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Racconti di Dominazione

Goccia dopo goccia per spegnere la sete

By 2 Settembre 2013Dicembre 16th, 2019No Comments

Goccia dopo goccia per spegnere la sete

primo capitolo
L’incontro

Devo ammettere che ilo libro ‘ cinquanta sfumature di grigio’ ha aiutato molto il mondo dell’erotismo torbido, sia in senso di diffusione letteraria, che in quella di liberazione sessuale.
Sembra che improvvisamente tutti si siano accorti del lato oscuro del sesso.
Quello che era un tabù, adesso, &egrave la normalità.
Le donne parlano di frustini e fustigazioni con normalità e tante ne parlano con la curiosità di provare questo mondo laterale del sesso.
Molto più semplice discutere e istigare la propria mente e giocare con quella del partner di turno.
Ho incontrato Terry dietro una lunga conversazione via mail, mi chiedeva di esaudire i suoi sogni, i quali, erano una trasposizione del libro sopra citato: non era la prima e non sarà l’ultima a chiedere di trovare il nesso al proprio erotismo.
Per che a terry si e a altre no?
Una semplice questione di testa, lei si &egrave presentata toccando le corde giuste e intrigandomi concretamente, la testa, &egrave partita per la tangente creando sensazioni e immaginando azioni di conseguenza.
Non sono un master, ma tutto quello che mi eccita, mi coinvolge e non ho mai posto limiti al mio percorso sessuale.
Non mi manca l’esperienza e so leggere tra le righe del cuore, quindi, ho cercato di essere all’altezza di quello che mi veniva richiesto, ho preso la cosa seriamente e ho cercato di ‘ istruirmi’ colmando le mie lacune per essere all’altezza delle aspettative della ragazza.
Terry, &egrave una donna di trent’anni di bell’aspetto con le forme giuste al posto giusto, ne snella ne grassa, postura e occhi languidi, che danno la sensazione di trovarsi tra le mani una persona disposta a sottomettersi.
La domanda lecita che mi passava per la testa, era, ‘basta una foto per capire ‘
Sarò in grado di portare avanti questa nuova esperienza?
L’unico modo per sapere, era provare.
Non fu facile organizzare il primo incontro, non per che lei facesse problemi, anzi, era entusiasta di incominciare questo percorso di vita intima,il problema vero, fu organizzare una stanza con gli accessori giusti e gli spazi congrui.
Torniamo al giorno del primo incontro: lei, era vestita come le avevo chiesto: un vestitino stretto e succinto che le dava un aria di bambina-puttana, un incrocio tra sacro e profano.
Le regole base, erano le solite: deferenza e umiliazione da imparare da subito, per poi entrare nel mondo schiava-padrone con regole connesse.
Avevo trovato le regole da seguire e i comportamenti da punire su internet, molti siti appositi spiegavano come procedere.
La feci entrare, lei teneva il capo chino senza guardarmi in faccia;
Subito dimostrò che aveva letto e si era preparata al suo tentativo di schiava;
– Buongiorno padrone…
Preferisco che mi chiami master!
Le dissi portandola al centro della stanza, dove avevo sistemato un strumento che ricordava molto il cavallo della ginnastica artistica con qualche variazione sul tema, l’avevo visto su un sito specializzato in bondage e mi era subito piaciuto, vedendolo, la mia testa aveva spaziato in pensieri estremi e l’eccitazione, era stata la logica conseguenza.
Avevo comperato anche tutto il necessario per punirla con il dubbio di avere il coraggio di farlo.
La feci appoggiare con le mani al cavallo e cominciai a guardarla per bene, era leggermente sudata sulla fronte, tremava visibilmente;
– Per che tremi?
Ho paura padrone, &egrave la prima volta che affronto dal vero questa situazione.
Alzati la gonna piegati e appoggia il viso sul cavallo.
– Lo fece, con titubanza e paura, ma lo fece
Per la prima volta, avevo la possibilità di guardare il suo sedere.
Solo un filetto di seta nera immerso tra le natiche leggermente abbondanti, nascondeva il niente.
Apprezzai il sedere bianco latte a contrasto con la carnagione abbronzata:
Adesso stendi le mani e allarga bene le gambe.
Fece anche questo.
