Skip to main content
Racconti Eroticisenza censura

Linda – parte 1

By 5 Gennaio 2026No Comments

PARTE 1
– Matteo senti devo chiederti una cosa, ma giura che non mi mandi affanculo…
– Perché dovrei mandarti affanculo, scusa?
– Eh perché è una cosa… un po’ particolare. Giura che non la prendi male
– Cosa hai combinato?
– Giura
– Va bene, giuro. Dimmi
– Senti… vabbè te lo dico: posso farti un pompino?”
– Ma sei scema! Ma che cazzo dici!
– Ecco vedi, lo sapevo che t’incazzavi
– Certo che m’incazzo, se dici le cazzate, e ti mando anche affanculo
– Ecco vedi? Lo sapevo…
– Ma io dico, ma ti pare
– Però mi devi far spiegare
– Ma cosa cazzo devi spiegare
– No ora tu mi fai spiegare, perché senno sembra che io…
– Sembra quello che hai detto
– No, ora tu mi ascolti e poi dopo semmai mi rimandi affanculo, ok?
– …
– Ma senza interrompermi sennò non si capisce bene
– Forza, parla, voglio proprio sentire le strozzate che dici…
– È un periodo che io no ci sto più dentro, insomma… ho sempre voglia, mi tocco dalla mattina alla sera e allora…
– Hai cominciato subito bene, ma che cazz…
– Senza interrompere abbiamo detto!
– …
– Insomma, ho sempre così voglia che mi tocco in continuazione, a casa, a scuola, in palestra, figurati l’altro giorno al parco che se passa qualcuno e mi vede faccio una figura di merda… se continuo così va a finire che la faccio davvero una cazzata e il primo cretino che si presenta davanti non lo so cosa succede, capisci?
– Ma saranno un po’ fatti tuoi, al limite dei tuoi genitori, ma ti pare, io i miei figli li ho già cresciuti da un bel pezzo. Ma guarda te se devo star qui a sentire…
– Si, ma è proprio qui che c’entri te. Mi sono detta: per levarmi questa voglia devo trovare il modo di farlo senza avere nessun tipo di problema, capisci cosa voglio dire?
– Figurati se non lo capisco…
– E così mi sono detta chi meglio di Matteo? È una persona seria, di una certa età, un bell’uomo e poi… si diceva con le bimbe, deve anche piacergli, insomma, deve essere anche un po’ maialino…
– Ma io dico, ‘ste cazzate dite con le altre bimbe? Ma voi siete veramente fuori di testa
– E diciamo anche che ci devi avere un bel pisellotto, ti sei scopato tutte quelle mamme, dai…
– Ma che cazz…
– Dai che si sa, lo abbiamo visto, prima la mamma di Francesco, poi la Mamma di Andrea, poi la mamma di Anna, la mamma di Lidia, ora punti la mamma di Giulia… dai si vede che a te piace davvero tanto la figa, ma anche loro ci devono aver trovato degli argomenti interessanti, no?
– No davvero, tu sei fuori
– Ma non ti piaccio neanche un po’? Non mi trovi carina? Sarò peggio di quelle quattro carampane?
– No per niente… cioè non è quello, sei carina figurati, ma no è quello, capisci? E poi carampane cosa? Lascia stare, guarda…
– Oh ma insomma preferisci che vada a spompinare tutti ‘sti ragazzetti che un’ora dopo vanno in giro a raccontare tutto?
– …
– Dai!
In effetti, se fosse riuscito a estraniarsi per un attimo, non avrebbe potuto dargli torto: tutti quei pischelli l’avrebbero sputtanata in lungo e in lago dopo tre minuti, lui invece avrebbe avuto tutto l’interesse a tenere la cosa riservata.
Mentre pensava questo Linda gli si era avvicinata e aveva iniziato a strusciarglisi contro, lui era appoggiato al muro e non era riuscito a indietreggiare e poi, a dirla tutta, neppure lo sapeva se voleva farlo, era terribilmente combattuto dalla morale che gridava di mandarla via con un ceffone, e il cazzo che iniziava a indurirsi.
– Oddio senti qua! Altro che pisellotto senti che po po’ di pisellone
Linda gli prese il cazzo da sopra i pantaloni e lui ci mise un attimo di troppo nel cercare di spostarsi
– Ti sta diventando duro, lo senti si? Allora un po’ ti piaccio. Ma ci pensi che tutti i giorni mi tocco la passerina, ho un culetto che ti ho visto che ogni tanto butti un’occhiata…
E in effetti aveva un culo che faceva voltare a guardarla ogni volta che sculettava nei paraggi. Gli prese le mani e se le appoggiò sopra.
– Senti com’è bello sodo, ti piace almeno un po’?
– Cazzo Linda devi smetterla…c’è di mezzo il penale non capisci?…
– Ho due tettine con dei capezzoli che diventano così duri quando mi tocco… senti
Gli prese di nuovo le mani e se le appoggiò sul seno; Matteo sentì i capezzoli che spingevano da sotto la felpa. E questa volta indugiò chiudendo un po’ le dita intorno a quei seni acerbi.
– Si… ti piacciono, lo sapevo, non sono così male anche se sono piccoline, vero? Fammi sentire…
Torno a stringergli il cazzo da sopra i pantaloni
– …oddio com’è duro e grosso fatti fare un pompino, ti prego te lo ciuccio solo un pochino e poi smetto, giuro!
Affondava la presa sul cazzo, mentre con le dita dell’altra mano cercava di aprire la zip
– Sei completamente fuori di testa, devi… dobbiamo smettere… non va bene questa cosa, io…
– Tu cosa? Tu te lo faresti ciucciare un pochino, lo so, come ti hanno fatto tutte quelle mammine e qualcuna te lo ciuccia ancora ogni tanto, ti ho visto l’altra sera che hai fatto salire in macchina l’avvocato…
– Ma cosa c’entra… sono donne, sono grandi, sono…
