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Racconti Erotici

Strapon da mia moglie

By 3 Ottobre 2023No Comments

Da tempo non facevamo più sesso con mia moglie; avevo evidenti problemi di erezione, non riuscivo ad averne una completa o, perlomeno, duratura. Questo ci aveva un pò allontanati, anche le carezze e i baci eranl diventati rari. Eravamo seduti sul divano quando ne parlammo. Lei ribadì che mi amava ancora e molto e lo stesso dissi io ed era vero. “Forse la mancanza di sesso ci ha allontanati, ti capisco” dissi io “quelle volte che ti dico di stare abbracciati o di baciarti ti vedo un pò restia, forse perchè non riusciamo a fare altro”. Lei non si scompose “non riuscire a farlo è un problema ma un altro problema è che quello che riusciamo a fare, baci, abbracci, anche masturbazione reciproca, è scontata, non da stimoli, non so se mi sono spiegata” concluse. Aveva ragione, quelle volte che ci avevamo provato era sempre stata una cosa scontata, noiosa forse. “Ci vorrebbe una esperienza diversa” aggiunse “nuova, in un certo senso” “Intendi con altre persone?” chiesi. Sorrise “ma no, non volevo dire questo, non mi interessa andare con altre persone” “e allora, cosa vuoi dire?” Mi fissò e poi “non so, anche dirci le nostre fantasie nascoste può aiutarci, se saremo sinceri tutti e due e non avremo remore”. Avevo capito cosa voleva dire ma le mie fantasie più recondite erano legate all’attrazione che provavo per gli uomini, anche se non avevo mai provato con nessuno: avevo continue fantasie e anche se mi piacevano anche le donne avevo sempre desiderato un rapporto da passivo con un uomo, mi immaginavo vestito da donna, mi sentivo un pò donna. Una volta mi capitò, sotto la doccia dopo una partita di calcio che due compagni, vedendomi nudo, mi fecero i complimenti per il mio fondoschiena: avevo un bel culo, infatti, lo avevo ancora, a 48 anni, sodo e femminile. Non potevo confessare quelle fantasie a mia moglie; dissi, comunque, di essere d’accordo: qualcosa mi sarei inventato. Lei sorrise e la sparò subito grossa: lo sai, a me piace il tuo bel culetto, poi lo sai già, te l’ho sempre detto. Era vero, me lo aveva già detto, più volte ma mi sorprese lo stesso. “Cos’è, non funziona il mio davanti e cerchi di consolarmi con il posteriore?” domandai. “Abbiamo detto che avremmo confessato le nostre fantasie? Ecco la mia prima fantasia, te lo dico davvero” concluse. “Vabbè, lo sapevo che ti piace e adesso?” Mi osservò di sbieco e con un mezzo sorriso aggiunse “ecco, una idea che mi piace è che, quando siamo abbracciati o pomiciamo io ti possa toccare il culo”. Non sapevo catalogare quella richiesta e ce la feci solo a dire “beh, non ci vedo niente di male, se vuoi toccarlo toccalo” “posso farlo, allora?” “Si, certamente” confermai; non ci vedevo niente di male. “Un’altra cosa” disse “hai pochi peli sul corpo ma mi piacerebbe vederti completamente depilato” lo disse con la sicurezza di chi sembrava liberarsi, finalmente, da pensieri inespressi, racchiusi per tanto tempo. “Va bene, se proprio ci tieni, lo farò”. “Beh, che aspetti” aggiunse “vai” “andare dove?” ” a depilarti, ti prepari e poi ce ne andiamo a letto e cerchiamo di divertirci un pò. Ma tu, desideri non ne hai?” mi chiese. Non me ne venivano in mente ma l’idea di depilarmi, io che sognavo di essere donna, mi piaceva; non glielo dissi. Mi avviai verso il bagno e iniziai a depilarmi, feci una doccia e poi, solo con la maglietta addosso, tornai verso il salotto dove era lei. La stanza era illumonata solo dalla luce della tv”. Si alzò e si avvicinò “posso?” chiese. Ignoravo le sue intenzioni ma dissi di si. Mi abbracciò, per modo di dire, perchè mi piazzò le mani sulle chiappe e iniziò sia a baciarmi che a palpare con vigoria e delicatezza nello stesso tempo. Ci baciammo con foga, quella situazione si