Un sortilegio di vite e di istanti,
un cascata di visioni scintillanti,
i tuoi silenziosi sguardi,
che parlano
alle prime luci del mattino,
ai lampioni tristi del villaggio,
ai tetti delle case ardenti,
che la voce delle favole
consacra al giorno.
La fontana di marmo bianco
sussurra
racconti di felicità perdute,
vite spezzate e sogni infranti,
gli alberi commossi
la ascoltano
e piangono del pianto dei ricordi.
Io tremo
alle tue mani tenebrose e bianche,
sono la carezza del destino
sulla pelle,
tremo per le tue guance scarlatte,
vellutate, caste.
L’ultimo calderaio è morto nella neve.
Lo seppellirà il canto vago
delle averle,
il silenzio perduto delle foreste,
la gioia di aver vissuto per il niente.
E la carne accarezzerà la carne,
le labbra socchiuderanno gli occhi,
la bocca rivelerà al vento segreti di passione.



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..