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Racconti Erotici

Stefano cap.2: la prima sborra provata

By 12 Gennaio 2024No Comments

Arrivati a casa Alice e Matteo si infilarono nella doccia e mi invitarono a seguirli. La scena nell’auto mi aveva fatto tornare il cazzo duro come il marmo. La doccia era una cabina lunga due metri e larga uno con spruzzi ovunque, bagno turco sedili ed appoggi, aprirono l’acqua calda che ci colpì dolcemente da ogni parte. Alice ci fece segno di metterci vicini, ci prese i cazzi uno per mano e cominciò e segarci. Provai ad avvicinarmi per baciarle il collo pensando che fosse qualcosa che le potesse piacere ma mi fermò: “se non lo hai capito a letto comando io, se ti va sei il benvenuto altrimenti esci subito dalla doccia e vai pure a dormire, domani potrete lavorare con calma non verrò a disturbarvi”. Ero troppo arrapato per tirarmi indietro e, da aspirante cuckold, avere una donna che mi comandava (e che donna) era ciò che volevo provare.

Alice si inginocchiò e prese a spompinarci scappellando il glande di entrambi e passando la lingua sulle due cappelle mentre le strofinava una sull’altra. Era una cosa che ero riuscito a far fare a mia moglie qualche volta usando un fallo artificiale. Lo aveva fatto per compiacermi e come regalo non certo perché le piacesse, almeno a me era apparso così e la cosa mi aveva tolto metà del piacere. Alice invece si vedeva che godeva di questa cosa, i due cazzi in bocca, lo strofinarli l’un l’altro come a darci una essenza di omosessualità comandata da lei. Dopo 5 minuti di questo trattamento si sedette su un seggiolino e disse: “ora tocca a voi darmi piacere”. Mi indicò di accovacciarmi fra le sue gambe mentre Matteo si dedicava al suo seno.

“Vietato toccarvi” aggiunse Alice. Andammo avanti, lei con maestria mi guidava, si capiva che era esperta, si fece leccare pilotandomi in morsetti, lappate, toccate di punta schiacciandomi la testa e tirandomi i capelli.

Avevo il cazzo che stava per esplodermi nonostante nessuna stimolazione fisica. Ogni tanto riuscivo a buttare un occhio verso l’alto e cogliere qualche scorcio della lingua di Matteo che passava dal seno alle orecchie alla bocca di sua moglie.

Alice si alzò in piedi: “adesso mi leccherete insieme figa e culo”. La cosa mi gelò un poco, leccando il culo mentre Matteo le leccava la figa avrei rischiato di intrecciare la mia lingua con la sua. Condividere una donna lo avevo preso in considerazione ma mentre lo strofinamento delle cappelle non mi aveva dato alcun pensiero gay, il solo immaginare che avrei potuto baciare un uomo mi sconvolgeva. Per assurdo sarei stato più pronto a leccare un cazzo che entrava ed usciva da una figa piuttosto che una bocca maschile. Ero al punto cruciale della situazione. Se avessi accettato questa cosa probabilmente poi non mi avrebbe spaventato più nulla. Era una questione psicologica, fermarmi o no? Mi buttai. Si vedeva che per Matteo era una cosa normale, sicuramente non era la prima volta che lo faceva. Iniziai titubante poi, seguendo le indicazioni che Alice ci dava, la portammo all’orgasmo. Le nostre lingue si intrecciarono qualche volta, ma dopo la prima non ci pensai proprio più.

“Ed ora è arrivato il momento di scoparmi. Stefano siediti su quel gradino”. Ormai la doccia per l’acqua calda che continuava a scorrere nonostante l’aspiratore, era diventata come una giornata di nebbia in val padana.

Obbedii ad Alice che si calò di spalle su di me facendo scivolare il mio cazzo nel culo come fosse un coltello caldo nel burro. Matteo si posizionò davanti ed in breve fu dentro anche lui. Io mi attaccai alle splendide tette di alice mentre Matteo la pompava attaccato alle spalle baciandola in bocca.

Non durammo un granchè, il primo a venire fu Matteo che fu squassato da un orgasmo urlato per circa una quindicina di secondi. Sentii la sua cappella ingrossarsi aldilà del diaframma che separava i due canali. Venni anche io mentre pure Alice godeva. Io fui un po’ meno rumoroso di lei. Quando tutti fummo un poco più rilassati Alice se ne uscì con un: “Stefano è ora che anche tu assapori la sborra di un uomo”. Ero strodito e la libidine mi era passata ma l’idea di dove avrebbe potuto portarmi quella donna e di come mi aveva già fatto godere mi convinse ad obbedirle ancora.

“Ti voglio sottomesso”. Si sedette sul gradino, aprì le gambe e mi fece cenno di avvicinarmi alla figa. Voleva che gustassi la sborra di Matteo. Fui un po’ titubante.

“Ora sei il mio schiavo frocetto e fari quello che ti dico, ripuliscimi” e in quel mentre sentii Matteo che mi spingeva verso di lei che nel frattempo mi prese per i capelli e mi tappò il naso. Tirai istintivamente fuori la lingua e cominciai a lappare la sua splendida giga depilata in modo da lasciare solo un piccolo triangolino di pelo con le labbra completamente nude. Mi piaceva, o se mi piaceva, anche quando le prime gocce di sperma scesero dalla figa di Alice sulla mia lingua non mi fermai, anzi cominciai con ancora più lena ad aspirare e leccare.

Alice mollò il naso mentre continuava comunque a spingere la mia testa seppur senza più tirarmi i capelli ed allentando un poco la pressione.

“Avevi ragione cara, Stefano ci potrà aiutare, mi sembra ben predisposto” disse Matteo.

Quando ebbi finito di ripulirle la figa Alice si mise a pecorina e mi intimò di ripulirle anche il culo. La mia sborrata anale stava già cominciando ad uscire ed una spinta di Alice mentre mi ero appena messo dietro di lei mi spruzzò in volto aria e la mia sborra.

“Pulisciti con le dita, voglio vederti che te la mangi tutta”. Ero come incosciente ed ubbidivo a tutti gli ordini. Quella donna era una bomba per quel che riguarda il sesso. Il fatto poi che avesse diversi anni meno di noi le lasciava più energia.

Finii di ripulire anche la mia sborra e rientrammo in doccia tutti e tre, stavolta per lavarci.

Quando uscimmo andammo in cucina con gli accappatoi e ci sedemmo a tavola aprendo una bottiglia di prosecco e brindando.

“Al nostro nuovo compagno di sesso” fu il brindisi di Alice. Brindammo ed andammo a letto. Ormai erano le due ed il giorno dopo dovevamo lavorare per diverse ore per preparare una riunione che ci sarebbe stata con un importante cliente il lunedì mattina.

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