Se ne stava lì, immobile in punta di piedi. Confusa, irrequieta, ansimante.
La sua pelle trasudava.
Aspettava.
Si, aspettava quella concentrazione di piacere, emanata.
Aspettava.
Respirava profondamente, assorta nel reprimere il dolore e le confortevoli ferite.
Aspettava.
E nel contempo cercava di non godere.
Aspettava.
Lottando con se stessa in pensieri vaghi, lievi e inutili che le amalgamavano la mente.
Aspettava.
E guardava un punto vuoto nella stanza: offuscato, piacevole, tormentato.
Aspettava.
Infastidita dall’attesa, dall’angosciante ripetersi, dall’ignoto avvilente.
Aspettava.
E non domandava e né chiedeva.
Aspettava e lottava
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Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..