– Sono delle troiette che vogliono farsi sbattere da un bel cazzone come il tuo, ecco cosa sono. A dire il vero quella lì, cosa… la rumena sembra più troione che troietta ahahahah…
Era sempre più eccitato, la ragazzina, il suo seno, le sue parole, il confronto con le mamme…
– Facciamo così me lo fai solo vedere, dai, è un buon accordo.
– Linda… per favore… io non…
– Lasciami fare, ormai abbiamo atto un accordo
Sbottonò i pantaloni, tirò giù la zip e mise la piccola mano dentro i boxer
– Mmm com’è grosso, è caldo, è duro… ora lo tiro fuori e gli do un’occhiata, d’accordo?
– …
Matteo era incomprensibilmente e inopportunamente nelle mani (in tutti i sensi) di quella ragazzetta, sentiva il richiamo del sesso, del proibito e sapeva che avrebbe dovuto andarsene, ma non riusciva a muoversi, mentre aveva già il cazzo fuori dai – pantaloni
– Dio com’è! Avevamo indovinato con le bimbe! Che fortuna le mammine…
Teneva la mano sotto l’asta, come a valutarne il peso e quasi inavvertitamente inizio a segarlo, molto lentamente, muovendo le piccole dita e il palmo verso il ventre, per scoprire completamente la cappella
– Solo un bacino, fammi dare solo un bacino ti prego…
Si inginocchiò trovandosi la cappella all’altezza della fronte e dovette tirare giù il cazzo per portarselo all’altezza delle labbra, forzandone un po’ l’erezione, cosa che a Matteo piacque e strappò un gemito di piacere
– Ahhh…
– Ti piace ti piace! lo sapevo che ti sarebbe piaciuto!
Avvicinò le labbra e baciò la cappella gonfia, trattenendosi un attimo. Poi alzo gli occhi con un sorriso malizioso
– Ancora uno…
Aprì le labbra, tirò fiori la lingua e diede una piccola leccata
– Ahhh ahh
– Sei un maialino, sapevo anche questo
Si avvicinò ancora e questa volta prese tra le labbra la punta della cappella
Ahhh che cazzo stiamo facendo, devi fermarti… dobbiamo…
– Mmmmm mmmm che buono mmm
Adesso gli stava succhiando la punta, senza riempirsi la bocca, come se stesse assaggiando un frutto dolce e maturo
– Ancora un attimo e mi fermo…
Aprì meglio la bocca e provò a infilarsi tutta la cappella
– Com’è grosso, faccio fatica a prenderlo in bocca mmm mmm mmmm
Quasi meccanicamente Matteo si trovò a metterle una mano sulla nuca e a spingerle la testa verso se per riuscire a infilarsi meglio. Lei spalancò gli occhi, non era pronta. Si scostò un attimo con un colpo di tosse
– Aspetta che sennò così me lo fai ingoiare
prese fiato, aprì bene la bocca e si infilò tutta la cappella dentro e un pezzettino dell’asta, senza che ci fosse bisogno di farsi spingere la testa. Iniziò ad andare avanti e indietro pompando lentamente, sembrava così esperta che questo contribuì, chissà perché, a farlo sentire meno in colpa.
Le mise di nuovo la mano sulla nuca, questa volta con le dita tra i capelli neri, tirandoglieli
– Mmm mi piace se mi fai così, ci vuole un po d’ forza, fai l’uno dai
A quel tono di sfida Linda aggiunse la resisteva all’evidente sforzo che stava facendo per riempirsi la bocca e ad ogni affondo si infilava il cazzo sempre più in profondità, che era quasi incredibile a vedersi, quella ragazzetta minuta, dalle mani piccole che ingoiava quella verga
– Mmmm quanto mi piacerebbe farti venire mmmm sarei così orgogliosa mmm mmm
Continuando a pompare
– Perché non mi vieni in bocca? Mmmm… ho così voglia di sentire cosa si prova, di cosa sa la sborra… mmmm mmmm saresti il primo a farlo in questa boccuccia di rosa mmmm non saresti orgoglioso anche te? Mmmm
– Aveva iniziato a segarlo a due mani, con la cappella che gli sbatteva sulla lingua fuori dalla bocca. Capivano tutti e due che non avrebbe potuto resistere ancora a lungo, così Matteo le prese la testa tra le mani e iniziò letteralmente a scoparle la bocca. Adesso rivoli di bava le uscivano degli angoli della bocca ed emetteva un suono gutturale ad ogni affondo; aveva messo le mani sulle cosce per restare aggrappata.
– Ahhh ahhh si si si eccomi eccomi, sto per… sto per venire io…siiii ahhh
Ancora due pompate e gli esplose in bocca tenendola ancora per la testa, non voleva che si allontanasse; tre, quattro fiotti di sperma che andarono a inondarle bocca e gola e che lei cercò di ingoiare meglio che poteva; una parte di sborra le colò fuori, ma prontamente la raccolse con le dita che si portò alle labbra, leccandole perché non andasse sprecato nulla.
– Mmmm siii ti ho fatto venire ti ho fatto venire! Mi hai sborrato in bocca, che maialini che siamo te ed io! Lo sapevo che mi sarebbe piaciuto, che buono… dio come sono eccitata, ora è tardi sennò mi facevo fare un ditalino, vorrà dire che mi toccherò appena torno a casa.
– Cristo sono sconvolto, cosa abbiamo fatto…
– Mi sei venuto in bocca e mi è piaciuto tantissimo. Ma a te è piaciuto?
– …
– Almeno un po’… non ti è piaciuto sborrare in questa piccola boccuccia?
– Sei un diavolo non sei una ragazzetta
– Vedrai la prossima volta
– Non ci sarà una prossima volta, è già stato un errore questa volta
– Questo lo dici tu
– Si infatti lo dico io
– Peccato perchè c’è una cosa che volevo proporti

