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Sento le sue dita madide, scivolose, puntare e vincere la resistenza della mia fica
– Ti prego fai piano ti prego… – imperterrito spinge, piegandomi leggermente in avanti, impossessandosi del mio clitoride – rilassati, spingi… fai la docile troia che poi ti concedo di andare in bagno – quelle due dita entrano fino in fondo, le gira lentamente lentamente e inizia un movimento avanti indietro e rotatorio all’interno del mio utero.
Come aveva iniziato finisce, dandomi una pacca sul culo indicandomi il bagno, un “grazie” biascicato esce dalla mia bocca mentre mi dirigo ciondolando verso il bagno, accosto la porta ma sento una resistenza e senza alcun rispetto Giorgio la apre, mi fa entrare nella doccia facendomi accucciare, lo guardo perplessa
– Ma… non riesco se mi guardi … ti prego almeno questo no… – è irremovibile.
– Possibile che devi sempre aprire la bocca e lamentarti – si spazientisce ed inizia ad essere ancora più aggressivo – Stupida inetta, tu non hai diritto a niente sino alle 20! Forza concentrati! – Cosi mi faccio forza e inizio a spingere
– Ecco brava così sei uno spettacolo… una perfetta cagna che fa i suoi bisognini… – comincia ad uscire e scivolare nel piatto doccia e sui miei piedi fino alla fine – Bene e ora ci puliamo – mi riprende Giorgio, si arma della doccetta e la punta a pochi centimetri dalle mie grandi labbra, gioca con l’intensità e la temperatura, sono ipersensibile in poco tempo mi porta quasi al limite, chiude tutto e mi passa un asciugamano dicendomi di andare in camera, di prendere i vibratori che mi sono stati regalati dalle mie amiche e disporli sul letto.
Come un automa faccio quello che mi chiede, non riesco nemmeno a pensare che era troppo, che mi aveva umiliato abbastanza per quella foto, che non sarei andata oltre, ma non riuscivo, riecheggiava nella mia mente solo “devo fare” “ha ragione sono una troia”
Arriva poco dopo con alcune cose prese dal bagno, mi posiziona a pancia su al limite del letto reclinandomi in dietro le gambe e mi fa passare sotto le spalle la cintura del mio accappatoio
– Tienile cosi ben aperte e reclinate… ti manca solo il cartello buchi a 5 euro… ah ah ah – mi deride e mi rendo conto di come sono oscenamente esposta, ho un moto di vergogna, cerco di richiudere le gambe ma non riesco, sono bloccata, ho ancora la mente offuscata ma comprendo che ha usato la cintura per bloccarmi in quella posizione.
In quel momento sento qualcosa di fresco e scivoloso cospargere il mio ano, le sue dita si insinuano all’interno portando con loro un pò di quel prodotto, sono tesa ho paura che mi faccia del male ma allo stesso tempo continua con quelle manovre e non riesco a contrastare, a serrare i muscoli, le sento scivolare, incomincio a sudare, a sentirmi sempre più dilatata, ogni volta sempre di più, dannazione incomincia a piacermi a darmi piacere un piacere diverso, mi mostra uno dei miei vibratori e lo vedo puntarlo al mio culo, lentamente sento che lo fa entrare… senza senza fatica, sino al limite, incomincio ad ansimare, come riesce quel ragazzino, come riesce a sapere tutte quelle cose, è dannatamente perfido… e bravo, mi sta eccitando deflorandomi il culo con un vibratore, i maledetto mi sta facendo venire.

Ma come prima, lo toglie senza gentilezza, me lo mostra e lo sostituisce con un’altro fallo più grosso
– Vedi basta prepararlo bene, sai quante volte l’ho visto fare nei video… carine le tue amiche a regalarti questi vibratori per il tuo compleanno ma sarebbero da cambiare con qualcosa più adatto ad una troia come te, ti ci voglio dimensioni più grosse… su prega chiedi che ti usi il culo, che te lo sfondo per bene…. Vedrai poi quella mezza checca del tuo ragazzo ti troverà bella larga accogliente e gli verrà il dubbio di averlo troppo piccolo… ah ah ah – ancora una volta mi sento rapita dal piacere, dalla bramosia di venire, umiliata per il turpiloquio e per i commenti che fa, inizio a supplicare come mi chiede
– Ti prego usa il io culo, sfondamelo per bene allargamelo – e eccolo Giorgio infilare il fallo, è un po’ più grande e sento lo spessore farsi largo dentro il mio ano, aprirlo ancora un po’ di più, finché non toglie anche quello e si alza, il suo cazzo è in erezione
– Adesso che abbiamo fatto spazio te lo apro per bene il culo – per un momento confronto la dimensione del suo cazzo, rabbrividisco mentre gli dico
– Aspetta ti prego con il tuo mi sfondi mi farai male… – non mi ascolta sento la cappella che si appoggia, vince la resistenza dei miei muscoli ed entrare inesorabilmente dentro il mio culo, strillo
– Aaaahhh mi fai male
– Zitta troia siamo appena all’inizio – Mi sento piena, al limite, un dolore che arriva al cervello come una scarica elettrica ma allo stesso tempo un malsano piacere, si ferma quando è entrato tutto, ha uno sguardo pieno di lussuria, perverso, mi incute timore. Lentamente esce completamente per poi rientrare sino al limite, continua cosi per diverse volte, aumentando il ritmo e la velocità, ormai non provo più dolore solo un malsano piacere nel sentirlo entrare ormai senza alcuna difficoltà, mi sento posseduta da lui.
– Ah si, aprimi il culo scopami – dico frasi senza senso mentre lui continua a insultarmi e insultare il mio ragazzo, a umiliarmi
– Certo troia ti apro tutto così quel frocietto del tuo ragazzo lo trova già aperto e gli devi dire che ti sei fatta montare da un vero maschio non da una checca come lui – sono completamente in balia del piacere, non riesco a pensare ad altro che venire.

