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Racconti di Dominazione

Noemi, prof inesperta

By 5 Marzo 2024No Comments

Mi chiamo Giulio, ho 19 anni e frequento la terza superiore. Sono stato bocciato due volte perché la scuola non è il mio forte. Frequento un istituto professionale, in cui per i professori è molto difficile fare lezione. Siamo molto casinisti. Ad insegnare italiano, quest’anno è arrivata Noemi, neolaureata di ventisei anni. Castana, occhi verdi, fisico tonico ed uno sguardo pazzesco. Viene a scuola con pantaloni stretti e tacchi. Nonostante la sua bellezza, fa fatica ad imporsi alla classe e le sue ore sono un cazzeggio generale. Ormai non prova nemmeno più a far lezione, cerca di coinvolgerci in tutti i modi ma battute volgari a parte, fatica ad imporsi all’interno della classe. Sfruttando gli studi in psicologia, mi individuò come il leader della classe e volle parlare con me. Io, da ormai due mesi, ero in fissa con lei. Da quando ha accettato la mia richiesta su instagram, non ho fatto altro che guardare e zommare le foto dei suoi piedini. Un bel 37, sempre smaltato, abbronzato. Volevo farli miei. Sono feticista e nelle esperienze con le ragazze richiedo sempre di giocare coi loro piedini.
Noemi, al termine della scuola chiede un piccolo colloquio con me. Io accettai di confrontarmi con lei, e già sapevo dei rimproveri per la mia condotta negativa. Invece, contrariamente alle mie attese la prof cercò la via del diaologo costruttivo, chiedendomi perché mi comportavo da bullo, se c’era qualcosa che non andava a casa.
Io per non togliere la maschera da duro dissi: “ tutto bene! Non è un problema mio se non sa farsi rispettare”
“Sai sono giovane, non è che potresti aiutarmi?” chiese
Un po’stranito dalla richiesta risposi; “io che ci guadagno”
“Eviti la bocciatura, e avrai un voto migliore in condotta. Dal consiglio di classe la tua situazione è critica”
Io dissi: “ della bocciatura non me ne frega un cazzo. Men che meno di aiutarti. Ti ho dato retta abbastanza, e solo perché sei figa”
Noemi mi mandò a quel paese. Io gli dissi: “ A pensarci bene, se me lo chiedi scalza sono disposto ad aiutarti”
“Sei matto, evito di aver sentito”
“No hai sentito eccome, fammi vedere quei bei piedini che ti ritrovi e nessuno farà più casino”
Non mi diede risposta, seccata se ne andò.
Il giorno dopo ho fatto del mio peggio e le due ore con lei furono veramente ingestibili. I miei compagni hanno fatto molto casino e lei visibilmente arrabbiata non aspettava altro che la fine dell’ora.
Al termine delle lezioni la affiancai all’uscita e le dissi: “hai visto di che cosa siam capaci, bei piedini?”
Lei mi disse: “Smettila davvero. E poi dove li avresti visti?”
“Su instagram è pieno di foto. Immagino quanti ragazzi si segano su quelle foto”
Mi piantò una sberla e se ne andò.
Il giorno dopo mi convocò nell’aula professori. Io sono palestrato, sono biondo e occhi verdi, potrei pure piacergli, se non per il carattere.
“Giulio, ho pensato alla tua proposta. Se mi tolgo i tacchi e ti mostro i piedi mi prometti che all’ultima ora ci sarà silenzio assoluto?” chiese

Guardai sotto la scrivania ed aveva un piedino che giocava a restar dentro la scarpa ma desideroso di uscire. Pensai che Noemi voleva divertirsi e con uno scatto rapido, misi una mano sotto la scrivania e gli tolsi la prima scarpa che immediatamente annusai esclamando: “che odore di troietta e ora via l’altra se non vuoi che questa scarpa finisca fuori dalla finestra ” Si tolse l’altra e io li guardai, erano più belli dal vivo. Si vedeva che li curava continuamente anche avvalendosi dell’estetista.
Non dissi nulla per qualche istante. Poi esclamai: “Ti immagini ad entrare scalza nella nostra classe gli sfottò? Qualcuno te li verrebbe ad annusare. E non vuoi vero?”
“Ovvio che no, ma ora dammi la scarpa e annusami i piedi, verme” Noemi cambiò tono di voce, sembrava sicura di se. Mi piaceva questo suo lato dominante.
Chiusa a chiave la porta della sala professori, mi avvicinai a lei, che piedi sulla scrivania si mostrava in tutto il suo splendore. Presi i bei piedini dalle caviglie, li annusai e leccai. Diedi qualche morso alle dita e li misi entrambi sulla patta dei jeans. Lei fece per tirarli via, io di forza li ripresi.
“per oggi va bene così” dissi.
Nell’ultima ora, tutti in silenzio e Noemi riuscì a spiegare. Al termine della lezione, stranita si avvicinò e mi disse come avevo fatto. Io sorrisi e gli dissi: “fammi imbiancare, anche solo una volta i tuoi piedini ed il silenzio nelle tue ore sarà normalità”
Tutta rossa, imbarazzata mi disse: “ Ti piacerebbe Bastardo” aggiungendo un sorrisino
“Piacerebbe molo di più a te. Per la prima volta avresti tra i piedi il cazzo di un uomo con le palle, altro dei secchioni che frequenti”
Non disse nulla, ma era palese che il gioco era appena iniziato

Fatemi sapere se vi va di scoprire il proseguo della storia….

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