Mi tocco dalla mattina alla sera, ho sempre voglia e…
– Si me lo hai detto, mi è chiaro questo, l’ho capito
– Quello che non sai è che però non mi tocco solo la patatina…
– …
– Questo bel culetto ha il suo bel daffare
– No dai sei… sei…
– Mi vuoi forse dire che sono una troietta? Una puttanella? Che poi non ho mai capito la differenza, boh… ma non importa, dimmelo pure, mi piace che mi chiami troia, la tua troia…
– Oddio cosa stai dicendo, Linda…
– Allora sappi che questa puttanella si è infilata nel culetto un bel po’ di roba. Vedimo: le dita ovviamente, ma anche il manico della spazzola, il flacone del deodorante, una banana… e se farai il bravo la prossima volta ti faccio assistere mentre mi infilo qualcosa dento, oppure… ti faccio partecipare… vorresti?
– Io… io no so che dire
Non sapeva che dire perché il cazzo, a quelle parole, aveva cominciato a tornargli duro: pensare a quella ragazzetta che si infilava degli oggetti nel culo era un’immagine terribilmente eccitante e la possibilità di assistere (o partecipare!) lo folgorò
– Penso a tutto io, tu non devi preoccuparti di nulla, vengo da te con una scusa, ora m’invento qualcosa, va bene domani pomeriggio?
– Ma… ma io…
Ok ho capito domani pomeriggio va bene, alle 16,00 sono da te, sbrigati ad aprire, perché è meglio se non resto troppo tempo fuori dalla porta…
e con aria furba aggiunse
– …perché se qualcuno mi vedesse chissà cosa potrebbe pensare.
– Già, meglio di no…
– Siii oddio quanto sono eccitata, vado di corsa a casa perché mi va a fuoco la patata dall’eccitazione. Ti penserò mentre mi sgrilletto.
In punta di piedi lo baciò sulle labbra, con la bocca che sapeva del suo seme, ed uscì quasi di corsa.
Ancora non lo sapeva, ma orai era in sua più totale balia.

Leave a Reply