vede che le piaceva…e piaceva anche a me. Ci trascinammo, quasi, fino al letto e continuammo a baciarci e a toccarci con una foga che avevamo dimenticato. Lei non smise un attimo di toccarmi il culo, se non per aiutarmi a venire, dopo che era esplosa in un orgasmo forte, quasi violento. Dopo aver finito ed aver fatto una doccia, ci baciammo e ci addormentammo. Anche la sera successiva successe la stessa cosa. Al mattino seguente mi svegliai di soprassalto; mi avevano spaventato le sue mani sul culo:le davo le spalle e lei aveva iniziato a toccarmi le natiche; se ne accorse “pensavo fossi sveglio” “no, dormivo profondamente, ancora e mi sono spaventato. Cos’è, ti sei svegliata con il pensiero del mio culo?” Fece una specie di gemito di piacere “mmmmh, si mi piacciono le tue belle natiche femminili, hai un bellissimo culo, lo sai” “si, si, me lo hai dettoooo” risposi quasi cantando. Sorrise “beh, ti sei svegliato, adesso? Voglio toccarti”. Facevo fatica a riconoscerla, sembrava vogliosa.come non mai, vogliosa del mio culo “tocca pure” le dissi ” girati come eri prima, di spalle a me” mi girai sul fianco destro, di spalle verso di lei “se non ti togli i pantaloncini non è che posso fare molto” aggiunse. Mi sfilai i pantaloni e i boxer, da coricato e lei si incollò alle mie spalle. Avvertivo tocco delle sue mani, mi carezzavano i glutei, li pizzicavano un pò anche; mi diede anche qualche piccola pacca e poi iniziò a carezzarmi la zona intorno al …buchetto. Girò intorno per qualche secondo poi,.con il dito medio, iniziò a penetrarlo, prima a malapena poi, vedendo che io non dicevo nulla, sempre di più, fino a quando non iniziò un ritmo da massaggio che, dopo un pò, mi fece gemere un pò. Si avvicinò alla mia testa, continuando a toccarmi, mi baciò più volte sul collo e poi sussurrò “da ora in poi io sarò l’uomo e tu la donna di casa”. Non risposi, anche perchè i suoi massaggi sempre più veloci e potenti, mi provocavano un piacere più che percepibile. Dopo aver finito, senza aggiungere altro, ci preparammo per la giornata. Pensai più volte, durante il giorno, a quei tocchi sensuali e a quel dito nel mio culo; mi eccitai olto all’idea e pensai a come dirle che avrei voluto essere penetrato, magari con un sex toys, insomma, un bel cazzo finto. Per vari motivi ci ritirammo tardi a casa, la sera. Dopo aver mangiato lei fece una doccia e annunciò di essere stanca e di voler andare a letto. Anche io ero stanco ma anche eccitato. Così tanto eccitato che avevo deciso di alzare l’asticella: mentre lei faceva la doccia guardai nel frigo, in cerca di un cetriolo o di qualcosa, insomma, adatto alla penetrazione; avevo intenzione di farlo usare a lei ma niente, non trovai niente e mi rammaricai di non averli comprati mentre facevo ritorno a casa. L’eccitazione era però accentuata, volevo fare qualcosa di veramente eccitante lo stesso. Sapevo dove teneva la sua lingerie, ne aveva solo qualche capo, non ne usava, le rimproveravo di non essere molto femminile in questo; inoltre, lei non era molto alta, era difficile trovare qualcosa. Trovai una specie di sottoveste, un negligè, mi pare si chiami e, mentre lei faceva la doccia, la nascosi in un armadio nel corridoio, in modo da riprenderla quando lei sarebbe andata a letto. “Buonanotte” mi disse, uscendo dal bagno “sono stanca stasera”. Ci scambiammo un bacio e lei si avviò verso il letto “mi lavo e ti raggiungo” le dissi. Mi lavai, uscì dal bagno e presi quella lingerie che avevo nascosto, tornai al bagno e la indossai. Avevo il cuore a mille, mentre mi osservavo allo specchio: come l’avrebbe preso, quel travestimento? Pensai che mi stesse bene addosso, mi esaltava il culo e anche le gambe. Feci un bel respiro e uscì, avviandomi, scalzo e solo con quel negligè addosso verso la camera da letto. La tv era spenta ma vedevo una luce