Marta, decisa ad avere una rivincita su Giulia, decide di abbandonare anni di idee sul degrado di certe attività sessuali, e combattere la bionda sul suo stesso campo. Ma spinta dall’odio che prova verso la collega, non considera il fatto che alcune pratiche richiedono un prezzo per essere eseguite, le prime volte, e la sua verginità anale viene devastata già il primo giorno. Le occhiate che le colleghe le rivolgono, vedendola soffrire, la fanno stare anche peggio.

Stringo i denti, la vibrazione della moto mi sta di nuovo facendo esplodere il dolore al buco del culo.
La strada che costeggia il Lago di Poschiavo non sembra avere un singolo spiazzo dove fermarsi, solo dannati muri a picco a destra e un parapetto continuo per non finire nel lago a sinistra.
Cazzo, non ce la faccio più, ogni movimento della moto è una scudisciata rovente nel mio ano…
In fondo al lago, a milioni di chilometri di distanza, si affaccia sulle acque Miralago, con il trenino rosso fermo in stazione. Avrei fatto meglio a prendere il treno svizzero e poi un pullman per tornarmene a casa? Di certo sarebbe stato meno agonizzante che usare una moto che sembra un vibratore pieno di spine infilato nel mio povero culo rotto…
Poco prima di una curva compare una strada che si stacca dalla principale e sale verso gli alpeggi, formando una piccola area dove non passano automobili: posso fermarmi lì!
Metto la freccia, lascio andare il gas e perdo velocità fino a ritrovarmi nello spiazzo. Un Suv grigio targato CH mi supera strombettando. Alzo il dito medio, anche se è già scomparso oltre la curva.
Spingo la moto accanto al muro, ogni movimento di gambe è come macinare grani di pepe con l’ano. Devo averlo rosso come un peperone. Appoggio il mezzo alle pietre squadrate e grigie e faccio lo stesso con le mie spalle. Il sedere, come ho imparato nelle quattro volte che mi sono fermata da quando sono partita da Pontresina, non deve appoggiarsi a nulla.
Chiudo gli occhi ed espiro. Il Lago di Poschiavo è uno zaffiro incastonato tra le Alpi che ho sempre adorato, ma in questo momento è solo un altro tratto di strada infinita che separa il mio dolore a casa mia… Giuro che mi getto nel letto e non esco più di lì fino a domani mattina… quando dovrò agonizzare sul gabinetto…
Appoggio la testa al muro e il retro del casco emette un piccolo tonfo, le mie spalle si abbassano. Il fiato che passa nel mio naso sibila per qualche sperone di muco che si è seccato dopo il pianto prima di arrivare al Passo del Bernina.
Cosa cazzo mi è venuto in mente di far aggiungere quelle prestazioni alla mia lista?
E se essere stata sverginata di culo da quel pezzo di merda è stato doloroso, gli altri due cazzi che mi hanno sborrato nel retto non sono stati meglio. Almeno quei due non mi sono poi finiti in bocca o avrei davvero vomitato – non so cosa – addosso ai clienti…
Sospiro. «Che situazione…»
Gli altri mi guardavano, non potevo nascondere il dolore che provavo mentre aspettavo il cliente successivo. Elga mi lanciava occhiate come se fosse stata mia madre, Eva era sul punto di chiedermi se avevo bisogno, Andri era ancora più preoccupato di lei… Si rendevano conto di quanto mi avevano fatta sentire in imbarazzo?
Un paio di auto sfrecciano sulla strada, una moto da cross rallenta. Apro gli occhi. Non vorrà fermarsi per controllare come sto? Svolta sulla strada che sale agli alpeggi e accelera, lasciando una nuvola di gas di scarico e un rumore insopportabile.
