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IL NUOVO LAVORO

Ciao a tutti sono Eva, dopo essere stata licenziata dal bar dove lavoravo, dopo che mi hanno scopata tutti, sono riuscita a trovare lavoro in una pompa di benzina molto grande gestita da un uomo sulla cinquantina, solo che io sono l’unica dipendente italiana perché ha altri otto dipendenti tutti marocchini, e pachistani.
Lavoravo la ormai da tre settimane e il titolare mi aveva raccomandato di andare sempre vestita in modo serio, quindi io andavo in tallieur, e con i capelli raccolti a coda, io facevo gli interessi de titolare e spesso e volentieri quando vedevo i ragazzi che cazzeggiavano li cazziavo sempre, anche perché spesso mi trovavo sola perché il titolare era sempre in giro, io lavoravo dietro il bancone alla cassa ed ero sempre molto elegante e seria, non mi andava di fare la stessa fine del bar e del call center, dalla quale mi avevano mandata via dopo che mi avevano scopata e trattata come una cagna, volevo cambiare e darmi un immagine nuova.
Mi rendevo conto che quando cazziavo qualcuno borbottavano incazzati nella loro lingua, anche perché poi lo dicevo al titolare e lui gli faceva il cazziatone.
Un giorno il titolare mi ha detto se me la sentivo di rimanere sola un finesettimana che la benzina era di turno e io ho detto di si che non avevo problemi, lui &egrave partito e io ho iniziato dal venerdì, mi presento alla benzina la mattina e come sempre vestita con giacca e pantaloni e i capelli raccolti a coda, gli uomini erano tutti e otto li che mi aspettavano, come ogni giorno l’attività &egrave iniziata e come al solito non mi sono risparmiata a riprenderli e a cazziarli e notavo che mi odiavano ormai, li cazziavo e loro parlavano nella loro lingua incazzati e poi ridevano, chissà cosa dicevano, verso l’ora di pranzo quando quasi la metà del personale era in pausa per mangiare, io ero nell’ufficio dove vendiamo gli accessori e stavo mangiando un tramezzino, quando vedo arrivare un motorino con un marocchino sopra e vedo che si ferma a parlare con uno dei dipendenti, aveva un viso conosciuto ma non ci ho fatto caso, poi &egrave entrato insieme ad un dipendente cercando delle spazzole dei tergicristalli, io gli ho indicato lo scaffale ma quando &egrave venuto alla cassa a pagare lui mi ha congelata dicendomi:
– ma tu sei troia di internet point!-
io sono diventata tutta rossa, mi sono bloccata, non sapevo che dire, la nuova immagine che volevo rifarmi era crollata perché mentre io ero immobile e cercavo di negare la conoscenza lui parlava col dipendente che era suo amico, e parlava nella sua lingua, poi si gira verso di me e mi dice:
– si tu sei la puttana che gli piace essere trattata come cagna-
si gira verso l’amico e questa volta in italiano gli dice che mi hanno inculata e mi piaceva essere sottomessa, io cerco di negare ma mi trema la voce allora il dipendente con cattiveria mi dice:
– non solo mi stai sul cazzo che sei donna e mi comandi, ma comandato da puttana no-.
L’amico mi dice:
– lo sapevo che eri tu dai fammi divertire ancora-
io ho risposto:
– vi prego non dite niente se lo sa il capo mi licenzia-,
allora il dipendente mi ha risposto:
-tu preghi? Tu accusi sempre noi e adesso che vuoi?-
Ha girato il bancone e mi ha presa dal codino e mi ha detto:
– vuoi sottomessa? Adesso ci penso io-
e mi ha data una sonora pacca sul sedere dicendomi:
– adesso se non vuoi che io dico a capo fai tutto quello che dico puttana-
Io avevo paura di perdere il lavoro, ma nello stesso tempo la mia natura troia mi stava facendo bagnare le mutandine, mi hanno stretta e uno davanti e uno dietro, mentre uno mi metteva la mano tra le gambe ma sopra i pantaloni, l’altro mi tirava dal codino e mi leccava una guancia graffiandomi con la barba dura che aveva, ma mi ero dimenticata che la ci sono le telecamere a circuito interni, poi mi hanno portata dietro gli scaffali, uno &egrave andato a chiudere la porta a chiave e ha detto ad un altro di dire che la benzina era chiusa e di non fare avvicinare nessuno, e che poi gli diceva il motivo.
