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Ero rimasto fermo, quasi nascosto, ti osservavo da cinque minuti mentre ballavi con la tua amica, assaporavo il mio vino e pensavo al tuo profumo, pensavo al tuo corpo alla tua pelle. Era uno spettacolo vederti così spensierata sfoggiare te stessa in mezzo alla gente. Avevi un vestito da sera nero stupendo, un vestito da signora, che sapevi portare perché in te c’era la semplicità di chi sa essere se stessa. Quanta gente c’era a quella festa, quante belle ragazze, ma i miei occhi erano solo per te. Avrei potuto disegnare i più torbidi inganni, abbandonarmi nelle braccia della notte e di effimeri piaceri, ma io volevo svegliarmi il mattino cullato da un calore vero. Mi avevi trattato come meritavo quando venni a presentarmi, la tua amica ti aveva guardato male, lei si che mi avrebbe voluto, ma tu no, tu meritavi la mia vera natura. Non potevo non correrti dietro, quando ti vidi uscire dalla sala, non potei resistere dalla tentazione di prenderti la mano e fermarti, i tuoi occhi nei miei, pensavo volessi trafiggermi, invece tu mi soridesti, forse li da soli io ero un’altra persona, forse il tuo cuore sentiva qualcosa che la tua ragione ignorava. Andammo in giardino a sedere in quel dondolo, parlammo e parlammo per almeno due ore, interotti solo da qualche cameriere che portava da bere. Che bello che era lì, la sera, il torpore d’estate, i grilli, la luna. Chi non vorebbe amarsi così?

Ci amammo dal primo minuto ci amammo dal mio schifoso aproccio, non restava che baciarci e ribaciarci su quel dondolo che stava diventando stretto, ti presi per mano ci aviammo per quel sentiero buoi che costeggiava la vite, eravamo noi e la campagna sotto quella quercia, non lo so perchè mi hai dato tanta fiducia quella sera, io credo che lo sentissi dentro, lo sentivi dalla pelle. Già la tua pelle ci misi un attimo a spogliarti a lasciarti solo con quelle mutandine di pizzo nero e il reggiseno che nascondeva le tue tettine, ebbi cura del tuo vestito di non sporcarlo ne sgualcirlo, anche tu mi volevi, ma io non avevo fretta, io volevo averti per sempre. Passai molti minuti a sfinirti con delicati movimenti sul tuo sesso, mi fermavo dove i tuoi sopsiri mi obbligavano a farlo, baciavo il tuo collo estasiato dal profumo, succhiavo i tuoi capezzoli, ti guardavo mentre raccoglievo i capelli lisci come seta, facendo scorrere la mano per la schiena e tu quasi saltavi. Ricordo che fosti tu ad interrompermi mentre ti baciavo lì, io non avrei mai smesso, ti sentivo sciogliere, ti sentivo ansimare fremere, chissà se nessuno l’aveva fatto mai così per te? Mi hai fatto interrompere perché cercavi un piacere più grande, quello di avermi in te, tu volevi dimostrarmi con che passione potevi devastarmi, ma non era importante per me, era semplicemente bello stringerti nel corpo e nell’anima, come indescrivibile fù venire insieme unire le nostre menti in un solo piacere per un lungo istante, unire la nostra essenza per Sempre! Due persone che si amano così non si dimenticheranno mai.

A Laura signora del piu’ spontaneo e migliore erotismo che esita, quello del Cuore.

Autore Pubblicato il: 8 Febbraio 2004Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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