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La coppia sottomessa – Padroncina Lola

By 27 Marzo 2026No Comments

Mentre mia moglie era impegnata al cinema porno io passai la giornata a casa in compagnia della zingara Zora e di sua figlia. Cucinai per loro e pranzammo insieme, poi le due donne tornarono a prendere il sole in giardino in perizoma, mentre io mi tenevo occupato con banali faccende domestiche. Nel tardo pomeriggio Lola si alzò per prendere un caffè, mettendo in mostra un seno davvero voluminoso e fra le cosce una sottile strisciolina di pelo nero che il perizoma troppo ridotto riusciva a coprire solo in parte. Preso il caffè Lola mi avviso’ che era ora di andare a riprendere mia moglie. Si vesti’ per uscire con una minigonna ed un top troppo corto, che non tratteneva dal tutto il suo seno, che rimaneva in parte visibile dal sotto. Durante il tragitto in macchina non disse una parola, come se io fossi solo l’autista. Si levò i sandali, piegando le gambe sul sedile, e guardava fuori. Io appena potevo buttavo l’occhio sul suo seno, cercando di non farmi notare.

Quando arrivammo al cinema scesi per andare a prelevare mia moglie, nel frattempo Lola si spostò sul sedile posteriore. Mi aprì il marocchino, che mi fece entrare e mi disse di attendere, che Vito mi avrebbe riconsegnato mia moglie a momenti.
Li vidi apparire dalle scale, Vito che precedeva mia moglie, truccata visibilmente, tutta in tiro, con una gonna che si apriva lateralmente. Vito me la consegnò dicendomi che era stata molto apprezzata da tutti, era un’ottima cassiera, e sperava di riaverla presto al suo servizio. Io stupidamente lo ringraziai, come se fosse stato lui a farmi un favore. Laura mi abbraccio’ e mi diede un bacio sulla guancia, ed uscimmo

In macchina presentai Lola a mia moglie. Laura rimase un po’ stupita ma subito Lola chiari’, “Sono la figlia di Zora, lo sai cosa significa, vero?”
Mia moglie le rispose prontamente, “Si, lo so, Signorina”
“Bene, oltre che troia vedo che sei anche sveglia, ora andiamo, muoviti!”

Partii, e presto giungemmo alla clinica dalla dottoressa. Entrarono solo loro, io restai ad attendere in auto. Ci misero una mezz’ora ma non mi dissero nulla quando risalirono in macchina, e così guidai fino a casa in silenzio.

Zora ci attendeva in giardino, volle subito essere informata da Lola sull’esito della visita. A detta di Lola la ginecologa aveva fatto una visita ben approfondita, le pareti della fica e del culo di mia moglie erano a posto, elastiche. La dottoressa aveva notato come il buchino le si aprisse molto facilmente, sensibile allo stimolo, non avrebbe avuto problemi a prendere anche grossi calibri. Era stato suggerito un cambio di ormoni, passando ad un tipo naturale che l’avrebbe lasciata eccitata a lungo. Laura prese subito la prima dose davanti alla Padrona, ma per tutta risposta Zora le sferrò un ceffone.

“Padrona, perché mi ha colpito?”

“Ti sei dimenticata come ti devi presentare davanti a me?”

Lola rideva, divertita dal modo in cui la madre trattava mia moglie. Laura fece un passo indietro chiedendo perdono, slacciò diversi bottoni del top lasciando il seno fuori, in mostra.

“Che sia l’ultima volta o inizio a farti girare per il paese completamente nuda.”

Lola intervenne con un suggerimento, “Mamma, perché non me la lasci per una giornata, la troia, così le insegno per bene l’obbedienza?”

“Si, cara, buona idea, perché non te la prendi subito, ‘sta puttana?”

Lola guardò perversamente mia moglie, le si avvicinò slacciandole la gonnellina. Sotto non aveva intimo, la figa venne subito esposta.

“Mamma, ma la sua fica fa veramente schifo, è tutta sporgente!”

“È la cura ormonale, e tutti i cazzi che sta prendendo, bisogna farle lavorare quella fica.”

Lola si prese Laura, portandola in camera. Si ripresentarono entrambe truccate e poco vestite, e se ne uscirono senza far sapere dove andassero.

Io rimasi solo in casa con Zora, che se ne andò in doccia, dicendomi di muovermi a preparare la cena, così mi misi al lavoro in cucina. Zora resto’ sotto l’acqua a lungo, quando finalmente riapparve in sala era in pareo. Lo teneva allacciato sotto al seno, aperto sul davanti con le tette cadenti che penzolavano e la peluria grigia della fica in bella vista. Uscì in giardino sedendosi sulla poltroncina e mi chiamò fuori.
Teneva le gambe incrociate, quando le porsi l’aperitivo le spalancò platealmente e mi disse,

“Dammi un bacio nella fica.”

Mi inginocchiai, avevo di fronte la fica ricoperta di peli con due grosse labbra raggrinzite, mi abbassai baciandola più volte, chiedendo se andava bene. Mi rispose di sì, ma che mi voleva completamente nudo, di andarmi a lavare, facendomi anche una doccia anale. Mi rialzai per andare ad eseguire il suo ordine.

Ritornai da lei tutto nudo e profumato ma si limitò a farmi preparare la tavola. Mi raggiunse in sala, mi guardava, poi mi bloccò, chiedendomi, “ti piace?” Io le risposi ingenuamente, “che cosa?”, facendola arrabbiare.

“Ma sei proprio un coglione, non capisci mai un cazzo. Intendevo tutto questo, quello che sta facendo Laura, tua moglie?”