Spezzata dai miei ansimi riesco solo a gridare – La tua troia sta per venire – esattamente come mi ha ordinato di riferirmi a lui.
Giorgio accelera il ritmo della scopata nel mio culo, sino a sentire un liquido entrarmi nel ventre, Giorgio sta venedo copiosamente nel mio culo inondarmi le viscere
– Te lo rompo questo culo da baldracca, ti lascio aperta, sfondata, non ne potrai più fare a meno di aver il culo pieno… Te lo riempio – mentre mi apostrofa con parole oscene sono scossa da spasmi, un orgasmo mai provato prima, diverso dal solito non paragonabile, come ondate continue si infrangono con tutta la loro forza, impossibilitata nel muovermi, vengo anch’io mentre Giorgio finisce di inondarmi il culo della sua sborra.

Lentamente il mio corpo si placa, il mio respiro affannato si calma, Giorgio tira fuori il suo cazzo dal mio culo e una sensazione di vuoto mi attanaglia.
– Come nei film hard che trovo… ti rimane aperto il buco ah ah ah – continua ad umiliarmi Giorgio.
– Ringraziami troia… Tu hai bisogno di essere usata così per sentirti appagata vero… Ci ballerà dentro il tu ragazzo, prima o poi sarà costretto a darti al qualche bull per soddisfare le tue voglie di cazzo ah ah ah
Sono senza energie, incapace di reagire, incredula che quel ragazzino mi abbia portato sino a quel punto, ho la sensazione di essere stata plagiata e questo è ancora più umiliante.
– La tua troia ti ringrazia… Si mi devi usare come la tua serva per farmi sentirmi appagata, Si il tuo cazzo è molto più grosso di quello di Marco e mi hai completamente aperto il culo – gli dico per elogiarlo e fargli sentire la mia rassegnazione a lui.

Con un sorriso diabolico mi dice – Un ultimo regalo che ho visto più volte in internet – ancora costretta nel letto con le gambe oscenamente aperte al suo cospetto sento i due falli che mi riempiono la fica e il culo contemporaneamente, Giorgio li aziona, lo guardo sgranando gli occhi – Ti prego fermati non ce la faccio più – lo prego, Giorgio prende il regalo della mia migliore amica l’Hitachi e lo aziona
– E’ inutile che cerchi di sfuggire non puoi, questo si chiama orgasmo forzato, ti farò venire sino a che non saranno le 20.00, manca poco vediamo quante volte riesci venire
– Noooo – urlo mentre mille scosse elettriche pervadono ogni millimetro del mio corpo, sono così sensibile che vengo di nuovo poco dopo gridando
– Ohh mio Dio un altro… sii godooooo – è un continuo, non riesco a comprendere quando uno finisce ed inizia un’altro diventa un piacere doloroso, mi agito supplicandolo di fermarsi.
Non so quanto tempo è durato, mi rendo conto che si è fermato liberandomi da tutte quelle diavolerie, le mie gambe piombano inanimate.
Un cellulare appare davanti ai miei occhi, vedo la foto di me con lo spinello e lui che la cancella
– Una promessa è una promessa, con questo ti ho dimostrato che un ragazzino può usare la tua stupidità, la tua incapacità, la tua superiorità da provincialotta, farti capire che servi solo a questo che non hai la stoffa per essere una “donna in carriera” perché sei il mio sborratoio sfondato, se volessi ridurrei il tuo cucciolo Marco in uno di quegli uomini che godono a vedere le proprie donne usate e scopate da altri, contenti di essere cornuti e docilmente servire il bull… Si ti ho dato della provincialotta stupida poi cerca cosa significa bull… ti lascio le foto e i filmati che ho fatto così quando vuoi godere di nuovo puoi guardarti o cancellare tutto… ah ah ah
Lo vedo uscire dalla stanza, la porta d’ingresso chiudersi, mi sento sporca, umiliata, piena di vergogna, la stanchezza titanica mi pesa, sono tutta anchilosata, dolorante, conquisto il mio cuscino e crollo.

Autore Pubblicato il: 30 Marzo 2020Categorie: Racconti di Dominazione0 Commenti

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