futuro, comunque volevo dire ‘incorreggibile’…”
“Aspetta, mica è finita così”
“Ah, no?”
“No, mi ha girata di nuovo e me lo ha infilato di nuovo nella passera. E, tra una spinta e l’altra, ad un certo punto lo ha tirato fuori, si è sfilato il profilattico e mi ha fatto una doccia incredibile: gli sarà uscito mezzo litro di sperma”
“Ah…”
“Mi è andato quasi tutto in bocca…”
“Figuriamoci, quello si sfila il profilattico, schizza come un idrante e dove finisce lo sperma? Nella tua bocca!”
“Ooooh …certe volte sei proprio pedante!”
“Pedante, eh? E tu che hai fatto?”
“Che dovevo fare? Ho ingoiato quello che ho potuto…”
“Ehi, ti avviso che io non ingoierò nulla da nessuno, Chiaro?”
“Questo lo stabilirai tu col cliente ma tieni presente che agli uomini l’ingoio piace molto e sono disposti a pagarlo anche molto bene”
“Vabbè lasciamo stare …Poi?”
“Poi gli ho ripulito per bene il cazzo con la lingua e ho succhiato e ingoiato le ultime gocce…”
“Ti era finito involontariamente in bocca, eh?”
“Eh si, ho una sorella veramente pedante! Comunque lui molto gentilmente mi ha indicato il bagno così che mi potessi lavare, si è lavato anche lui e mi ha aiutato a ricompormi per poter uscire tranquillamente, mi ha offerto qualcosa da bere per sciacquarmi la bocca, mi ha consegnato le chiavi della macchina e mi ha accompagnato a prenderla. Il resto lo hai visto anche tu”
Con noncuranza si voltò verso le altalene.
“Bambini andiamo che si fa tardi”
“Ancora cinque minuti, mamma”
“Va bene ma solo cinque minuti”
…e non avevo ancora incominciato…

Miriam

Autore Pubblicato il: 7 Agosto 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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