“Mi scusi, Signora. Sì, mi piace… d’altronde l’abbiamo deciso assieme… solamente, non pensavo saremmo arrivati fino a questo punto…
Ma ho promesso a mia moglie che non mi sarei opposto a nulla, finché lei voleva continuare… e abbiamo firmato quel contratto, in cui la cedo ai suoi Padroni… ora mia moglie vi appartiene…”

“Almeno sai stare al tuo posto. Ho conosciuto diversi mariti come te, degli sfigati, senza alcuna autorità. Nonostante tutto tu rimani sempre suo marito ma lei ora è nostra. Dovresti essere contento che l’abbiamo già fatta chiavare da diversi maschi con dei bei cazzi, ha potuto godere… il tuo è ridicolo ed insignificante, inutile.
Tua moglie è una ninfomane, e ha voglia di cazzo. Al cinema si è fatta scopare da tre marocchini e si è anche fatta picchiare, la eccita ancor di più essere presa a sberle, venire trattata in quel modo, l’hai visto? Arriva a pregare di essere colpita per raggiungere un orgasmo più forte… ora vedrai nelle mani di mia figlia, non si farà scrupoli, è ancora una ragazzina e sa essere davvero crudele, ci sarà da divertirsi…
Ma Aaesso basta parlare, ceniamo, che dopo mi devi soddisfare, ho voglia oggi…”

Quanto finimmo si mise sulla poltrona. Io ero già nudo, lei divaricò le gambe ordinandomi di leccarle la fica. Lo feci senza fiatare, ci misi tutto l’impegno possibile, lei godeva, schiacciandomi la testa sulla fica, si agitava, teneva le labbra aperte con le dita per farsi leccare il più possibile all’interno. Mi fece stendere per terra, piazzandosi sopra il mio viso. Si muoveva forsennatamente incitandomi a leccarle anche il culo, emise un grido di piacere e sentii il suo succo invadermi la bocca. Leccai tutto.

Nonostante avesse goduto non si levava da sopra il mio viso. Io allora ripresi a leccarla, all’improvviso mi arrivò direttamente in bocca un forte zampillo di urina, fui costretto ad ingoiarla.
Poi si lasciò andare, mi fece un’intera pisciata in bocca, come se io fossi il suo cesso, mi diceva, “ingoia cornuto non perderne nemmeno una goccia, fai schifo come uomo, sto cazzetto che ti ritrovi non serve a nulla, ringraziarci che ci occupiamo di tua moglie, la nostra schiava!”

Come se Zora avesse programmato tutto al cronometro proprio in quel momento rientrarono in casa sua figlia Lola con mia moglie.
Guardando quella scena Lola scoppiò a ridere, prese Laura per i capelli e la spinse avanti, verso di noi, dicendole,

“Guarda tuo marito, è un cesso umano! ti sembra possa essere un uomo? Lui non ti merita, lo sai, vero?”

Mia moglie rispose, “sì signorina, lo so. Io appartengo a voi.”

Zora si alzò soddisfatta lasciandomi lì per terra, mettendosi a cavalcioni su di me, le gambe divaricate, le labbra della figa adornate da goccioline del suo piscio. Ed io ero immobile, completamente nudo, con il mio piccolo cazzettino in tiro, nonostante tutto. La zingara prese la mira, e mi sputò sul viso. Poi guardò Laura, uno sguardo beffardo, quasi di sfida, per farle capire come poteva trattare me, suo marito. Mia moglie, che indossava una micro gonna, con un piccolo scialle sulle spalle, tirato su sul davanti, con le tette di fuori, rimase in silenzio.
Venivamo trattati in modo pietoso, ma continuavamo ad accettarlo, senza lamentarci, perché in realtà quella perversione ci eccitava.
Lola, che continuava a tenere mia moglie per i capelli, riferì a sua madre della serata. “Abbiamo fatto il giro di un po’ di semafori dove stazionano i soliti lavavetri. Le facevo tenere le gambe divaricate con la fica in bella vista, ci mettevo una banconota sopra e loro nel prenderla indugiavano a toccarle per bene la fica. Sta brutta troia si é pure eccitata, ha bagnato tutto il sedile, sta lurida puttana!”

Zora guardava mia moglie, che aveva la testa piegata per la presa coi capelli di Lola, con un ghigno soddisfatto. Lola continuò. “Stasera dormo con lei e domani la porto al mare. Viene anche il mio fidanzato con un suo amico sfigato.”

“Certo tesoro, fai bene, divertiti domani. Io ora torno da tuo padre per certi affari da sbrigare, ti affido la puttana, fanne buon uso.”

Quando Zora se ne andò mia moglie e la sua giovane aguzzina si chiusero in bagno, uscirono poco dopo con Lola in una vestaglia di mia moglie, troppo piccola per lei, chiusa solo dal cinturino in vita, lasciando il seno prosperoso completamente fuori e la fica scoperta. Laura invece indossava un babydoll nuovo, trasparente.

Servii loro la cena, chiacchieravano come se si conoscessero da una vita. Poi a tarda ora si ritirarono, ma sicuramente non si misero a dormire. Dalla loro camera si sentiva Laura ansimare, alternando gridolini di piacere a forti schiocchi, segno che si faceva schiaffeggiare. , Poi d’un tratto fu tutto silenzio, probabilmente si erano addormentate, esauste.

Si alzarono il mattino seguente di buon’ora, fecero colazione e poi scapparono veloci in bagno, sembravano due ragazzine eccitate, che si preparavano ad un appuntamento. Uscirono indossando entrambe solamente il pezzo di sotto del costume, si misero sopra un prendisole. Mi informarono su dove sarebbero andate ma mi avvisarono che se avevo intenzione di seguirle dovevo rimanermene a distanza, senza rivolgere loro la parola, sarebbero già state in compagnia. Risposi che avrei fatto come volevano, avrei sistemato in casa e poi le avrei raggiunte.

(Continua)

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