Un sortilegio di vite e di istanti,
un cascata di visioni scintillanti,
i tuoi silenziosi sguardi,
che parlano
alle prime luci del mattino,
ai lampioni tristi del villaggio,
ai tetti delle case ardenti,
che la voce delle favole
consacra al giorno.
La fontana di marmo bianco
sussurra
racconti di felicità perdute,
vite spezzate e sogni infranti,
gli alberi commossi
la ascoltano
e piangono del pianto dei ricordi.
Io tremo
alle tue mani tenebrose e bianche,
sono la carezza del destino
sulla pelle,
tremo per le tue guance scarlatte,
vellutate, caste.
L’ultimo calderaio è morto nella neve.
Lo seppellirà il canto vago
delle averle,
il silenzio perduto delle foreste,
la gioia di aver vissuto per il niente.
E la carne accarezzerà la carne,
le labbra socchiuderanno gli occhi,
la bocca rivelerà al vento segreti di passione.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…