In quel momento mi sentivo un Dio con tutto quel potere, andai su un tavolo che avevo appoggiato ai bordi della stanza, proprio sotto una finestra, vi avevo steso sopra tutti gli o0ggetti classici in queste situazioni, tra cui, l’immancabile frustino, in realtà, i frustini, erano più di uno, di diverse lunghezze e spessori e anche di diversi materiali.
Decisi di iniziare a punirla con una sbarra sottile di legno simile a un righello,ma, molto più lungo e flessibile.
Tornai dietro di lei e senza preavviso calai il primo colpo sui glutei.
L’urlo di sorpresa e dolore che ne seguì, fu laconico, poi seguirono i lamenti a seguito del secondo e terzo colpo;
Per che mi punisci padrone? Disse a denti stretti;
Ti avevo detto di chiamarmi master, questo, &egrave il motivo di questa prima punizione!
E scese il quarto colpo
Ti fustigherò dieci volte e a ogni colpo dovrai dire ‘ Grazie master per i tuoi insegnamenti!
Si, master
Al quinto colpo, cominciai a fare sul serio, usai più forza, facendola sussultare, le natiche cominciavano a dipingersi di rosso e le lacrime scendevano copiose, ma si ricordò;
Grazie master per i tuoi insegnamenti
il sesto e il settimo la fecero vibrare come un violino, l’ottavo e il nono la fecero urlare, ma si ricordò sempre di dire la frase.
Il decimo fui spietato, usai una forza esagerata, l’urlo che ne seguì, fu seguito dalla frase’ Grazie master per i tuoi insegnamenti e subito dopo, si piegò in ginocchio.
Piangeva a dirotto, ma, aveva superato quella prima prova fisica, le accarezzai i capelli, mi dava ancora la schiena e non si era mai permessa di alzare lo sguardo,scesi a sfiorare i glutei diventati violacei dalle nerbate, poi, palpai la tenera carne facendola sobbalzare, istintivamente strinse i glutei;
– Mi bruciano master…
– Lo so, ma il cammino di una schiava, &egrave ben più duro di questa prova, dovrai sopportare molto di più e quando sbaglierai, sarai punita sempre più severamente, sei ancora in tempo, se vuoi cambiare idea, sei libera di farlo, non farò niente per trattenerti, ma, se deciderai di continuare nel tuo apprendere, sappi, che sarò un master giusto, ma inflessibile, pretenderò molto da te e non avrò pietà, alla fine, il tuo premio, sarà di essere una schiava perfetta, null’altro
Adesso alza gli occhi, guardami e decidi cosa vuoi.-
Alzò lo sguardo, sembrava una bambina persa in quei suoi occhioni blu;
Ho già deciso quando mi sono cambiata per te master, sono venuta per imparare e diventare una schiava perfetta per te, farò tutto quello che mi chiedi.
E abbassò gli occhi.
Andai in un cassetto dove avevo messo unguenti, oli, profumi e oggetti vari, presi un olio rinfrescante e tornai da Terry:
Rimettiti nella posizione di prima e allarga le cosce al massimo.
Lei si alzò a fatica e si rimise con il sedere alto a disposizione dei miei piaceri;
cominciai a massaggiare i glutei rossi per i colpi ricevuti, passando sul perineo, vidi che era bagnata, passai la mano sul suo bocciolo, poggiai le dita sulle calda labbra e ebbi la certezza del suo piacere; a quel contatto, terry emise un gemito languido.
Avevo trovato la donna che cercavo, lei, forse, aveva trovato il master che sognava.
Il tempo avrebbe reso giustizia alla verità.
La massaggiai per dieci minuti, il rossore sui glutei, si era alleggerito, abbassai la gonna che copriva a malapena la parte ferita;
-Adesso vai a casa. Non ti lavare e non ti toccare, domani, ti voglio qui per le tre del pomeriggio, voglio sentire l’odore del sesso che hai addosso, poi, deciderò cosa fare!-
Lei, si rialzò e si avviò verso la porta, camminava a gambe larghe e l’equilibrio era insicuro, teneva sempre lo sguardo basso in segno di sottomissione;
Grazie master, a domani
Chiuse la porta dietro di se e io, mi buttai svuotato sul divano e con i pensieri mi persi pensando a cosa avrei voluto da lei il giorno dopo

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Essendo un racconto su argomenti da me poco trattati, accetto consigli e suggerimenti da chi più esperto nel rapporto Padrone-schiava.
Chi volesse interferire, &egrave pregato di scrivere a fantasypervoi@libero.it

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