Mi hanno portata dietro gli scaffali e mi hanno detto:
– vediamo cosa fai per non farmi dire niente a capo?-
mi hanno inginocchiata a terra e si sono tirati i cazzi fuori, che puzza che mandavano, non mi hanno detto niente ma io ho capito e li ho presi uno in bocca e uno in mano e li succhiavo alternandomi mentre colavo nelle mutande come una puttana, avevano dei bei pezzi di cazzo, uno già lo conoscevo, mi aveva profanata l’estate scorsa, allora l’altro mi ha presa dal codino spingendomi la testa e io ansimavo e mi colavano dalla bocca rivoli di saliva, intanto con l’altra mano mi dava degli schiaffi in faccia insultandomi e chiamandomi puttana, troia e cagna schifosa, dopo poco l’amico mi ha sborrato in bocca, e in seguito anche lui mi ha sborrata in bocca tenendomi la testa ferma sul cazzo e mi diceva:
– ingoia tutto troia, che dopo lavoro ci divertiamo-
l’altro mi sbatteva il cazzo sulla guancia e poi mi hanno fatta rialzare, io avevo colato tanto da bagnare il cavallo dei pantaloni.
Arrivata l’ora di chiusura, e gli uomini erano tutti andati a cambiarsi in officina, io intanto ho spento le luci della benzina e sono andata in officina a chiudere ma li ho trovati tutti e otto li ad aspettarmi, io ho detto:
– che succede, non andate via?-
allora quello a cui avevo succhiato il cazzo mi ha detto che avevano meglio da fare e che dovevo ripagare anche gli altri da tutte le accuse che gli avevo fatto, mi hanno circondata e una mano da dietro mi ha sciolta la coda, mentre un altro mi ha strappata i bottoni della giacca, poi me l’ha tolta, mentre un altro mi ha abbassata la cerniera dei pantaloni, e mi stringevano tra di loro, mentre uno stava chiudendo la porta a chiave e altri cinque si erano tolti i vestiti rimanendo con questi cazzi enormi a guardarmi, allora io ho detto:
– no ti prego tutti insieme no-,
e lui ha risposto:
– sei nostra puttana adesso e fai tutto troia, e mi ha dato un ceffone sul viso, mi hanno tolto il body che avevo sotto la giacca e mi hanno messa a terra e mentre tre di loro mi circondavano con i loro cazzi e io li succhiavo, altri mi stavano togliendo le scarpe e mi stavano sfilando i pantaloni, due mi mordevano i capezzoli, e altri due mi tenevano le gambe aperte leccandomi i piedi e mordendomi le gambe, mentre quello di oggi mi aveva tirato le mutande dicendo a tutti che ero bagnata, gli altri mi insultavano, ridevano e parlavano nella loro lingua, mentre quello che aveva la mia fica in primo piano mi ha detto:
– oggi paghi per tutto quello che ci hai fatto puttana-
E mi ha messo due dita nella fica, io ho cercato di chiudere le gambe ma non riuscivo, mi uscivano le lacrime ma succhiavo i cazzi come una puttana, poi mi ha allargata la fica con le dita e ha iniziato a leccarmela graffiandomela con la barba e mordendomi il clito, la mi sono bagnata, avevo la fica rossa e infiammata per quella barba e non ho capito più niente e ho iniziato a dire:
-si dai fottimi come una cagna mi piace essere una puttana dai fatemi male sfondatemi-
Lui non si &egrave fatto pregare e mi ha presa a schiaffi sul sedere mentre mi leccava e ha bevuto la mia colata, io ero tutta rossa dalla goduria e li incitavo, dicevo di scoparmi di sfondarmi la fica, di rompermi il culo, e lui ha risposto:
– domani non ti alzi dal letto per i dolori puttana ti rompiamo anche tuo culo di merda puttana tu sei cagna figlia di cagna-, e ha iniziato a fottermi, io godevo e l’incitavo e loro si davano il cambio, sfondandomi e allargandomi la fica.
