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La sera arriva Sabrina, lei di contro arriva con un quarto d’ora d’anticipo.
La faccio accogliere da Elena ed aspettare in corridoio, Elena le dice che non ci vorrà molto.
La osservo dalle telecamere che ho sparse per l’ufficio.
A parte il viso che già ho visto si vede un bel fisico fasciato da una camicetta bianca e un paio di jeans che ben evidenziano un culo ancora bello per la sua età.
Prima che si sieda vedo la camicia sagomata su due bei fianchi.
Sono le 18,30 Kaori esce con disinvoltura, guardando Sabrina.
Sento bussare alla porta, è Elena.
Mi dice, piazzandosi davanti alla scrivania che la sua amica è là che aspetta da un quarto d’ora.
Le dico che può dire di andarsene allora se vuole.
Allora chiude la porta e mi dice che Sabrina ha perso il lavoro e ne ha bisogno.
Allora le dico che posso farla aspettare quanto voglio, “oppure?” dice lei, “oppure, dico io, se me lo succhi dopo che avrai finito tu potrai andare e Sabrina entrare per il colloquio”.
Elena allora me lo tira fuori dai pantaloni, non senza avermi dato prima dello stronzo.
Mi sega un po’ dopo me lo riprende in bocca, le sue labbra sono magnifiche come la lingua su frenulo, mi fa impazzire, anche perch&egrave tiene un ritmo altissimo per farmi venire presto e ci riesce infatti dopo poco le tengo la bocca per venirci dentro.
Gliela scopo un minimo e vengo.
Mi faccio pulire di nuovo e faccio chiamare dentro Sabrina.
Lei entra e resto ammaliato dai sui occhi azzurri mentre mi saluta.
Le do la mano e mi siedo alla scrivania.
Lei resta ferma un attimo, io la ammiro con addosso la camicia bianca semitrasparente da cui traspare un reggiseno bianco ben pieno e l’incavo di ciò che lo riempie.
Mi faccio parlare delle esperienze lavorative passate, della ditta dove lavorava e della sua famiglia, così da metterla a disagio e ricordarle che è tardi.
Lei diligentemente risponde alle domande anche se si nota che sta perdendo la pazienza mentre io alterno lo sguardo tra il suo viso e l’incavo del seno che si vede dalla camicetta.
Intanto finisce il colloquio e la faccio andare, si volta di nuovo facendomi vedere i sui begli occhi e chiede se deve chiudere, le dico di no e mentre va torno ad ammirarle fianchi e sedere.
Una volta andata mando un messaggio di posta elettronica a Elena in cui le dico che le signore possono iniziare quando vogliono e che ogni loro errore sarà pagato da lei come concordato.

Autore Pubblicato il: 4 Agosto 2022Categorie: Racconti Erotici0 Commenti

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