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Adesso vi racconto la mia prima esperienza sessuale. Avevo 17 anni. Ero stata a studiare da un’amica che abitava non molto lontano da casa mia. Si era fatto un po’ tardi, erano circa le 10.00 di sera. Ero totalmente rincoglionita grazie a tutta la filosofia che avevamo studiato per tutto il pomeriggio, così per prendere un po’ d’aria decisi di tornare a casa a piedi. Sarebbero stati 10 minuti di strada passando per il parco, quindi mi incamminai. Neanche a metà del parco mi accorsi che tutti i lampioni oltre al punto in cui ero io erano spenti o fulminati, non mi sentivo sicura anche perché fino a quel punto non avevo incontrato anima viva, ma se fossi tornata indietro avrei perso un casino di tempo in più. Così continuai. Ad un certo punto incontrai degli extracomunitari seduti su due panchine, credo che fossero in sei o sette. Cercai di non farci caso e proseguii oltre ma al mio passaggio loro cominciarono a farmi dei complimenti. Impaurita accelerai il passo senza voltarmi, ma fui acchiappata da alcuni di loro da dietro e altri si misero davanti a me per bloccarmi. Stavo per urlare, ma mi tapparono la bocca e mi trascinarono dietro a dei cespugli. Mi dissero che non mi avrebbero fatto del male se io non avessi urlato e che mi sarebbe piaciuto. Io ero terrorizzata! Mi spinsero a terra. Alcuni di loro mi immobilizzarono braccia e gambe. Uno di loro si inginocchiò, mi spogliò e con un coltello mi tagliò la parte centrale anteriore del reggiseno. Disse agli altri qualcosa nella loro lingua e cominciò a leccarmi e succhiarmi i capezzoli mentre con l’altra mano mi accarezzava l’interno coscia fino a toccarmi lì in mezzo alle gambe. A quel punto riprese in mano il coltello e mi tagliò anche gli slip per poi infilarmi dentro il suo dito medio. Io ero bagnata ma terrorizzata. Poi si sbottonò la cerniera dei pantaloni, tirò fuori il suo pene eretto, mi saltò addosso e cominciò a penetrarmi. Sentii un dolore lancinante all’interno della mia vagina, dissi che mi faceva male, ma lui rispose che mi sarebbe passato e mi intimò con il coltello di stare zitta. Mentre mi penetrava con vigore, cercai lo sguardo amico di qualcuno di loro, ma mi accorsi che si erano tutti abbassati i pantaloni e si tenevano in mano i loro cazzi eccitati. Allora chiusi gli occhi e cercai di lasciarmi andare. Tanto non avrei avuto scampo altrimenti. Il dolore mi era ormai passato e (assurdo!) mi ritrovai a godere e ad ansimare! Non tardò molto che l’uomo che mi stava scopando mi venne sulla pancia. Mentre lui si rivestiva velocemente io mi abbandonai esausta pensando che adesso sarebbero andati via e mi avrebbero lasciata in pace, ma un altro di loro si fece subito spazio e mi disse di mettermi carponi. Da lì mi ficcò tutto il suo cazzo dentro il buco del culo, senza tanti complimenti e anche lui ricominciò a scoparmi fin quando mi venne dentro. Ognuno di loro mi scopò. Credevo non finisse mai. Ma alla fine anche l’ultimo venne, stavolta in bocca, obbligandomi ad inghiottire tutto. Quando ebbero tutti goduto su di me, mi pulirono del loro sperma, mi aiutarono a rivestirmi, omettendo slip e reggiseno che oramai erano persi, mi tirarono su, mi baciarono in bocca, ognuno di loro, mi ringraziarono e mi dissero che se avessi detto a qualcuno quello che era successo mi avrebbero veramente fatto del male e che ogni giovedì sera, allo stesso orario sarei dovuta tornare lì. Se ne andarono. Io guardai l’orologio e mi accorsi che era mezzanotte, così corsi a casa, dove inevitabilmente le presi per aver tardato tanto.
E ogni giovedì sera andavo a studiare dalla mia amica. E al ritorno andavo sempre attraverso il parco. Finché non cominciai a prenderci gusto…
Minnie

Autore Pubblicato il: 28 Maggio 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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