Quando tutti avevano girato nella mia fica mi hanno fatta mettere a quattro zampe e lui che era il capo degli otto ha fatto spostare tutti da me e mi ha detto:
– cammina come cagna e leccami i piedi schiava bianca, io tuo padrone-
mentre leccavo i suoi piedi di colpo mi hanno buttato un calcio nella fica che mi ha fatta cadere, ho provato molto dolore, e mentre mi tenevo la fica con le mani, mi hanno alzata e poggiata a una macchina e con un pezzo di pompa mi hanno frustata sul sedere, io piangevo ma godevo, avevo la matita agli occhi che mi aveva fatto le guance nere per come mi si stava sciogliendo, ma mi piaceva, allora un altro col pizzetto ha preso a leccare la mia fica che colava e poi con le dita mi torturavano la fica, poi mi hanno fatta sedere su un cazzo e io dicevo:
– si fottetemi dai vi prego rompetemi_
si &egrave incazzato uno e ha detto vuoi rotta? E mi ha forzato il sedere e mi ha inculata, da la si &egrave susseguito un incula mento a catena, mi anno aperta il culo come non mai ho trovato a toccarmelo e mi entravano tre dita comode, e mentre mi inculavano mi usciva una crema salmastra dal sedere che provocava un rumore osceno mentre mi inculavano, era marronastra e mi colava sulle cosce, mentre dalla fica mi usciva una cremina bianca, io volevo essere rotta a sangue e glielo chiedevo, poi mi hanno alzata e mi hanno poggiata al cofano della macchina e mi hanno scopato la fica a turno venendomi dentro almeno in quattro, mentre gli altri restanti, mi hanno presa dai capelli, messa in ginocchio in mezzo e mi hanno riempita la faccia e i capelli di sborra, non ho mai goduto tanto.
Poi prima di andare via il loro capo mi ha detto:
– abbiamo solo iniziato, domani vieni vestita da puttana, gonna corta e stivali senza collant puttana e una maglietta sopra capito puttana?-
e io:
– si si faccio tutto sono la vostra troia comandate voi-
– vedi che hai capito troia fai tutto quello che vogliamo che ti facciamo godere e ti facciamo prendere tanti cazzi e se fai brava ti mettiamo anche incinta-, e con una pedata mi ha buttata a terra nella pozza di lerciume che si era formata.

Ciao sono la vostra porcella Eva ho sempre voglia di cazzo dai commentate come porci e trattatemi da cagna, umiliatemi come meglio credete non preoccupatevi tanto non mi offendo mi piace fare la troia la mia mail &egrave eva1980.e@libero.it vi aspetto con la fichetta aperta ciao.
CAPITOLO 2

Sono tornata a casa che puzzavo tutta lurida ma appagata, e il giorno dopo ho fatto come mi avevano detto, capelli sciolti, maglietta a maniche lunghe, stivali e minigonna senza collant, apro la benzina come al solito e il loro capo ormai non mi considerava più come la responsabile, ormai erano loro i miei capi, io non contavo più niente ero solo una puttana come tante, tanto che non mi ascoltavano, si facevano i cazzi loro, si allontanavano dal posto di lavoro in modo ingiustificato e se li richiamavo ridevano e non mi cagavano, allora stufa, mi sono incazzata e li ho sgridati,ma il loro capo banda con un ghigno senza scomporsi troppo ha iniziato a camminare dirigendosi verso di me, in ufficio, ha sbattuto la porta dietro le sue spalle e mi ha raggiunta al bancone, mi ha dato una sberla e con tono forte mi ha detto:
– che hai puttana? Devo dire al padrone che ti fai fottere come una cagna in officina? O dietro il dancone?-
e io:
– No ti prego, &egrave solo che voi non mi ascoltate se vi richiamo-
Lui:
– io non ascolto le puttane, me le scopo brutta troia hai capito? Tu non comandi un cazzo, tu succhi solo i cazzi cagna, e adesso vieni qua-
mi ha presa da un braccio e mi ha portata fuori, mi ha condott alle pompe di benzina e mi ha detto:
– oggi lavori qua puttana, al posto mio capito?