Giulia stava seduta nel suo angolo, guardando a terra… Giulia era l’unica che non mi cagava affatto, come se non esistessi. Come se non fossi lì a soffrire a due metri da lei per colpa sua. Carogna del cazzo…
Mi sistemo meglio contro il muro, una nuova scudisciata mi squarcia il culo. Stringo i denti. Ci sarà qualche crema per anestetizzare la zona? Non posso di certo chiedere a mia madre… o alla vecchia che gestisce la farmacia…
Accedere a Internet con il telefonino in Svizzera costa un capitale, ma preferisco spendere dieci euro e trovare un medicinale da comprare mentre torno a casa che controllare sul tablet e poi uscire di muovo e farmi altri due chilometri di dolore per una pomata…
Prendo di tasca lo smartphone e apro il browser. Faccio una ricerca o uso Grok? “Ehi, oggi un tipo mi ha rotto il culo e altri due hanno pensato che sarebbe stato divertente controllare se me l’aveva aperto a sufficienza: c’è qualcosa per diminuire l’agonia che provo tra le chiappe?”
La prima pagina che compare sullo schermo è quella del mio profilo del bordello. Avevo controllato ieri sera, prima di andare a letto e fare quel sogno idiota: ero ancora a 4,5 stelline su 5, e cinque commenti. Una miseria rispetto a Giulia…
Il dolore di oggi sarà servito a qualcosa?
Il dito si appoggia sullo schermo e trascina verso il basso. Compare l’icona del caricamento e la pagina si aggiorna: i voti sono tre in più!
Scorro in fondo alla pagina con un paio di colpi di pollice.
Una gran bella troietta dal culo stretto. È stato incredibile fotterla, e ancora più mettergli in bocca il mio cazzo e svuotarmi nella sua gola. Come sembrava soffrire mi ha eccitato ancora di più. La migliore sborrata della mia vita, lo giuro. Tornerò per lei e il suo bel culetto.
Une fille parfaite, une déesse au cul serré qui m’a fait jouir comme une folle. Je suis heureux d’avoir enculé un trou aussi étroit.
Mi sono innamorato di questa ragazza, è la cosa più bella al mondo. La sua figa è bollente, e il suo viso sembra fatto apposta per essere cosparso della mia sborra. Spero ci sia anche domani perché il mio cazzo non vuole che lei… La raccomanderò ai miei amici!
Chiudo gli occhi, un sospiro mi sfugge dal naso, il petto mi si svuota quanto la mente. Il dolore tra le chiappe diventa più sopportabile. Non era degrado quello che ho vissuto oggi, ma solo la difficile iniziazione ai piaceri del sesso anale… non è stato piacevole come speravo, ma oramai è passato.
Perdere la verginità anale è come gli esami di maturità: ne parlano tutti come se fosse la più grande sfida nella vita, qualcosa che potrebbe essere letale, è un’esperienza che ti segna e sogno ancora le ore di apprensione sui fogli da protocollo, ma è qualcosa che mi sono lasciata alle spalle e non è stato nulla di così impossibile. Anzi: ora sono all’università e il piacere sessuale è oramai una possibilità.
Apro gli occhi, le acque del Lago di Poschiavo luccicano e le montagne vi si specchiano. Una nave bassa, bianca e rossa, con una bandiera da pirati che garrisce su un pennone, attraversa lo specchio d’acqua. Sollevo la visiera: l’aria fresca di montagna, con i profumi dell’estate e della fienagione, riempie il casco. Il treno rosso sfreccia appena sotto il livello della strada.
Sorrido, per la prima volta in tutta la giornata la tensione abbandona i miei muscoli, smette di stringere il mio stomaco.
Sospiro.
Peccato che tornare a casa sarà una merda comunque.

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vedo che si cancellata una parte: ciao diciamo che so per certo di essere stato cornuto ancora quando eravamo insieme…
ciao diciamo che so per certo di essere stato cornuto ancora quando eravamo insieme...la storia del mare è un po…
Il racconto dell'avvenimento sarà pubblicato un giorno? Mi auguro di sì
Grazie. Vorrei scriverlo fino alla fine. Ma vedremo che ne esce fuori.
beh, che dire ... commento stupendo, grazie