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Io e Marta eravamo sposati da circa 7 anni e tra di noi sul piano sessuale tutto sembrava andar bene, ma più passava il tempo e più che sia io che Marta ci accorgevamo che una sterzata alla nostra vita di coppia ci avrebbe rinvigorito. Ma né io né lei osavamo parlarne. Fu così che una sera fredda di autunno, nel mese di novembre, mentre passeggiavamo sul corso, notammo un locale notturno, dove avveniva lo scambio delle coppie. Ne avevamo sentito parlare ma non eravamo mai entrati in un simile locale. Con il cuore in gola, mi lasciai scappare: “Chissà come si divertono!” Marta prese la palla al balzo dicendomi: “Perché non entriamo e ci divertiamo pure noi?”
Detto e fatto. Sentivo il cuore pulsare ed il sangue che ribolliva. All’ingresso c’era un uomo di colore, che faceva il buttafuori. Ci chiese se eravamo soci del club. Risposi di no. L’uomo mi disse che non c’erano problemi e che per renderci conto della situazione, anche perché capì subito che eravamo sprovveduti ci disse: “Questa sera vi faccio entrare, però se lo spettacolo vi piace dovete tesserarvi e diventare soci.” Appena entrati ci trovammo dinanzi ad un palcoscenico, dove c’era un bionda con reggicalze rosse sdraiata su un materassino, con un uomo di colore al suo fianco impegnato a farsi fare un pompino, mentre un altro uomo di razza bianca aveva la testa in mezzo alla gambe ed era impegnato a leccarle la fica. Lo spettacolo era inebriante. Sulla destra vi erano i tavoli circondati di divani in pelle, dove c’erano delle coppie che si masturbavano, ed altre avevano superato i preliminari e già stavano facendo l’amore. Marta mi prese la mano e mi invitò a seguirla. Ci sedemmo in un tavolo dove non c’era nessuno e da dove si vedeva benissimo il palcoscenico. La bionda, in piedi tra i due uomini, veniva presa a sandwich, il nero le stava in fica e pistonava come un matto, mentre l’altro gli aveva sfondato l’ano e la martellava nel culo. Era uno spettacolo che avevo solo visto nei film hard, ma mai di persona. Marta si alzò la gonna, già corta, e fece scivolare la mano in mezzo alle gambe, cominciando ad accarezzarsi la vulva. Io avevo l’uccello ben eretto e mi stava per scoppiare. Al tavolo a fianco al nostro c’era un donna in compagnia di tre uomini, che erano seduti sul divano l’uno di fianco all’altro, con gli uccelli ben eretti e la donna, una ragazza mora, si alternava al succhio. Di fronte a noi c’era un uomo sulla cinquantina con due ragazze sui vent’anni. L’uomo stava facendosi scivolare impalata sul cazzo una delle due ragazze, mentre l’altra accarezzava i coglioni e la vulva dell’amica. Marta era già brilla, gli occhi scintillavano, mentre si masturbava la fregna. Io avevo sbottonato la patta dei miei pantaloni ed avevo afferrato l’uccello in mano, masturbandomi. Il culmine per Marta, cosa che la fece esplodere in delirio, fu quando la bionda sul palco, che succhiava prima uno poi l’altro cazzo, fu inondata di sperma. Il succo le colava sul seno, il nero le era esploso in fondo alla gola e lei aveva lasciato scivolare il succo attraverso le fessure della bocca, riempita dall’enorme membro, mentre l’altro aveva eruttato il magma sul viso. Marta in un rantolio di piacere era arrivata all’orgasmo. Mi disse: “Dammi il tuo uccello in bocca presto, ho bisogno del tuo cazzo.” Non me lo feci ripetere due volte. Gli piazzai il mio cazzo nel palato e lei comincio come in un vortice a succhiare. Con la coda dell’occhio intravedevo la donna a fianco al nostro tavolo che si stava facendo sfondare dai tre uomini. Uno le pistonava in fica, l’altro in culo e l’altro in bocca. Era uno spettacolo torrido. E così dissi a Marta: “Ti piacerebbe stare al posto di quella troiona?” Marta non rispose ma cominciò a succhiare più forte, tanto da farmi male. Come se mi avesse letto nel pensiero, uno dei tre uomini che stava fottendo con la donna vicino a noi si alzò e si avvicinò al nostro divano. Senza dire nulla sfoderò il membro davanti alla bocca di mia moglie. Rimasi