Io non sapevo che dire ero sudata dal nervoso, dalla paura della situazione che mi era sfuggita di mano e adesso rischiavo di perdere il lavoro per la mia troiaggine, sono rimasta la a mettere benzina fino l’ora di pranzo, avevo la pelle d’oca per il freschetto che faceva, non avevo i collant, poi quando siamo andati in pausa mi sono diretta in ufficio e ho controllato la cassa, e ho visto che mancavano 500 euro, allora subito mi sono rivolta a quell’uomo ignobile chiedendo spiegazioni, e lui mi ha risposto:
– vuoi sapere puttana? Io sono il tuo padrone e prendo quello che voglio adesso se rivuoi i soldi devi guadagnarli e hai tre giorni prima che torna il padrone quindi non fare la schizzinosa e lavora puttana, se lavorerai bene fra tre giorni ti ridiamo i soldi capito cagna? Io lo supplicai non sapevo cosa fare, poi nel primo pomeriggio venne un rappresentante che conoscevo, mi salutò e mi fece i soliti complimenti, sapevo che aveva un debole per me, allora gli chiesi un favore, e gli dissi che avevo bisogno di certi soldi perché ero nei guai e lui mi rispose che non c’erano problemi, che poteva aiutarmi e poi mi disse:
– eva io posso aiutarti ma anche tu potresti aiutare me, sai io do una cosa a te e tu devi dare una cosa a me-
io gli ho detto:
– e come posso aiutarti? Cosa posso fare per te?-
lui abbassò la lampo dei pantaloni e tolse il cazzo fuori, e poi mi ha detto:
– dai troia inginocchiati, devi guadagnarteli questi soldi-
io mi sono inginocchiata e mi sono trovata il suo cazzo davanti il viso, l’ho preso in mano e l’ho portato in bocca, lui con foga mi ha tolta la mano e mi ha messa una mano dietro la testa e ha iniziato a spingere il suo cazzo in bocca,e mi diceva:
– dai troia tutto dentro dai che sai fare di meglio con sta faccia da puttana che hai.-
io lo prendevo tutto e respiravo a fatica, e mi colava la saliva dalla bocca imbrattandomi il mento e sporcandomi la maglietta, allora lui mi ha alzata da terra, mi ha messa pancia al bancone, mi ha sollevata la mini e mi ha tirato giù il perizoma e dopo avermi dato una pacca sul sedere mi ha messo dentro due dita, nella fica, e con poca delicatezza mi ha slabbrata un po, constatando che ero fradicia, stavo pure sudando per l’eccitazione e lui mi ha annusata dal collo alle ascelle e mi da detto mentre ancora mi sditalinava:
– che profumo che hai puttana anche sudata ti profumano le ascelle cagna.-
ha tolto le dita dalla fica e mi ha dato uno schiaffo sulla fica e poi di colpo mi ha penetrata, il suo cazzo era a cuneo e mi riempiva, io godevo e gli dicevo:
– si’ancora dai sfondami, sono una puttana dai aprimi la fica.-
e lui mi ha presa dai capelli e mi ha scopata con più forza, mi ha morso l’orecchio e mi ha detto:
– finalmente eva volevo fotterti dal primo giorno sei una vera puttana hai la fica larga come una vacca, ti piace puttana ah’ti piace? Dimmelo che ti piace troia’dimmelo che sei la mia puttana dai’-
E mi riempiva il sedere di schiaffi e io in un orgsmo violento glio ho gridato:
– si si sono la tua puttana aprimi si’-
E dalla fica mi &egrave partito un getto che mi &egrave colato fino a dentro gli stivali, mentre lui ha fatto in tempo a uscirmi da dentro e a sborrarmi sulle cosce, poi ho sentito una cosa che mi entrava nella fica, erani i soldi, subito mi sono affrettata a tirarli dalla fica ma sorpresa, erano solo 30 euro e io mi sono incazzata e gli ho detto:
– ti ho detto che mi servivano 500 euro stronzo-
Lui si incazò a sua volta, e venuto verso di me, mi ha presa dai capelli emi ha tirata giù fino al pavimento e mi ha strusciata col muso su delle gocce di sperma e mi ha gridato:
-sei solo una lurida puttana come ti permetti a dirmi questo, io do 30 euro alle puttane come te non hai la fica d’oro cagna schifosa e mi ha dato un ceffone e mi ha lasciata la a piangere, intanto la telecamera a circuito interno aveva ripreso anche questa mia avventura, poi prima di andare via mi ha detto:
non piangere tanto a 30 euro a cazzo te ne bastano venti per il tuo debito troia, io ero la a terra piangevo ma ancora colavo, mi piaceva essere trattata cosi da puttana e finalmente ero trattata da tale, umiliata e sottomessa e mancavano ancora tre giorni per recuperare la cifra.