fioca: sicuramente stava guardando notizie o video al telefono. Entrai e con la voce un pò tremante le dissi “hai sempre sonno?” Lei si sorprese a vedermi travestito così, non se lo aspettava, poi posò il telefono e si alzò. Venne verso di me e iniziò a baciarmi e a toccarmi sotto quella lingerie: mi carezzava i fianchi, il culo e poi mi toccava anche il cazzo, segandolo. Io la baciavo e la toccavo pure, aveva figa bagnata, già dopo poco tempo. Ci trascinammo sul letto e continuammo a pomiciare profondamente per non so quanto, poi ci addormentammo, io travestito in quel modo. Il giorno successivo, come al solito, ci vedemmo nel pomeriggio inoltrato. ” non usciamo, rimaniamo a casa” mi disse. Annuì. “Vai nella stanza da letto, ci sono delle piccole sorprese. Immaginavo il tenore di quelle sorprese ma non avevo la certezza di che cosa si trattasse. “Vai” mi disse “io vado al bagno, intanto”. Entrai nella stanza da letto e spalancai gli occhi: aveva comprato dei sandali con il tacco, delle autoreggenti, delle gonne, tanga, vestitini attillati e lingerie. Aveva accettatto il mio travestimento della sera precedente, anzi le era proprio piaciuto; adesso, io, come on un sogno, potevo sbizzarrirmi a travestirmi. Indossai delle autoreggenti a rete, un tanga, un vestitino nero attillato e dei sandali neri, decorati da specie di perline dorate che trovai molto sexy. Mi osservai più volte allo specchio, mi piacevo da impazzire e l’essermi vestito in quel modo mi eccitava al massimo. Provai a camminare sui tacchi, non altissimi ma impegnativi e mi trovai a mio agio. Uscì dalla camera da letto e mi avviai verso il salotto dove si trovava lei. Le sorprese non erano certo finite:lei era seduta, nuda, eccetto un cinturino indossato alla vita, cinturino che sosteneva un bel cazzo finto, di almeno 20 cm. “Sei bellissima” disse lei a me. Iniziammo a baciarci, lei mi toccò subito il culo e io quel bel toys che aveva addosso. Mi inginocchiai e iniziai a leccarlo, poi ci dirigemmo verso il letto. Continuammo a baciarci e a toccarci fino a quando lei non si alzò e si posizionò, in piedi di fianco al letto “mettiti in ginocchio” mi disse; compresi, senza fatica che intendesse a pecora e mi posizionai come voleva lei e certamente anche io. Vidi che prendeva della crema con l’indice e il medio e poi la spalmò, con delicatezza poco dentro il mio ano, poi anche sul toys. Mi poggiò la punta nel buco del culo e spinse lentamente: ci.provò varie volte, anche perchè i mieo gemiti, all’inizio, erano più di dolore che di altro. Strinsi i denti e, lentamente, lei trovò il modo di far penetrare quel coso così grande, quasi per intero, dentro il mio culo. Adesso ansimavo e mugugnavo ma il dolore lasciò campo al piacere; lei se ne accorse e iniziò ad alzare il ritmo: quel cazzo che entrava e usciva mi provocava enorme piacere. Ad un certo punto fece “ssssh, che sentono i vicini” mi disse “è troppo bello” risposi e lei continuò come uno stantuffo. Cambiammo posizione, mi misi di fianco e lei dietro di me, coricata: fu bellissimo guardare allo specchio lei che mi penetrava ed io che, in quella posizione, sembravo proprio una donna. “Che culo che hai!” sussurrò, continuando a martellare. Passammo a.lei coricata di spalle e io sopra, a smorza candela, che mi dimenavo su quel cazzo, roteando sopra di lei che mi teneva per i fianchi e mi toccava ogni tanto il culo, accompagnando con qualche bella pacca sulle natiche. Mi sfondò per quasi un’ora e poi ci toccammo per venire, entrambi. Non nascondo che, da allora, mia moglie mi penetra quasi ogni giorno, in tutte le posizioni, anche più volte. L’abbiamo fatto anche all’aperto, di notte, sull’auto, anche se non ero travestito. Abbiamo riacquistato più che una complicità, una libertà, direi, di stare insieme.

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