esterrefatto, ma ero troppo eccitato per reagire. Marta smise di succhiare ed afferrò il membro dello sconosciuto. Con un sol boccone se lo piazzò in fondo alla gola e comincio a succhiare rapidamente. L’uomo si mise seduto e mia moglie continuò a succhiargli il pene. Avevo di fronte mia moglie che stava scopando con uno sconosciuto e l’idea, invece di farmi male, mi eccitava sempre più. Marta mi aveva offerto il suo culo, mentre succhiava l’uomo. Mi spalmai un po’ di saliva sul glande ed un po’ la spalmai sull’ano di mia moglie. Mi piazzai dietro le sue chiappe e con un colpo di reni gli piazzai dentro il mio cazzone. Marta, smise di succhiare per un attimo forse per il dolore, ma poi riprese con foga, mentre la pistonavo nel culo. Sentivo il suo intestino dilatarsi ad ogni colpo. E l’uomo gemere dal piacere procuratogli dal pompino di Marta. Ci muovevamo all’unisono. Gli altri due uomini che stavano scopando con la donna vicino a noi si alzarono ed anche loro si avvicinarono al nostro tavolo. Immaginavo cosa stava per succedere. La donna li seguì. Uno dei due si avvicinò e mi disse: “Bella la tua donna, perché non ce la fai godere pure a noi?” Tirai fuori l’uccello dal culo di mia moglie, per far spazio a gli altri. Quello che si stava facendo fare il bocchino, afferrò mia moglie per i fianchi e la fece impalare sul suo cazzo. Uno degli altri due uomini si insalivo la cappella e prese il mio posto. Marta era pistonata davanti e di dietro. Aveva le palpebre socchiuse e la bocca aperta, con la quale emetteva rantoli di piacere. La donna che stava con i tre mi prese per mano e mi fece sdraiare sul divano. Si allargò la fregna e si impalò sul mio membro. Cavalcava come un’amazzone. L’altro uomo rimasto libero gli piazzò l’arnese in bocca. Era una bella donna, con un bel corpo e l’avevo tutta per me. Così, si fa per dire!! Lei succhiava lui e cavalcava me. Sentivo il brodo colare sui coglioni e la saliva prodotta dal pompino che stava colando sul mio petto. Mi girai e vidi mi moglie impegnata ancora con i due uomini, che la stavano pistonando a dovere. Vedevo la sua lingua guizzare tra le labbra e scivolare prima sulla lingua di quello che aveva in fica, di fronte a lei e poi voltarsi per offrirla a quello che le stava rompendo il culo. La donna che avevo sopra di me si allargò le natiche e fece spazio a quello che prima stava spompinando. Sentivo il cazzo dell’uomo strisciare sul mio, attraverso una sottile parete della vagina. Intravidi mia moglie, che sdraiata aveva i due membri all’altezza della faccia, con i due uomini che masturbavano i loro arnesi velocemente. Fu a turno che i due uomini eiacularono sul viso di mia moglie. I lunghi fiotti le colavano sul viso ed in gola, perché Marta aveva lasciato la bocca aperta e lo sperma scendeva giù come se stesse percorrendo una via naturale. Quella visione mi mandò in estasi. La donna che avevo sopra si accorse che stavo per venire e con un colpo di reni disarcionò me e l’uomo che le stava in culo dicendo: “Voglio il tuo succo in gola, dai sborrami in fondo alla gola” Cominciò a succhiarmi il bastone, l’uomo che aveva di dietro gli pianto l’arnese in fica ed anche lui stava per venire. La donna cominciò a succhiare con violenza, tanto forte da farmi male le palle, mentre l’uomo la pistonava in fica. Le esplosi in gola, sembrava che i gettiti di sperma eruttati dal mio pene non avessero mai fine. Lei bevve tutto senza lasciare cadere una goccia e mi ripulì con la lingua. L’uomo che stava dietro di lei le esplose in fica. Sia io che Marta senza dire una parola ci asciugammo e ci rivestimmo, mentre i nostri amici sconosciuti si allontanavano. Uscimmo dal locale senza dire nulla, ma tenendoci per mano, come due vecchi complici. La sterzata era andata nella giusta direzione. Ora siamo assidui frequentatori di quel locale e non solo. Ah, dimenticavo, adesso siamo soci onorari.

Autore Pubblicato il: 20 Giugno 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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