P.s. se volete umiliarmi pure voi non esitate io sono la puttana di tutti trattatemi da cagna e dedicatemi dei racconti vi prego la mia mail &egrave eva1980.e@libero.it trattatemi da puttana dai fatemi godere ciao ciao.
Capitolo 3

Il giorno dopo ho telefonato a un mio amico dicendogli che avevo bisogno di un prestito, lui mi ha chiesto di quanto e quando io gli ho detto la cifra ha temporeggiato un po, poi mi ha detto che lui non li aveva ma un amico suo si, e mi ha organizzato un appuntamento a casa sua, il mio amico si chiamava matteo e l’altro tizio nicola, la sera mi sono presentata con camicia giacca minigonna e sandali col tacco, ben truccata e convinta di risolvere il problema.
Quando entro, matteo mi presenta il suo amico che era appena arrivato, mi ha fatta accomodare e ha servito dei super alcolici, in principio mi vergognavo a chiedere quello che mi serviva, ma dopo il terzo drink ho iniziato a sentire caldo e ho tolto la giacca, allora matteo ha detto a nicola cosa mi serviva, io mi sono fatta rossa, e nicola ha iniziato a storcere il muso, mi ha detto,
‘beh 500 euro non sono spicci, non ti conosco bene, che garanzie mi dai?’
Io ho risposto
‘al momento posso dirti che lavoro in quella benzina quindi appena mi pagano posso rimborsarti’,
intanto matteo si era seduto al mio fianco e io ero in mezzo ai due, ho preso il quarto bicchiere e mentre bevevo nicola mi ha detto
‘queste sono poche come garanzie, sei una bella ragazza, non hai altro?’
e mi ha messa una mano sulla coscia, io non ho detto niente, poi ho visto che insisteva e intrufolava la mano e l’ho respinto, allora lui mi ha detto
‘ti servono sti soldi? Con quello che mi hai detto non basta come garanzia serve altro,’
e mi ha affondato la mano tra le gambe arrivando alle mutandine,mentre matteo mi mordeva il lobo dell’orecchio, io ho avuto di nuovo la forza di respingerlo, ma matteo mi stava facendo colare, e mi ha detto
‘e dai eva ti servono sti soldi, lui può darteli’
e nicola ha re intrufolato la mano, mentre matteo mi aprica l’altra amba e io non ho opposto resistenza e ho fatto quello che voleva, nicola, ha messo le mani, ha spostato il perizoma e si &egrave intrufolato con due dita nella mia fica, e matteo con la mano mi massaggiava il clitoride, io ero in estasi, non capivo niente, poi mentre matteo mi toglieva la camicia, nicola mi aveva alzata la gonna e mi stava leccando la fica, mi ha morsa le labbra e poi mi ha succhiato il clitoride,la ho ansimato forte ad alta voce ahhhhhhhh’ matteo intanto mi ha detto
‘dai troia guadagnali sti soldi te la sei tirata e sei una vacca’
Allora nicola subito ha tolto fuori il cazzo e mi ha infilzata, e mentre mi scopava diceva
‘che troia, si puttana quanti soldi mi faresti fare’
poi si &egrave rivolto a matteo e gli ha detto
‘&egrave la madre di questa che fa la puttana?’
