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I peccati di Ilaria, terza parte

By 7 Gennaio 2026No Comments

Mio marito ha la faccia fra le mie cosce.

“Mmhh, sì, così! bravo cagnolino, lecca, lecca bene, leccami la figa, lecca via tutta la sborra, mmhhh…”

Spingo il pube sulla sua faccia, lo tengo fermo per i capelli, non si può muovere, e lui lecca, la sua lingua nella mia micetta, dove Andrea aveva riversato il suo solito litro di sperma. Mio marito è un impotente, ma per fortuna almeno con la lingua se la cava, ci mette tanta voglia, gli piace davvero leccarmela. E a modo suo mi fa godere, sento arrivare un orgasmo profondo, “ooohhh…”

Lo tengo ancora lì, la sua faccia fra le mie cosce, per qualche secondo, sotto il mio controllo.
Poi mi stacco, guardandolo, continuando a tenerlo per i capelli. Luii alza lo sguardo, il suo volto bagnato dei miei umori, della sua saliva, e dello sperma di Andrea.

“Ora occupati di Bruto. Lo sai com’è il nostro cagnolone, si eccita molto quando mi annusa fra le cosce, dopo che ho fatto sesso. Su, anche lui ha diritto di godere.”

“Cosa devo fare?”

“Dagli una mano, no? Masturbato, fallo venire!”

Bruto è eccitato, sbatte la coda per terra.

Io mi ricompongo e torno a sedermi sul seggiolino, ed intanto guardo quei due che si danno piacere, la mano di mio marito attorno al cazzo duro di Brutto, che bello spettacolo!

Mentre li osservo penso ad un altro cazzo, quello di Andrea, il nostro vicino. Ve lo voglio descrivere, perché è davvero bello, e ormai lo conosco alla perfezione. È lungo 20 centimetri, pieno di venature che sembrano pulsare quando il cazzo è in erezione. La cosa più bella è la cappella, così definita, e così più larga dell’asta, già di dimensione notevole. È come un uncino, rimango ipnotizzata quando lo guardo, mentre Andrea si scappella lentamente, e fa emergere quel glande impressionante in tutto il suo splendore. Averlo dentro, in figa, nel culetto, dà una sensazione unica, quando scivola lungo le pareti, ogni donna dovrebbe provarlo, è un altro mondo, rispetto ai cazzi comuni… davvero ragazze, non sapete cosa vi perdete.

Ho conosciuto Andrea appena si è trasferito nel nostro palazzo, è venuto a vivere proprio nell’appartamento di fronte al nostro. Dal nostro primo incontro ho capito subito che sarebbe stato un buon vicino, solo non sapevo ancora quanto. Quel giorno ci presentammo, e rimanemmo a chiacchierare per diversi minuti. Lui è molto loquace, ti mette a tuo agio, mi chiedeva di me, del palazzo, del quartiere… e notavo che fra una chiacchiera e l’altra faceva cadere lo sguardo sulla mia scollatura… a quello ci sono abituata, ho un seno abbondante, e d’estate vesto davvero leggera, senza reggiseno, gli uomini non resistono e finiscono sempre per guardarmi le tette.
Ma confesso che anch’io ho quel vizietto… qualche giorno dopo il nostro primo incontro ci siamo di nuovo incrociati sul pianerottolo. Lui era appena rientrato da una corsetta, indossava dei pantaloncini piuttosto attillati, ed il mio sguardo cadde lì… forse stimolato dalla corsa, magari dallo sfregamento sul tessuto, ma si notava chiaramente un bel rigonfiamento, dentro quei pantaloncini. Lui si accorse sicuramente della mia occhiata, perché quando ripresi il contatto con gli occhi lui mi sorrideva, ma non fece commenti… a quegli approcci iniziali seguirono incontri in cui il nostro reciproco interesse divenne sempre più esplicito: qualche doppio senso, il contatto fisico, io che mi appoggio a lui in ascensore, facendogli sentire il mio seno, lui che un paio di volte si sistema i pantaloni, in modo per nulla indiscreto.

La nostra prima volta è stata proprio qua, a casa mia, su questa poltrona. Io l’ho inviato a prendere un caffè, dopo esserci incrociati per l’ennesima volta sulle scale. Lui ha accettato subito, ci siamo seduti sugli sgabelli, sorseggiando il caffè, scambiando due chiacchiere, io l’ho provocato, facendo risalire la gonna praticamente fino all’inguine, accavallando le gambe,.muovendo il piedino, calzando i miei begli zoccoli estivi, col tacco alto…

Quando Andrea mi ha messo una mano sulla coscia io non l’ho spostata, né l’ho fermato quando l’ha fatta risalire lungo il fianco. Mi ha baciata, ed in un attimo siamo finiti sulla poltrona, lui mi ha alzato la gonnellina, e calato le mutandine. Ha sorriso, alla mia espressione sorpresa, quando si è sfilato il cazzo, ed io per la prima volta ho potuto ammirare quel suo splendido membro, la cappella maestosa. Non ha perso tempo, aveva voglia, in seguito mi disse che era da quando si era trasferito nel nostro palazzo che non scopava, praticamente un mese… ed anch’io ormai con mio marito non lo facevo già più, ad Oscar non gli tirava mai, o accampava qualche scusa…

Sentire il cazzo di Andrea dentro di me fu il paradiso, non avevo mai provato nulla di simile, ero eccitatissima. Era la prima volta che tradivo mio marito, vedete, la prima di una lunga serie, Andrea fu il mio primo amante… ed io lo volevo, molto, era da settimane che pensavo a lui di continuo.

Raggiunsi presto l’orgasmo, a cui ne seguirono altri due, non potevo crederci, non avevo mai goduto così tanto…

Poi finalmente venne anche Andrea. Si sfilò dalla mia fighetta, punto’ il cazzo sul mio seno, e ricordo che emisi un grido, quando cominciò a spruzzare… quando viene mio marito fa due goccioline, ed Andrea invece… è un idrante, fa tanta di quella sborra, in schizzi violenti, che sembra non finiscano mai… mi sentii colpire il mento, poi lunghe schizzate in faccia, altre a ricoprire il seno, così tanto sperma, ero un disastro, ero un lago di sborra! Presi a ridere, per la sorpresa, non avevo mai visto nulla del genere, non sapevo che un uomo potesse produrre così tanto sperma. Andrea quasi si scuso’, quella volta, mi passò dei fazzolettini per ripulirmi, ma io lo tranquillizzai subito, dicendogli che era stato stupendo, che non avevo mai goduto così tanto e che semplicemente non mi aspettavo così tanto sperma… era la verità… ma mi abituai presto, a tutta quella sborra calda e buona di Andrea, al suo meraviglioso uccello… Andrea mi ha insegnato tutto, del sesso, ve ne parlerò un’altra volta…

Ma ora ecco che mio marito ha finito con Bruto, l’ha fatto schizzare, ecco la broda densa che gli cola in mano, che schifo che fanno!

“Bravo Oscar, ce l’hai fatta, l’hai fatto sborrare! Ora leccati via lo sperma di Bruto dalla mano, e puliscigli il cazzo, che gli sta ancora colando e ci sporca il pavimento. Si, con la lingua, vai giù bene a succhiargli via le ultime gocce, così, da bravo, succhiarglielo per bene, bravi i miei due cagnolini, succhia caro, succhia, fino all’ultima goccia.”

“Arf, arf!”

Ecco, ora anche il mio Bruto è contento

(Continua)

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