e matteo gli ha risposto
‘Si’
e nicola
‘allora &egrave di famiglia siete due vacche, cagna’
e mi ha sputata in faccia, poi ha detto
‘chissà sul marciapiede quani soldi tirate su tu e quella scrofa di tua madre, tale madre tale figlia’, poi si sono dati il cambio, matteo a preso a scoparmi e nicola mi ha messo il cazzo in bocca, e mi ha detto
‘fammi vedere e sei brava pure a succhiare cazzi troia’
mentre matteo prima mi ha sputato nella fica e poi ha preso a fottermi con foga,
‘lo sapevo che eri puttana come tua madre e non me l’hai mai data troia hai la fica aperta’
e mi ha dato uno schiaffo sulla coscia, poi mi hanno fatta mettere a pecora col petto sul sedile del divano, mentre nicola &egrave andato dietro di me, e dopo avermi sputato sul sedere mi ha penetrata, io stavo sudando sentivo l’odore del mio corpo, ero tutta nuda e stavo facendo la puttana per soldi, mentre uno sconosciuto mi inculava e un mio amico che mi aveva sempre desiderata mi stava mettendo il cazzo in bocca, nicola mi ha presa dai miei capelli sudati, si sentivano odori di fica aperta, di cazzi, dei corpi, io ansimavo ero una vacca, mi fotteva tirandomi dai capelli e io per non sentire dolore alzavo la testa e lo assecondavo, mentre matteo mi penetrava la bocca e volte mi tappava il naso facendomi colare dalla bocca tanta saliva, il trucco sciolto,la matita sulle guance, poi matteo ha dato il cambio a nicola e si &egrave preso anche lui una porzione del mio sedere, mi inculava e avvolte toglieva fuori e mi allargava le natiche con le mani e commentava
‘che rotta in culo che sei eva’
e continuava, poi l’ho sentito ingrossarsi dentro di me e ho sentito lo spruzzo nel mio sedere, mentre nicola mi ha messo davanti al muso il cazzo con tutto il dietro della cappella sporco e mi ha detto ‘puliscimi dalla tua meda vacca’
e mi ha messa il cazzo in bocca, mentre matteo ancora non usciva dal mio sedere era ancora dentro, ad un tratto ho sentito un getto caldo e mi sono messa a gridare e ho detto
‘no matteo ti prego questo no’
e mi ha pisciata nel culo ridendo con nicola che vedendo quella scena mi ha schizzata in faccia, dicendomi
‘si puttana goo si, farete le puttane per me tu e quella vacca di tua madre troie, siete due cagne bastarde puttanaaaa!’,
poi matteo &egrave uscito e mi &egrave colato dal sedere il suo piscio con lo sperma, ero ridotta una merda, tutt sporca in viso di sperma e puzzolente, nicola ha detto a matteo,
‘apri il culo a sta vacca’
matteo l’ha allargato e nicola ha messo dei soldi arrotolati, li ho tirati ed erano solo 200 euro, non ho avuto neanche la forza di ribattere, ma lui che aveva capito mi ha dtto
‘che c’&egrave puttana non ti bastano? Ho olo questi, o pensi che il tuo culo vale di più?’
e io gli ho risposto,
‘ma mi avevate detto 500 euro?’
e lui mi ha risposto
‘vieni a fare la puttana con tua madre per me che ti fccio arrivare a 500 euro’
si &egrave girato verso matteo e gli ha detto ‘secondo te li vale 500 euro sta cagna bastarda? E matteo ha risposto
‘forse con quella vacca di sua madre tutte e due si’
allora nicola ha detto
‘forse cosi li vali’,
mi ha girata pancia sotto ero a terra stesa, si &egrave inginocchiato sulla mia testa e mi ha pisciato in testa bagnandomi del suo piscio i capelli e ridevano dicendo
‘si cosi adesso li vali cagna’
e mi ha schiacciata il muso nel suo piscio a terra, poi matteo mi ha detto
‘raccogli i yuoi stracci e sparisci scrofa’.

P.s.- allora vi &egrave piaciuto quello che ho dovuto fare? Scrivetemi a eva1980.e@libero.it ciao ciao.

Autore Pubblicato il: 19 Febbraio 2008Categorie: Racconti di Dominazione0 Commenti

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